morire per Gibilterra? (aggiornamento 5 aprile) – 143

sono incredibili i toni assunti nel Regno Unito dal dibattito sulla brexit una settimana sola dopo la sua comunicazione ufficiale.

la lettera  della May era solo apparentemente conciliante:

un mero documento propagandistico;

tace sulle questioni veramente scottanti,

a cominciare dallo status futuro dei cittadini europei nel Regno Unito,

si limita a chiedere liberta` di commercio in cambio di nulla.

. . .

manca ancora la risposta ufficiale dell’Unione Europea;

per questo non me ne sono ancora occupato.

tuttavia dalle indiscrezioni che escono sui suoi contenuti in discussione emerge un nuovo problema.

riguarda il secondo confine di terra che verra` a crearsi fra l’Unione Europea e il Regno Unito.

il primo sara` quello fra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord, membro del medesimo Regno Unito, e a maggioranza contraria alla brexit.

ma non si era notato sinora il secondo confine terrestre.

molto piu` breve: fra la rocca di Gibilterra e la Spagna.

. . .

Gibilterra e` ancora sotto il diretto controllo inglese dopo l’occupazione militare del 1704 e la cessione ufficiale col trattato di Utrecht del 1713, alla fine della guerra di successione spagnola.

cessione molto strana, perche` veniva ceduta alla corona inglese la proprieta` dell’intero territorio della Rocca, ma non vi fu nessuna cessione di sovranita`.

addirittura come parte del Trattato si pose come condizione, da parte spagnola, per il giubilo dei razzisti del XXI secolo:

Nessun permesso deve essere dato ai Giudei o ai Mori, di risiedere o avere dimora nella detta città di Gibilterra.

in sostanza, in base a quel trattato, mai realmente superato neppure nei trattati successivi, il territorio di Gibilterra, in teoria, sarebbe ancora parte del Regno di Spagna, e solo possesso personale della regina d’Inghilterra.

. . .

ma la situazione di fatto creatasi la vede come un territorio controllato dal Regno Unito in quanto stato.

un referendum di cinquant’anni fa, del 1967, vide la stragrande maggioranza degli abitanti favorevoli a restarne parte.

il giorno del suo svolgimento e` quello della festa nazionale di Gibilterra,

e in un nuovo referendum del 2002 il 98% dei votanti rigettò la proposta di condivisione della sovranità tra Regno Unito e Spagna.

ma nel referendum per la brexit dell’anno scorso il 95,05 vi si dichiaro` contrario.

insomma: inglesi si`, ma inglesi europei.

. . .

oggi e` chiaro che il futuro di Gibilterra verra` posto dall’Unione Europea come uno dei problemi da chiarire nelle trattative sulla brexit.

a caldo il ministro degli esteri spagnolo, subito dopo il referendum, si espresse per forme di co-sovranita` anglo-spagnola.

e il primo ministro di Gibilterra le respinse con forza: 

Gibilterra non sarà mai spagnola, neanche in parte.

in ogni caso la Spagna ha diritto di veto, come ogni altro paese dell’Unione Europea, sulle trattative per la brexit,

e certamente la sua approvazione di un accordo – alquanto improbabile – sara`  subordinata ad una soluzione per lei soddisfacente del problema.

nell’Unione Europea lo si e` ricordato agli inglesi.

il ministro inglese per la brexit ha definito inaccettabile questo diritto di veto della Spagna,

ma tant’e`: fa parte dei trattati.

. . .

ma ora il problema, come accennavo, sta rapidamente scivolando nel grottesco, o peggio.

la Spagna ha cominciato col modificare la sua posizione ufficiale sul futuro della Scozia, che ha chiesto un nuovo referendum per l’indipendenza.

finora la Spagna si era espressa contro l’ingresso di una Scozia eventualmente indipendente nell’Unione Europea.

il problema per la Spagna era infatti come evitare un precedente pericoloso per l’analogo referendum sull’indipendenza che vuole tenere la Catalogna, ma che la corte costituzionale spagnola ha bloccato.

ora la posizione e` cambiata ufficialmente.

adesso la Spagna auspica che una Scozia indipendente a seguito di una sua libera decisione possa entrare a pieno titolo nell’Unione Europea.

evidentemente una svolta strumentale che ha di mira anche l’eventuale distacco dall’Inghilterra di Gibilterra o altro cambiamento di status di questa enclave inglese in Spagna.

. . .

apriti cielo:

il ministro della difesa inglese ha subito dichiarato che il Regno Unito e` pronto a seguire qualunque strada per proteggere la sua sovranita` su Gibilterra.

la May ha fatto seguito, promettendo che non acconsentira` mai ad un accordo col quale il popolo di Gibilterra sia condotto sotto la sovranita` di un altro stato contro la sua libera volonta` espressa democraticamente.

Howard, ex leader del Partito Conservatore inglese ha fatto di piu` e ha voluto ricordare esplicitamente la guerra delle Falkland del 1982 con cui la Thatcher si riprese l’arcipelago occupato dai generali argentini.

“per difendere la liberta` di un altro piccolo gruppo di inglesi contro un altro paese che parlava spagnolo”, ha aggiunto soavemente.

ma il capo del Partito Liberal Democratico inglese ha detto:

E` incredibile che i conservatori, nel giro di una sola settimana dall’apello all’art. 50 discutano di guerre possibili con i nostri vicini europei.

. . .

gia`, ma che lingua si parla a Gibilterra?

sentite wikipedia.

La lingua ufficiale è l’inglese. I gibilterrini usano come comune linguaggio locale lo Llanito (pronuncia “Yanito”), un miscuglio di dialetti andalusi e inglese con molte influenze linguistiche recate dal ligure. Anche lo spagnolo è molto usato. L’arabo è parlato dal 7% degli abitanti di origine soprattutto marocchina (quasi mille abitanti nel 2001).

nel censimento del 2013, tuttavia, il 92% degli abitanbti si e` dichiarato di madrelingua inglese.

vincera` l’inglese, lingua ufficiale, oppure il dialetto locale?

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pero` quel 7% di arabi, quel migliaio di marocchini o mori che vivono a Gibilterra in violazione del trattato di Utrecht di tre secoli fa!

ecco un bel casus belli!

. . .

ma la vera lingua del futuro a Gibilterra sara` quella degli storici cannoni della flotta inglese?

e` chiaro che si tratta di schermaglie fra le parti.

e` pacifico, o dovrebbe esserlo, che nessuno deve pensare di imporre agli abitanti del luogo scelte che spettano solo a loro.

in ogni caso anche per loro la vita potrebbe diventare un poco piu` difficile con un confine vero sulla porta di casa.

che cosa penserebbero, invece, di una forma di indipendenza?

ma, anche senza arrivare a questo, uno statuto speciale per Gibilterra potrebbe rafforzare l’idea di qualcosa di simile anche per la Scozia e per l’Irlanda del Nord.

insomma problemi ben complessi.

. . .

aggiornamento 5 aprile:

non credo ai miei occhi: notizie tradotte dalla Faz:

Una nave da guerra spagnola e` entrata in un tratto di mare conteso davanti alla enclave inglese.

La corvetta „Infanta Cristina“ si e` spinta lentamente davanti a Gibilterra a circa un miglio dalla costa:

dopo di che la marina inglese, secondo le informazioni che ha dato, ha inviato una motovedetta.

La Gran Bretagna rivendica tre miglia di mare attorno alle coste rocciose.

La Spagna invece sostiene che e` un tratto di mare spagnolo.

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