UE: la Grecia, la Brexit, l’acciaio tedesco – 172

la retorica demagogia anti-europea in questo disgraziato paese che e` in piedi unicamente grazie all’Europa e alla politica di Draghi alla Banca Centrale Europea sta raggiungendo gradi di delirio assolutamente nauseanti.

si distinguono tra gli ottusi agitatori anti-europei i due antagonisti, Renzi e Grillo, che fanno a gara a chi le spara piu` grosse.

intanto Berlusconi, che pure ha lanciato dieci anni fa e con grande successo la moda di scaricare sull’Unione Europea e sulla Germania le colpe del disastro economico e politico italiano, puo` perfino permettersi il lusso oggi di tacere sul tema, o di spararle meno grosse dei suoi imitatori.

. . .

non ripetero` di essere critico di alcuni aspetti della politica dell’Unione Europea.

sostengo la necessita` di rinegoziare il debito pubblico degli stati dell’Unione, come alternativa almeno parziale alle politiche di risanamento del debito eccessivo;

ma continuo ad essere in grado di distinguere fra critica della politica dell’istituzione e volonta` di distruggerla, spesso perche` si e` direttamente al servizio di qualche potenza avversa e se ne e` finanziati.

per fare un altro esempio, se critico la politica dei governi italiani, non per questo propongo la dissoluzione dello stato italiano, vero?

e con l’Europa dovrebbe essere lo stesso, no?

per gestire il problema del debito pubblico italiano in Europa, occorrerebbe un lavoro documentato, competente e paziente di costruzione di alleanze e di proposte politiche.

ma niente di tutto questo e` proponibile agli improvvisati politici di questo paese.

. . .

contro la marea montante dell’europeismo isterico occorre la pazienza dei fatti.

oggi ne segnalo due.

. . .

  1. la situazione greca.

l’Unione Europea ha purtroppo rifiutato due anni fa la proposta, che era anche del Fondo Monetario Internazionale, di rinegoziare il debito greco.

o quanto meno ha diluito questa proposta all’interno di provvedimenti vari di diversa natura che hanno realizzato solo qualcosa di vagamente simile, ma in tempi molto rallentati.

in cambio ha imposto una politica di risparmi forzati che hanno pesato soprattutto sui ceti popolari, imponendo sacrifici quasi inaccettabili.

chiarito questo e dunque la mia contrarieta` alle scelte fatte, l’onesta` intellettuale tuttavia mi impone di registrare un risultato perfino sorprendente e che in qualche modo mi smentisce.

ma soprattutto smentisce i demagoghi che si sono riempiti la bocca di “macelleria sociale” a proposito della Grecia e hanno enfatizzato in toni truculenti i pur inaccettabili sacrifici degli strati piu` poveri della popolazione greca.

ma perche` non ammettere che questa criticabile politica sta tuttavia funzionando?

come mai gli anti-europeisti un tanto al chilo tacciono sui risultati comunque positivi dell’azione di risanamento imposta dall’Unione Europea alla Grecia?

che ha ricominciato a crescere e cresce piu` dell’Italia? (non che sia difficile).

qui c’e` da riflettere per chi critica la sua politica, come faccio io, o per chi critica l’Unione Europea tout court.

. . .

Tsipras, pur lottando solitario e senza appoggi significativi negli altri paesi per condizioni meno dure, non ha mai messo in discussione l’appartenenza del paese all’Unione.

sarebbe stato un suicidio, palesemente.

come lo sarebbe per noi.

ma ora escono i risultati 2016 dell’economia greca e si registra un avanzo primario del 3,9%.

e notare bene che con l’Unione Europea ne era stato concordato uno dello 0,5%!

dunque 7 miliardi di euro di attivo 2016 per lo stato greco.

ora possono essere impiegati virtuosamente per la riduzione del debito (350 miliardi di euro, il 179% del PIL),

oppure per lo stato sociale, per alleviare almeno un poco i sacrifici della parte piu` povera della popolazione, che ha subito il peso maggiore di questa situazione.

. . .

2. i costi della brexit

il secondo dato da considerare riguarda i costi della brexit, che cominciano ad essere concretamente oggetto delle trattative fra il Regno Unito e l’Unione Europea.

questa ha formalizzato il suo punto di vista in un documento per la trattativa:

l’effettiva uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potra` avvenire solamente DOPO che questo avra` fatto fronte ai diversi impegni assunti con l’Unione negli anni passati:

e i relativi versamenti dovranno essere fatti anche in rate successive, ma in euro, e non in sterline, considerando la forte perdita di valore di questa moneta.

due dati sono interessanti:

  1. il governo May non e` in grado di rifiutare questa impostazione; ha soltanto quantificato questi impegni nella misura globale di 20 miliardi di euro; da parte europea non si e` ancora precisata ufficialmente la cifra, anche se in passato si era parlato di 60 miliardi di euro; e ora la trattativa si sposta sul calcolo di questi importi, anche se alla fine si discutera` verificando gli impegni formali assunti e la discussione non dovrebbe essere difficile.

la May ha dunque accettato questa impostazione e subito dopo deciso che si vada alle elezioni anticipate:

e` il segnale della debolezza inglese, non una prova di forza.

uscire dall’Unione Europea costa parecchio; naturalmente ci si dovrebbe aspettare che anche i nostri demagoghi si informino e ci informino su quali impegni abbiamo sottoscritto noi, anche se non possono essere di troppo inferiori a quelli inglesi, per le dimensioni analoghe dei due paesi, e provino a dirci chi dovra` pagare queste somme e come pensano di farci fronte.

2. ma la brexit sta cominciando a mostrare il suo prevedibile corso colpendo giustamente quelle classi popolari imbecilli che si sono fatte manipolare dalla propaganda anti-immigrati, sparandosi sui genitali da sole, e decidendo di separarsi dall’Europa nell’illusione di un isolamento auto-sufficiente.

ah, quella meraviglia del Partito Laburista di Corbyn!

nei primi tre mesi del 2017 i consumi popolari in Inghilterra sono diminuiti dell’1,4%, mentre la produzione e` diminuita soltanto dello 0,1%.

e`, visibilmente, un trasferimento di ricchezza secco dai ceti popolari agli imprenditori e alla finanza,

realizzato soprattutto attraverso l’inflazione che sta accompagnando la svalutazione della sterlina e che non e` seguita (guarda caso) da una corrispondente rivalutazione salariale.

ma il processo e` solo agli inizi e destinato ad aggravarsi.

ed anche per questo la May corre alle elezioni, prima che gli elettori ottusi comincino a rendersi conto di quel che sta succedendo.

. . .

ma adesso mi stacco, in chiusura, dai problemi diretti dell’Unione Europea.

eu puzzle
Unfinished European Union Flag puzzle

ecco le mie ultime note su come va il mondo, in concreto, mentre i nostri media cercano di distrarre le masse con le puttanate piu` varie.

Trump ha firmato un decreto che chiede al Ministero dell’Economia di riferire entro sei mesi sulla dipendenza degli Stati Uniti dalla produzione di acciaio straniera.

una legge degli anni Cinquanta gli permettera` poi di porre limitazioni alle importazioni di acciaio dall’estero, se queste dovessero risultare strategicamente pericolose per l’autonomia militare del paese.

ha annunciato, da par suo, questo decreto in se stesso abbastanza insignificante, come una svolta storica per l’acciaio americano.

nel frattempo ha imposto dei dazi alle importazioni di acciaio da alcune grandi aziende tedesche, accusandole di praticare dumping, cioe` di vendere sottocosto.

in attesa di un contenzioso formale che si sviluppera` certamente fra il governo tedesco e quello americano, le ditte tedesche hanno intanto annunciato che non intendono sottostare a questi dazi e quindi sospendono immediatamente le esportazioni negli USA.

ma il problema principale prossimamente lo avra` la Cina che fornisce agli USA il 28% del suo fabbisogno di acciaio.

se questi provvedimenti prossimi o gia` in parte presenti di Trump diminuiranno le esportazioni cinesi ed europee verso gli USA, diminuiranno i profitti di questi due paesi, e di conseguenza anche le esportazioni USA verso di loro.

una spirale recessiva evidente.

ma l’autarchia ha un senso soltanto in un paese che ha in mente e si prepara alla guerra.

. . .

qui sta il vero pericolo della posizione di Trump.

non in questa o quella sparata occasionale abbastanza ridicola,

ma nella linea strategica di fondo, che prefigura un mondo che diventa piu` povero per prepararsi a combattere.

quanto saranno efficienti a dominare il mondo intero, poi, gli armamenti americani prodotti negli ultimi anni, questo e` tutto da vedere.

