l’inevitabile catastrofe migro-climatica – 140

catastrofe migro-climatica e` un termine che mi sono inventato io: spero che renda l’idea.

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un breve articolo dell’ultimo numero delle Scienze espone lo studio sul rapporto fra riscaldamento globale e migrazioni di Ruohong Cai e colleghi dell’Enviromental Defense Fund di New York.

il collegamento, finora soltanto intuitivo, e` finalmente documentato da una ricerca svolta in 163 paesi di emigrazione e in 42 paesi di immigrazione sui dati del trentennio 1980-2010.

viene dimostrato un rapporto preciso fra aumento delle temperature e aumento dei flsussi migratori.

in altre parole, le gente emigra perche` le temperature si alzano.

e, se le temperature si alzano, la gente emigra.

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notare bene che e` il motivo esattamente inverso di quello che determino` il crollo dell’impero romano, travolto da ondate migratorie che assumevano la forma aggressiva delle invasioni barbariche.

si era allora in una fase di raffreddamento climatico e le popolazione del Nord e dell’est continentale dell’Europa scendevano dai loro paesi che stavano diventando insopportabilmente freddi verso le piu` vivibili terre del Sud.

oggi la fuga e` dovuta al calore che rende certi paesi sempre meno abitabili.

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il legame diretto fra i due fenomeni e` stabilito dall’agricoltura.

si emigra soprattutto dai paesi ad economia agricola, dato che l’aumento delle temperature ha un effetto negativo misurabile sulla produttivita` agricola, nei paesi piu` caldi, naturalmente.

aumentano le temperature, diminuiscono i raccolti e aumentano i migranti.

che cos’altro dovrebbero fare? lasciarsi morire di fame sul posto?

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tuttavia la relazione tra aumento delle temperature e aumento delle migrazioni non e` lineare, osserva lo studio.

nel senso che i due fenomeni si sviluppano secondo una certa proporzione lineare di corrispondenza soltanto fino ad una certa soglia di aumento delle temperature.

superata quella soglia, le migrazioni aumentano molto di piu`.

e la spiegazione e` sempre la stessa: anche i raccolti, superata una certa soglia, calano molto piu` drasticamente.

le carestie diventano insostenibili; si arriva alla perdita TOTALE dei raccolti in certe zone.

e le migrazioni diventano inarrestabili, ovviamente.

e, quando metteranno definitavamente in moto milioni o decine di milioni di persone, e` inutile sperare che la politica dell’accoglienza regga.

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Le Scienze sono un’autorevole rivista scientifica: conclude seraficamente che occorre recuperare e mettere a cultura le terre inaridite; cosa che contribuisce anche a ridurre il gas serra.

un altro articolo sulla stessa rivista, di Alfondo Lucifreddi, illustra nuovi e vecchi tipi di piante da introdurre per combattere la desertificazione; ma non tutte sono commestibili.

e la loro introduzione e` anche un problema culturale, presso popolazioni che hanno altri saperi tradizionali nel loro coltivare.

l’agricoltura e` un insieme di tecniche e abitudini tramandate, e non si improvvisa.

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pero` anche Nature e` un’autorevole rivista scientifica e, secondo uno studio pubblicato l’estate scorsa, la catastrofe climatica, con eventi metereologici estremi, comincera` ai tropici dal 2020:

http://www.soc.hawaii.edu/mora/PublicationsCopyRighted/Mora%20038.pdf

Diventeranno invivibili (…) le economie povere esistenti entro i circa 4.000 chilometri introno all’equatore (dove i redditi medi pro capite sono meno del 10% della media di quelli dei paesi delle medie latitudini come il nostro).

saranno i paesi nei pressi dell’equatore che non hanno contribuito quasi per niente al riscaldamento globale, a sperimentare per primi il nuovo periodo di catastrofe climatica permanente;

per noi, paesi delle medie latitudini, questa comincera` fra una trentina d’anni.

108566

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insomma, tutto fa pensare che siamo di fronte ad un problema che sta diventando esplosivo e che rischia di travolgerci.

naturalmente tutto il dibattito politico in corso si concentra sui dettagli e non sulle cause vere.

e se si conoscono le cause vere, allora anche le finte soluzioni urlate dei muri e quant’altro si mostrano per quel che sono.

palliativi insulsi, anziche` affrontare il problema vero.

