perche` essere europeisti – 190

perche` siamo europeisti:

forse e` il momento giusto per dirlo, anche se in Italia e` difficile immaginare che ci possa essere un ascolto significativo di argomentazioni pacate e precise.

nei giorni scorsi in questo blog si e` svolta una discussione appassionata sul tema.

https://corpus15.wordpress.com/2017/04/21/ue-la-grecia-la-brexit-lacciaio-tedesco-172/

ne riporto qui l’essenziale, dal mio punto di vista.

lascero` solo l’iniziale del nome del mio interlocutore, che criticava quel mio post, perche` mi pigliero` la liberta` di citarlo solo a stralci e non vorrei che alla fine non si ritrovasse nei miei tagli.

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ecco i passaggi principali del post:

premessa – proposta di metodo nella discussione

1. Europa per fare che?

a) Unione Europea per la pace in Europa

b)  Unione Europea per la democrazia e i diritti umani

c)  Unione Europea per lo stato sociale

d)  Unione Europea per una immigrazione aperta

e)  Unione Europea per la liberta` di circolazione interna

2. le critiche all’Unione Europea

a) le critiche alla politica dell’Unione Europea

b) le critiche alla struttura istituzionale dell’Unione Europea

3. l’emotivita` come strumento del condizionamento mediatico anti-europeista

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premessa

S.:   Non si tratta di essere in astratto contro l’ Unione Europea ma in concreto contro questa elite ultracapitalista che sta cancellando due secoli di lotte popolari, tramite le istituzioni centrali e nazionali, in sostanziale alleanza con l’abbandono del proprio ruolo delle sinistre.

Qualche pecora nera però si è stufata di essere solo tosata e vota contro a prescindere….

Come vedi non mi trovo troppo con le tue analisi sull’Europa.

bortocal:   mi risparmio una replica punto punto; considero quel che scrivi qui sopra una mescolanza confusa di osservazioni giuste e di mantra ideologici senza sostanza.

ma questo e` il ritratto della sinistra che ci ritroviamo in Italia e ampiamente in Europa, che ha cancellato perfino la memoria della sua storia europeista.

ma che dire? si e` perso persino il senso della differenza fra destra e sinistra e oggi e` di sinistra ripetere i peggiori pregiudizi nazionalisti, pare…

e` sconsolante vedere quanti danni abbia fatto anche a sinistra l’incompetenza ammantata di demagogia.

S.:   Europa per fare che ?

Sono stato europeista credendo che potesse avere una funzione di miglioramento delle condizioni di vita dei popoli, ed ancora ovviamente sono pronto a difenderla se ci fosse la minima speranza che lo possa diventare. Non la vedo.

Devo dire che quanto a proposito hai scritto nel tempo non ti esime di far intravvedere per punti una strada che la porti l’UE da baluardo antidemocratico della destra capitalista antipopolare a democratica espressione della volontà dei popoli.

bortocal:   io penso che la sinistra, anziche` accodarsi alla destra pedissequamente nella lotta contro l’europeismo, dovrebbe fare una forte campagna per la ricontrattazione del debito.

ma questa puo` essere fatta soltanto in una dimensione almeno europea.

S.:   Unità politica… non ci crede più nessuno..

A proposito degli antieuropeisti nazionalisti di destra e di sinistra…. ritengo che siano proprio il frutto che ha allevato questa Europa sbagliata… o no ?

Pregoti far emergere da questi fatti elencati i mantra ideologici affinchè possa emendarmi…

bortocal:   non e` problema di emendarsi, e` questione di ristabilire le giuste proporzioni fra le cose.

non e` detto che una affermazione faccia danno soltanto perche` e` sbagliata; fa danno anche peggiore se e` enfatizzata o sottovalutata.

per questo una discussione come quella che mi proponi e` ingestibile ed inutile; ci aggireremmo attorno ad argomentazioni nessuna in se stessa del tutto sbagliata (a parte casi particolari isolati) e ci accapiglieremmo per farci le pulci nei dettagli.

ho gestito per settimane, prima che tu arrivassi qui, una snervante discussione simile con un altro commentatore euro-demolitore bagnaista: basta!

quindi ti propongo di seguire un altro metodo.

io ogni volta ti mandero` un commento su un punto solo, a cominciare da quelli che mi sembrano piu` importanti; poi aspettero` la tua replica.

ti mandero` nei commenti ogni volta un argomento e uno solo per il quale a me pare che la difficile sopravvivenza dell’Unione Europea sia indispensabile.

forse stiamo parlando a babbo morto, e come l’effetto serra sta distruggendo il pianeta anche attardarsi a difendere l’Unione Europea e` soltanto una perdita di tempo.

comunque, dobbiamo pure impiegare il tempo in attesa della catastrofe prossima ventura….

comincio dunque con un commento a parte sul primo punto fondamentale.

ricordati: la regola del mio gioco prevede che, se anche uno solo dei miei argomenti funziona, ho vinto la partita!!! 🙂

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1. Europa per fare che?

la prima domanda che poni e` in effetti la piu` importante.

per rispondere dobbiamo guardare alla storia.

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a) Unione Europea per la pace in Europa.

il processo che ha portato all’Unione Europea e` nato alla fine della seconda guerra mondiale (ma diciamo pure di una nuova guerra inter-europea dei Trent’anni, 2014-2045), che ha devastato il continente, provocato decine di milioni di morti e distrutto l’egemonia dell’Europa sul mondo consegnandola agli Stati Uniti e, in parte, alla Russia nella versione URSS.

l’Unione Europea e` nata per garantire la pace fra popoli che per secoli si sono combattuti ferocemente con sofferenze inenarrabili.

e` riuscita nella sua missione fondamentale?

dico di si`, nonostante le molte riserve: ci e` riuscita almeno al suo interno.

mi si potra` obiettare che la pace dell’Europa deriva da altro, ma non e` vero.

anni Cinquanta: la Francia nella guerra di Indocina

1956: intervento di Francia e Inghilterra in Egitto, interrotto dalla minaccia di Krusciov di bombardare con le atomiche Parigi e Londra

anni Cinquanta e fino al 1962: la Francia nella guerra d’Algeria

da allora nessun paese europeo e` stato piu` direttamente coinvolto in conflitti di questa portata; ce ne sono stati anche in Europa, ma non hanno riguardato l’Unione Europea.

basta guardare a quel che hanno passato nel frattempo gli Stati Uniti: guerra in Vietnam (55.000 morti loro), guerra in Afghanistan, prima e seconda guerra del Golfo.

e in Europa abbiamo avuto e abbiamo altre guerre, come quella di Serbia o quella in corso in Ucraina, ma mai hanno coinvolto direttamente l’Unione Europea sul suo territorio.

certo, ci sono anche ombre e partecipazione di alcuni paesi europei alla guerra di Libia o quant’altro.

e tuttavia qui torno all’importanza delle proporzioni.

la formazione dell’Unione Europea ha neutralizzato anche guerre civili in corso, come quella dell’Irlanda del Nord e ha impedito sul nascere che la questione sudtirolese diventasse tale.