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28 thoughts on “UE: la Grecia, la Brexit, l’acciaio tedesco – 172

  1. @ silvano

    sto provando a rimettere in sesto la nostra discussione sull’Europa, ma e` abbastanza complicato.

    comunque ti avevo promesso che avrei affrontato le tue obiezioni particolari dopo avere esposto i cinque motivi di fondo per ciascuno dei quali occorrerebbe essere incondizionatamente favorevoli all’Unione Europea:
    1) mantenimento della pace
    2) difesa della democrazia come divisione dei poteri
    3) tutela dei diritti umani
    4) politiche migratorie
    5) liberta` di circolazione delle persone e delle merci all’interno

    ora provo a rispondere alle obiezioni piu` specifiche.

    a mio giudizio occorre dividerle ancora in due gruppi:

    in un primo gruppo di critiche ci si dichara contrari all”unione Europea e favorevoli alla sua dissoluzione per via delle politiche che sta facendo.

    non rispondero` a lungo a queste obiezioni.

    ho gia` detto che sono simili alle posizioni di chi vorrebbe abolire il Parlamento e ele elezioni perche` vi e` una maggioranza politica diversa dalla sua.

    e` una posizione stolida, evidentemente, e c’e` un solo modo per porre rimedio a questo stato di cose senza perdere i cinque vantaggi insostituibili che vengono dall”unione Europea e che ho citato prima: conquistare la maggioranza e cambiare queste politiche.

    cosa neppure troppo facile, dati gli attuali vincoli economici che opprimono il mondo intero.

    chi propone di sciogliere l’Unione Europea ha, nella discussione, un compito non facile, stante che il potere politico europeo e` definito da elezioni non dissimili da quelle nazionali nelle procedure.

    1) deve dimostrare che in Italia la situazione politica e` molto piu` avanzata che in Europa e dunque che il nostro governo svolgerebbe una politica sociale molto piu` avanzata di quella europea.
    non pare sia il caso, ma piuttosto e` il contrario.

    2) deve dimostrare nel merito quali specifici vantaggia ricaverebbe l’Italia dall’uscita dall’Unione Europea, o meglio ancora quali vantaggi ne ricaverebbero gli strati meno avvantaggiati della popolazione ai quali entrambi rivolgiamo la nostra attenzione.

    si pensa forse che il problema del debito pubblico, che viene usato per aggredire lo stato sociale, sarebbe meno incalzante?

    tutto fa pensare il contrario piuttosto, dato che gli interessi che paghiamo, una cifra enorme 70-80 miliardi l’anno, crescerebbero piuttosto che calare, dato il maggiore rischio di fallimento di un ;paese isolato.

    e questi interessi sono calati moltissimo dal momento dell’introduzione dell’euro.

    solo che i governi italiani non hanno usato questo vantaggio relativo per ridurre il debito, ma hanno conti nuato ad allargare la spesa.

    a questo punto trovo molto piu` interessante una discussione specifica sulle forme di organizzazione politica dell’Unione Europea.

    mi spiego meglio: c’e` qualcosa nella struttura istituzionale dell’Unione Europea che favorisce o addirittura costringe a compiere politiche antipopolari?

    se siamo in grado di vedere questo aspetto del problema, allora dovremmo proporci delle modifiche istituzionali.

    mi spiego con un esempio: le recenti elezioni presidenziali americane hanno messo in evidenza, oramai due volte, nel 2001 e nelle ultime del 2016 che esiste uno squilibrio nella distribuzione tra gli stati dei grandi elettori del presidente, che favorisce i piccoli stati rurali e conservatori dell’interno rispetto a quelli piu` dinamici e popolati.

    cosi` succede che il candidato democratico non risulta eletto, anche se riporta piu` voti (come successo a Gore e alla Clinton): se sei democratico non ti basta vincere neppure di tre milioni di voti per diventare presidente, devi vincere con un margine ancora piu` alto.

    in questo contesto una proposta di modifica delle regole costituzionali e` giustificata, e perfino una minaccia di secessione se non venisse accolta.

    anche in Europa, mi pare, esistano probelamtiche simili.

    ma siamo in grado, io e te, di entrare nel merito?

    stoi dicendo che non bisognerebbe, in prima battuta, proporsi ne` di distruggere l’Unione Europea ne` di uscirne “perche fa una politica anti-popolare.

    si dovrebbe prima individuare se esistono strutture di potere interne che facilitano questa direione politica e proporre di correggerle e solo in seconda istanza, semmai, si potrebbe pensare di uscirne, non vedendole accolte.

    ma con cio` si trona al punto essenziale.

    l’Europa va trasformata prima di tutto conquistando la maggioranza politica all’interno e avendo ben chiaro quali trasformazioni istituzionali sono necessari per renderla piu` democratica.

    se non si e` in grado di avere la maggioranza ne` in Europa ne` nel proprio paese, allora la prospettiva di usicre e disgregare l’Unione e` semplicemente suicida.

    insomma se il bambino e` sporco e sta nell’acqua sporca, si cambia l’acqua e si lava il bambino, non si butta via il bambino.

    ciao 🙂

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  2. @ silvano

    ops, ho dimenticato di mettere le faccine strizzalocchio anche io.

    che disastro queste faccine: oramai, se ti dimentichi di metterle, vieni sempre preso sul serio.

    chissa` come facevano a scherzare gli antichi, senza faccine… 🙂 😉 😦

    per prenderti sul serio…, ops, lasciamo stare mia sorella… 🙂

    .

    in risposta a:

    zio caro.. mi viene il dubbio che tu non l’abbia presa come esclamazione scherzosa….

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    1. A proposito di zio caro….

      306
      PIOVE

      Da ieri costante e fitta
      Piove tutta la sua penetrante umidità
      Il grigiore mi fiacca.

      L’ indolenza
      Si è fatta padrona
      Di muscoli ed ossa
      E vittoriosa invade anche la testa.

      Controvoglia,
      Ma in posta devo andare.

      Combatto contro raffiche di vento
      Gli occhiali grondano
      Vedo pressoché niente
      Attraverso pozzanghere scure
      Le scarpe sono trote
      Le punte dei piedi …ciak ciak
      Il plico si è infradiciato.

      Zio caro
      Non è proprio giornata!

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      1. tuttavia tuttavia.

        c’e` ancora un quarto argomento fondamentale, secondo me, per battersi con le unghie e con i denti a favore dell’Unione Europea e contro quelli che vogliono disfarla.

        da un certo punto di vista e` uno sviluppo del punto quarto (le politiche migratorie), ma poi, a considerarlo bene, e` un punto leggermente diverso e vale la pena di parlarne distintamente.

        ed e` la liberta` di movimento all’interno dell’Unione.

        intendo prima di tutto la liberta` di movimento di chi cerca lavoro; ma poi anche la liberta` di movimento di chi viaggia: le code a Chiasso, per me che vado in Germania, che tuttavia oggi sono soltanto veloci controllo se hai la Vignette sul cruscotto e hai pagato l’autostrada annualmente.

        ma io e te ci ricordiamo dei tempi un cui le frontiere erano le frontiere: la dissoluzione dell’Unione Europea ci porterebbe indietro a quei tempi li`, a un contiente chiuso in tante piccole entita` separate e chiuse, diffidenti l’una dell’altra, tendenzialmente contrapposte.

        penso alle merci che circolano liberamente e sostengono una vita economia piu` dinamica e dovrebbero dermarsi ad u=ogni confine ricostituito nella pienezza delle sue forme, dei suoi controlli, dei suoi dazi.

        e poi penso all’Erasmus, alla possibilita` dei nostri ragazzi di oggi di formarsi in un contesto universitario internazionale, anche se pur sempre europeo, di circolare, di studiare dove vogliono in Europa.

        penso alle universita` plurilingui, come quella di Bozen/Bolzano, una delle migliori del mondo nelle statistiche internazionali.

        e vogliamo distruggere tutto questo? quale follia ci e` presa?

        o meglio: quale follia ci sta venendo ficcata in mente?

        che facciano propaganda contraria i fascisti e precisi centri o blog finanziati da Putin lo capisco, ma scusami se ritengo abbastanza allocco chi ci casca, senza disconoscere affatto la validita` delle critiche alla gestione attuale dell’Unione Europea, come quelle che fai tu.

        per questo hyo detto all’inizio che e` un problema di equilibrio della visione: di affiancare agli argomenti critici che non mancano gli argomenti favorevoli che ritengo ancora piu` forti.

        comunque dal prossimo commento affrontero` la pars destruens delle tue osservazioni, senza limitarmi piu` a contraporre altri argomenti ai tuoi, come ho fatto sinora.

