il mio piccolo giro intorno al mondo di ieri – 149

si puo` fare il giro del mondo in poche ore e in meno di 600 km in tutto?

ieri sono tornato a Stuttgart per qualche giorno per la via di Milano, Lugano, Zurigo.

cosi`, attraverso blablacar, ho ritrovato dei compagni, anzi delle compagne, di viaggio, su questo percorso molto battuto.

le ore del viaggio, gia` lungo di suo e ulteriormente allungato da code sia in Italia sia in Germania, sono volate rapide, fino a che i chilometri sono stati fatti in compagnia.

ogni compagna di viaggio e` diventata un libro vivente o un libro che si leggeva da se` e raccontava la sua storia. 

le ragazze che ho accompagnato, ciascuna ancorata alla sua passione o al suo bisogno, hanno finito per disporsi come in una rosa ideale che mi ha permesso di fare un veloce ripasso del mio giro del mondo del 2014 in sole cinque ore.

sono state, infatti una antologia geografica e mentale della contemporaneita`.

. . .

Ping, la cinese; Luiziana, la brasiliana; Marta, la svizzera ed Elena, l’italiana, la piu` giovane.

e prima c’era stato Hems, il tedesco, che voleva andare a Stoccarda da Salo`, ma non si e` piu` fatto vivo dopo che gli ho risposto in tedesco.

e per ultimo Josin, nazionalita` sconosciuta, che voleva partire da Zurigo, ma il suo messaggio e` arrivato troppo tardi.

. . .

grandi parlari, con quattro donne al seguito, anche se io dovevo pensare a guidare e la sordita` che cresce non mi faceva capire sempre bene le chiacchiere dei sedili di dietro, per via del rumore del vento.

e che cosa ho detto a un certo punto?

qualcuno mi deve spiegare come mai OGNI ragazza che fa un pezzo di viaggio con me con blablacar ha una storia d’amore problematica da raccontare (non solo a me, ma anche alle altre compagne di viaggio) e un consiglio da chiedere.

io sono contento che poi il mio coincida con quello dello psicoterapeuta, ma lo lancio ancora prima di ascoltare, ed e`:

MOLLALO!!!

perche`, care ragazze, e` gia` un brutto segno, se lui ti ha ridotto a chiedere aiuto a degli sconosciuti come me, per quanto sbindoni e dunque simpatici, oppure simpatici e dunque sbindoni…

. . .

Ping, la cinese di 34 anni che e` salita a Milano per andare a Lugano dal suo maestro di canto, veramente non aveva di questi problemi.

sinceramente non e` una ragazza molto attraente (spero che non mi legga), ma e` molto solare, vitale e simpatica.

fa questo giro da Milano e Lugano ogni 15 giorni per andare dal suo maestro di canto e diventare una cantante lirica;

a un certo punto gliel’ho chiesto, solo per dieci secondi, dai, di farci sentire, ma oggi non era il caso che ci desse un saggio, neppure brevissimo, visto che era raffreddata;

e la mia battuta stupida sul fatto che sarebbe stata una Butterfly perfetta non riesce a nascondere che sarebbe difficile vederla in altre parti, anche soltanto pucciniane, come Mimi` o la Tosca;

e una mica potrebbe andare avanti a cantare la Butterfly tutta la vita, col rischio oltretutto di rendere la storia poco credibile o di far passare l’americano stronzo Pinkerton per uno che lo da` via proprio a tutte.

e il tutto ad onore di spettatori che non riescono a distinguere bene una cinese da una giapponese.

eppure, giuro, e lo dico in base all’esperienza diretta, le differenze ci sono tutte.

. . .

Ping racconta di questa sua passione per il canto che le e` sbocciata in Italia, gia` quando e` arrivata a Palermo, otto anni fa, e che poi ha provato a sviluppare a Torino, trovando un ambiente musicale poco favorevole.

ma Milano, dove vive ora, e` meravigliosa per la musica lirica, dice.

e lo sappiamo.

ma Ping ha fatto una bella esperienza dell’Italia fra Palermo, Napoli, Roma, Torino e Milano; e come sa distingiere bene le particolarita` dei modi di fare locali.

anche io provo a dire che ho notato delle differenze anche in Cina, tra il nord, il centro e il meridione;

oltretutto stranemente simili a quelle italiane:

nord piu` freddo e presuntuoso, come dice anche lei dei milanesi insopportabili per la spocchia, manco fossero di Pechino,

e cinesi del sud piu` estroversi, colorati e musicali.

nostalgia mia per il Sechuan, che prima del mio bortoround on the world era per me soltanto un nome sentito da Brecht.

e tu di dove sei, Ping?

di Chiscian, pronuncia in qualche modo lei: ed e` al centro della Cina; dovresti visitarla.

un lampo: sei di Scian?

scritto Xian, ma io lo pronuncio come mi ha insegnato mia figlia.

si`, si`: Chiscian, conferma lei, la citta` del primo imperatore cinese.

certo, e dell’esercito di terracotta.

bellissima citta`, col suo quadrato spettacolare di mura quadrangolari che la racchiudono quasi intatta, e me ne sono fatto un bel pezzo in un tramonto.

pero`, sai, Ping, che proprio a Chiscian hanno cercato di derubarmi? prima e unica volta, in Cina, in tre viaggi.

eh si`, ride lei: e` una citta` di ladri, Chiscian.