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– qui apro una parentesi personale per confessarti che la mia partita e` truccata.

la mia famiglia e` fuggita dal Sued Tirol nel 1961 anche perche` eravamo messi alla prova da attentati e guerriglia in corso laggiu`; io vivevo nella casa degli ufficiali del reggimento di artiglieria da montagna con i sacchetti di sabbia alle finestre.

non posso dimenticare che la fine del separatismo sudtirolese e` uno dei risultati della pur malandata e parziale unificazione europea.

e` questa esperienza biografica che fa di me un europeista irriducibile che non potra` mai essere convinto del contrario.

sorry, non c’e` nessuna possibilita` di convincermi che e` meglio una situazione nella quale Austria Italia e Germania si fanno la guerra in qualunque modo per il Sued Tirol.

che del resto dovrebbe essere legittimamente tedesco, non se ne discute neppure…

per questo sono iper-sensibile – lo ammetto facilmente – alle critiche di tono nazionalistico alla Germania:

mi si riacutizza la sofferenza dell’avere passato l’infanzia in questo mondo avvelenato dall’odio fra le due comunita`,

odio che oggi non c’e` piu` almeno in quella misura, anche grazie al fatto che l’Europa ha facilitato integrazioni e reso i confini trasparenti.

grazie all’Europa, anche , oltre che all’intelligenza politica di Moro.

emotivamente e in maniera irriducibile non voglio un’Europa che torni ad essere divisa da confini che preparano le guerre del futuro.

sarebbe la fine della mia patria mentale: il Sued Tirol – Alto Adige.

fine della parentesi. –

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l’Unione Europea ha salvato sostanzialmente la pace in Europa, sul proprio territorio, per cinquant’anni.

un periodo senza nessun precedente storico.

ricordo che due secoli fa esatti si era appena chiuso un ventennio di guerre legate alla rivoluzione francese,

che poi ci furono le ripetute guerre di indipendenza della Grecia e dell’Italia,

la guerra austro-prussiana e quella franco-prussiana,

le guerre balcaniche, ripetute pure loro,

le guerre coloniali,

la guerra di Libia.

prima dell’Unione Europea l’Europa viveva in uno stato di guerra praticamente permanente, ora qua, ora la` nel suo territorio.

questo risultato storico di una pace sostanziale di mezzo secolo viene dato stupidamente per scontato, ma non lo e` affatto, e la presidenza Trump e` una chiara minaccia ed un pericolo.

indebolire l’Europa significa aprire un varco ulteriore alle pulsioni aggressive dell’America.

basta questo a giustificare l’esistenza dell’Unione Europea e dovremmo tenercela bene stretta.

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in questo senso parlo di mancanza di senso delle proporzioni; e` la veduta stereoscopica che ci manca; e la dimensione della profondita` ci viene data dalla storia.

ma viviamo nel tempo dell’eterno presente e la dimensione storica e` dimenticata.

questa e` la base di pericolosi errori di interpretazione.

dovremmo pur capire che un mondo senza la quarta dimensione del tempo e` soltanto virtuale e non corrisponde per nulla al mondo reale…

e qui si introduce un secondo argomento strettamente collegato, ma rinvio al prossimo commento.

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S.:    Prendo atto della tua onestà intellettuale visto che ti dichiari ab ovo di parte; questo però rende, almeno in parte, inficiato il confronto…

Ovviamente vero, guerre importanti tra stati ora UE non hanno avuto luogo (anche se, come noti anche tu, l’Ucraina e la Serbia… D’Alema, Mattarella bombardieri, ed altre nazioni coinvolte).

C’è anche da dire che è esistito per tutto il periodo il nemico esterno sovietico che compattava l’interno capitalista.

C’è anche da dire che la Germania, oltre che divisa, era stata rasa al suolo e che ha scontato la colpa immane dei lager nazisti.

Anch’io pensavo che la parola guerra fosse da noi per sempre bandita ma è tornata prepotente anche in Europa che la pratica… perdio se la pratica… perdio se non si sta riarmando!

Quanto a frenare (?) le pulsioni belliche americane sono stati i popoli e non le istituzioni che anzi le hanno sempre sostenute praticamente ed ideologicamente.

Questo ritengo sia il mondo reale mentre nel virtuale sta chi non lo vuol vedere.

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bortocal:   separo di nuovo la risposta in due parti, per chiarezza.

una parte del commento la dedico alle questioni generali di metodo, sul rapporto tra emozioni e convinzioni.

ma la sposto ora in fondo al post.

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la mia infanzia sudtirolese in una terra spaccata dall’odio etnico fra due comunita` costrette a convivere, divisa tra mondo italiano e mondo germanico, e` una di quelle esperienze identitarie che mi fanno europeista emotivamente, cioe` irriducibilmente.

ho preferito chiarirlo a te e anche a me stesso.

sgombro il campo quindi dall’idea che mi si possa convincere che sara` migliore un mondo separato da frontiere dove si dovra` decidere di trattenere dalla nostra parte con la forza il Sued Tirol naturalmente germanico, ma con un terzo di italiani immigrati storicamente come gli ebrei in Palestina.

per me questo e` un principio non negoziabile.

ma concedo reciprocita`, ovviamente, nel momento in cui mi rendo conto, nella discussione e grazie alla discussione, di non potere essere convinto del contrario, perche` dovrei cancellare la mia vita stessa.

quindi diciamo che lo scopo di questa discussione non e` di convincere l’altro, da nessuna delle due parti; credo che abbia anche tu le tue emozioni che ti portano a sostenere il cointrario.

diamo come scopo a questo confronto soltanto quello di capire meglio il punto di vista altrui, da entrambe le parti.

l’europeismo, come forma di internazionalismo, e` per me un valore non negoziabile, ma non e` neppure assolutamente discriminante, come altri valori piu` profondi.

in alcuni casi sono arrivato a rotture dolorose con persone che stimavo e stimo dal punto di vista intellettuale quando ho visto messi in discussione valori assolutamente essenziali come il rispetto dei diritti umani.

ne sono seguite rotture pesanti ed insanabili.

ma non dovrebbe succedere per una discussione sull’Europa che resta pur sempre un campo di opinioni libere, che non mettono in discussione valori umani fondamentali.

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ed ora la risposta nel merito alle obiezioni, che ho letto con attenzione e che giustificano (forse) la prosecuzione del confronto:

mi pare che tu riconosca in linea generale che l’Unione Europea ha evitato in buona misura ai suoi membri guerre, almeno della portata a cui aveva abituato tutta la storia europea precedente.

estraggo le obiezioni pertinenti; le altre le rinvio a prossime occasioni.

1. è esistito per tutto il periodo il nemico esterno sovietico, dici.

ma no!, al contrario la vita dell’Unione Europea come la conosciamo oggi si e` svolta dopo la fine dell’URSS nel 1991 e proprio come sua conseguenza; l’Unione Europea e` stata fondata nel 1993; prima esisteva soltanto il Mercato Comune Europeo, ma era altra cosa.