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  3. il quarto motivo, per il quale va difesa l’Unione Europea e che e` sufficiente da solo a giustificarne l’esistenza, e` la sua criticatissima e poco efficace politica dell’immigrazione.

    in realta` nella gestione dell’immigrazione l’Europa agisce in coerenza con la sua posizione di difesa dei diritti umani; possiamo vedere in questa poltica il rispetto degli impegni internazionali alla tutela dei profughi inacciati nella vita da guerre o regimi oppressivi – che altre realta` ignorano o rifiutano di rispettare.

    e qui parlo, di nuovo, dell’America di Trump, dei leghisti nostrani, dei lepenisti, dei conservatori iglesi, i quali proprio su questo tema hanno vinto il referendum ed escono dall’Unione Europea sostanzialmente per poter rifiutare la politica dell’accoglienza.

    detto questo, passiamo pure a contestare la mancata redistribuzione dei profughi, la debolezza della integrazione politica europea, la gestione confusa e pasticciata del problema e tutto quello che vuoi…

    ma e` piu` che evidente che le stesse forze che sono contro le politiche di accoglienza dei profughi e di integrazione degli immigrati, sono anche contro l’Unione Europea.

    possiamo noi essere ancora una volta dalla parte di chi costruisce (Orban) o vorrebbe costruire senza neppure riuscirsi (Trump) i muri contro gli immigrati?

    c’e` qualcosa di sbagliato, mi pare, se di fronte ad un argine democratico che tiene poco e male contro il rischio di una alluvione disastrosa, ci si mette a demolire l’argine.

    qui credo di avere concluso con le mie quattro premesse fondamentali.

    questi sono i principi, lo sfondo del nostro agire verso l’Europa.

    ma ora si tratta di vedere nel merito e nel concreto i diversi problemi che pone la loro attuazione pratica.

    mi prendo, e ti lascio, il tempo di respirare.

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  4. @ silvano

    ed ecco qui un commento distinto per toccare il terzo pilastro fondamentale che dovrebbe spingere ogni democratico a difendere in maniera serrata l’Unione Europea.

    il primo e` la pace; il secondo sono la democrazia e i diritti umani; e il terzo e` lo stato sociale.

    quanto alla democrazia come divisione dei poteri e` abbastanza presente nel mondo, pur se il concetto e` nato storicamente in Europa ed e` pienamente sviluppato nelle civilta` di origine europea; ma lo stato sociale, la sanita` e l’istruzione pubblica tendenzialmente gratuita, un sistema di previdenza sociale che garantisca gli anziani, le forme di assistenza ai senza lavoro e, tendenzialmente, un salario di cittadinanza (che in Europa manca soltanto in Italia e in Grecia, se non sbaglio), questa e` una caratteristica unica dell’Europa, dato che l’America non li conosce e in altre aree del mondo ne esiste soltanto qualche povero frammento marginale.

    si`, dovremmo avere ben chiaro che l’Europa e` sostanzialmente la patria dello stato sociale e quesi l’unica zona del mondo dove questo e` rappresentato.

    che l’alternativa e` un sistema americano, ma anche inglese, dove salute e istruzione sono privatizzate e gestite dal mercato.

    dopo la fine delle democrazie popolari di impronta sovietica, l’assistenza sociale dello stato alla popolazione resiste solo qui, in Europa e nell’Unione Europea, agli attacchi crescenti ai quali viene sottoposta dalle oligarchie.

    qui possiamo commentare i crescenti successi di queste nel limitarlo sempre di piu` anche da noi; ma come non vedere che la lotta contro l’Unione Europea e` anche la lotta contro lo stato sociale?

    di nuovo sottolineo come il movente principale della lunga resistenza inglese alla piena integrazione europea e` consistita nel rifiuto di adeguarsi alla legislazione sociale europea.

    insomma, a me pare evidente che nel mondo occidentale si confrontano due modelli di organizzazione sociale, quello anglo-sassone, fondato sulla monetizzazione individualistica delle funzioni sociali fondamentali, e quello dell’Unione Europea, che mantiene un ruolo centrale dello stato come organizzatore di questi servizi.

    non a caso gli oppositori dell’Unione Europea la paragonano all’Unione Sovietica nel prevedere che fara` la stessa fine e, dal loro punto di vista, hanno perfino un poco ragione.

    quindi, nessun dubbio e` possibile, dal mio punto di vista, che la difesa dello stato sociale passa dalla difesa dell’Unione Europea (oltre che dalla lotta per ampliarne le funzioni con l’introduzione sempre piu` urgente di forme generalizzate di salario sociale (idea quasi sovietica, eh?) per servizi resi alla comunita` dalla massa tendenzialmente crescente degli inoccupati.

    ma qui il problema dello stato sociale peraltro si collega a quello della gestione dell’immigrazione, perche` uno degli aspetti centrali della lotta per la distruzione dello stato sociale e` la costituzione di un esercito di manodopera irregolare, privata dei diritti civili cioe` della cittadinanza, sottopagata e marginalizzata.

    quella riserva bruta e confusa di nuovi schiavi che serve per i lavori non totalmente gestibili dall’intelligenza artificale che sta distruggendo la classe media da noi.

    questo e` l’obiettivo dichiarato dei nemici dell’Unione Europea, che non a caso congiungono i due elementi: rifiuto dell’Unione Europea e rifiuta dell’immigrazione regolare.

    ma con questo siamo gia` al passaggio successivo, e riservo al commento di domani di sviluppare questo punto.

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  5. e vengo al secondo motivo fondamentale e in se stesso sufficiente (dal mio punto di vista) per essere favorevoli all’Unione Europea.

    come e` evidente ad una osservazione anche superficiale, l’Europa e` l’unica area del mondo, assieme all’America e all’India, dove esistono forme di governo stabilmente democratiche.

    e dico subito, per evitare equivoci, che non identifico affatto la democrazia con la farsa delle elezioni, oggi completamente manipolate e manipolabili dai poteri veri, che sono economici.

    ma identifico la democrazia con la divisione dei poteri, cioe` con l’esistenza di diritti fondamentali dei cittadini difesi e difendibili su vie diverse che non rendono i governi onnipotenti rispetto ai singoli e ai gruppi associati

    vorrei che non perdessimo di vista che il processo stesso di formazione dell’Unione Europea COINCIDE con l’affermazione progressiva di questo tipo di democrazia ed e` stata di per se stessa nei suoi anni migliori uno strumento che l’ha promossa.

    facciamo male a dimenticare che prima dell’Unione Europea esisteva nel continente la dittatura di Salazar in Portogallo (caduta con la rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974), quella franchista in Spagna (superata a partire dal 1975), quella dei colonnelli in Grecia (caduta nel 1974, dopo che la Grecia era stata condotta sull’orlo di una guerra con la Turchia), quella dei partiti comunisti di osservanza sovietica in Germania Orientale, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, che la Lituania, la Lettonia, l’Estonia erano inoltre direttamente sottomesse all’Unione Sovietica, e passarono alla democrazia all’inizio degli anni Novanta.

    un recente breve soggiorno in Lituania mi ha permesso di rendermi conto dell’enorme popolarita` dei cui gode l’Unione Europea in quel paese, dato che e` vista ancora come lo strumento principale della sua duplice liberazione.

    ovviamente mi si puo` obiettare che si tratta di processi storici maturati fuori dai processi di unificazione dell’Europa.

    tuttavia l’Unione Europea ha sempre agito come supporto di questo tipo di evoluzione politica, ed esistono istituzioni europee che hanno il ruolo preciso di difendere i diritti umani dei cittadini europei dalle prevaricazioni dei loro governi.

    sara` sempre troppo poco, quando mai non e` cosi`, e tuttavia ritengo molto meglio che esistano queste istituzioni e questo clima politico e culturale in Europa, piuttosto che ritornare alle dinamiche puramente interne ai diversi stati.

    ricordo che anche l’Italia nel 1964 e dopo rischio` di finire sotto un governo militare.

    qui devo introdurre un terzo argomento strettamente connesso, ma a domani; gia` oggi sono stato decisamente eccessivo,e me ne scuso.,

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    1. Un commento per ora veloce….
      mi sto facendo l’idea che il tuo sia il punto di vista dello storico che guarda dalla barca mentre il mio del nuotatore che sbraccia per stare a galla…..
      intorno a me vedo troppe persone bastonate dalle politiche ,lo possiamo dire, che l’ EU impone.