. . .

che cosa pensi della Cina? mi chiede Ping.

straordinaria, e balbetto la mia emozione per la potenza incredibile della trasformazione cinese.

lei trova che la mafia si sta diffondendo per la Cina e che il paese non e` piu` quello di una volta.

e` un accenno soltanto, ma potrebbe esserci dietro un pezzo di autobiografia.

. . .

Ping scende a Lugano e a Lugano sale Luiziana, una brasiliana di 43 anni che, dopo la separazione e in attesa del divorzio, vive col figlio di 14 anni, in montagna nel Canton Ticino chiuso ed odioso, in un paesino dal nome programmatico di Rogno, e non ne puo` piu`.

va a Zurigo per un colloquio di lavoro; sogna una svolta della sua vita, verso una citta` piu` viva; lei che viene da San Paolo, con i suoi venti milioni di abitanti.

Luiziana ha una comunicativa latina straordinaria e racconta racconta;

il Brasile te lo fa vivere davanti, la casa costruita col marito tedesco in riva al mare, vicino a Bahia, ed ora affittata in parte come ristorante, in parte in rovina per i saccheggi dei brasiliani;

problemi finanziari, disoccupazione, lei che ha fatto la hostess e va a cercarsi un posto di cameriera, senza sapere il tedesco, ma lo imparera`.

e anche il figlio, che sta diventando un po’ troppo montanaro svizzero per i suoi gusti, e non gli piace la scuola, avra` una bella scossa a Zurigo, spera lei; forse anche con la scuola sara` diverso.

oggi pero` lui vorrebbe soltanto tornare in Brasile e vendere cocco sulla spiaggia e fare surf.

ma il padre chiede l’affido e intanto risparmia sulle spese di mantenimento.

io qui allora racconto qualcosa di me e della crisi del mio matrimonio, ma e` tutto cosi` romanzesco che quasi neppure io ci credo, a sentirmi, tanto di quel tempo e` passato!

. . .

lei intanto si e` innamorata di un ex avvocato che vive ad Ibiza affittando d’estate la sua casa e dormendo in spiaggia.

ma un amore senza una camera per coltivarlo bene come puo` sopravvivere?

eccoli che si amano ancora, ma si vedono poco.

e intanto amano anche qualcun altro o altra, ciascuno, ciascuna, ma cosi`, senza convinzione, perche` sentono bene di essere fatti l’una per l’altro.

lei, soprattutto, benedette donne!

e lei sogna di vendere tutto e di fuggire ad Ibiza con quest’uomo mezzo zingaro, dice lei; ma c’e` il figlio di mezzo, e un figlio e` per sempre.

intanto anche i cani che aveva in Brasile, lei che ama questi animali, sono morti di stenti e di maltrattamenti.

ecco Luiziana che spera e corre, non si sa incontro a quale destino, mentre pezzetto dopo pezzetto vende tutto quello che ha per sopravvivere, e non le dispiace neppure un po’.

. . .

Marta, invece, e` una massaggiatrice professionale di Zurigo, e invita anche Luiziana a una terapia rilassante nel suo studio; ha fretta di arrivare: forse le faranno fare due massaggi invece che uno solo stasera e ogni massaggio sono 100 euro.

ma a te faccio uno sconto, Luiziana…

e quanto?

novanta.

Luiziana la prende in giro un po’.

. . .

e` Marta che e` incastrata in una storia d’amore senza senso, che sembrava ne avesse uno all’inizio.

poi lo ha perso, ma quando lei ha provato a dirglielo, si e` trovata con la casa fatta a pezzi, computer fracassato, mobili spaccati.

poi lui ha ricomperato tutto, ok; ma adesso lei ha paura, e sta cercando di allontanarlo a poco a poco.

e nello stesso tempo non e` convinta, ha paura del vuoto che verra`

– e` sempre questo che ci frega: l’incapacita` o la paura di immaginare il futuro.

Marta e` carina, non dovrebbe aspettare neppure un attimo.

eppure ad ascoltarla si ha paura di leggere prima o poi la sua storia sui giornali.

. . .

ma e` una storia anche di marijuana, di un uomo che oramai vive soltanto per la quiete che questa gli da`.

questa sostanza ha fatto di lui un completo egoista (se non lo era gia`, prima);

di vivere assieme non si parla proprio, lui sta con la mamma.

poi vive di fatto a casa sua, ma non contribuisce a nulla:

un parassita che passa le sere nel fumo e non ha voglia neppure di uscire di casa.

voi la immaginate una storia cosi`?