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ma le cause vere sono affrontabili?

gia` dieci anni fa uscivano degli studi che affermavano che il riscaldamento globale aveva superato la soglia critica e che non saremmo riusciti piu` a fermarlo in tempi rapidi.

ne parlavo qui, allora:

https://corpus0blog.wordpress.com/2017/03/30/308-07-il-nostro-post-sul-clima-pazzesco-30-marzo-2007-cor-pus-119-err-118/

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da allora la situazione e` soltanto peggiorata.

ma nel frattempo i poteri reali che chi stanno portando alla catastrofe sono diventati piu` abili a negare l’evidenza (Trump) o a diffondere false sicurezze sulle pseudo-soluzioni messe in campo (Obama).

soluzioni? le elencavo, senza crederci, 10 anni fa in quel post.

oggi ci credo ancora meno e dico: nessuna.

ho avuto dieci anni di tempo per abituarmi all’idea, allora mi spaventava, adesso l’ho mandata giu`.

ma forse per me e` facile anche perche` ho dieci anni di piu`.

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3 thoughts on “l’inevitabile catastrofe migro-climatica – 140

  1. Causa prima della distruzione è il capitalismo ovvero l’ideologia liberista, sviluppatasi in occidente, di produrre e vendere merci utilizzando altri uomini come semplici mezzi di produzione ( schiavismo taylorismo precarietà ). L’ economia è dunque intesa come mezzo per far accumulare danaro ai proprietari di danaro e non come azione collaborativa per il benessere sociale.
    Il prodotto non è più un qualcosa che abbia valor d’uso ma solo mezzo per l’accumulo.
    Oggi che tutta la politica tradizionale ha abbracciato questa libertà criminale ( quando dico criminale intendo criminale) si ignora anche la distruzione di suolo, vegetazione, fauna, aria, acque e mari sacrificati sull’altare della crescita infinita.
    Cambiamenti climatici e migrazioni, evidentemente solo all’inizio, di questa malattia mortale sono gli effetti.
    Certo anche altro concorre ma …

    237
    TERRA

    Un tempo avevo l’orto in città
    Ora non più.

    Nel terreno ci sono
    Talmente tanti metalli pesanti
    Che è diventato
    Una fabbrica metal-meccanica.

    Semino insalata e crescono ingranaggi
    Se semino pomodori colgo rondelle
    Semino fagioli e ramazzo bulloni
    Se semino cavoli spuntano tegami
    Semino porri e raccolgo bielle.

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    1. ecco, appunto, ma non capisco la moda che trovo insopportabile di chiamare il capitalismo liberismo, quando non ha mai avuto niente a che fare con la liberta`, neppure quella economica: non parliamo poi dei brividi per la schiena che mi fanno venire parole come neoliberismo oppure ordoliberismo.

      a dirla tutta, trovo che perfino la parola capitalismo sia un poco fuori posto: ha fatto qualcosa di universale e di scientifico delle particolarita` della concezione economica della cultura britannica ed anglosassone, una delle peggiori manifestazioni umane della propensione al saccheggio e allo sfruttamento…

      la concezione anglosassone predatoria dell’economia ha avuto due vittime principali: gli operai e l’ambiente (dovrei aggiungere anche le donne, intese come genere femminile nel suo insieme, ma il discorso si farebbe troppo complesso per un commento).

      e` ovvio, evidente e direi perfino “naturale” che un paio di secoli di indiscriminato saccheggio ambientale hanno portato alla distruzione quasi completamente realizzata del pianeta, anche in grazia del fatto che nel secolo scorso anche le altre culture (russa, cinese…) sono state via via costrette ad adeguarsi al modello.

      Marx vide akcune di queste caratteristiche, ma sottovaluto` completamente, anzi ignoro` del tutto, la distruzione ambientale come componente essenziale di questa cultura economica: era anche lui un figlio mentale della bibbia ebraica che fin dall’inizio della Genesi ha santificato lo sfruttamento umano della natura, e dunque non l’ha preso in considerazione, trovandola ovvia.

      con Trump il modello torna ad essere se stesso, dopo le ipocrisie buoniste del decennio passato, ma e` sempre stato questo, solo un po’ mascherato negli ultimi anji, data la sua insostenibilita` evidente.

      dato che l’obiettivo e` sempre stata una paranoica accumulazione individuale, il modello sta raggiungendo il suo trionfo finale con un salto di qualita` quasi inimmaginabile: il tecnofeudalesimo della macchine.

      la riduzione della razza umana a un numero ridotto di schiavi con l’affidamento della parte principale della produzione a robot che possano non essere ostacolati dalle alte temperature che si preparano e` l’ultimo passaggio del suicidio collettivo in atto.

      riscaldamento globale ed effetto serra non vengono ostacolati, dato che l’elite pensa di potersene salvare: anzi, se fossimo lucidi fino in fondo potremmo vedere che sono diventati lo strumento pefdetto per la realizzazione dell’obiettivo finale.

      e` in atto solamete un gioco puerile delle parti per tenerci buoni e darci l’illusione di chissa` quale strategia per combatterlo.

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