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      1. abbi pazienza, carissimo.

        lasciami arrivare anche a questo, ti ho detto che mi prendo del tempo, ma che voglio guardare al problema in quella che a me pare la giusta prospettiva.

        dobbiamo cogliere l’insieme, prima, per poter cogliere i dettagli.

        prima di arrivare ai dettagli (anche se sono dolorosi dettagli) occorre guardare l’insieme per non perdersi.

        potrei citare l’aforisma di Mao su chi guarda l’albero e non vede la foresta? 🙂

        perdere la memoria storica significa del resto diventare schiavi di ogni propoaganda del momento.

        in ogni caso qui siamo gia` nel presente: nella lettera di May sulla brexit non a caso il punto messo piu` in evidenza e` la volonta` di non sottostare piu` alla giustizia europea e ai suoi tribunali che rappresentano una specie di ultima istanza extra-nazionale alla quale il cittadino europeo oggi puo` appellarsi se ritiene di avere subito un torto dalla giustizia nazionale.

        vedi il caso famoso di Berlusconi e della legge Severino, ma vedi anche le ripetute condanne dell’Italia per violazione di diritti umani fondamentali.

        ci dimentichiamo forse che i precari della scuola sono stati assunti a seguito di una sentenza europea di condanna dell’Italia?

        che, se abbiamo, dopo anni di tentativi inutili, una regolamentazione delle unioni omosessuali e in genere non matrimoniali e` pure per una sentenza europea?

        lasciamo pure da parte la storia, se vuoi e guardiamo al presente: msa la giustizia europea non e` il nostro presente?

        pensi che l’Italia sarebbe in una situazione migliore se si liberasse dell’obbligo di rispondere ai criteri fondamentali che l’appartenenza all’Unione Europea impone agli stati membri?

        piuttosto c’e` da lamentarsi per le situazioni come quelle della Polonia o dell’Ungheria dove queste norme non vengono applicate severamente per opportunismo politico, e` vero.

        pero`, per esempio, l’appartenenza all’Unione Europea esclude la possibilita` di avere la pena di morte nel proprio ordinamento, tanto e` vero che il referendum che Erdogan ha promesso per reintrodurla in Turchia sara` abbinato, giustamente, a quello sulla continuazione delle trattative per l’adesione all’Unione Europea.

        pensi che sia meglio demolire questo pilastro per la difesa dei diritti umani che e` stata in questi anni l’Unione Europea?

        non trovi naturale che le destre fasciste la attacchino cosi` furiosamente e vogliano distruggerla?

        non pensi che in un’Europa senza piu` identita` si farebbe largo piu` facilmente il modello USA che la mantiene in vigore?

        ti ricordo che la pena di morte fu abolita in Francia solo nel 1981 da Mitterand e l’ultimo ghigliottinato fu nel 1977; che in Spagna con Franco si applicava la garrota, e ricordo ancora il comunista Grimau garrotato nel 1962; mentre l’Inghilterra l’ha abolita soltanto nel 1998 (anche se l’ultima esecuzione fu del 1965).

        tu dici che questo e` lo sguardo dello storico? io direi che e` semplicemente uno sguardo storico di chi rifiuta di farsi condizionare da una propaganda miope.

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  6. Comincio dalla Grecia.
    Il debito greco è stato finanziato in primis dalle banche tedesche per armamenti da loro venduti e olimpiadi, e gestito dalle elite corrotte socialista e di destra che hanno pure rubato a man bassa ( elite che come quella democristiana ha distribuito privilegi per motivi elettorali). Così si spiega l’intransigenza stupida tedesca sulla gestione del debito greco che come ovvio si è abbattuta sui ceti popolari ( quando mai il contrario ?).
    Tsipras ha vinto le elezioni promettendo di opporsi alle condizioni da macelleria sociale dell’Europa per poi accettarle e procedere al ulteriori tagli che hanno colpito ancora i soliti inermi.
    Altri prestiti per altro debito…vendita di tutto di più compreso il Pireo a prezzi di saldo a capitale straniero…magari tedesco…Per decenni la Grecia non alzerà la testa;
    la crescita toccato il fondo non può che avere un qualche rimbalzo …ma a favora di chi ? Del capitale estero insediatosi ?
    In ogni caso con l’avanzo primario di 7 mld / anno servono 50 anni di cinghia brutale visto che l’avanzo è dovuto a tagli di spesa sociale e svendite.

    Brexit
    Nessun crollo paventato dopo la brexit anzi….il PIL è previsto, dopoi primi dati, in aumento del 2-2,2 annuo
    Non sono economista e non so cosa accadrà sul medio lungo periodo all’economia inglese, forse andrà meglio o forse andrà peggio,
    in ogni caso i 20 o 60 mld da rifondere all’UE per l’uscita sono bazzecole se pensiamo quanto costano annualmente le manovre che l’Italia ogni anno subisce e subira vieppiù nei prossimi anni dopo aver comunque svenduto ogni bene pubblico ( cosa non certo terminata..a quando i nostri porti ? ) e ridotti i salari ed i diritti su prescrizione europea;
    anche il tentativo di ridurre la democrazia è di matrice europea ( dove la democrazia è pura finta ): hanno tolto voto popolare per provincie, hanno tentato per il senato, hanno tolto le preferenze, hanno tentato pure di assommare tutti i poteri (guerra compresa ) nel presidente del consiglio perchè le politiche antipopoplari hanno bisogno di dittatura e non di democrazia.

    La globalizzazione distruttrice( per i popoli e di massimo profitto per i capitali) è stata voluta e supportata da tutte le elite politico-economiche dell’Europa e d’America sapendo bene quanto sarebbe avvenuto.

    Non si tratta di essere in astratto contro l’ Unione Europea ma in concreto contro questa elite ultracapitalista che in sostanziale alleanza, tramite le istituzioni centrali e nazionali, con l’abbandono del proprio ruolo delle sinistre, sta cancellando due secoli di lotte popolari.

    Trump, e prima di lui chieste da Obama-Clinton, ha giusto ottenuto un aumento delle spese militari italiane al 2 % promesso dal PD di governo.
    L’elite si sta preparando alla concorrenza dei nuovi arrivati …il gregge segue, inconsapevole che la meta è il macello.
    Qualche pecora nera però si è stufata di essere solo tosata e vota contro a prescindere….

    Come vedi non mi trovo troppo con le tue analisi sullEuropa
    mentre concordo su quanto l’impero USA possa tentare per fermare il suo declino.
    In ogni caso quanto sta avvenendo è ancora una volta frutto del cinismo della ristretta ed classe che domina in Europa e, possiamo tranquillamente dire, ovunque nel mondo.

    Ps: a proposito dei debiti nazionali e non : il rischio d’ impresa di chi fa credito è cosa nota soprattutto per le banche, soprattutto quando non badano alla solvibilità come nel caso di Grecia ed Italia, o quando si gioca all’arraffare speculando con la finanza.

    Ps: siamo sicuri che l’euro non ci abbia fregato e non sia stato mezzo cosciente ( così pare abbia detto il buon Prodi) per politiche restrittive nel confronti dei paesi del sud?

    452
    CAPITALE

    Spietato,
    Impetuoso da troppo tempo
    L’enorme fiume sommerge
    Ere e continenti
    Popoli e civiltà
    Genti e città.

    È sordo ad ogni ragione
    Cieco ad ogni strazio
    Chiuso ad ogni dolore.

    Nessuna diga l’ha saputo fermare.

    Non ha pensiero
    Non ha meta
    Non ha guida
    Non ha perché
    Vuol solo inondare.

    Distrugge, travolge, annega.
    Dolore e morte
    È il suo portare.

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    1. oh, finalmente abbiamo trovato un punto di netto e radicale dissenso.

      era ora! 🙂

      mi risparmio una replica punto punto; considero quel che scrivi qui sopra una mescolanza confusa di osservazioni giuste e di mantra ideologici senza sostanza.

      ma questo e` il ritratto della sinistra che ci ritroviamo in Italia e ampiamente in Europa, che ha cancellato perfino la memoria della sua storia europeista.

      io penso che la sinistra, anziche` accodarsi alla destra pedissequamente nella lotta contro l’europeismo, dovrebbe fare una forte campagna per la ricontrattazione del debito.

      ma che dire? si e` perso persino il senso della differenza fra destra e sinistra e oggi e` di sinistra ripetere i peggiori pregiudizi nazionalisti, pare…

      non vado oltre: ci sono decine, forse centinaia di post che argomentano puntualmente contro nei 12 anni dei miei blog; mi rimetto a quelli e alla clemenza dei lettori.

      osservo comunque che non hai risposto nel merito alle argomentazioni dei ie due punti:

      1 – la politica economica imposta all’Europa alla Grecia (che critico come te), sta funzionando e la Grecia ha oggi una ripresa economica che l’Italia, che rifiuta di ridurre il suo debito, non conosce.

      2 – l’uscita dall’euro sta penalizzando le classi popolari inglesi, come in tutta evidenza penalizerebbe quelle itaiane, e non occorre essere economisti per capirlo: uscire dall’euro servirebbe a produrre una inflazione devatsante che colpirebbe i redditi popolari.

      e` sconsolante vedere quanti danni abbia fatto anche a sinistra l’incompetenza ammantata di demagogia.

