la morte di Beppe Grillo, il voltagabbana – 174

il post sulla morte scritto da Beppe Grillo ieri  e` un confuso delirio senile filosofeggiante che neanche Scalfari – che almeno ha 25 anni di piu`.

http://www.beppegrillo.it/2017/04/fine_vita.html

beppe-grillo-amleto

l’unica cosa chiara di questo discorso pasticciato e inconcludente e` un livoroso attacco ai radicali pieno di una demagogia ributtante:

Ma neppure possiamo fare la fine dei radicali… dove ci sono disgrazie ci sono loro, referendum per morire, per divorziare (che è comunque una fine), per uccidere o aiutare ad uccidersi ci sono loro, i radicali… ma perché? Non li ho mai capiti, la loro ideologia è la fine, si tirano un po’ su con le coppie di fatto e i matrimoni Gay ma… con gli uteri in affitto si finisce di nuovo nel truculento, nella morale elitaria di chi ad una sorta di élite è convinto di appartenere. Perché vi parlo dei radicali? Loro nascono da una posizione morale e basta, li finiscono. Noi non siamo qui a dire alla gente che cosa è buono e cosa è cattivo: c’è una libertà di pensiero assoluta nel movimento. Quello che ci unisce è il desiderio di restituire ai cittadini la determinazione del loro essere sociale e il rispetto del loro essere in privato.

ora, il senso di questo attacco, feroce e altrettanto sconclusionato, e` uno solo.

la voglia spasmodica di piacere alla Chiesa cattolica.

solo un imbecille non vede il rapporto stretto che intercorre tra queste prese di posizione e l’improvvisa popolarita` del Movimento presso una parte delle gerarchie vaticane.

non escluso il suo attuale vertice supremo, papa Francesco.

che e` filo-peronista da sempre e dunque grillino in pectore da prima ancora che Beppe Grillo nascesse.

. . .

sulla stessa linea dobbiamo porre il post intitolato furbescamente: L’Italia con Renzi a un passo dal baratro, il MoVimento 5 Stelle per uscire dall’austerità.

uscire dall’austerita`, nella quale evidentemente neppure siamo mai entrati, a parte i sacrifici imposti alla parte piu` povera e crescente della popolazione, e` notoriamente demagogia pura, se si considera la situazione economica del paese.

che con Renzi l’Italia sia arrivata ad un passo dal baratro e` vero.

ma per il motivo opposto a quello che indica il blog di Grillo:

perche` non ha fatto alcuna politica di riduzione del debito,

ma ha continuato la politica demenziale dell’ampliamento del debito per rilanciare l’economia (soprattutto quella di Marchionne).

ma qui alla demagogia populista anti-austerita` di Renzi si oppone una demagogia dello stesso tipo, ancora potenziata.

. . .

alla politica economica populista e clientelare di Renzi, che ricetta oppone Beppe Grillo?

eccola condensata in una pillolina risibile di quattro righe:

Il debito pubblico può diventare sostenibile in due soli modi: facendo ripartire l’economia ed eliminando gli sprechi. Per il primo obiettivo servono gli investimenti che in questi anni tutti i Governi hanno abbattuto, per il secondo serve un Governo dalle mani libere.

che il debito pubblico può diventare sostenibile facendo ripartire l’economia e` una verita` lapalissiana della quale non vale la pena di parlare,

anche se suona come un proclama ispirato lanciato dall’alto di una tribuna isterica.

come si fa ripartire l’economia, piuttosto?

semplicissimo: servono gli investimenti che in questi anni tutti i Governi hanno abbattuto…

oh cielo, che figata.

ma quali investimenti?

questo dovresti dirci esattamente, ma non si sa.

. . .

dall’orizzonte grillesco scompare, ad esempio il salario di cittadinanza (che lui ha sempre chiamato reddito), che andrebbe finalizzato ad una serie di opere pubbliche di recupero del territorio.

rimane questa frase ambigua, che sputtana per prima cosa l’opposizione del suo Movimento alle Olimpiadi di Roma e anche quella, rapidamente rientrata, allo stadio della Roma, fatto passare per stadio di Roma.

. . .

la seconda frase e` ancora piu` impressionante perche` e` l’annuncio esplicito della voglia di un governo di dittatura.

eliminare gli sprechi (ma non si dice affatto quali) richiede un Governo dalle mani libere.

leggetela bene questa frase:

non l’ha scritta un generale in pensione o un fascista nostalgico che rimpiange Mussolini:

sta nel blog di Grillo, nel blog del grilletto facile.

Il MoVimento 5 Stelle ha già dimostrato nei Comuni amministrati che il debito si può abbattere. In nessuno dei Comuni 5 stelle il debito è aumentato e in molti di essi ha cominciato a scendere, con i risparmi reinvestiti nell’economia reale. Solo per fare qualche esempio, a Pomezia, Comune di 66.000 abitanti, il MoVimento 5 Stelle ha vinto nel 2012 quando il bilancio era in passivo di 7 milioni di euro e oggi il risultato è in attivo di 15 milioni. A Torino abbiamo immediatamente tagliato del 30% i costi dello staff, a Roma con una centrale unica per gli acquisti abbiamo risparmiato in un lampo 40 milioni di euro e Virginia Raggi spende oggi per il suo staff meno della metà di Marino e Alemanno. Potremmo continuare a lungo.

meglio di no se e` con questi specchietti per le allodole che si ritiene di poter risanare il bilancio dello stato italiano.

questi tagli vanno bene, ma non sono certo sufficienti ad affrontare il problema.

. . .

quindi ci si deve attendere ben altri tagli non detti.

quali?

io qualche sospetto ce l’ho, ma, siccome sono soltanto sospetti, me li tengo per me.

tagli comunque che faranno scendere la domanda, se non si tratta di riqualificazione della spesa e non di riduzione.

ma scompare oggi dal programma del grilletto facile ogni accenno ad una politica europea globale di rinegoziazione del debito.

. . .

purtroppo con la morte di Casaleggio dobbiamo dirci chiaramente che e` finito il Movimento Cinque Stelle come l’avevamo conosciuto e per qualche verso apprezzato, anche nei frequenti dissensi.

rimane una voglia di potere neo-democristiano fine a se stessa, disposta a qualunque giravolta ideologica, a qualunque rapido cambiamento delle carte in tavola, pur di arrivare al governo e non si sa poi neppure con chiarezza per farne che.

un conto era il rigore mentale di Casaleggio che organizzava gli obiettivi attorno ad un’immagine chiara della societa` futura, anche se a tratti velleitaria e visionaria, un conto e` Beppe Grillo il demagogo, pronto a cambiare bandiera ogni momento.

c’e` solo un precursore chiaro di questo atteggiamento e si chiamo` Mussolini.

Craxi, Berlusconi e Renzi ne hanno preso alcuni caratteri, pero` non sono all’altezza di quella imitazione pienamente riuscita che ne sta facendo Beppe Grillo, il voltagabbana.

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