che cosa sta succedendo al metano in Siberia? – 170

il figlio di una mia amica e` partito ieri per un viaggio vacanza ad un arcipelago a 1.000 km a nord del Circolo Polare Artico.

dopo avere verificato che, data la stagione, avre bbe almeno avuto lunghe ore di luce, sia pure a sole molto basso all’orizzonte, tutti abbiamo fatto commenti sul freddo polare che avrebbe trovato lassu`.

soprattutto io che in questi ultimi giorni ho dovuto riaccenedere termosifoni e camino, visto che di notte le temperature sono tornate sotto zero dopo il caldo esagerato di inizio mese e una grandinata assolutamente insolita in primavea che ha distrutto viti, fioritura degli alberi da frutta e sterminato le culture nascenti negli orti.

e invece da quelle parti ci saranno temperature simili a quelle insolitamente gelide per fine aprile che sto patendo io qui in queste ore.

. . .

del resto, Paolo, uno dei miei vecchi studenti del liceo, che sta facendo un master di metereologia a Tuebingen e al quale ho dato un passaggio con blablacar nel mio ultimo ritorno dalla Germania, mi spiegava durante il viaggio che con l’effetto serra non dobbiamo attenderci tanto un lineare aumento delle temperature (anche se la linea di tendenza generale sara` quella), ma un alternarsi sempre piu` spinto di eventi estremi.

. . .

uno di questi eventi estremi, anzi una serie di eventi mai visti prima, sta avvenendo in Siberia.

mi stupisco che non se ne parli dandogli il rilievo che merita.

ma tant’e`: per i media sono piu` importanti le elezioni, ovunque siano, visto che in apparenza attribuiscono il potere.

anzi, forse se ne parla tanto proprio per alimentare la stolida illusione popolare di contare qualcosa solo perche` si sceglie una faccia anziche` l’altra per fare quello che i poteri reali hanno deciso.

e poi che bello, ce n’e` sempre qualcuna disponibile, di elezione, in giro per il mondo (meno, in Italia) per riempire prime pagine e telegiornali.

e impedire che qualcuno pensi, ad esempio, a quel che succede in Siberia.

una serie di eventi alla fine dei quali non ci sara` proprio piu` nessun potere da spartire…

. . .

sotto il terreno in Siberia c’e` movimento.

siamo ad aprile e il permafrost, lo strato di terreno ghiacciato, si sta sciogliendo: si rigonfia e si spezza.

sotto ci sono bolle di metano che scorrono sotto il terreno facendo scivolare come su un letto ad acqua.

finora sono state scoperte 7.000 bolle giganti di questo tipo, che possono esplodere, rilasciando il metano nell’aria, ed e` possibile anche una reazione a catena.

alcune del resto sono gia`esplose.

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e adesso, dopo avere ricordato che il metano ha un’efficacia 28 volte maggiore dell’anidride carbonica nel riscaldare l’aria producendo l’effetto serra, mi pare che non ci sia altro da aggiungere, vero?

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6 thoughts on “che cosa sta succedendo al metano in Siberia? – 170

    1. la piu` grande estinzione di massa delle forme viventi sulla Terra 250 milioni di anni fa fu causata da una serie di eruzioni vulcaniche che immisero nell’atmosfera diverse centinaia di MILIONI di tonnellate di anidride carbonica.

      qui invece sono in gioco da 500 a 5.000 MILIARDI di tonnellate di metano, e – come dicevo nel post – ogni tonnellata di metano equivale, per il riscaldamento globale, a quasi 30 tonnellate di anidride carbonica.

      si deve aggiungere che un ulteriore riscaldamento degli oceani potrebbe liberare masse di metano molto maggiori, che sono congelate sul loro fondo.

      stiamo andando verso una radicale trasformazione del clima del pianeta, verso un modello venusiano, con temperature di centinaia di gradi, che cancelleranno ogni vita sulla Terra.

      e non tra secoli.

      se ti ricordi, dieci anni fa era un dubbio che avanzavo, molto preoccupato: oggi mi pare stia diventando una certezza, e non sono piu` neppure preoccupato, ma soltanto rassegnato.

      che cosa dice questo esperto dell’Onu nel video?

      “Non stiamo negoziando un accordo tra le nazioni del Nord del pianeta e quelle del Sud, ma un accordo tra la sopravvivenza della vita e il denaro”.

      ma chiaramente e` oramai troppo tadi; forse era troppo tardi gia` dieci anni fa, quando scrivendo queste cose non si era creduti e spesso sbeffeggiati.

      ma il processo avviato e` di tipo esponenziale.

      l’estinzione della razza umana e` prevista per il 2030, dice questo docente dell’Universita` di Bristol.

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      1. 2030? Nemmeno faccio in tempo ad andare in pensione..a parte gli scherzi mauro..vedo che non sei in vena. .e hai ragione. Ma spero siano allarmismi esagerati. Lo spero proprio….

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        1. questa gente e` seria, non sono dei buffoni da blog come me. 😉

          io non sono un esperto e la previsione sul clima venusiano e` soltanto una ipotesi estrema mia.

          250 milioni di anni fa con 6 gradi di aumento della temperatura le specie sono morte al 95%, ma poi nel mondo spopolato l’anidride carbonica e` diminuita di nuovo, l’effetto venusiano non c’e` stato, e nei millenni i pochi sopravvissuti si sono ripresi alla grande.

          pero` a quel che capisco in quello che dicono gli esperti non c’e` nulla di esagerato, semmai e` il contrario.

          sai che temperature ha trovato quel ragazzo 1.000 km a nord del Circolo Polare in aprile? 3 gradi, dico 3 GRADI.

          quasi come qui da me in montagna.

          situazione eccezionale? fluttuazione del momento? non sembra.

          l’unica cosa che ci potrebbe salvare e` il forte rallentamento in corso dell’attivita` solare: questa e` una coincidenza provvidenziale.

          e tuttavia gli esperti dicono che si fara` sentire solo molto lentamente e che comunque non e` in grado di fermare l’effetto serra, ma solo di rallentare un poco la tendenza…

          io questo non sono in grado di valutarlo: ma vedo che intanto le previsioni vanno come dovevano andare: i poli si riscaldano e noi tendiamo a raffreddarci, in Europa, perche` la corrente del Golfo sta morendo per lo stesso motivo.

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