Macron e la gerontofilia – 177

a sentire quell’immondezzaio che e` la stampa italiana si direbbe che l’unica cosa che interessa del candidato presidente francese Macron e` la presunta gerontofilia.

che se poi ci fosse, come esiste in diversi di entrambi i sessi – ben nascosta, perche` riprovata socialmente -, non dovrebbe essere fatto strettamente privato?

addirittura c’e` chi lo difende in Italia dicendo che la sua storia d’amore sconvolge il mondo

schiattando dalle risate, mi guardo un poco attorno, per quel poco che conosco le lingue, e noto che articoli del genere si scrivono soltanto in Italia, paese che oramai concorre al titolo di piu` scemo del mondo.

qualcuno si spinge a inusitati confronti critici: e se Macron fosse una donna e avesse sposato un uomo piu` vecchio di lei di 25 anni, che cosa direbbe il mondo?

questa e` una donna giornalista (ossimoro?) che parla, per mostrare al mondo quanto e` emancipata.

il mondo probabilmente non direbbe proprio niente, considerando che allora quell’uomo sarebbe Trump

e su Trump e sulla moglie piu` giovane e depressa nessuno ha niente da ridire.

. . .

vado rinfrescarmi altrove e a informarmi sul programma elettorale di Macron.

7095b137892d073a3edd23730f00da40-627x762

un mix fra Grillo e Renzi, ma in una versione che sembrerebbe benedetta da un quid che manca ad entrambi: l’intelligenza.

per me stesso, piu` che per i lettori che quasi non ho, mi segno i punti principali:

  1. moralizzazione della politica: leggi contro il nepotismo, controllo delle lobby, riduzione delle consulenze
  2. riforma delle istituzioni: riduzione del numero dei parlamentari e del personale politico in genere; limite di tre mandati, per il ricambio obbligatorio della rappresentanza politica.

fino a qui siamo a puro Grillo con una spruzzatina di Renzi.

ma come mai in Italia il monopolio delle idee sensate viene lasciato ai guitti?

possibile che non ci siano forze politiche serie capaci di riprendere queste operazioni di buon senso?

3. tagli al pubblico impiego ed informatizazione della pubblica amministrazione: 70.000 addetti in meno a livello centrale, 50.000 nelle amministrazioni locali.

4.  sicurezza: aumento di 10.000 posti nella gendarmeria e nella polizia; costruzione di nuove carceri per altri 15.000 posti

5. migrazione: aumento di 5.000 addetti ai controlli al perimetro dell’area Schengen; limitazione a 8 settimane della durata dei procedimenti per il riconoscimento del diritto di asilo

qui Macron da` voce alle esigenze di sicurezza agitate dalla destra, ma in modo misurato e tutto sommato sensato, anche se non so quanto efficace.

6. ecologia ed ambiente: investimento di 15 miliardi di euro per la riduzione del consumo di fonti fossili di energia e riduzione del 50% dell’energia ricavata dalle centrali nucleari.

da quale grande partito politico italiano sentiamo proposte simili?

7. istruzione e scuola: piano nazionale di investimento sull’istruzione, con assunzione di 5.000 nuovi insegnanti, aumenti salariali di 3.000 euro annui per i docenti impiegati nelle zone socialmente difficili; riqualificazione formativa e professionale in 5 anni di un milione di giovani senza formazione.

e` il punto piu` positivo del suo programma, anche se non tiene conto dei progressi enormi dell’intelligenza artificiale che aumenta il fabbisogno di manodopera estremamente dequalificata, per svolgere attivita` marginali e troppo poco intelligenti per affidarli alle macchine; tuttavia dimostra una attenzione al futuro che da noi manca.

8. politica estera: collaborazione piu` stretta con l’Unione Europea; priorita` alla lotta all’ISIS; ricerca di una soluzione diplomatica della crisi siriana, ma senza Assad.

. . .

be’, qui sopra ho semplicemente fatto quel che ci aspetterebbe da qualche giornale serio che ha gente pagata e teoricamente specializzata per parlare di queste cose.

ma metti mai che ai lettori italiani venga il malditesta!

rischio che io non corro avendone cosi` pochi.

. . .

come giudicare questo programma?

lo Spiegel che lo presenta intitola l’articolo Il trasformer.

con riferimento al suo slogan: trasformare piu`che riformare.

ma anche con un gioco di parole sulla sua identita` politica sfuggente e mutevole.

s-l225

e sappiamo quanto poco valgano i programmi elettorali nella democrazia moderna.

. . .

Macron non e` una verginella della politica: nonostante la sua giovane eta` (quarant’anni) e` gia` stato ministro dell’economia, dell’industria e del digitale dal 2014 al 2016 con i socialisti, e le dietrologie si sprecano.

in Italia si denuncia la sua intenzione di precarizzare il lavoro proseguendo su una linea di riforma del diritto del lavoro simile a quella del jobs act di Renzi da noi, che ha visto in Francia forti proteste sociali che hanno travolto il Partito Socialista di Hollande.

ne` con la Le Pen ne` con Macron, e` lo slogan di questa sinistra, nel migliore dei casi;

quando non abbiamo a che fare, invece, con una presunta sinistra o ex-sinistra dichiaratamente putiniana che fa spudoratamente campagna per la Le Pen.

che la Le Pen proponga invece di privilegiare nel lavoro i francesi di nascita e di penalizzare con tasse supplementari chi da` lavoro agli immigrati non disturba piu` di tanto questa ex-sinistra post-internazionalista, anzi vagamente nazional socialista.