2. i veri attori del lungo periodo di pace conosciuto dall’Europa in questi ultimi decenni sono stati i popoli.

vero! ma almeno si deve ammettere che l’Unione Europea non ha bloccato o impedito le manifestazioni pacifiste

– il che introduce al secondo punto fondamentale per il quale essere incondizionatamente favorevoli all’Unione Europea (ma ne parlero` a parte).

3. tutte le altre obiezioni sui rischi attuali sono ampiamente condivisibili.

ma ti domando se in coscienza ritieni piu` probabile che un appoggio a nuove azioni militari americane venga da parte del Regno Unito una volta che sara` definitivamente uscito dall’Unione Europea oppure da parte dell’Unione stessa.

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e qui colgo l’occasione per ricordare due fatti importanti che ho dimenticato di citare:

la decisione del Regno Unito di far parte del Mercato Comune Europeo fu presa nel 1973 e confermata col 62% dei voti al referendum del 1975, promosso dai laburisti allora al governo, cioe` dalla sinistra; ma votarono a favore anche i conservatori della Tatcher.

ho dimenticato che poco dopo vi fu la guerra delle Falkland fra Inghilterra ed Argentina, sotto il governo Tatcher.

fu la Tatcher successivamente ad assumere la funzione di leader dell’euroscetticismo, rifiutando sempre ogni evoluzione del Mercato Comune Europeo in senso politico:

“Il Signor Delors vorrebbe che il Parlamento europeo fosse il corpo democratico dell’Unione, che il Consiglio dei ministri fosse il Senato, e la Commissione fosse il suo governo: no, no, no!”.

l’idea di uscire dall’Unione Europea ha attraversato tutta la storia inglese durante l’appartenenza all’Unione Europea stessa:

«L’idea che se fossimo fuori dell’Unione Europea potremmo in in qualche modo diventare un porto franco ai margini dell’Europa con tutti i benefici di quel vitale mercato di 370 milioni di persone – mentre altri fissano le regole senza alcun riguardo ai nostri interessi nazionali – è quella del paese delle fiabe».
primo ministro conservatore Major, 1996

conclusioni (mie):

il mantenimento sostanziale della pace in Europa dal 1993 ad oggi, ma anche dal 1956 al 1993 quando l’Unione Europea era in via di preparazione, e` un motivo da solo sufficiente per auspicare che in Europa non tornino i confini nazionali tra gli stati, con i rischi conseguenti del ritorno a guerre combattute nel continente.

questo rischio e` troppo grave e troppo forte per rinunciare ad uno strumento che si e` rivelato un argine efficace, pur se non perfetto.

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S.: Pace : la pace interna credo sia stata soprattutto dovuta ai tempi (ricostruzione post bellica, relativo boom economico-innovazione tecnologica) oltre che nell’egemonia americana, dell’era atomica e della mano pesante americana in continue guerre fatte altrove (opposizione popolare).

Ultimamente concordiamo che la guerra come metodo di controllo è stata pienamente sdoganata e mi pare evidente che l’Unione Europea si sia sempre, ad essere buoni, accodata anche pur non esistendo un vero e proprio ministero della (ah ah) difesa (da chi?), esiste invece un condiviso imperialismo militare Nato.

Insomma non esiste alcuna posizione per la pace;

Questo partecipare europeo dei paesi Unione Europea (Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Italia etc.) a guerre esterne ha avuto l’effetto di portare all’interno il terrorismo che non fa “troppi morti” ma crea ulteriore clima pro guerra e pro riarmo (tutto ciò alcuni lo definiscono guerra).

In ogni caso fin qui “quasi” nessuna guerra interna, ma non mi pare proprio ci siano presupposti per cui l’Unione Europea possa in futuro essere fattore di pace… anzi (riarmo in atto ).

Condivisione delle aggressioni per il controllo violento delle riserve fossili con tradizionale subordinazione totale alla regia americana (Medio Oriente Libia Venezuela Nigeria etc.).

Condivisione al riarmo (il PD ha appena acconsentito a Trump di portare, crisi o non crisi, la spesa militare al 2% dall’1,2 del PIL).

Condivisione di politica aggressiva nei confronti di Russia e Cina (Sanzioni, Ucraina e Corea del Nord).

Ovviamente tutto ciò fomenta terrorismo ed emigrazione ( problemucci…) ed odio mondiale verso l’occidente.

I pericoli di guerra non sono più, lo sappiamo bene, solo teorici ma programmati 

Tutto ciò contraddice, come si sostiene, l’Unione Europea come fattore di pace.

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b)  Unione Europea per la democrazia e i diritti umani.

e vengo al secondo motivo fondamentale e in se stesso sufficiente (dal mio punto di vista) per essere favorevoli all’Unione Europea.

come e` evidente ad una osservazione anche superficiale, l’Europa e` l’unica area del mondo, assieme all’America e all’India, dove esistono forme di governo stabilmente democratiche.

e dico subito, per evitare equivoci, che non identifico affatto la democrazia con la farsa delle elezioni, oggi completamente manipolate e manipolabili dai poteri veri, che sono economici.

ma identifico la democrazia con la divisione dei poteri, cioe` con l’esistenza di diritti fondamentali dei cittadini difesi e difendibili con vie diverse, che non rendono i governi onnipotenti rispetto ai singoli e ai gruppi associati

vorrei che non perdessimo di vista che il processo stesso di formazione dell’Unione Europea COINCIDE con l’affermazione progressiva di questo tipo di democrazia ed e` stata di per se stessa nei suoi anni migliori uno strumento che l’ha promossa.

facciamo male a dimenticare che prima dell’Unione Europea nel continente:

esisteva la dittatura di Salazar in Portogallo (caduta con la rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974),

quella franchista in Spagna (superata a partire dal 1975),

quella dei colonnelli in Grecia (caduta nel 1974, dopo che la Grecia era stata condotta sull’orlo di una guerra con la Turchia),

quella dei partiti comunisti di osservanza sovietica in Germania Orientale, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria,

che la Lituania, la Lettonia, l’Estonia erano inoltre direttamente sottomesse all’Unione Sovietica, e passarono alla democrazia all’inizio degli anni Novanta.

un recente breve soggiorno in Lituania mi ha permesso di rendermi conto dell’enorme popolarita` dei cui gode l’Unione Europea in quel paese, dato che e` vista ancora come lo strumento principale della sua duplice liberazione.

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studenti lituani che cantano spontaneamente l’inno europeo – Vilnius 23 settembre 2016

ovviamente mi si puo` obiettare che si tratta di processi storici maturati fuori dai processi di unificazione dell’Europa.

tuttavia l’Unione Europea ha sempre agito come supporto di questo tipo di evoluzione politica, ed esistono istituzioni europee che hanno il ruolo preciso di difendere i diritti umani dei cittadini europei dalle prevaricazioni dei loro governi.

sara` sempre troppo poco, quando mai non e` cosi`, e tuttavia ritengo molto meglio che esistano queste istituzioni e questo clima politico e culturale in Europa, piuttosto che ritornare alle dinamiche puramente interne ai diversi stati.

ricordo che anche l’Italia nel 1964 e dopo rischio` di finire sotto un governo militare.

qui devo introdurre un terzo argomento strettamente connesso, ma a domani.

