Iene vegane – 137

le Iene vegane esistono davvero, perche` l’autore del romanzo del mondo ha molta fantasia.

hanno bloccato con un sit-in pacifico l’ingresso del Macello Comunale di Rovato, alcuni uniti con piccole catene, per impedire l’ingresso dei camion.

erano una trentina, alcuni giunti anche da fuori provincia.

manifestano e protestano contro il consumo di carne.

. . .

come non essere d’accordo?

e` un bisogno vitale per il pianeta sovrappopolato la riduzione del consumo di carne.

per la sostenibilita` della vita umana sul pianeta, contro l’effetto serra, e per migliorare la salute di chi si ciba attualmente di animali allevati industrialmente.

un discorso razionale che ho esposto varie volte anche io, e che non sto qui a ripetere e motivare di nuovo.

quello che conduce ad un vegetarianesimo moderato e senza fanatismi.

resta infatti tutto da dimostrare che alterino il bilancio energetico del pianeta galline, capre o altri ovini oppure un maiale e anche una mucca allevati con metodi rigorosamente tradizionali, che si nutrono di risorse alimentari che altrimenti andrebbero semplicemente sprecate (erba, scarti di cucina)…

. . .

quindi una dieta principalmente vegetariana puo` non privarsi del tutto dell’apporto di carni frutto di una alimentazione naturale come nell’allevamento tradizionale.

proprio quello che viene contrastata in nome di presunte esigenze sanitarie dalle leggi vigenti che combattono l’auto-produzione in ogni modo.

vogliono costringerci a cibarci unicamente di prodotti alimentari industriali, formalmente realizzati nella tutela massima dell’igiene e della sicurezza, ma poi dopate con additivi chimici e gonfie di antibiotici alla lunga pericolosissimi.

. . .

ma purtroppo riflessioni di questo tipo sono semplicemente troppo scientifiche ed obiettive per trovare spazio.

se si vuole ridurre il consumo di carne, meglio lasciar perdere i mille motivi di buon senso per farlo, e trasformarlo in un tabu` superstizioso ed assoluto.

meglio ancora, in una specie di nuova religione, aperta anche al tradizionale fanatismo religioso.

dopo i Testimoni di Geova le Iene vegane.

. . .

cominciamo, ad esempio, dal pietismo verso gli animali:

il consumo “causa la morte di animali innocenti che subiscono a milioni in tutto il mondo una morte violenta tra sofferenze indicibili”.

ed ecco allora “una disobbedienza civile a volto scoperto per denunciare la violenza e la tortura, che si nascondono dietro una morte prematura e ingiusta”.

bene, bravi, apprezzo, ma soltanto fino a che restano scelte personali, dovute a sensibilita` ammirevoli.

ma non vorrei che diventassero dei tabu` da rispettare socialmente e da imporre con la violenza, anche soltanto ideologica.

. . .

sta di fatto che gli animali non conoscono pietismi,

i carnivori non si limitano ad uccidere la preda, traggono piacere dalla sua sofferenza,

e le iene per prime, che sono tra gli animali assassini piu` crudeli del pianeta, quando non si cibano di carogne, fanno loro le carogne:

per non dire dei loro fratelli licaoni:

uccidono le prede cominciano a divorargli da vivi i genitali,

dato che sono la zona del corpo piu` dolorosa e la sofferenza atroce rende le vittime incapaci di reagire.

. . .

se gli animali carnivori uccidono naturalmente le prede, e l’uomo e` un animale anche carnivoro, perche` non dovrebbe farlo?

sara` comportamento umano (nel senso positivo che ci ostiniamo a dare al termine), o meglio umanitario, risparmiare al carnefice umano, ma forse neanche, la vista delle sofferenze delle vittime bestiali.

ma e` la natura che ci ha fatto anche carnivori: e` giusto moderare l’istinto carnivoro di cui ci ha dotati, ma non negarlo del tutto.

sapersi accettare come esseri determinati non e` l’atteggiamento piu` laico possibile?

