il pericolo turco, l’islam, la Germania, l’Europa: Lepanto – 165

il dramma del risultato del referendum turco non e` la nascita ufficiale a stretta maggioranza di una dittatura, che del resto era gia` in atto.

il risultato era scontato e anzi stupisce al contrario per quanto risicata sia stata la vittoria di Erdogan, affidata alle campagne della Turchia profonda, ma incapace di conquistare la Turchia piu` viva delle citta` e delle zone economicamente piu` avanzate.

a cominciare da Izmir, dove i no hanno sfiorato il 70% o della Turchia europea, la Tracia, dove lo hanno anche superato; e anche nelle zone curde i no hanno stravinto largamente.

ora Erdogan introdurra` la pena di morte per gli oppositori politici, che verranno tacciati di terrorismo.

lo voleva e lo ha anche apertamente promesso alla fine della sua campagna elettorale, perche` fosse ben chiaro su che cosa si votava.

apprezzeranno i fascisti interni ed esterni che lo appoggiano.

. . .

il vero autentico dramma di questo referendum turco sta nel voto dei turchi in Europa,

parlo degli immigrati turchi che hanno potuto comunque votare per il referendum in quanto hanno conservato la nazionalita` turca o in via esclusiva o come seconda nazionalita`, dove questo e` ammesso, come in Germania.

ora abbiamo i dati ufficiali del voto turco in Germania.

il 63% dei turchi immigrati in Germania ha votato a favore di Erdogan.

e perche` fosse chiaro il significato del voto anche su questo versante, Erdogan ha chiaramente fatto appello a loro, sempre negli ultimi giorni, perche` il loro doveva essere un voto contro la Germania e contro l’Europa e i suoi valori.

Erdogan ha distrutto la laicita` dello stato in Turchia ed ora vuole servirsi dei turchi immigrati in Europa per distruggere la laicita` dell’Europa.

hanno votato a favore di Erdogan il 70% dei turchi in Austria, in Belgio e in Olanda, dove il numero degli immigrati turchi e` inferiore, e il 60% in Danimarca.

invece contro Erdogan hanno votato l’80% dei turchi immigrati negli USA e in Spagna e la netta maggioranza dei turchi in Svizzera.

il pericolo per l’Europa e soprattutto per la Germania e` enorme.

ma non mi aspetto che in Italia se ne parli.

del resto l’Italia non e` un paese laico, e non si vede bene di che cosa dovrebbe preoccuparsi.

. . .

per avere la misura esatta del problema, controllo i numeri su wikipedia, sperando che siano attendibili, e mi concentro al momento sulla Germania.

qui vivono 3 milioni di immigrati di origine turca: un po’ piu` di meta` hanno conservato la cittadinanza turca; e infatti gli aventi diritto al voto, detratti i minori, erano circa un milione e 400.000.

hanno partecipato al voto circa meta` degli elettori turchi, quindi circa 700.000 turchi, e di questi il 63% si sono dichiarati, su appello esplicito di Erdogan, nemici dell’Europa e della Germania, il paese che li ospita.

sono quasi 450.000 nemici interni al paese.

. . .

un simile risultato e` un campanello d’allarme forte sul fallimento sostanziale delle politiche di integrazione tedesche.

del resto, a quel che ho conosciuto di persona, non era gia` prima un segnale positivo il fatto, ad esempio, che i turchi a Stuttgart (la citta` dove ho vissuto per anni), fossero concentrati sopratuttto in alcuni quartieri nella parte nord-orientale, e vicino allo storico sobborgo di Unterturkheim (che significa Sotto la sede dei Turchi, piu` o meno, in un tedesco datato: ironia della storia delle parole…).

ma in altre citta` tedesche non e` diverso.

politica di accoglienza ineccepibile, ma formale, burocratica, non sostenuta da vera predisposizione emotiva, ma svolta freddamente come un dovere morale.

e` la cultura tedesca, che farci?

ma i popoli mediterranei chiedono altro.

e non a caso, fallisce anche con gli immigrati italiani.

. . .

ora occorre fare i conti col fatto che un milione di turchi vivo nel Nord-Rhein Westphalen, 500.000 nel Baden-Wuertemmberg (due volte e mezzo gli immigrati italiani), e qui sono attorno al 5% della popolazione; ma superano questa percentuale a Berlino, Amburgo, Brema.

quella che rifiuta di integrarsi e` certamente soltanto una minoranza di questa massa:

meta` non hanno piu` la cittadinanza e della meta` che l’ha conservata meta` neppure votato, sentendosi estranei oramai alla Turchia;

ma dell’altro quarto dei turchi che hanno votato, quasi i due terzi si sono dichiarati nemici del paese che li ospita.

sono quasi un sesto della comunita` turca: non troppi, ma troppi comunque.

ma che farne?