. . .

personalmente non credo di essere obbligato ad avere un’opinione precisa e di dettaglio sulle elezioni francesi, viste dall’interno, tanto piu` che non voto.

i francesi decideranno da soli, e del resto la classe operaia francese ha gia` deciso per conto suo schierandosi in netta prevalenza con la Le Pen al primo turno.

io qui mi accontento di ragionare da europeo e da egoista.

da europeo ho detto (e riconoscete che ci ha azzeccato, almeno) che la brexit non sarebbe stata una catastrofe per l’Unione Europea.

anzi, avrebbe potuto rivelarsi positiva per il suo futuro.

ma soprattutto sarebbe stata critica per il Regno Unito e in particolare per quella sinistra sociale e politica allo sbando che l’aveva favorita (parlo ovviamente dei laburisti e della classe operaia inglese).

ora il problema rischia di riproporsi in Francia: non darei cosi` per scontata e facile la vittoria di Macron, nonostante tutti i sondaggi.

la differenza la fara`, con i suoi seguaci, quel nazionalista di sinistra, per fortuna sbattuto fuori dal ballottaggio, che e` Melenchon e che ostinatamente tace per favorire sottobanco la Le Pen.

ma per la Francia non e` cosi`: in Francia si gioca davvero il destino dell’Unione Europea.

come la vittoria della destra sventata per un soffio in Austria e piu` nettamente in Olanda, quella della Le Pen in Francia segnerebbe la fine dell’Unione Europea, con esiti economici drammatici in tutto il continente, e la vittoria del trumpismo in Europa, nella sua versione putiniana.

. . .

per questo solo motivo e per questa forma di supremo egoismo mi auguro che vinca Macron, costi quel che costi ai francesi.

e spero anche che alla fine ce la fara`, anche se per poco.

e l’Europa sara` ancora salva.

fino alle elezioni politiche italiane.

che pero` obiettivamente conteranno molto poco per l’Europa, dato che, se l’Italia se ne andasse, sarebbe soltanto un sollievo per chi rimane.

. . .

per il resto, la mia simpatia per una classe operaia inglese che vota per la brexit o francese che vota per la Le Pen o che vota Trump negli USA e` ridotta a zero.

ho creduto da giovane nel proletariato cosciente e classista di cui parlava Marx.

adesso questo proletariato politicizzato e` scomparso, all’ombra delle garanzie che le lotte della mia generazione gli hanno procurato,

il suo posto e` stato preso da un ceto operaio qualunquista politicamente, razzista e maschilista, che vota per i suoi nemici e sfruttatori:

peggio per loro, io me ne lavo le mani e che se la cavino da soli.

. . .

credo nell’Europa e mi tengo anche Macron (se dipendesse da me) per tenere aperta questa prospettiva.

dato che oltretutto e` personalmente molto meglio, dal punto di vista della competenze e della serieta` personale, di Grillo-Salvini o del tandem Renzi-Berlusconi, che e` la scelta che il destino riserva a noi.

Annunci

2 thoughts on “Macron e la gerontofilia – 177

  1. Lasciam perdere le vacue farneticazioni della stampa italica. Piuttosto mi dà da pensare questa roba qui:

    http://rossland.blogspot.it/2017/04/costi-caro-e-non-produci-suicidati.html (che rimanda a https://twitter.com/pbecchi/status/858238136329146368/photo/1 )

    Ora io non sono ancora riuscito a pesarne la veridicità. Nel caso fosse vero è abbastanza agghiacciante, non trovi?
    L’ho vista riprendere da persone che stimo decisamente NON complottiste e attente a scremare le bufale, percui non l’ho derubricata a bufala. Tu che hai molto più tempo di me e che probabilmente hai avuto modo di seguire Attali negli anni 80, periodo in cui io ero alle scuole elementari, potresti aver già avuto modo di capire se questa citazione è vera.

    Se – e ripeto se – fosse vera, mi auguro di trovare la smentita di Macron a 180° sull’argomento, altrimenti, abbiamo un problema.

    Mi piace

    1. mi sopravvaluti se pensi che io abbia seguito sistematicamente anche Jacque Attali; a malapena lo conosco per sentito dire.

      quanto alla citazione che mi mandi, lasciami fare un ragionamento un poco complesso, soltanto esaminandola in se stessa.

      1. il riferimento bibliografico e` preciso e segue le regole accademiche della citazione (salvo un dettaglio che vedremo): Paolo Becchi e` un docente universitario e non dovebbe essere disposto a mettere in ridicolo la sua professionalita` inventando di brutto.