. . .

anche l’India induista, dove le vacche sono state santificate come intoccabile simbolo divino, non escludono poi dalla dieta altre carni di animali, come polli o maiali.

un divieto sacro che ha avuto una funzione fondamentale nel garantire l’equilibrio ecologico di quel continente sovrappopolato gia` nei secoli passati.

e in effetti, se abbiamo bisogno di rendere religioso il divieto di cibarsi della carne di qualche animale, le religioni della re-incarnazione, induismo e buddismo, non funzionerebbero gia` egregiamente allo scopo?

nello Sri Lanka in guerra contro la propria minoranza tamil, ho visto anni fa su un treno un soldato armato di mitra spingere delicatamente un moscerino fuori dal finestrino, per non fargli male, mentre andava ad uccidere i suoi simili e connazionali, che soltanto parlavano un’altra lingua e praticavano un’altra religione.

piu` tardi a Candy, nella stessa isola, ricordo gli sguardi di orrore rivoltimi mentre calpestavo un formicaio che mi aveva aggredito perche` lo avevo sbadatamente calpestato:

solo di recente ho capito che non era la generica disapprovazione per un gesto considerato peccaminoso dal buddismo del luogo, in quanto azione violenta contro la natura che e` sacra in quella religione (ma non in quella ebraicae ben poco in quella cristiana):

era l’orrore concreto perche` in quelle formiche poteva stare la reincarnazione magari di un nonno o di qualche altro parente morto, che io stavo uccidendo costringendone l’anima a trasmigrare ancora.

. . .

e` anche evidente il carattere positivo dei movimenti culturali che tendono a riconoscere alcuni diritti veri e propri anche agli animali, o almeno a quelli piu` simili a noi.

e il nostro codice penale giustamente punisce il loro maltrattamento.

questa sensibilita` oggi e` molto cresciuta,

per fortuna.

ma dobbiamo proprio farne la base di una nuova religione?

che per alcuni arriva addirittura ad anteporre gli animali agli esseri umani, in quanto – loro – meno colpevoli…

strano modo di mantenere in vita il concetto di colpa.

come se la colpa potesse mai giustificare la sofferenza.

. . .

la carne e` certamente “un alimento che non fa bene alla salute al pianeta”, come hanno dichiarato gli organizzatori di questa protesta a pochi giorni dalla fiera nazionale zootecnica Lombardia Carne di Rovato.

e la carne prodotta industrialmente non fa certamente bene neppure alla nostra.

ma parlare addirittura di orrore, che dovremmo provare per la carne, dai!

posso capire il disgusto per la morte violenta del maiale, ma in me, mi dispiace, non riesce a diventare orrore per la fettina di salame o di pancetta affumicata.

siamo parte della natura, non angeli incarnati in corpi provvisori.

. . .

ma per qualcuno non e` cosi`:

Gli animali hanno l’anima, dicono i cartelli delle Iene Vegane.

IENE-VEGANE-750x400

certo che ce l’hanno! hanno l’anima animale, avrebbe detto Aristotele:

la stessa che attribuiva anche al feto umano, dal momento in cui comincia a muoversi (prima aveva soltanto un’anima vegetativa).

ah, ma qualcuno intende un’anima vera e propria?

ah si`, loro ce l’hanno? be’, io no.

si vede che il vero animale sono io…

. . .

e in effetti, a giudicare da quegli sguardi ispirati della foto, loro quell’anima la vedono anche.

. . .

ESSERI ANIMATI

Dicono che solo gli uomini
Abbiano l’anima immortale
Destinata a felicità senza fine.

Mi chiedo
Perché i cugini animali
Pur essendo delle bestie

Non debbano
Avere diritto all’ anima
Che il nome loro pure reclama.

Un po’ di generosità
Che non costa poi molto
Suvvia… la si potrebbe pure avere.

da un commento di silvano

. . .

quanto all’anima animale, ero ragazzo e ponevo la domanda nelle discussioni con gli amici, venendo un po’ deriso.

alla fine ho pensato, che, piuttosto che estendere l’anima umana anche agli animali, fosse piu` giusto risparmiare alle bestie questo sfregio, e prendere atto che non ce l’hanno neppure gli uomini, in genere, un’anima umana… ;(

(replica mia…)

Annunci

12 thoughts on “Iene vegane – 137

    1. quel che non sanno i vegani

      gli animali vegani
      sono buoni come la gallina
      di Cochi e Renato, ed umani.

      ma se potessero,
      gli animali non vegani
      si mangerebbero i vegani.

      sia intesi come animali
      sia come umani,
      quei cani.

      ahah ahha 🙂

      Liked by 1 persona

      1. Pensavo ai conigli che sono erbivori. Sempre considerati codardi e ossessivamente riproduttori di se stessi, se sapessero che come ” vegani” possono essere di moda…si monterebbero la testa ( a dire il vero ” montare” è una parola che riporta alla loro riproduzione seriale…ops)