S.:  mi sto facendo l’idea che il tuo sia il punto di vista dello storico che guarda dalla barca mentre il mio del nuotatore che sbraccia per stare a galla…..

intorno a me vedo troppe persone bastonate dalle politiche, lo possiamo dire, che l’Unione Europea impone.

bortocal:  abbi pazienza, carissimo.

lasciami arrivare anche a questo, ti ho detto che mi prendo del tempo, ma che voglio guardare al problema in quella che a me pare la giusta prospettiva.

dobbiamo cogliere l’insieme, prima, per poter cogliere i dettagli.

prima di arrivare ai dettagli (anche se sono dolorosi dettagli) occorre guardare l’insieme per non perdersi.

potrei citare l’aforisma di Mao su chi guarda l’albero e non vede la foresta? 

perdere la memoria storica significa del resto diventare schiavi di ogni propaganda del momento.

in ogni caso qui siamo gia` nel presente:

nella lettera della May sulla brexit non a caso il punto messo piu` in evidenza e` la volonta` di non sottostare piu` alla giustizia europea e ai suoi tribunali che rappresentano una specie di ultima istanza extra-nazionale alla quale il cittadino europeo oggi puo` appellarsi se ritiene di avere subito un torto dalla giustizia nazionale.

vedi il caso famoso di Berlusconi e della legge Severino, ma vedi anche le ripetute condanne dell’Italia per violazione di diritti umani fondamentali.

ci dimentichiamo forse che i precari della scuola sono stati assunti a seguito di una sentenza europea di condanna dell’Italia?

che, se abbiamo, dopo anni di tentativi inutili, una regolamentazione delle unioni omosessuali e in genere non matrimoniali e` pure per una sentenza europea?

lasciamo pure da parte la storia, se vuoi, e guardiamo al presente: ma la giustizia europea non e` il nostro presente?

pensi che l’Italia sarebbe in una situazione migliore se si liberasse dell’obbligo di rispondere ai criteri fondamentali che l’appartenenza all’Unione Europea impone agli stati membri?

piuttosto c’e` da lamentarsi per le situazioni come quelle della Polonia o dell’Ungheria dove queste norme non vengono applicate severamente per opportunismo politico, e` vero.

pero`, per esempio, l’appartenenza all’Unione Europea esclude la possibilita` di avere la pena di morte nel proprio ordinamento, tanto e` vero che il referendum che Erdogan ha promesso per reintrodurla in Turchia sara` abbinato, giustamente, a quello sulla continuazione delle trattative per l’adesione all’Unione Europea.

pensi che sia meglio demolire questo pilastro per la difesa dei diritti umani che e` stata in questi anni l’Unione Europea?

non trovi naturale che le destre fasciste la attacchino cosi` furiosamente e vogliano distruggerla?

non pensi che in un’Europa senza piu` identita` si farebbe largo piu` facilmente il modello USA che mantiene in vigore le esecuzioni capitali?

ti ricordo che la pena di morte fu abolita in Francia solo nel 1981 da Mitterand e l’ultimo ghigliottinato fu nel 1977;

che in Spagna con Franco si applicava la garrota, e ricordo ancora il comunista Grimau garrotato nel 1962;

mentre l’Inghilterra l’ha abolita soltanto nel 1998 (anche se l’ultima esecuzione fu del 1965).

tu dici che questo e` lo sguardo dello storico?

io direi che e` semplicemente uno sguardo storico di chi rifiuta di farsi condizionare da una propaganda miope.

S.:  Diritti civili: verissimo, a fatica l’UE ce li impone. Sostanzialmente però non costano una lira…

Credo anzi che vengano così tanto enfatizzati come bandiera da sventolare e per oscurare tutto il resto.

(Divorzio ed aborto sono però autoctoni, ancora una volta ottenuti su volontà popolare).

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c)  Unione Europea per lo stato sociale.

ed ecco qui un commento distinto per toccare il terzo pilastro fondamentale che dovrebbe spingere ogni democratico a difendere in maniera serrata l’Unione Europea.

il primo e` la pace; il secondo sono la democrazia e i diritti umani; e il terzo e` lo stato sociale.

quanto alla democrazia come divisione dei poteri, e` abbastanza presente nel mondo, pur se il concetto e` nato storicamente in Europa ed e` pienamente sviluppato nelle civilta` di origine europea;

ma lo stato sociale, cioe` la sanita` e l’istruzione pubblica tendenzialmente gratuita, un sistema di previdenza sociale che garantisca gli anziani, le forme di assistenza ai senza lavoro e, tendenzialmente, un salario di cittadinanza (che in Europa manca soltanto in Italia e in Grecia, se non sbaglio), questa e` una caratteristica unica dell’Europa, dato che l’America non li conosce e in altre aree del mondo ne esiste soltanto qualche povero frammento marginale.

si`, dovremmo avere ben chiaro che l’Europa e` sostanzialmente la patria dello stato sociale e quesi l’unica zona del mondo dove questo e` rappresentato.

che l’alternativa e` un sistema americano, ma anche inglese, dove salute e istruzione sono privatizzate e gestite dal mercato.

dopo la fine delle democrazie popolari di impronta sovietica, l’assistenza sociale dello stato alla popolazione resiste solo qui, in Europa e nell’Unione Europea, agli attacchi crescenti ai quali viene sottoposta dalle oligarchie.

qui possiamo commentare i crescenti successi di queste nel limitarlo sempre di piu` anche da noi; ma come non vedere che la lotta contro l’Unione Europea e` anche la lotta contro lo stato sociale?

di nuovo sottolineo come il movente principale della lunga resistenza inglese alla piena integrazione europea e` consistita nel rifiuto di adeguarsi alla legislazione sociale europea.

insomma, a me pare evidente che nel mondo occidentale si confrontano due modelli di organizzazione sociale, quello anglo-sassone, fondato sulla monetizzazione individualistica delle funzioni sociali fondamentali, e quello dell’Unione Europea, che mantiene un ruolo centrale dello stato come organizzatore di questi servizi.

non a caso gli oppositori dell’Unione Europea la paragonano all’Unione Sovietica nel prevedere che fara` la stessa fine e, dal loro punto di vista, hanno perfino un poco ragione.

quindi, nessun dubbio e` possibile, dal mio punto di vista, che la difesa dello stato sociale passa dalla difesa dell’Unione Europea (oltre che dalla lotta per ampliarne le funzioni con l’introduzione sempre piu` urgente di forme generalizzate di salario sociale, per servizi resi alla comunita` dalla massa tendenzialmente crescente degli inoccupati – idea quasi sovietica, eh?) .

ma qui il problema dello stato sociale peraltro si collega a quello della gestione dell’immigrazione, perche` uno degli aspetti centrali della lotta per la distruzione dello stato sociale e` la costituzione di un esercito di manodopera irregolare, privata dei diritti civili cioe` della cittadinanza, sottopagata e marginalizzata.

quella riserva bruta e confusa di nuovi schiavi che serve per i lavori non totalmente gestibili dall’intelligenza artificale che sta distruggendo la classe media da noi.

questo e` l’obiettivo dichiarato dei nemici dell’Unione Europea, che non a caso congiungono i due elementi: rifiuto dell’Unione Europea e rifiuto dell’immigrazione regolare.

ma con questo siamo gia` al passaggio successivo, e riservo al commento di domani di sviluppare questo punto.