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      1. Europa per fare che ?
        Sono stato europeista credendo che potesse avere una funzione di miglioramento delle condizioni di vita dei popoli, ed ancora ovviamente sono pronto a difenderla se ci fosse la minima speranza che lo possa diventare. Non la vedo.
        Devo dire che non conosco quanto a proposito hai scritto nel tempo ma questo non ti esime di far intravedere per punti una strada che la porti l’UE da baluardo antidemocratico della destra capitalista antipopolare a democratica espressione della volontà dei popoli.

        Politica interna UE

        Crescita, sviluppo ( quindi distruzione ) a spese dei cittadini lavoratori con taglio salari, welfare e diritti ( cosidetta austerità con tutti i trattati in tal senso)
        Gestione non democratica delle scelte sia centrali sia costringendo gli stati aderenti a ridurre il controllo dei cittadini sull’operato dei governi ( le politiche di riduzione del benessere hanno bisogno più di dittatura che di democrazia come è ovvio; in Italia abbiamo appena assistito al tentativo di accentrare il potere sostanziale nelle mani del presidente del consiglio -via voto popolare nelle provincie nel senato e nelle preferenze … le cosidette riforme che ci indica la UE).

        Riduzione-ricontrattazione dei debiti dei paesi del sud Europa…quando mai se la Germania è creditrice (colpevolmente – Grecia docet) ?

        Euro: aumenta la sperequazione tra nors e sud (6 o 7 nobel lo sostengno…dicendo che non potrà reggere) Senza unità politica solidale è solo fattore di divisione.

        Unità politica…non ci crede più nessuno.

        Politica estera Ue

        Condivisione delle aggressioni per il controllo violento delle riserve fossili con tradizionale subordinazione totale alla regia americana ( medio oriente libia venezuela nigeria etc)
        Condivisione al riarmo ( Il PD ha appena acconsentito a Trump di portare, crisi o non crisi, la spesa militare al 2% dall’1,2 del PIL).
        Condivisuione di politica aggressiva nei confronti di Russia e Cina (Sanzioni,Ucraina e Corea del nord).
        Ovviamente tutto ciò fomenta terrorismo ed emigrazione ( problemucci…) ed odio mondiale verso l’occidente.

        I pericoli di guerra non sono più, lo sappiamo bene, solo teorici ma programmati (s’avanza su spinta Nato anche il ritorno della naia obbligatoria perchè servirà carne da macello)
        Tutto ciò contraddice, come si sostiene, l’UE come fattore di pace.

        Diritti civili :ricordo in ogni caso che i diritti civili non costano un euro…

        Ora le forze politiche dominanti a livello europeo sono PP, social-democratici, destre, liberali che sono sostenitori delle politiche da sempre in atto
        Quali le forze, quale la strategia per fare dell’UE uno strumento di progresso umano e sociale?

        Piacerebbe saperlo ed esserne felicemente persuaso…

        Rispetto ai punti cui dici non abbia risposto:

        1 – Quanto precedentemente scritto sulla Grecia mi pare invece risponda…
        Crescita in quali settori, chi favorisce ? andrebbe indagato….
        Fare disavanzo attivo tagliando salari welfare e svendendo è capace anche mia zia …visto che gli investimenti reali sono crollati…

        2 – Due mesi non sono affidabili per qualunque conclusione.. si tratta di vedere nel medio periodo dato che la svalutazione economicamente favorisce il rilancio del commercio estero e riduce di fatto i debiti. in ogni caso, capitalisticamente parlando, come metti in evidenza per la Grecia il PIL inglese è dato al 2, 2 annuo… non c’è stato alcun crollo come ante paventato a destra ed a manca.

        Insomma in EU i popoli non sono mai entrati….comandano ancor di più loro .
        Sostenere che il fututo sarà migliore perchè sarà migliore si potrebbe chiamare demagogia.

        A proposito degli antieuropeisti nazionalisti di destra e di sinistra…. ritengo che siano proprio il frutto che ha allevato questa Europa sbagliata…o no ?

        Pregoti far emergere da questi fatti elencati i mantra ideologici affinchè possa emendarmi…

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        1. non e` problema di emendarsi, e` questione di ristabilire le giuste proporzioni fra le cose.

          non e` detto che una affermazione faccia danno soltanto perche` e` sbagliata; fa danno anche peggiore se e` enfatizzata o sottovalutata.

          per questo una discussione come quella che mi proponi e` ingestibile ed inutile; ci aggireremmo attorno ad argomentazioni nessuna in se stessa del tutto sbagliata (a parte casi particolari isolati) e ci accapiglieremmo per farci le pulci nei dettagli.

          ho gestito per settimane, prima che tu arrivassi qui, una snervante discussione simile con un altro commentatore euro-demolitore bagnaista: basta!

          quindi ti propongo di seguire un altro metodo.

          io ogni volta ti mandero` un commento su un punto solo, a cominciare da quelli che mi sembrano piu` importanti; poi aspettero` la tua replica.

          ti mandero` nei commenti ogni volta un argomento e uno solo per il quale a me pare che la difficile sopravvivenza dell’Unione Europea sia indispensabile.

          forse stiamo parlando a babbo morto, e come l’effetto serra sta distruggendo il pianeta anche attardarsi a didendere l’Unione Europea e` soltanto una perdita di tempo.

          comunque, dobbiamo pure impiegare il tempo in attesa della catastrofe prossima ventura….

          comincio dunque con un commento a parte sul primo punto fondamentale.

          ricordati: la regola del mio gioco prevede che, se anche uno solo dei miei argomenti funziona, ho vinto la partita!!! 🙂 🙂 🙂

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        2. Europa per fare che?

          la prima domanda che poni e` in effetti la piu` importante.

          per rispondere dobbiamo guardare alla storia.

          l’Europa e` nata alla fine della seconda guerra mondiale (ma diciamo pure di una nuova guerra inter-europea dei Trent’anni, 2014-2045), che ha devastato il continente provocato milioni di morti e distrutto l’egemonia dell’Europa sul mondo consegnandola agli Stati Uniti e, in parte alla Russia nella versione URSS.

          l’Europa e` nata per garantire la pace fra popoli che per secoli si sono conmbattuti ferocemente con sofferenze inenarrabili.

          e` riuscita nella sua missione fondamentale?

          dico di si`, nonostante le molte riserve, ci e` riuscita almeno al suo interno.

          la formazione dell’Unione Europea ha neutralizzato anche guerre civili in corso, come quella dell’Irlanda del Nord e ha impedito sul nascere che la questione sudtirolese diventasse tale.

          – qui apro una parentesi personale per confessarti che la mia partita e` truccata.

          la mia famiglia e` fuggita dal Sud Tirol nel 1961 anche perche` eravamo messi alla prova da attentati e guerriglia in corso laggiu`; io vivevo nella casa degli ufficiali del reggimento di artiglieria da montagna con i sacchetti di sabbia alle finestre.

          non posso dimenticare che la fine del separatismo sudtirolese e` uno dei risultati della pur malandata e parziale unificazione europea.

          e` questa esperienza biografica che fa di me un europeista irriducibile che non potra` mai essere convinto del contrario,

          sorry, non c’e` nessuna possibilita` di convincermi che e` meglio una situazione nella quale Austria Italia e Germania si fanno la guerra in qualunque modo per il Sued Tirol.

          che del resto dovrebbe essere legittimamente tedesco, non se ne discute neppure…

          per questo sono iper-sensibile – lo ammetto facilmente – alle critiche di tono nazionalistico alla Germania: mi si riacutizza la sofferenza dell’;avere passato l’infanzia in questo mondo avvelenato dall’odio fra le due comunita`, odio che oggi non c’e` piu`, anche grazie al fatto che l’Europa ha facilitato integrazioni e reso i confini trasparenti.

          grazie all’Europa, anche , oltre che all’intelligenza politica di Moro.

          emotivamente e in maniera irriducibile non voglio un’Europa che torni ad essere divisa da confini che preparano le guerre del futuro.

          sarebbe la fine della mia patria mentale: il Sued Tirol Alto Adige.

          fine della parentesi. –

          mi si potra` obiettare che la pace dell’Europa deriva da altro, ma non e` vero.

          anni Cinquanta: la Francia nella guerra di Indocina
          1956: intervento di Francia e Inghilterra in Egitto, interrotto dalla minaccia di Krusciov di bombardare con le atomiche Parigi e Londra
          anni Cinquanta e fino al 1962 la Francia nella guerra d’Algeria

          da allora nessun paese europeo e` stato piu` direttamente coinvolto in conflitti di questa portata; ce ne sono stati anche in Europa, ma non hanno riguardato l’Unione Europea.