        Mi piace

        1. ho fatto un gioco di parole troppo complicato e contorto, mi succede spesso.

          comunque anche i conigli sono buoni, molto buoni, in pentola, come la gallina di Cochi e Renato.

          te li ricordi? 🙂

          Mi piace

  1. 2 Parte – LA VITA SEMPLICE – ERNST WIECHERT

    < Chi lo sa? Gli animali intuiscono ciò che sta per venire, più chiaramente degli uomini… Solo i popoli antichi e le antiche stirpi ne hanno conservato qualche traccia.-

    Liked by 1 persona

  2. Mettiamola così: se io ho un’anima allora ce l’ha anche il mio gatto e la mia gallina. Non c’è un Aristotele o un sant’Agostino che mi possa conveincere del contrario.

    Mi piace

    1. mettiamola cosi`.

      l’anima e` un concetto scientifico di 2.500 anni fa, totalmente superato e privo di qualunque senso nella riflessione di oggi, se non fosse che la religione cattolica (ma nessun’altra religione, mi risulta) se ne e` appropriata e continua ad usarlo, avendoci legato l’idea totalmente assurda della nostra sopravvivenza eterna dopo la morte, nonche` il sistema di punizioni e premi connesso.

      quindi, mettiamola cosi`: l’anima immortale certamente non ce l’hanno gli esseri umani, tanto meno ce l’hanno gli animali.

      fra parentesi, Aristotele non sarebbe d’accordo con questa mia negazione, dato che per lui gli animali avevano certamente un’anima sensitiva, cioe` sono capci di sensazioni, dicendola in modo moderno.

      ma non hanno, secondo lui, un’anima razionale, cioe` tipicamente umana.

      (nonostante ci sia molto da dubitare che anche gli esseri umani possano essere considerati razionali, cioe` consapevoli e responsabili delle loro azioni).

      ma su questa strada oggi non si va da nessuna parte: sono idee sciocche, ripetute a vanvera da chi non ha riflettuto abbastanza o non si e` informato.

      certamente gli animali soffrono, possiamo dire noi oggi.

      altrettanto certamente gli animali non possono essere considerati responsabili delle loro azioni.

      quindi di che anima stiamo parlando?

      usiamo la parola anima come sinonimo di sensibilita`? e perche`?

      e` giusto non infliggere agli animali sofferenze gratuite e punire chi lo fa.

      ma la pretesa di eliminare la sofferenza dalla vita e dalla natura e` puerile e corrisponde in realta` ad un odio profondo e narcisista e ad un rifiuto della natura vera, che usa sulla sofferenza come uno dei propri motori fondamentali della vita.

      Mi piace

  3. Cerco di dar motivazione del mio essere vegetariano.
    La prendo alla larga.
    Vedo la storia umana come un’evoluzione ( lenta o velocissima, dipende dai punti di vista) verso l’inclusione ovvero verso la civiltà (?). Sia pur in modo estremamente grossolano si è assistito all’allargarsi progressivo delle comunità umane che via via hanno inglobato, con processi vari e spesso cruentissimi, fette più ampie di popolazione fatte transitare dal loro al noi : gruppo familiare, tribù, città-stato, nazione, federazione, organizzazione sovranazionale… perlomeno a livello di acquisizione astrattamente formulata ed accettata.
    Da qualche centinaia di anni la “pietà” ha iniziato a rivolgersi anche verso gli animali
    Via via il pianeta è contemporaneamente andato restringendosi e gli spazi di vita naturale esaurendosi. La terza estinzione di massa è brutalmente avviata.
    Se tutti hanno diritto alla vita, capita oltretutto l’importanza degli ecosistemi complessi e della biodiversità, si giunge, in via di principio, ad inglobare nel noi anche tutti gli altri abitanti animali del pianeta che diventa Gea ( vita ecologicamente unita in un unico insieme) . Animali noi, animali tutti restanti abitanti, tutti con lo stesso diritto alla vita.
    concludo : il vegetarianesimo è un fatto di civiltà ( magari per ora solo abbozzata).
    Che poi si possa vivere mangiando benissimo senza carne è dimostrato sia dal punto di vista della salute che dei sapori.
    Chi non rimpiange il salame nostrano ?
    Si rimpiangeva un tempo anche la comodità dello schiavo…
    Si rimpiangeva un tempo anche la comodità delle colonie…
    N’est pas ?

