May, la lettera della brexit – 138

la popolarita` non fa per me e mi ostino su un tema che in Italia interessa poco, la brexit.

dove puoi sentire molti luoghi comuni e profezie di ogni sorta.

ma risalire ai documenti originali e provare a leggerseli non sembra fatto per noi.

finora, ad esempio, il testo della lettera ufficiale all’Unione Europea, con la quale la May ha avviato la procedura irreversibile della brexit, l’ho trovata soltanto in un pdf in inglese, neppure ricopiabile:

http://www.eunews.it/wp-content/uploads/2017/03/Prime_Ministers_letter_to_European_Council_President_Donald_Tusk.pdf

Prime_Ministers_letter_to_European_Council_President_Donald_Tusk

mi sarebbe piaciuto di piu` dare semplicemente la traduzione e lasciare che ciascuno giudichi da se`.

posso farlo soltanto per la prima delle sue 6 facciate: il resto sarebbe fatica troppa e probabilmente anche sprecata.

. . .

Caro Presidente Tusk,

Il 23 giugno dello scorso anno il popolo del Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione europea. Come ho detto in passato, la decisione non era il rifiuto dei valori che condividiamo come concittadini europei. Né era un tentativo di fare del male all’Unione Europea o a uno qualsiasi degli Stati membri restanti. Anzi, il Regno Unito vuole che l’Unione europea abbia successo e prosperi. Al contrario, il referendum è stato un voto per ripristinare, per come la vediamo, la nostra autodeterminazione nazionale. Stiamo lasciando l’Unione Europea, ma non stiamo andando via dall’Europa – e vogliamo restare partner impegnati e alleati ai nostri amici in tutto il continente.
All’inizio di questo mese, il Regno Unito Parlamento ha confermato il risultato del referendum votando con maggioranze chiare e convincenti in entrambe le sue Camere la proposta di legge sull’Unione europea (comunicazione di recesso). Il disegno di legge è stata approvata dal Parlamento il 13 marzo e ha ricevuto l’assenso reale da Sua Maestà la Regina ed è diventato una legge del Parlamento il 16 marzo.
Oggi, dunque, Le scrivo per dare attuazione alla decisione democratica del popolo del Regno Unito. Mi pregio comunicare al Consiglio Europeo secondo l’articolo 50 (2), del trattato sull’Unione europea l’intenzione del Regno di Unito di recedere dall’Unione Europea. Inoltre, in conformità dello stesso articolo 50 (2) applicato dall’articolo 106a del Trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, mi pregio comunicare al Consiglio Europeo l’intenzione del Regno Unito di recedere dalla Comunità europea dell’energia atomica. I riferimenti contenuti in questa lettera all’Unione Europea devono pertanto essere considerati comprensivi anche di un riferimento alla Comunità Europea per l’energia atomica.

. . .

solo la prima pagina del documento ufficiale del governo inglese e` scaricabile come testo; il resto soltanto come immagine.

e in tutta internet gira soltanto questo testo in PDF.

prendete dunque questo post come una patetica manifestazione di una nobile intenzione.

. . .

solo Il Secolo XIX, a quanto vedo, fa almeno un riassunto per punti della lettera:

La premier auspica dopo la Brexit «una partnership profonda e speciale» con l’Ue in quanto «vicino ed amico più stretto». «Siamo convinti che questi obiettivi siano negli interessi non solo del Regno Unito ma anche dell’Unione europea e del mondo intero».

Londra vuole una Ue forte e prospera, «capace di proiettare i propri valori» e auspica che «il Regno Unito, attraverso una nuova profonda e speciale partnership con una forte Unione europea, svolga appieno il suo ruolo nel raggiungere questi obiettivi».

Nel primo capitolo, Il processo nel Regno Unito, dopo avere spiegato che Londra convertirà «l’acquis communautaire» in legge nazionale, May garantisce all’Ue che «naturalmente continueremo ad adempiere le nostre responsabilità in quanto stato membro finché saremo un membro dell’Unione europea, e la legislazione che proponiamo non entrerà in vigore» prima della conclusione dell’iter della Brexit. Sul futuro del Regno Unito, «ci consulteremo appieno su quali poteri devono rimanere a Westminster e quali debbano essere ceduti a Scozia, Galles e Irlanda del nord. Ma l’aspettativa del governo è che «la soluzione di questo processo sarà un aumento significativo dei poteri decisionali di ogni amministrazione» locale.

Nel secondo capitolo, I negoziati tra il Regno Unito e l’Unione europea, May afferma che «ambedue, il Regno Unito e l’Unione europea, devono lavorare duro per evitare» i disaccordi, perché se «lasciamo l’Unione europea senza un accordo, la nostra posizione è che dovremo negoziare in base ai termini della World Trade Organization».

Il terzo capitolo, I principi proposti per le nostre discussioni, contiene 7 punti per rendere il processo «il più fluido e con le maggiori possibilità di successo possibili».

  1. viene invocato «uno spirito di cooperazione sincera»: «il Regno Unito non punta a far parte del mercato unico: capiamo e rispettiamo la vostra posizione in base alla quale le quattro libertà sono indivisibili e che non ci può essere una scelta» “à la carte”.
  2. si chiede un «accordo rapido» sui «diritti» dei cittadini europei che rimarranno in Gb e quelli britannici che continueranno a vivere sul continente.
  3. si chiede di definire «una partnership profonda e speciale» nella cooperazione economica e di sicurezza.
  4. si chiede, a beneficio di investitori, aziende e cittadini, di lavorare insieme per minimizzare i contrasti ed offrire un massimo di certezza.
  5. ricordando «la relazione unica con la Repubblica d’Irlanda e l’importanza del processo di pace in Irlanda del nord, si afferma: «Vogliamo evitare di tornare ad una frontiera netta tra i nostri due Paesi, essere in grado di mantenere» la libera circolazione «tra di noi ed essere sicuri che l’uscita del Regno Unito dall’Ue non danneggi la Repubblica d’Irlanda. Abbiamo anche un’importante responsabilità nel garantire che nulla verrà fatto per mettere a repentaglio il processo di pace in Irlanda del nord e si continui ad appoggiare l’accordo di Belfast».
  6. si propone un accordo di libero scambio tra il Regno Unito e l’Ue, visti gli stretti legami economici e finanziari che continueranno ad esistere.
  7. si chiede che si continui a difendere insieme i valori europei condivisi.

Nel quarto capitolo, Il compito che ci attende, May dice di essere convinta che «insieme saremo capaci di raggiungere un accordo sui diritti e gli obblighi del Regno Unito in quanto stato membro che sta lasciando, stabilendo nel contempo una partnership profonda e speciale che contribuisca alla prosperità, alla sicurezza e al potere globale del nostro continente».

. . .

un solo commento mio:

gli inglesi non vogliono far parte del mercato unico europeo (punto 3, 1), ma vogliono un accordo di libero scambio (punto 3, 6).

bella coerenza.

libera circolazione delle merci, ma non dei lavoratori.

giusto per smentire Marx che proprio a Londra scrisse Il capitale, contro l’economia che trasformava i lavoratori in merce.

chiarissimo, no?

buona serata.

 

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