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S.:   Sgombro il campo da un eventuale malinteso sperando che non sia avvenuto: sono per un’Unione Europea. Ma non per questa ammesso che, dopo questo esperimento che sta fallendo, un’altra sia a breve possibile.

Concordo totalmente che i tre punti, da te ben messi in luce, siano le basilari ed irrinunciabili conquiste punto d’arrivo un vivere “civile”.

Sottolineo conquiste e non doni: lotte pesantissime di classe durate secoli le hanno strappate al potere cleptocratico.

Così, avendo vissuto tutta la vita in periodo di pace e di condanna delle guerre, altrettanto ho considerato acquisiti democrazia e stato sociale (emozione ingenua).

Così non è, in questi anni due dei tre punti sono stati messi in mora e già pesantemente ridotti, attaccati frontalmente per favorire gli attuali interessi economici dell’oligarchia. (il piano economico è un quarto punto che varrebbe la pena mettere in elenco).

Ora ne è possibile lo smaltellamento, i tempi storici lo permettono.

Welfare: Come già detto frutto di lotte e non di concessioni.

Il dramma odierno è che il welfare si sta riducendo fortemente su spinta Unione Europea (compiti a casa).

Sostegno alla povertà crescente ridicolo, anzi inesistente (Grecia docet!)

Concludo dicendo che, a mio avviso, l’Unione Europea è la moderna struttura del capitale che data la sconfitta storica delle classi subalterne e per la globalizzazione selvaggia sta mettendo in subordine i principi di rispetto delle vite delle persone e della vita umana tout court.

In quanto tale è inaffidabile ed il suo destino è ancora una volta lo scontro tra oligarchia e popoli, che, come si sta vedendo, prendono ogni strada di ribellione possibile. 

Il rilancio delle nazioni è sicuramente effetto reattivo: prima il welfare funzionava meglio, lo status economico di massa era migliore e la democrazia un po’ più rappresentativa per cui si spera illusoriamente in un ritorno all’Eden.

Come ben sai in prospettiva vedo, in ogni caso, tempi bui non troppo lontani…

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bortocal:   dunque i tre punti evidenziati da me sono le basilari ed irrinunciabili conquiste punto d’arrivo un vivere “civile”.

e qui siamo d’accordo.

tu aggiungi: conquiste e non doni: lotte pesantissime di classe durate secoli le hanno strappate al potere cleptocratico.

e siamo d’accordo anche qui; sottolineo soltanto che nel loro intreccio sono conquiste esclusive dell’Europa nel mondo attuale.

ma io non ho detto soltanto questo; ho aggiunto che complessivamente l’Unione Europea ha agito dalla sua fondazione come istituzione che le ha consolidate e difese, nei limiti del possibile e della sua forza, anche se non senza le contraddizioni che evidenzi.

senza ombra di dubbio in Italia questi valori sarebbero molto piu` deboli, ad esempio, se non ci fosse stata l’Unione Europea a difenderli meglio che da noi.

perdonami se insisto su un piccolo esempio a sfondo autobiografico: per un paio di decenni come preside mi sono battuto contro i contratti precari di supplenza richiamando invano anche il Codice Civile che li vieta(va – prima del jobs act).

ma c’e` voluta una condanna della Corte di Giustizia Europea perche` i precari venissero assunti, e ancora la sentenza e` applicata soltanto in parte.

– ma l’offensiva plutocratica avanza e la difesa di questi diritti da parte dell’Unione Europea e` fragile, sia perche` l’Europa e` governata da una maggioranza conservatrice, che del resto vince le elezioni, sia perche` istituzionalmente presenta alcune criticita` strutturali interne, sia perche` la forza del ricatto economico non e` affrontata adeguatamente siul piano politico e ci sono complicita` diffuse.

(in fondo nei bei secoli passati quando i banchieri alzavano troppo la testa con i sovrani assoluti, questi li facevano semplicemente arrestare e gli tagliavano la testa o li impiccavano e il rogo era sempre pronto per gli usurai…).

gia`, ma siamo sicuri che la resistenza sarebbe piu` efficace se condotta in ordine sparso paese per paese?

sono assolutamente sicuro di no.

nessun dubbio che stiamo arretrando pesantemente, ma e` un buon motivo per buttare via la propria arma e passare al nemico?

la battaglia contro l’unificazione europea che e`​ stata ​voluta dalle sinistre, salvo quelle di stretta osservanza sovietica per esigenze di schieramento, e` sempre stata condotta dalle destre, in nome degli stati nazionali.

ma allora, se anche le sinistre oggi vogliono il ritorno agli stati nazionali, avevano ragione le destre, il generale De Gaulle, la Tatcher, i conservatori inglesi che alla fine stanno cercando di andarsene e Gott sei mit ihnen, e il loro God sia con loro e salvi la regina…

se e` cosi`, la storia della sinistra europea e` la storia di un’unica ininterrotta disfatta e non resta che andarsene tutti a casa e tirare il sipario su vite intere e generazioni di scelte sbagliate.

ma possibile che noi dobbiamo stare a fianco dei nemici dei diritti umani, della democrazia, dello stato sociale per attaccare le stesse cose che stanno attaccando loro?

chi sta sbagliando?

loro, che sono sempre stati coerenti?

oppure le sinistre che negano se stesse?

– a parte certi gruppi estremisti che hanno la coerenza dalla loro parte, ma e` la stessa parte dei fascisti.

come non vedere che dopo lo smantellamento del socialismo reale, l’attuale obiettivo degli stessi poteri che hanno distrutto quello e` oggi l’Unione Europea stessa, accusata di essere l’ultima erede dell’impero del male sovietico, e che la sua distruzione ha come obiettivo il dilagare incontrastato del modello mercantilista?

ma, distrutta questa Europa, dici fra le righe tu, ne rifaremo un’altra, non si sa come, non si sa quando.

balle!, e` evidente: non ci sara` appello: resteranno gli stati in guerre, speriamo solo economiche, fra loro e in balia della finanza che gia` li tiene per il collo adesso.