    319
    MIO FRATELLO

    Di dolore e di odio
    Mi vestirò
    Se lo colpite.

    Il cervo
    È mio fratello
    Mio fratello, capite ?

    Entrambi dico, io e lui
    Abbiamo brucato vita grassa
    È patito inverni bui.

    E corse e amore e giochi
    Nei miei occhi come nei suoi
    Sono custoditi.

    Nuove valli da imparare
    Nuovi fiori da brucare
    E nuove rupi da cui guardare.

    Vi ricordo, io e lui
    Dalla stessa madre siamo nati
    Siamo fratelli.

    Mi piace

    1. poesia di nuovo bellissima, e non dirmi incoerente per quel che ti diro`.

      da giovane ero un astemio assoluto: sono arrivato a svenire per un aperitivo che mi era stato dato come analcoolico e non lo era.

      oggi qualche mezza birretta e un dito di grappa in occasioni speciali me li concedo.

      il tempo mi ha insegnato la bellezza dell’incoerenza parziale.

      io condivido tutto quel che dici e non faccio fatica perche` non ci ritrovo la teorizzazione dell’anima degli animali e l’estremismo fanatico di chi fa di una sua bella scelta una fede molto meno attraente e a volte decisamente fastidiosa.

      da tempo non mangio carne che molto saltuariamente, pero` non rifiuto il rito di certi banchetti tradizionali familiari dove viene a morire del tutto un coniglio.

      rivendico il diritto dell’incoerenza parziale, ecco tutto, rifiuto le leggi assolute; credo anche che un vegetarianesimo moderato abbia molte piu` possibilita` di espandersi, ed e` sommamente necessario, anche se significa colpire settori produttivi e tradizioni importanti, cancellare veri e propri saperi.

      ecco, non credo che sia giusto distruggere senza appello tutto questo passato.

      e alla fine tutti noi animali dobbiamo morire: ma per esseri come gli animali, estranei ampiamente alla dimensione autobiografica del tempo lineare tipica degli umani, la morte ha del resto un significato diverso che per noi, dotati di un io ben distinto.

      ma questa e` una scelta o sono convinzioni soltanto mie; vorrei soltanto vivere in un mondo dove sia possibile essere vegetariani rigorosi e assoluti e vegetariani prevalenti, nel rispetto reciproco.

      credo che si dovrebbe accontentare socialmente di alzare il costo della carne e di far crescere l’apprezzamento per dieti che ne ridimensionino l’uso.

      insomma il mio vegetarianesimo tendenziale e` a base umana: si e` vegetariani per il bene degli uomini e non per quello degli animali.

      da parte mia, la mia ammirazione e la mia stima per chi e` migliore di me, ma – sai come si dice? e qui e` il caso di sorriderci su – la carne e` debole… 🙂

      Mi piace

      1. ancora una volta, cliccando invio questo commento era scomparso.

        poi per caso ho aperto lo spam e l’ho ritrovato li` dentro assieme ad altri due che avevano fatto la stessa fine negli ultimi giorni e che adesso ho salvato dalla distruzione, ripubblicandoli.

        certo il fatto che wordpress, nella sua infinita saggezza, mi consideri uno che manda dello spam a me stesso mi da` molto da pensare… 🙂 🙂 🙂

        Mi piace

      2. Sono molto tollerante con le persone ( chi non ha incoerenze ?), molto più rigido con le idee.
        I cambiamenti culturali so benissimo essere lentissimi e che in genere sono le condizioni concrete generali più che quelle ideali od etiche che portano al cambiare. Ora ritengo mature molte condizioni per cui molti cambiamenti possano avviarsi.

        INGORDIGIA

        Bisognerebbe lasciare
        Un po’ di mondo
        Anche al mondo.

        Mi piace

        1. anche io sono una persona notoriamente e infelicemente rigido con le idee; riesco a sopportare sgarbi ed offese personali, ma non quelle portate ad altri oppure a principi fondamentali.

          la cultura io direi che e` sempre in movimento per sua stessa natura.

          basta che il cambiamento sia davvero fatto di idee nuove; dire che gli animali hanno un’anima, per esempio, significa secondo me riproporre malamente vecchi cliche` culturali molto molto deteriori.

          dire che hanno dei diritti elementari come esseri sensibili, invece, e` cambiamento vero.

          Mi piace

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...