          basta guardare a quel che hanno passato nel frattempo gli Stati Uniti: guerra in Vietnam (55.000 morti loro), guerra in Afghanistan, prima e seconda guerra del golfo.

          e in Europa abbiamo avuto e abbiamo altre guerre, come quella di Serbia o quella in corso in Ucraina, ma mai hanno coinvolto direttamente l’Unione Europea sul suo territorio.

          certo, ci sono anche ombre e partecipazione europea alla guerra di Libia o quant’altro.

          e tuttavia qui torno all’importanza delle proporzioni.

          l’Unione Europea ha salvato sostanzialmente la pace in Europa, sul proprio territorio, per cinquant’anni.

          un periodo senza nessun precedente storico.

          ricordo che due secoli fa si era appena chiuso un ventennio di guerre legate alla rivoluzione francese, che poi ci furono le ripetute guerre di indipendenza della Grecia e dell’Italia, la guerra austro-prussiana e quella fanco-prussiana, le guerre balcaniche, ripetute pure loro, le guerre coloniali, la guerra di Libia.

          prima dell’Unione Europea l’Europa viveva in uno stato di guerra praticamente permanente, ora qua, ora la` nel suo territorio.

          questo risultato storico di una pace sostanziale di mezzo secolo viene dato stupidamente per scontato, ma non lo e` affatto, e la presidenza Trump e` una chiara minaccia ed un pericolo.

          indebolire l’Europa significa aprire un varco ulteriore alle pulsioni aggressive dell’America.

          basta questo a giustificare l’esistenza dell’Unione Europea e dovremmo tenercela bene stretta.

          in questo senso parlo di mancanza di senso delle proporzioni; e` la veduta stereoscopica che ci manca; e la dimensione della profondita` ci viene data dalla storia.

          ma viviamo nel tempo dell’eterno presente e la dimensione storica e` dimenticata.

          questa e` la base di pericolosi errori di interpretazione.

          dovremmo pur capire che un mondo a due dimensioni e` soltanto virtuale e non corrisponde per nulla al mondo reale…

          e qui si introduce un secondo argomento strettamente collegato, ma al prossimo commento.

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          1. Prendo atto della tua onestà intellettuale visto che ti dichiari ab ovo di parte;
            questo però rende, almeno in parte, inficiato il confronto…

            Ovviamente vero, guerre importanti tra stati ora UE non hanno avuto luogo ( anche se, come noti anche tu, l’Ucraina e la Serbia…Dalema, Mattarella bombardieri, ed altre nazioni coinvolte; ).
            C’è anche da dire che è esistito per tutto il perodo il nemico esterno sovietico che compattava l’interno capitalista.
            C’è anche da dire che la Germania, oltre che divisa, era stata rasa al suolo e che ha scontato la colpa immane dei lager nazisti.

            Finchè l’economia ha tirato tutto OK ma ora CON LA CRISI E LE CONSEGUENTI POLITICHE ANTIPOPOLARI ADOTTATE DA QUESTA EUROPA DEL CAPITALE le nazioni risorgono e si dividono e le genti insorgono (chiamale se vuoi populismi, aventi come concausa la sinistra passata al campo avverso; lo spazio politico non resta vuoto)
            Guarda caso l’inizio dello scompaginamento coincide con l’introduzione dell’euro che
            ha separato il nord dal sud a spese del sud.
            Tutto ciò può avvenire perchè non c’era e non c’è alcuna volontà di vera unione politica (lingue, culture, etiche, religioni, tradizioni, profondamente diverse)

            Anch’io pensavo che la parola guerra fosse da noi per sempre bandita ma è tornata prepotente anche in Europa che la pratica ..perdio se la pratica…perdio se non si sta riarmando!
            Quanto a frenare (?) le pulsioni belliche americane sono stati i popoli e non le istituzioni che anzi le hanno sempre sostenute praticamente ed ideologicamente;
            peraltro L’EU non ha mai estromesso le basi e l’arma atomica USA nemmeno dopo la caduta dell’URSS ed anzi con la Nato…( è noto in ogni caso che la spinta iniziale per un’Europa unita è stata americana in chiave antisovietica)
            L’ assenso fresco di Gentiloni al riarmo di Obama-Trump … che pena.

            Questo ritengo sia il mondo reale mentre nel virtuale sta chi non lo vuol vedere.

            Ps: se il confrontarsi diventa sterile ripetizione della propria visione forse non serve, visto che come dici sul tema oltretutto hai già dato.

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              1. grazie, silvano, di questo tuo modo molto discreto di ricordarlo 🙂

                faccio forza a me stesso e a quel tanto di incredulita` che resiste, e confermo: sono proprio 69 da oggi… 🙂

                e in effetti, da quando mi sono seduto al pc, faccio fatica a staccarmi da Facebook, per rispondere 😉

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                1. Zio caro…..vale anche per me l’incredulità.

                  IERI OGGI DOMANI

                  Indosso da tempo
                  La collana dei giorni.

                  Ci pensi che
                  Ieri non c’è già più ?

                  E che stasera
                  È già domani ?

                  Che domani
                  oggi sarà ieri ?

                  Nel mentre che i giorni
                  Giocano incoscienti
                  La mia barba si è fatta bianca.

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                  1. non vorrei darti un colpo troppo duro, ma non mi sento zio rispetto a te:

                    ti vedo soltanto come un coetaneo di qualche anno piu` giovane, ahime` piu` fratello che nipote.

                    come zio ho nipoti fra i 45 e i 22 anni, non di piu`, sorry 😦

                    comunque, e andata meglio alla poesia, che mi e` piaciuta 🙂

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            1. separo di nuovo la risposta in due parti, per chiarezza.

              questo commento lo dedico alle questioni generali di metodo.

              non sono di parte, o meglio, tutti lo siamo quando abbiamo qualche convinzione e la sosteniamo.

              il mio discorso voleva accennare a un problema diverso, e scusa se approfitto della tua pazienza per chiarirlo anche a me stesso.

              col tempo mi e` diventato chiaro che solo in parte, forse in una minima parte, le nostre comvinzioni sono il risultato razionale di valutazioni ponderate dei fatti.

              purtroppo la nostra mente umana non funziona cosi`: quella parte delle nostre idee e dei nostri valori che effettivamente si forma in questo modo, grande o piccola che sia (e tendo a credere che sia piuttosto piccola), puo` essere oggetto di revisione psicologicamente serena e ponderata sulla base di nuovi elementi di valutazione.

              ma una parte importante e forse preponderante di quel che pensiamo nasce su un terreno completamente diverso: dalle emozioni.

              sono le emozioni che ci plasmano ed e` la loro storia che fa di noi quello che siamo.

              ma, se rivedere le convinzioni sulla base dei fatti e` possibile, rivedere le emozioni no.

              questo lo sanno benissimo i manipolatori dell’opinione pubblica, cioe` dell’emotivita` pubblica.

              infatti tendono a riempirci di emozioni, anche brutali e violente, perche` sono queste che ci plasmeranno.

              di piu`: ecco le tecniche spudorate della menzogna: una menzogna dal forte contenuto emotivo puo` essere successivamente smentita da una analisi dei fatti.

              ma l’emozione che ha provocato permane egualmente.

              per questo i manipolatori delle menti mentono spudoratamente, e quanto piu` grande ed emotivamente impattante e` la menzogna, tanto piu` otterra` il suo scopo, che e` quello di produrre un cambiamento della storia personale di chi la subisce, e un ultima analisi una modifica irreversibile delle sue convi nzioni emotive profonde.