. . .

d)  Unione Europea per una immigrazione aperta

il quarto motivo, per il quale va difesa l’Unione Europea e che e` sufficiente da solo a giustificarne l’esistenza, e` la sua criticatissima e poco efficace politica dell’immigrazione.

in realta` nella gestione dell’immigrazione l’Europa agisce in coerenza con la sua posizione di difesa dei diritti umani; possiamo vedere in questa politica il rispetto degli impegni internazionali alla tutela dei profughi minacciati nella vita da guerre o regimi oppressivi – che altre realta` ignorano o rifiutano di rispettare.

e qui parlo, di nuovo, dell’America di Trump, dei leghisti nostrani, dei lepenisti, dei conservatori iglesi, i quali proprio su questo tema hanno vinto il referendum ed escono dall’Unione Europea sostanzialmente per poter rifiutare la politica dell’accoglienza.

detto questo, passiamo pure a contestare la mancata redistribuzione dei profughi, la debolezza della integrazione politica europea, la gestione confusa e pasticciata del problema e tutto quello che vuoi…

ma e` piu` che evidente che le stesse forze che sono contro le politiche di accoglienza dei profughi e di integrazione degli immigrati, sono anche contro l’Unione Europea.

possiamo noi essere ancora una volta dalla parte di chi costruisce (Orban) o vorrebbe costruire senza neppure riuscirsi (Trump) i muri contro gli immigrati?

c’e` qualcosa di sbagliato, mi pare, se di fronte ad un argine democratico che tiene poco e male contro il rischio di una alluvione disastrosa, ci si mette a demolire l’argine.

. . .

e)  Unione Europea per la liberta` di circolazione interna.

c’e` ancora un quinto argomento fondamentale, secondo me, per battersi con le unghie e con i denti a favore dell’Unione Europea e contro quelli che vogliono disfarla.

da un certo punto di vista e` uno sviluppo del punto quarto (le politiche migratorie), ma poi, a considerarlo bene, e` un punto leggermente diverso e vale la pena di parlarne distintamente.

ed e` la liberta` di movimento all’interno dell’Unione.

intendo prima di tutto la liberta` di movimento di chi cerca lavoro;

ma poi anche la liberta` di movimento di chi viaggia: le code a Chiasso, per me che vado in Germania, che tuttavia oggi sono soltanto veloci controlli se hai la Vignette sul cruscotto e hai pagato l’autostrada annualmente.

ma io e te ci ricordiamo dei tempi un cui le frontiere erano le frontiere: la dissoluzione dell’Unione Europea ci porterebbe indietro a quei tempi li`,

a un continente chiuso in tante piccole entita` separate e chiuse, diffidenti l’una dell’altra, tendenzialmente contrapposte.

penso alle merci che circolano liberamente e sostengono una vita economica piu` dinamica e dovrebbero fermarsi ad ogni confine ricostituito nella pienezza delle sue forme, dei suoi controlli, dei suoi dazi.

e poi penso all’Erasmus, alla possibilita` dei nostri ragazzi di oggi di formarsi in un contesto universitario internazionale, anche se pur sempre europeo, di circolare, di studiare dove vogliono in Europa.

penso alle universita` plurilingui, come quella di Bozen/Bolzano, una delle migliori del mondo nelle statistiche internazionali.

e vogliamo distruggere tutto questo? quale follia ci e` presa?

o meglio: quale follia ci sta venendo ficcata in mente?

che facciano propaganda contraria i fascisti e precisi centri o blog finanziati da Putin lo capisco, ma scusami se ritengo abbastanza allocco chi ci casca, senza disconoscere affatto la validita` delle critiche alla gestione attuale dell’Unione Europea, come quelle che fai tu.

per questo ho detto all’inizio che e` un problema di equilibrio della visione: di affiancare agli argomenti critici che non mancano gli argomenti favorevoli che ritengo ancora piu` forti.

. . .

qui credo di avere concluso con le mie cinque premesse fondamentali.

questi sono i principi, lo sfondo del nostro agire verso l’Europa.

ma ora si tratta di vedere nel merito e nel concreto i diversi problemi che pone la loro attuazione pratica.

mi prendo, e ti lascio, il tempo di respirare.

comunque dal prossimo commento affrontero` la pars destruens delle tue osservazioni, senza limitarmi piu` a contraporre altri argomenti ai tuoi, come ho fatto sinora.

. . .

2. le critiche all’Unione Europea

ti avevo promesso che avrei affrontato le tue obiezioni particolari dopo avere esposto i cinque motivi di fondo per ciascuno dei quali occorrerebbe essere incondizionatamente favorevoli all’Unione Europea:
1) mantenimento della pace
2) difesa della democrazia come divisione dei poteri
3) tutela dei diritti umani
4) politiche migratorie
5) liberta` di circolazione delle persone e delle merci all’interno

ora provo a rispondere alle obiezioni piu` specifiche.

ed ecco qui una selezione degli argomenti usati contro l’Unione Europea:

Pensiamo quanto costano annualmente le manovre che l’Italia ogni anno subisce e subira` vieppiù nei prossimi anni dopo aver comunque svenduto ogni bene pubblico (cosa non certo terminata.. a quando i nostri porti?) e ridotti i salari ed i diritti su prescrizione europea;

Anche il tentativo di ridurre la democrazia è di matrice europea (dove la democrazia è pura finta): hanno tolto voto popolare per le province, hanno tentato per il senato, hanno tolto le preferenze, hanno tentato pure di assommare tutti i poteri (guerra compresa) nel presidente del consiglio, perchè le politiche antipopoplari hanno bisogno di dittatura e non di democrazia.

La globalizzazione distruttrice (per i popoli e di massimo profitto per i capitali) è stata voluta e supportata da tutte le elite politico-economiche dell’Europa e d’America sapendo bene quanto sarebbe avvenuto.

Non si tratta di essere in astratto contro l’Unione Europea ma in concreto contro questa elite ultracapitalista che in sostanziale alleanza, tramite le istituzioni centrali e nazionali, con l’abbandono del proprio ruolo delle sinistre, sta cancellando due secoli di lotte popolari.

Come vedi non mi trovo troppo con le tue analisi sull’Europa.

In ogni caso quanto sta avvenendo è ancora una volta frutto del cinismo della ristretta ed classe che domina in Europa e, possiamo tranquillamente dire, ovunque nel mondo.

ahi, ahi: e tu colpisci l’Unione Europea, anziche` cercare di colpire l’elite ultra-capitalista che la condiziona?

A proposito dei debiti nazionali e non: il rischio d’impresa di chi fa credito è cosa nota soprattutto per le banche, soprattutto quando non badano alla solvibilità come nel caso di Grecia ed Italia, o quando si gioca all’arraffare speculando con la finanza.

Sono stato europeista credendo che potesse avere una funzione di miglioramento delle condizioni di vita dei popoli, ed ancora ovviamente sono pronto a difenderla se ci fosse la minima speranza che lo possa diventare. Non la vedo.

Crescita, sviluppo (quindi distruzione) a spese dei cittadini lavoratori con taglio salari, welfare e diritti (cosiddetta austerità con tutti i trattati in tal senso)

Gestione non democratica delle scelte sia centrali sia costringendo gli stati aderenti a ridurre il controllo dei cittadini sull’operato dei governi (le politiche di riduzione del benessere hanno bisogno più di dittatura che di democrazia come è ovvio; in Italia abbiamo appena assistito al tentativo di accentrare il potere sostanziale nelle mani del presidente del consiglio – via voto popolare nelle province, nel senato e nelle preferenze… le cosiddette riforme che ci indica l’Unione Europea).

quante di queste riforme ci ha veramente indicato l’Unione Europea e quali invece ci e` stato fatto credere che ce le indicasse?