. . .

ora qualcuno dira` che il problema dell’islam e` la violenza.

ma continuo a ripetere (invano) che questo e` un falso problema:

gli islamici non sono piu` propensi alla violenza, generalmente parlando, perche` la loro religione in qualche circostanza la giustifica, di quanto non siano propensi alla filantropia universale i cristiani .

che divrebbero esserlo per via del fatto che il messaggio eversivo e rivoluzionario di un certo predicatore di Palestina di due millenni fa e` stato interpretato in questo senso di morale umanitaria e solidaristica, diverso tempo dopo che era morto.

i veri problemi dell’islam, come religione sono altri, a mio modo di vedere, e sono molto pratici e ben poco teologici.

e questi sono i problemi che la Germania dovra` affrontare con quel sesto di immigrati turchi che vuole demolirne la costituzione democratica.

. . .

il primo problema dell’islam pratico e` che la sua morale non e` universalistica, come e` diventata nei secoli quella cristiana, ma e` strettamente delimitata alla cerchia dei credenti.

qui davvero bisognerebbe controllare bene che cosa predicano gli imam anche da noi.

parlando per esperienza diretta, ho piu` volte verificato che un aspetto profondo del pensiero islamico tradizionalista e` il ritenere che il non islamico sia un essere tendenzialmente inferiore.

le leggi morali del rispetto, della lealta`, dell’onesta`?

molti islamici le applicano unicamente rispetto ad altri islamici.

nei confronti degli aderenti ad altre religioni non si sentono obbligati a rispettarle.

notate bene che non sto dicendo che nell’islam ufficiale questa distinzione sia chiaramente definita.

traspare qua e la`, detta e non detta;

ma comunque, a quanto mi risulta, fa parte invece dell’islam pratico, come e` sentito e vissuto.

. . .

il secondo punto debole dell’islam integralistico e` la scissione tra immagine pubblica e realta` privata.

il sistema religioso islamico e` talmente fondato su ritualismi e tabu` convenzionali, e talmente improntato a formalismi di facciata, che la pratica reale di comportamenti difformi e` costantemente dissimulata.

in altre parole, l’islam praticamente vissuto e` in genere un colossale monumento all’ipocrisia.

e` anche questo un dettaglio non trascurabile per l’interpretazione dei risultati elettorali del referendum fra i turchi europei.

una parte di quel sesto che ha appoggiato Erdogan lo ha fatto anche per un riflesso condizionato a dichiararsi quel che non si e` davvero.

insomma, l’islam a mia esperienza alimenta forme di religiosita` e di vita civile ampiamente ipocrite.

e` il rifiuto di stringere le mani alle donne in pubblico a Tehran, e sono le orge che contemporaneamente si svolgono nelle grandi case benestanti protette dalla vista dei curiosi e dei guardiani della morale da muri alti 5 metri.

. . .

infine la terza ombra che offusca l’islam e che rende davvero difficile la sua compatibilita` con l’Europa dei diritti civili e` la posizione della donna e, DI CONSEGUENZA (guardate un po’ quel che dico!), degli omosessuali.

non voglio essere un integralista della mentalita` occidentale moderna:

rifiuto ogni campagna per i diritti, intesi all’occidentale, presso altri popoli;

non credo a valori umani universali, tranne alcuni basilarissimi;

e se alle donne islamiche sta bene girare col velo e dichiarare formalmente di dover essere sottomesse al marito o al padre o ai fratelli maschi, in fondo sono affari loro,

e se a loro sta bene cosi`, a noi non dovrebbe importare piu` di tanto.

sono loro, semmai, che devono liberarsi da sole,

non siamo noi che dobbiamo liberarle, magari contro voglia.

e tuttavia allo stesso modo noi non possiamo accettare questa oppressione, islamica o di chi altro, da parte dei maschi eterosessuali delle donne, maggioranza sessuale, e della altre minoranze sessuali TRA NOI.

. . .

la debolezza dei diritti civili in Europa ci ha reso incerti e fragili nel difenderli, forse anche perche` stupidamente li consideriamo un dato indiscutibile.

ma non e` affatto cosi`.

qui del resto voglio sottolineare un aspetto.

queste tre ombre dell’islam (etica particolaristica, ipocrisia, oppressione delle sessualita` non macho) non sono caratteristiche esclusive di questa religione.

appartengono in maniera chiara e riconoscibile anche al cristianesimo tradizionale e in particolare alla sua versione cattolica.

un islamico religiosamente integralista non e` affatto meno affidabile eticamente se non fai parte del suo gruppo, piu` ipocrita o piu` maschilista di un fanatico cattolico o protestante.

i difetti dell’islam sono prima di tutto i difetti delle religioni monoteistiche occidentali nate dal ceppo comune del razzismo, del formalismo e della sessuofobia ebraica.

. . .

ora, si pone il problema di come gestire questo problema, per difendere la liberta` laica della nostra cultura post-illuministica.

che ha gia` ben altri avversari, e per di piu` interni, che condividono con gli islamisti fanatici e con i fan di Erdogan tutto il modo di pensare,

salvo (o dono del cielo!) l’odio reciproco che gli impedisce di allearsi fra loro.