              – questo non significa, ovviamente, che tutte le emozioni che costruiscono la nostra identita` siano negative.

              lo sono quelle che subiamo, come emozioni imposte ed artificiali prodotte dai centri di manipolazione delle menti.

              per questo occorre distaccarsene il piu` possibile (spegnere la televisione, rifiutare i filmati propianti da ogni dove: le emozioni si trasmettono piu` violentemente per via audiovisiva…).

              ma ci sono emozioni che nascono dalla realta` e a loro possiamo riconoscere un ruolo positivo nella nostra storia.

              la mia infanzia sudtirolese in una terra spaccata dall’odio etnico fra due comunita` costrette a convivere, divisa tra mondo italiano e mondo germanico, e` una di quelle esperienze identitarie che mi fanno europeista emotivamente, cioe` irriducibilmente.

              ho preferito chiarirlo a te e anche a me stesso.

              sgombro il campo quindi dall’idea che mi si possa convincere che sara` migliore un mondo separato da frontiere dove si dovra` decidere di trattenere dalla nostra parte con la forza il Sued Tirol nauralmente germanico, ma con un terzo di italiani immigrati storicamente come gli ebrei in Palestina.

              per me questo e` un principio non negoziabile.

              ma concedo reciprocita`, ovviamente, nel momento in cui mi rendo conto, nella discussione e grazie alla discussione, di non potere essere convinto del contrario, perche` dovrei cancellare la mia vita stessa.

              quindi diciamo che lo scopo di questa discussione non e` di convincere l’altro, da nessuna delle due parti; credo che abbia anche tu le tue emozioni che ti portano a sostenere il cointrario.

              diamo come scopo a questo confronto soltanto quello di capire meglio il punto di vista altrui, da entrambe le parti.

              l’europeismo, come forma di internazionalismo, e` per me un valore non negoziabile, ma non e` neppure assolutamente discriminante, come altri valori piu` profondi.

              in alcuni casi sono arrivato a rotture dolorose con persone che stimavo e stimo dal punto di vista intellettuale quando ho visto messi in discussione valori assolutamente essenziali come il rispetto dei diritti umani.

              ne sono seguite rotture pesanti ed insanabili.

              ma non dovrebbe succedere per una discussione sull’Europa che resta pur sempre un campo di opinioni libere, che non mettono in discussione valori umani fondamentali.

              poi, naturalmente, se – nonostante tutto questo – ritieni la discussione supeflua, mi adeguo in silenzio 😉

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            2. ed ora la risposta nel merito alle obiezioni, che ho letto con attenzione e che giustificano (forse) la prosecuzione del confronto:

              mi pare che tu riconosca in linea generale che l’Unione Europea ha evitato in buona misura ai suoi membri guerre, almeno della portata a cui aveva abituato tutta la storia europea precedente.

              estraggo le obiezioni pertinenti; le altre le rinvio a prossime occasioni.

              1. è esistito per tutto il perodo il nemico esterno sovietico, dici.
              ma no!, al contrario la vita dell’Unione Europea come la conosciamo oggi si e` svolta dopo la fine dell’URSS nel 1991 e proprio come sua conseguenza; l’Unione Europea e` stata fondata nel 1993; prima esisteva soltanto il Mercato Comune Europeo, ma era altra cosa.

              2. i veri attori del lungo periodo di pace conosciuto dall’Europa in questi ultimi decenni sono stati i popoli.
              vero! ma almeno si deve ammettere che l’Unione Europea non ha bloccato o impedito le manifestazioni pacifiste – il che introduce al secondo punto fondamentale per il quale essere incondizionatamente favorevoli all’Unione Europea (ma ne parlero` a parte).

              3. tutte le altre obiezioni sui rischi attuali sono ampiamente condivisibili.

              ma ti domando se in coscienza ritieni piu` probabile che un appoggio a nuove azioni militari americane venga da parte del Regno Unito una volta che sara` definitivamente uscito dall’Unione Europea oppure da parte dell’Unione stessa.

              e qui colgo l’occasione per ricordare due fatti importanti che ho dimenticato di citare:

              la decisione del Regno Unito di far parte del Mercato Comune Europeo fu presa nel 1973 e confermata col 62% dei voti al referendum del 1975, promosso dai laburisti allora la governo, cioe` dalla sinistra; ma votarono a favore anche i conservatori della Tatcher.

              ho dimenticato che poco dopo vi fu la guerra delle Falkland fra Inghilterra ed Argentina, sotto il governo Tatcher.

              fu la Tatcher successivamente ad assumere la funzione di leader dell’euroscetticismo, rifiutando sempre ogni evoluzione del Mercato Comune Europeo in senso politico:

              “Il Signor Delors vorrebbe che il Parlamento europeo fosse il corpo democratico dell’Unione, che il Consiglio dei ministri fosse il Senato, e la Commissione fosse il suo governo: no, no, no!”.

              l’idea di uscire dall’Unioe Europea ha attraversato tutta la storia inglese durante l’esistenza dell’Unione Europea stessa:
              «L’idea che se fossimo fuori dell’UE potremmo in in qualche modo diventare un porto franco ai margini dell’Europa con tutti i benefici di quel vitale mercato di 370 milioni di persone – mentre altri fissano le regole senza alcun riguardo ai nostri interessi nazionali– è quella del paese delle fiabe».
              primo ministro conservatore Major, 1996

              conclusioni (mie):

              il mantenimento sostanziale della pace in Europa dal 1993 ad oggi, ma anche dal 1956 al 1993 quando l’Unione Europea era in via di preparazione, e` un motivo da solo sufficiente per auspicare che in Europa non tornino i confini nazionali tra gli stati, con i rischi conseguenti del ritorno a guerre combattute nel continente.

              questo rischio e` troppo grave e troppo forte per rinunciare ad uno strumento che si e` rivelato un argine efficace, pur se non perfetto.

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              1. Sgombro il campo da un eventuale malinteso sperando che non sia avvenuto: sono per un’Unione Europea. Ma non per questa ammesso che , dopo questo esperimento che sta fallendo, un’altra sia a breve possibile.
                Concordo totalmente che i tre punti, da te ben messi in luce, siano le basilari ed irrinunciabili conquiste punto d’arrivo un vivere “civile”.
                Sottolineo conquiste e non doni: lotte pesantissime di classe durate secoli le hanno strappate al potere cleptocratico.
                Così, avendo vissuto tutta la vita in periodo di pace e di condanna delle guerre, altrettanto ho considerato acquisiti democrazia e stato sociale ( emozione ingenua ).
                Così non è, in questi anni due dei tre punti sono stati messi in mora e già pesantemente ridotti, attaccati frontalmente per favorire gli attuali interessi economici dell’oligarchia. ( il piano economico è un quarto punto che varrebbe la pena mettere in elenco).

                Ora ne è possibile lo smaltellamento, i tempi storici lo permettono:

                dopo il crollo per manifesto fallimento del cosidetto “socialismo reale” si è spenta ogni fiammella di una possibile struttura sociale alternativa con
                il conseguente passaggio delle sinistre alla gestione efficace dell’economia capitalista svincolandola da ogni laccio precedente.

                La CECA struttura di partenza della UE, è noto, è nata su volontà degli USA vittoriosi in chiave antisovietica per garantirne l’egemonia ( così in effetti è sempre stato) tramite partiti europei telecomandati, piano Marshall e basi militari; della democrazia in Europa agli Usa non gliene ha mai fregato un baffo tanto che hanno supportato le dittature europee che citi.
                La democrazia europea è nata piuttosto dalle resistenze armate e protetta, ove possibile, dai colpi di stato dalle lotte e dalle organizzazioni partitiche e non di sinistra ( es. PCI e sindacati- di allora- in Italia).
                In ogni caso concordi anche tu che questa democrazia è solo di facciata visto che viene controllata con informazione falsata e, se serve, con stragi e terrorismo.

                Pace : la pace interna credo sia stata soprattutto dovuta ai tempi ( ricostruzione post bellica, relativo boom economico-innovazione tecnologica) oltre che nell’egemonia americana, dell’era atomica e della mano pesante americana in continue guerre fatte altrove ( opposizione popolare )
                Ultimamente concordiamo che la guerra come metodo di controllo è stata pienamente sdoganata e mi pare evidente che l’ UE si sia sempre, ad essere buoni, accodata anche pur non esistendo un vero e proprio ministero della (ha ha ) difesa ( da chi ?), esiste invece un condiviso imperialismo militare Nato.
                Insomma non esiste alcuna posizione per la pace;
                questo partecipare europeo dei paesi Ue ( Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Italia etc.) a guerre esterne ha avuto l’effetto di portare all’interno il terrorismo che non fa “troppi morti” ma crea ulteriore clima pro guerra e pro riarmo ( tutto ciò alcuni lo definiscono guerra).
                In ogni caso fin qui “quasi”nessuna guerra interna ma non mi pare proprio ci siano presupposti per cui l’UE possa in futuro essere fattore di pace …anzi ( riarmo in atto ).

                Diritti civili: verissimo, a fatica l’UE ce li impone. Sostanzialmente però non costano una lira…
                Credo anzi che vengano così tanto enfatizzati come bandiera da sventolare e per oscurare tutto il resto. ( divorzio ed aborto sono però autoctoni, ancora una volta ottenuti su volontà popolare).