Diritti civili: ricordo in ogni caso che i diritti civili non costano un euro…

non e` vero, ma anche se fosse, basterebbe a renderceli meno cari?

Ora le forze politiche dominanti a livello europeo sono PP, social-democratici, destre, liberali che sono sostenitori delle politiche da sempre in atto

Quali le forze, quale la strategia per fare dell’UE uno strumento di progresso umano e sociale?

Piacerebbe saperlo ed esserne felicemente persuaso…

Concludo dicendo che, a mio avviso, l’Unione Europea è la moderna struttura del capitale che data la sconfitta storica delle classi subalterne e per la globalizzazione selvaggia sta mettendo in subordine i principi di rispetto delle vite delle persone e della vita umana tout court.

In quanto tale, è inaffidabile ed il suo destino è ancora una volta lo scontro tra oligarchia e popoli, che, come si sta vedendo, prendono ogni strada di ribellione possibile.

La dirigenza storica di sinistra sindacal-partitica, principale imputata, si è fatta comprare (sottolineo comprare, materialmente ed ideologicamente), e diciamolo, ha tradito la sua ragion d’essere… ed ora avviene ciò che può e non più nel nome della sinistra.

. . .

a mio giudizio occorre dividere queste critiche ancora in due gruppi:

in un primo gruppo di critiche ci si dichara contrari all’Unione Europea e favorevoli alla sua dissoluzione per via delle politiche che sta facendo.

a) le critiche alla politica dell’Unione Europea

non rispondero` a lungo a queste obiezioni.

sono simili alle posizioni di chi vorrebbe abolire il Parlamento e le elezioni perche` vi e` una maggioranza politica diversa dalla sua.

e` una posizione stolida, evidentemente, e c’e` un solo modo per porre rimedio a questo stato di cose senza perdere i cinque vantaggi insostituibili che vengono dall’Unione Europea e che ho citato prima:

conquistare la maggioranza e cambiare queste politiche.

cosa neppure troppo facile, dati gli attuali vincoli economici che opprimono il mondo intero.

chi propone di sciogliere l’Unione Europea ha, nella discussione, un compito non facile, stante che il potere politico europeo e` definito da elezioni non dissimili da quelle nazionali nelle procedure.

1) deve dimostrare che in Italia la situazione politica e` molto piu` avanzata che in Europa e dunque che il nostro governo svolgerebbe una politica sociale molto piu` avanzata di quella europea una volta che abbandonassimo l’Unione.

non pare sia il caso, ma piuttosto e` il contrario.

2) deve dimostrare nel merito quali specifici vantaggia ricaverebbe l’Italia dall’uscita dall’Unione Europea, o meglio ancora quali vantaggi ne ricaverebbero gli strati meno avvantaggiati della popolazione ai quali entrambi rivolgiamo la nostra attenzione.

si pensa forse che il problema del debito pubblico, che viene usato per aggredire lo stato sociale, sarebbe meno incalzante?

tutto fa pensare il contrario piuttosto, dato che gli interessi che paghiamo, una cifra enorme 70-80 miliardi l’anno, crescerebbero piuttosto che calare, dato il maggiore rischio di fallimento di un paese isolato.

e questi interessi sono calati moltissimo dal momento dell’introduzione dell’euro.

solo che i governi italiani non hanno usato questo vantaggio relativo per ridurre il debito, ma hanno continuato ad allargare la spesa.

. . .

b) le critiche alla struttura istituzionale dell’Unione Europea

a questo punto trovo molto piu` interessante una discussione specifica sulle forme di organizzazione politica dell’Unione Europea.

mi spiego meglio: c’e` qualcosa nella struttura istituzionale dell’Unione Europea che favorisce o addirittura costringe a compiere politiche antipopolari?

se siamo in grado di vedere questo aspetto del problema, allora dovremmo proporci delle modifiche istituzionali.

faccio un esempio: le recenti elezioni presidenziali americane hanno messo in evidenza, oramai due volte, nel 2001 e nelle ultime del 2016 che esiste uno squilibrio nella distribuzione tra gli stati dei grandi elettori del presidente, che favorisce i piccoli stati rurali e conservatori dell’interno rispetto a quelli piu` dinamici e popolati delle coste.

cosi` succede che il candidato democratico non risulta eletto, anche se riporta piu` voti (come successo a Gore e alla Clinton in misura ancora piu` cospicua): se sei democratico non ti basta vincere neppure di tre milioni di voti per diventare presidente, devi vincere con un margine ancora piu` alto.

in questo contesto una proposta di modifica delle regole costituzionali e` giustificata, e perfino una minaccia di secessione se non venisse accolta.

anche in Europa, mi pare, esistano problematiche simili.

ma siamo in grado, io e te, di entrare nel merito per valutarne gli effetti?

. . .

sto dicendo che non bisognerebbe, in prima battuta, proporsi ne` di distruggere l’Unione Europea ne` di uscirne “perche fa una politica anti-popolare”.

si dovrebbe prima individuare se esistono strutture di potere interne che facilitano questa direzione politica e proporre di correggerle e solo in seconda istanza, semmai, si potrebbe pensare di uscirne, non vedendole accolte.

ma con cio` si torna al punto essenziale.

l’Europa va trasformata prima di tutto conquistando la maggioranza politica all’interno e avendo ben chiaro quali trasformazioni istituzionali sono necessari per renderla piu` democratica.

se non si e` in grado di avere la maggioranza ne` in Europa ne` nel proprio paese, allora la prospettiva di uscire e disgregare l’Unione e` semplicemente suicida.

insomma se il bambino e` sporco e sta nell’acqua sporca, si cambia l’acqua e si lava il bambino, non si butta via il bambino.

. . .

“sostengo la necessita` di rinegoziare il debito pubblico degli stati dell’Unione, come alternativa almeno parziale alle politiche di risanamento del debito eccessivo;

ma continuo ad essere in grado di distinguere fra critica della politica dell’istituzione e volonta` di distruggerla, spesso perche` si e` direttamente al servizio di qualche potenza avversa e se ne e` finanziati.

per fare un altro esempio, se critico la politica dei governi italiani, non per questo propongo la dissoluzione dello stato italiano, vero?

e con l’Europa dovrebbe essere lo stesso, no?

per gestire il problema del debito pubblico italiano in Europa, occorrerebbe un lavoro documentato, competente e paziente di costruzione di alleanze e di proposte politiche.

ma niente di tutto questo e` proponibile agli improvvisati politici di questo paese”.

(auto-citazione dal post che dato origine alla discussione) 

contro la marea montante dell’europeismo isterico occorre la pazienza dei fatti.