. . .

pongo schematicamente un paio di punti come oggetto di riflessione;

1 – la doppia cittadinanza deve finire.

l’immigrato deve essere chiamato a scegliere, ovviamente in modo libero, se desidera integrarsi nel paese che lo accoglie, e quindi ne accetta alcuni fondamentali punti di riferimento, come l’eguaglianza dei diritti, la liberta` di espressione, a democrazia come possibilita` di decidere del popolo, la liberta` sessuale, oppure no.

le porte della piena cittadinanza devono essere aperte a chi affronta questo percorso (non facile e da verificare adeguatamente).

la concessione irrevocabile della cittadinanza conclude un percorso di formazione.

all’immigrato potra` essere concesso anche di rifiutare questa integrazione; ma in questo caso la sua presenza nel contesto rimane provvisoria e revocabile.

credo che in Germania, dove un dibattito simile si e` gia` aperto, si dovra` affrontare il tema.

e pensare ad un rientro graduale e meno traumatico possibile di tutti gli immigrati che rifiutano l’integrazione, che andranno sostituiti da altri che la accettano.

del resto gia` circa 200.000 turchi negli ultimi 4 anni sono rientrati spontaneamente nel loro paese dalla Germania.

vanno incoraggiati a farlo quelli che non desiderano restare qui alle nostre regole.

. . .

2 – il pieno rispetto delle persone va garantito.

i diritti delle donne e delle minoranze sessuali non possono essere messi in discussione.

aggiungo: uno dei valori essenziali della nostra cultura e` il rispetto integrale della persona e del corpo umano.

la pratica della circoncisione dei minori e` assolutamente inaccettabile per una cultura laica dei diritti individuali, salvo che per esigenze mediche dimostrate.

e` gia` discutibile la pratica del battesimo su neonati inconsapevoli.

immaginiamo se questo rito di adesione forzata ad una religione avviene attraverso una mutilazione fisica, significativa nell’alterare la vita sessuale maschile, anche se modesta apparentemente, o addirittura di sopprimerla per una donna.

la circoncisione del minore deve essere vietata per legge a chiunque accetti di essere cittadino di uno stato laico, e ammessa unicamente, come dato di fatto, per coloro che dichiarano di volere restare membri della loro cultura di origine.

pero` le mutilazioni sessuali maschile e femminile dei minori non possono in alcun modo essere praticate nei nostri paesi e la verifica della realizzazione sui figli deve portare all’interdizione della cittadinanza e all’espulsione per i genitori che la praticano.

e alla condanna penale per chi la pratica dopo avere acquisito la cittadinanza.

la circoncisione e` un diritto indiscutibile soltanto del maggiorenne che la sceglie liberamente.

. . .

immagino bene lo sconcerto di chi mi legge.

non sono idee convenzionali, credete che non lo sappia?

a me paiono idee con qualche fondamento, comunque.

a me il multiculturalismo piace.

pero` piace anche la civilta` occidentale per come si e` costruita attraverso duemila anni di lotte civili.

e non sono disposto a barattare i diritti civili dell’Europa con un multiculturalismo disordinato che cancelli la nostra civilta`.

. . .

l’Europa civile ha molti nemici e il cappio ci sta circondando; non e` detto affatto che ce la caveremo.

abbiamo contro l’Inghilterra della libera speculazione economica e la Turchia dell’integralismo islamista nemico dei diritti umani.

anche l’India come interlocutore e` perduta, considerando che e` caduta a sua volta in preda al delirio integralista induista.

neppure la Russia e` un nostro alleato, ma fra chi ci circonda e` il nemico meno distante e pericoloso.

cerchiamo altrove i nostri alleati nel mondo: guardiamo all’America Latina e ai paesi arabi nemici dell’oscurantismo come il Marocco e la Tunisia.

aspettiamo che l’America si risvegli dall’incubo trumpista?

. . .

o forse la battaglia e` perduta in partenza perche` troppo e` lo squilibrio delle forze in campo e ancora dobbiamo pensare, nella catastrofe climatica che avanza, che fuggire sui monti sia l’unica salvezza?

download (1)

Lepanto

Annunci

4 thoughts on “il pericolo turco, l’islam, la Germania, l’Europa: Lepanto – 165

    1. ciao, firdis.

      non sembrano tempi tanto favorevoli al buon senso, questi, e tanto meno in politica, dove sembra piuttosto che il requisito primo per avere successo sia di non averne per niente.

      e poi mi fa piacere che tu me ne attribuisca un po`, ma non sono sicuro che tu abbia ragione.

      oh, non che io non pensi di averne, ma per tutta la vita il mondo attorno a me mi ha riconosciuto a volte certe qualita`, come il coraggio (detto anche incoscienza) e l’intelligena (ma era piuttosto pensiero divergente), ma il buon senso, no: anzi, originale o mattacchione, direi.

      eppure, oppure, dev’essere quel buon senso che chiamano anche rametto di follia.

      Mi piace

        1. mi costringi a riflettere (fatto positivo).

          forse no, pero` certamente sono esistiti tempi nei quali esisteva l’illusione che fosse il buonsenso a guidare le cose.

          e` questa illusione che rimpiangiamo, nient’altro.

          Mi piace

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...