                Welfare: Come già detto frutto di lotte e non di concessioni.
                Solidarietà intereuropea ridicola se non mancante verso i paesi in crisi.
                Il dramma odierno è che lo welfare si sta riducendo fortemente su spinta UE ( compiti a casa )
                Salari e diritti dei lavoratori ridotti ovunque in Europa ed in particolare in Italia ( disoccupazione, precarietà, concorrenza a basso salario sia interna che esterna- migranti), in stretta relazione alla necessità del capitale di essere concorrenziale verso le nuove economie emergenti.
                La scuola sempre più svuotata e se vogliamo sempre più di classe, sanità ridotta e privatizzata, età pensionabile ora a 67 anni, ma non è ancora finita..,
                Sostegno alla povertà crescente ridicolo, anzi inesistente ( Grecia docet!)
                In contrapposizione alle banche speculatrici si danno migliaia di miliardi ( quali i risultati se non la riduzione delle loro perdite per avventurismo speculativo?),
                il tutto condito con la riduzione pesante di ogni spazio di espressione democratica popolare.

                Ricontrattare il debito..non sto nemmeno a parlarne dati i rapporti politici UE, è pura velleità
                Il fiscal compact UE prevede per l’Italia 50 mld/ anno per 20 anni per dimezzarlo…staremo peggio della Grecia, svendendo porti, monumenti ed aprendo autostrade alle Albe dorate nostrane).
                L’euro, pare proprio che si sapesse sarebbe stato motivo di divisione come ormai ammesso da tutti…
                Gli attuali e passati uomini ai vertici delle istituzioni UE da Prodi a Draghi con tanti altri sarà solo un caso che provengono da banche tipo JP Morgan:
                L’oligarchia finanziaria, in assenza di democrazia, controlla saldamente la direzione dell’UE.

                In effetti il cahier de doleance potrebbe essere ancora di molto allungato, per cui concludo
                Dicendo che, a mio avviso, l’Ue è la moderna struttura del capitale che data la sconfitta storica delle classi subalterne e per la globalizzazione selvaggia sta mettendo in subordine i principi di rispetto delle vite delle persone e della vita umana tout court.
                In quanto tale è inaffidabile ed il suo destino è ancora una volta lo scontro tra oligarchia e popoli, che, come si sta vedendo, prendono ogni strada di ribellione possibile. La dirigenza storica di sinistra sindacal-partitica, principale imputata, si è fatta comprare ( sottolineo comprare, materialmente ed ideologicamente), e diciamolo, ha tradito la sua ragion d’essere… ed ora avviene ciò che può e non più nel nome della sinistra.

                Il rilancio delle nazioni è sicuramente effetto reattivo:
                prima il welfare funzionava meglio, lo status economico di massa era migliore e la democrazia un po’ più rappresentativa per cui si spera illusoriamente in un ritorno all’Eden.
                Come ben sai in prospettiva vedo, in ogni caso, tempi bui non troppo lontani…

                Ho trovato centrata la tua messa in evidenza che anche nelle visione politica non si può prescindere dall’influenza emotiva; devo al proposito aggiungere che la mia visione è influenzata da una moglie che si è presa 6,5 anni di lavoro in più dalla sera lla mattina e da un figlio che ha viaggiato a voucher oltre che a una pletora di parenti disoccupati o quasi…

                Questa la mia visione “globale” ( inevitabilmente emotiva ) sull’Europa per cui ritengo che la difesa di principio dell’UE possa essere giudicata astratta e quindi a prescindere.

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                1. ancora troppi argomenti diversi in un commento solo.

                  dunque i tre punti evidenziati da me sono le basilari ed irrinunciabili conquiste punto d’arrivo un vivere “civile”. (ne devo aggiungere almeno un quarto, ma ci sara` un altro commento).

                  e qui siamo d’accordo.

                  tu aggiungi: conquiste e non doni: lotte pesantissime di classe durate secoli le hanno strappate al potere cleptocratico.

                  e siamo d’accordo anche qui; sottolineo soltanto che nel loro intreccio sono conquiste esclusive dell’Europa nel mondo attuale.

                  ma io non ho detto soltanto questo; ho aggiunto che complessivamente l’Unione Europea ha agito dalla sua fondazione come istituzione che le ha consolidate e difese, nei limiti del possibile e della sua forza, anche se non senza le contraddizioni che evidenzi.

                  senza ombra di dubbio in Italia questi valori sarebbero molto piu` deboli, ad esempio, se non ci fosse stata l’Unione Europea a difenderli meglio che da noi.

                  perdonami se insisto su un piccolo esempio a sfondo autobiografico: per un paio di decenni come preside mi sono battuto contro i contratti precari di supplenza richiamando invano anche il Codice Civile che li vieta(va – prima del jobs act).

                  ma c’e` voluta una condanna della Corte di Giustizia Europea perche` i precari venissero assunti, e ancora la sentenza e` applicata soltanto in parte.

                  – ma l’offensiva plutocratica avanza e la difesa di questi diritti da parte dell’Unione Europea e` fragile, sia perche` l’Europa e` governata da una maggioranza conservatrice, che del resto vince le elezioni, sia perche` istituzionalmente presenta alcune criticita` strutturali interne, sia perche` la forza del ricatto economico non e` affrontata adeguatamente siul piano poitico e ci sono complicita` diffuse.

                  (in fondo nei bei secoli passati quando i banchieri alzavano troppo la testa con i sovrani assoluti, questi li facevano semplicemente arrestare e gli tagliavano la testa o li impiccavano e il rogo era sempre pronto per gli usurai…).

                  gia`, ma siamo sicuri che la resistenza sarebbe piu` efficace se condotta in ordine sparso paese per paese?

                  sono assolutamente sicuro di no.

                  nessun dubbio che stiamo arretrando pesantemente, ma e` un buon motivo per buttare via la propria arma e passare al nemico?

                  la battaglia contro l’unificazione europea voluta dalle sinistre, salvo quelle di stretta osservanza sovietica per esigenze di schieramento, e` sempre stata condotta dalle destre, in nome degli stati nazionali.

                  ma allora, se anche le sinistre oggi vogliono il ritorno agli stati nazionali, avevano ragione le destre, il generale De Gaulle, la Tatcher, i conservatori inglesi che alla fine stanno cercando di andarsene e Gott sei mit ihnen, e il loro God sia con loro e salvi la regina…

                  se e` cosi`, la storia della sinistra europea e` la storia di un’unica ininterrotta disfatta e non resta che andarsene tutti a casa e tirare il sipario su vite intere e generazioni di scelte sbagliate.

                  ma possibile che noi dobbiamo stare a fianco dei nemici dei diritti umani, della democrazia, dello stato sociale per attaccare le stesse cose che stanno attaccando loro?

                  chi sta sbagliando?

                  loro, che sono sempre stati coerenti?

                  oppure le sinistre che negano se stesse? – a parte certi gruppi estremisti che hanno la coerenza dalla loro parte, ma e` la stessa parte dei fascisti.

                  come non vedere che dopo lo smantellamento del socialismo reale, l’attuale obiettivo degli stessi poteri che hanno distrutto quello e` oggi l’Unione Europea stessa, accusata di essere l’ultima erede dell’impero del male sovietico, e che la sua distruzione ha come obiettivo il dilagare incontrastato del modello mercantilista?

                  ma, distrutta questa Europa, dici fra le righe tu, ne rifaremo un’altra, non si sa come, non si sa quando.

                  balle!, e` evidente: non ci sara` appello: resteranno gli stati in guerre, speriamo solo economiche, fra loro e in balia della finanza che gia` li tiene per il collo adesso.

                  ma le emozioni, dici tu…, le mie emozioni, cioe` le tue.

                  eh gia`, contro le emozioni non c’e` ragionamento che tenga.

                  soprattutto se sono fondate, e non frutto di autosuggestione.

                  e quando la casa brucia il terrore induce a buttarsi dalla finestra, e non c’e` niente da fare.

                  in ogni caso, le emozioni a volte ci dicono in un lampo la cosa giusta da fare, a volte ci fanno fare enormi cazzate, e l’unico modo di saperlo e` di ragionarci su a sangue freddo, quando ci si riesce.

                  se vedo uno che sta per buttarsi io non grido “e dai, buttati!” come purtroppo mi e` capitato di vedere che faceva la folla una volta, raccoltasi eccitata e crudele sotto uno che voleva buttarsi dal palazzo della posta in piazza Vittoria.

                  proverei a spiegargli di non farlo.

                  non so con quanto successo, e poi alla fine, se quello si butta lo stesso, mi dispiace, ma sono scelte sue.

                  ma qui purtroppo siamo tutti legati con la stessa corda e quindi se tu ti butti tiri di sotto anche me.

                  e qui non stiamo parlando affatto di principi astratti, ma di scelte concrete.

                  non mi resta che continuare a cercare di coinvincerti di non buttare via il bambino invece dell’acqua sporca, per parafrasare Mao.

                  poi, forse, anche io penso che, nonostante tutto, nell’arco di dieci anni l’americanismo trionfera` anche da noi e avremo le strade piene di morti di fame come la California.

                  ma meglio piu` tardi, se non riusciamo ad evitare il mai.

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