ciao Valentino, comunista anomalo – 181

anche col rischio che il blog diventi un bollettino delle dipartite, un saluto lo devo a Valentino Parlato, in nome di battaglie politiche che divennero anche frequentazione personale, e credo che anche la mia ex-moglie ricordi di quando lo avemmo ospite a casa nostra.

nella galleria degli scomparsi, dopo Pintor, Magri e l’appartato Natoli, metto ora anche lui.

cerco con google una foto che me lo restituisca come lo ricordo, ma non sono molto fortunato; 

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qui nella sua versione piu` ironica e scanzonata.

. . .

noi del Manifesto (mi ci metto anche io, ma solo come allievo e seguace, naturalmente) eravamo dei comunisti anomali.

comunisti in nome dell’aspirazione alla pari dignita` di ogni essere umano e del rifiuto delle sofferenze della miseria, che l’attuale vita sociale riserva ad alcuni, per garantire ad altri l’eccesso dell’arroganza del lusso e del consumismo.

ma anomali come comunisti, dato che credevamo nei diritti umani.

nel gruppo del Manifesto Valentino Parlato rappresentava di piu` proprio questa prospettiva, mentre in Pintor parlava di piu` la protesta del moralismo offeso e in Magri e nella Rossanda la riflessione globale sui destini del mondo.

e` da questo gruppo di menti fertili, donchisciottescamente appassionate e assieme ironicamente disincantate, che ho imparato quel che gia` sentivo, e cioe` che la battaglia per l’eguaglianza non puo` andare disgiunta da quella per la liberta`.

perche` l’eguaglianza non e` poi altro che la liberta` di tutti.

. . .

un mio alunno di quarant’anni fa, fortunosamente ritrovato pochi giorni fa, mi chiedeva se fossi ancora comunista.

oggi non userei piu` questo nome, forse, per indicare queste idee e questo sogno di una societa` meno ingiusta.

comunismo e` il nome di cui hanno abusato e ancora abusano alcune dittature che mettono in opposizione fra loro la liberta` con l’eguaglianza, e sacrificano la prima senza neppure realizzare la seconda.

ma non abbiamo bisogno di regimi che sostituiscano forme di infelicita` sociale con altre; non c’e` bisogno di diventare schiavi per non volere che alcuni muoiano di fame.

. . .

la scomparsa dei fondatori sollecita una breve riflessione sul destino di queste idee, che oggi sembrano ampiamente sconfitte, eppure non sono ancora scomparse e non soltanto perche` sopravvivono blog come questi che ne parlano ancora.

rinascono ancora dalle tragedie e dalle sconfitte del passato, fino a che ci sono menti che pensano ancora.

forse sono idee troppo fragili per cambiare il mondo, ma sono abbastanza robuste per migliorarlo almeno un poco.

forse non riescono ad impedire la catastrofe del consumismo auto-distruttivo, ma riescono a indicarci oggi la strada si una vita piu` degna e felice in una indipendenza dignitosa e sdegnosa.

saluto Valentino Parlato, dunque, e una vita bella come la sua, trascorsa a discutere e pensare.

. . .

saluto anche quel tanto di me stesso che viene da lui e dal pensiero che ha nutrito la sua e la mia generazione.

noi siamo ancora qui.

come diceva ieri l’amico Krammer in un commento, non di tutti i semi che buttiamo vedremo la pianta.

ma, come diceva un altro ben prima di lui, molti semi vanno anche dispersi in vari luoghi inadatti: l’importante e` che almeno alcuni germoglino.

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ciao, Valentino, io provero` a passare il testimone.

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