. . .

Marta si fa lasciare alla prima stazioncina periferica di Zurigo, e Luiziana scende con lei.

a parte questo e la freddezza svizzera contro l’estroversione latina, la loro sembra una storia sorella.

. . .

Elena ha parlato poco (sempre che io abbia distinto bene la sua voce da quella di Marta, sul sedile di dietro).

si fa portare a Buochs, un paesino sulla riva del Lago dei Quattro Cantoni, che e` comunque sulla strada: li` c’e` il suo ragazzo.

Elena ha 21 anni, credo che abbia soprattutto ascoltato per imparare.

. . .

e` Elena ha lasciato un feedback su di me sul sito di Blablacar.

Mauro è di compagnia e puntuale! Consigliato

le regole dei feedback su blablacar sono cambiate ultimamente.

ora per leggere quel che un(‘) utente ha detto di te, devi lasciare prima un tuo feedback su di lui o lei, alla cieca.

e io di Elena ho detto:

Ragazza piacevole corretta puntuale.

ci siamo letti quasi le stesse parole nel pensiero.

. . .

sull’ascensore di casa, trascinando un paio di pacchi, trovo una donna che sale con me.

ich bin Sandra, si presenta.

e io, villano, senza contropresentarmi, le chiedo di dov’e`, Wovon sind Sie?

Ich bin Italienerin, risponde Sandra.

piacere, Mauro! rispondo io, con un largo sorriso.

. . .

Sandra e` da un anno la responsabile del settore Africa del Lindemuseum, il bellissimo museo etnografico di Stuttgart.

download

una italiana a dirigere una sezione di un museo tedesco, senza sapere all’inizio una parola di tedesco! si racconta lei.

dev’essere molto qualificata, allora, faccio io.

e allora lei inizia a parlarmi del suo lavoro.

. . .

d’accordo, sono 11 piani di ascensore, perche` abitiamo allo stesso piano, lei soltanto tre porte piu` in la` e sul lato di fronte.

ma ci dobbiamo fermare nel pianerottolo, in attesa di rivederci al museo, e io immagino anche una sera a cena in qualche ristarante africano, che non manca nella citta`…

Sandra sta cercando di organizzare una mostra come museo vivo: sta cercando di coinvolgere le comunita` di immigrati locali, ma e` un lavoro molto difficile.

non c’e` bisogno che me lo spieghi, so qualcosa degli immigati italiani, io…

e` che gli esseri umani sono tendenzialmente stronzi, fa lei.

vedo che e` un poco filosofa, dico io, ed e` una filosofia che condivido un poco anche io.

no, si sbaglia: non sono una filosofa, mi risponde: sono un’antropologa e studio gli uomini per quello che sono.

. . .

ecco la cronaca essenziale della mia giornata di ieri.

qualcuno trova che abbia avuto un senso?

se si`, qualcuno sarebbe cosi` gentile da provare a dirmelo?

io ho paura di sbagliare… 🙂

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7 thoughts on “il mio piccolo giro intorno al mondo di ieri – 149

      1. Lo so.. sono una piccola vecchia entusiasta delle piccole cose.. e rischio di apparire leziosa. A rleggere certi commenti di tanti anni fa ho pensato di esserlo veramente. Ma era ed è solo un infantile.entusiasmo. 🙂

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        1. ora capisco meglio molte cose: perche` anche io mi entusiasmo molto, troppo, facilmente, e forse e` questo che ci ha fatto fare un bel pezzo di blog assieme tanti anni fa.

          ma adesso che sono vecchio, sono assolutamente sicuro di una cosa: che e` insensato lasciarsi prendere da questi entusiami un poco infantili: occorre rigorosamente lasciarseli scorrere addosso, come fossero una pioggia del momento, ed evitare accuratamente di prenderli sul serio.

          temo che anche tu possa essere d’accordo, giovane amica mia, non e` vero?

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          1. Non lo so se sono d’accordo ora. Sicuramente non lo sarei stata anni fa , ubriaca come ero dalla certezza di star vivendo qualcosa di eccezionalmente bello.
            Ma ora si … è come dici tu… Forse si addice meglio all’età adulta un pacato cenno d’assenso..

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            1. bene, era quello che speravo di leggere, in realta`. me ne rendo conto adesso, che avevo scritto “temo” (che tu potessi essere d’accordo).

              ma noi abbiamo davvero vissuto qualcosa di eccezionalmente bello, e se era ubriacatura, forse e` perche` non c’e` mai bellezza senza follia.

              io non rimpiango proprio niente di quelle passioni e di quegli entusiasmi; mi dispace soltanto di essere cambiato e di provarli in modo cosi` rarefatto adesso.

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