      2. c’e` pero` una stranezza nella citazione: le frasi citate non sono troppo lunghe, ma il riferimento bibliografico abbraccia ben 7 pagine: pp. 258-274; le frasi sembrano dunque estrapolate da un saggio piu` lungo; l’analisi interna delle frasi successive dice che la prima e` una assoluta banalita`, il passaggio tra la seconda e la terza e` palesemente incongruo, ecc. ecc. – il testo sembra abborracciato e non e` degno di un pensatore di qualita`.

      3. la mia conclusione provvisoria, non potendo consultare il testo citato che in internet non si trova, e` che, nella migliore delle ipotesi, si tratta di un collage di frasi diverse prese da un unico testo e ricucite assieme per mettere l’autore in cattiva luce.

      4. qui pare che oltretutto ci si serva di questo probabile collage, per mettere in cattiva luce… Macron!!!!

      e che c’enta Macron con Attali??? e qui ci si sbizzarrisce in collegamenti insulsi.

      grottesco: la bufala a questo punto la si vede lontano un miglio: siamo di fronte ad una esemplare fake new, sulle quali oramai si basa ogni campagna elettorale che si rispetti: continuamente smentite, ma nello stesso tempo terribilmente efficaci.

      (del resto tu stesso sei un esperto di questa situazione, no? 🙂 )

      la spiegazione “scientifica” di questo comportamento apparentemente insensato l’ho esposta – dal mio punto di vista – in un commento recente, che ti metto in coda a questa risposta.

      prima e` piu` urgente che ti dica pero` che e` bastata una googlata rapida per arrivare qui: http://www.hoaxbuster.com/forum/attali

      cacchio, l’avevo indovinata! e` proprio un collage tendenzioso di frasi di Attali, messo in piedi da siti di integralisti cattolici, e che e` stata addirittura al centro di un processo per diffamazione in Francia, vinto da Attali.

      (che gestisce un blog con questo sottotitolo, del resto: “Faites scandale et soyez positifs!”, Fate scandalo e siate positivi!

      figurati quanto e` difficile riuscire a combinare frasi fuori contesto in questo contesto!

      suppongo che se qualcuno volesse prendersene la briga, nei miei discorsi sulla dignitas del morire potrebbe mettere insieme anche di peggio.

      conclusioni? Becchi fa la figura del cioccolataio, pubblica una notizia che gli fa comodo senza neppure la verifica di 10 minuti che ho fatto io e conferma, come altri docenti universitari dediti al dibattito pubblico, dei dubbi molto consistenti sulla qualita` dell’universita` italiana che ha messo in cattedra personaggi come lui o come Bagnai.

      ma qui dovrebbe aprirsi una riflessione ulteriore sul bias cognitivo, questo tallone d’Achille della mente umana e sui suoi rischi autolesionistici.

      alla prossima, su questo tema…

      ciao, e grazie comunque di esserti rivolto a me, spingendomi ad occuparmi del caso.

      . . .

      ma ecco la mia riflessione sull’uso delle fake news di qualche giorno fa:

      col tempo mi e` diventato chiaro che solo in parte, forse in una minima parte, le nostre comvinzioni sono il risultato razionale di valutazioni ponderate dei fatti.

      purtroppo la nostra mente umana non funziona cosi`: quella parte delle nostre idee e dei nostri valori che effettivamente si forma in questo modo, grande o piccola che sia (e tendo a credere che sia piuttosto piccola), puo` essere oggetto di revisione psicologicamente serena e ponderata sulla base di nuovi elementi di valutazione.

      ma una parte importante e forse preponderante di quel che pensiamo nasce su un terreno completamente diverso: dalle emozioni.

      sono le emozioni che ci plasmano ed e` la loro storia che fa di noi quello che siamo.

      pero`, se rivedere le convinzioni sulla base dei fatti e` possibile, rivedere le emozioni no.

      questo lo sanno benissimo i manipolatori dell’opinione pubblica, cioe` dell’emotivita` pubblica.

      infatti tendono a riempirci di emozioni, anche brutali e violente, perche` sono queste che ci plasmeranno.

      di piu`: ecco le tecniche spudorate della menzogna: una menzogna dal forte contenuto emotivo puo` essere successivamente smentita da una analisi dei fatti.

      ma l’emozione che ha provocato permane egualmente.

      per questo i manipolatori delle menti mentono spudoratamente, e quanto piu` grande ed emotivamente impattante e` la menzogna, tanto piu` otterra` il suo scopo, che e` quello di produrre un cambiamento della storia personale di chi la subisce, e un ultima analisi una modifica irreversibile delle sue convinzioni emotive profonde.

      – questo non significa, ovviamente, che tutte le emozioni che costruiscono la nostra identita` siano negative.

      lo sono quelle che subiamo, come emozioni imposte ed artificiali prodotte dai centri di manipolazione delle menti.

      per questo occorre distaccarsene il piu` possibile (spegnere la televisione, rifiutare i filmati propinati da ogni dove: le emozioni si trasmettono piu` violentemente per via audiovisiva…).

      ma ci sono emozioni che nascono dalla realta` e a loro possiamo riconoscere un ruolo positivo nella nostra storia.

      Mi piace

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...