. . .

siccome non c’e` stata ulteriore risposta, la discussione finisce qui, da un certo punto di vista ancora prima di cominciare.

. . .

3. l’emotivita` come strumento del condizionamento mediatico anti-europeista

la discussione stessa del resto non ha possibilita` di svilupparsi.

c’e` una riflessione da fare, come anticipato sopra, sul rapporto tra emozioni e convinzioni, e scusa se approfitto della tua pazienza per chiarirlo anche a me stesso.

io non sono di parte, o meglio, tutti lo siamo quando abbiamo qualche convinzione e la sosteniamo.

col tempo mi e` diventato chiaro che solo in parte, forse in una minima parte, le nostre convinzioni sono il risultato razionale di valutazioni ponderate dei fatti.

purtroppo la nostra mente umana non funziona cosi`: quella parte delle nostre idee e dei nostri valori che effettivamente si forma in questo modo, grande o piccola che sia (e tendo a credere che sia piuttosto piccola), puo` essere oggetto di revisione psicologicamente serena e ponderata sulla base di nuovi elementi di valutazione.

ma una parte importante e forse preponderante di quel che pensiamo nasce su un terreno completamente diverso: dalle emozioni.

sono le emozioni che ci plasmano ed e` la loro storia che fa di noi quello che siamo.

ma, se rivedere le convinzioni sulla base dei fatti e` possibile, rivedere le emozioni no.

questo lo sanno benissimo i manipolatori dell’opinione pubblica, cioe` dell’emotivita` pubblica.

infatti tendono a riempirci di emozioni, anche brutali e violente, perche` sono queste che ci plasmeranno.

di piu`: ecco le tecniche spudorate della menzogna: una menzogna dal forte contenuto emotivo puo` essere successivamente smentita da una analisi dei fatti, ma l’emozione che ha provocato permane egualmente.

per questo i manipolatori delle menti mentono spudoratamente,

e quanto piu` grande ed emotivamente impattante e` la menzogna, tanto piu` otterra` il suo scopo,

che e` quello di produrre un cambiamento della storia personale di chi la subisce, e un ultima analisi una modifica irreversibile delle sue convinzioni emotive profonde.

– questo non significa, ovviamente, che tutte le emozioni che costruiscono la nostra identita` siano negative.

lo sono quelle che subiamo, come emozioni imposte ed artificiali prodotte dai centri di manipolazione delle menti.

per questo occorre distaccarsene il piu` possibile (spegnere la televisione, rifiutare i filmati propinati da ogni dove: le emozioni si trasmettono piu` violentemente per via audiovisiva…).

ma ci sono emozioni che nascono dalla realta` e a loro possiamo riconoscere un ruolo positivo nella nostra storia.

. . .

S.:   Ho trovato centrata la tua messa in evidenza che anche nelle visione politica non si può prescindere dall’influenza emotiva;

Devo al proposito aggiungere che la mia visione è influenzata da una moglie che si è presa 6,5 anni di lavoro in più dalla sera alla mattina e da un figlio che ha viaggiato a voucher oltre che a una pletora di parenti disoccupati o quasi…

Questa la mia visione “globale” (inevitabilmente emotiva) sull’Europa per cui ritengo che la difesa di principio dell’UE possa essere giudicata astratta e quindi a prescindere.

. . .

bortocal:   ma le emozioni, dici tu…, le mie emozioni, cioe` le tue.

eh gia`, contro le emozioni non c’e` ragionamento che tenga.

soprattutto se sono fondate, e non frutto di autosuggestione.

ma qui qualcuno e` riuscito a condizionarti emotivamente facendoti credere che la causa di questo stato di cose sia l’Unione Europea e non il potere della finanza che si serve del debito per affamare i popoli e distruggere lo stato sociale.

e quando la casa brucia il terrore induce a buttarsi dalla finestra, e non c’e` niente da fare.

in ogni caso, le emozioni a volte ci dicono in un lampo la cosa giusta da fare, a volte ci fanno fare enormi cazzate, e l’unico modo di saperlo e` di ragionarci su a sangue freddo, quando ci si riesce.

se vedo uno che sta per buttarsi io non grido “e dai, buttati!” come purtroppo mi e` capitato di vedere una volta che faceva la folla, raccoltasi eccitata e crudele sotto uno che voleva buttarsi dal palazzo della Posta in piazza Vittoria.

proverei a spiegargli di non farlo.

non so con quanto successo, e poi alla fine, se quello si butta lo stesso, mi dispiace, ma sono scelte sue.

ma qui purtroppo siamo tutti legati con la stessa corda e quindi se tu ti butti tiri di sotto anche me.

e qui non stiamo parlando affatto di principi astratti, ma di scelte concrete.

non mi resta che continuare a cercare di convincerti di non buttare via il bambino invece dell’acqua sporca, per parafrasare Mao.

poi, forse, anche io penso che, nonostante tutto, nell’arco di dieci anni l’americanismo trionfera` anche da noi e avremo le strade piene di morti di fame come la California.

ma meglio piu` tardi, se non riusciamo ad evitare il mai.

. . .

ma oramai e` passato in realta` il messaggio emotivo e totalmente infondato che la causa della crisi attuale e dei sacrifici sociali e fiscali del nostro paese sia l’Unione Europea in quanto tale e non la massa del debito accumulato verso la finanza internazionale.

basta farsi una sola domanda per capire come questo messaggio sia totalmente infondato:

uscendo dall’Unione Europea, eviteremmo forse di dovere pagare gli enormi interessi sui nostri 2 miliardi e 300 milioni di debiti o di dover cominciare a restituirli per diminuire gli interessi che rischiano di travolgerci del tutto alla prima ripresa dei tassi?

evidentemente no, anzi il peso di questi interessi crescerebbe indubitabilmente; quindi i sacrifici peggiorebbero ancora.

non e` stata l’Unione Europea la responsabile della crisi finanziaria greca, lo sono stati i governi greci che hanno follemente indebitato il paese; anzi l’Unione Europea ha permesso sinora di gestire quella crisi senza una catastrofe globale del paese.

ma fa molto comodo ai veri colpevoli indicare un colpevole falso e scaricare le loro responsabilita`.

. . .

eppure queste riflessioni, che restano al limite dell’ovvio, non hanna alcuna possibilita` di essere ascoltate, considerando l’emotivita` indotta dal sistema dell’informazione.

una volta che hai emotivamente (e  non razionalmente) convinto il pubblico non pagante, una volta meglio definito: popolo bue, che l’Unione Europea non e` il rimedio (piu` o meno efficace), ma la causa della crisi, il gioco e` fatto.

e` come far credere a qualcuno che e` il vaccino che fa male e non il morbillo.

e non uso l’esempio a caso.

per convincere qualcuno del contrario, cioe` della verita`, devi prima di tutto scontrarti con le sue emozioni, indiscutibili per principio.

e nessuna evidenza bastera` a cancellare la sua reazione emotiva.

. . .

mi indigna pensare quanto e` facile fare fessi gli esseri umani.

e quanto facilmente si fanno anche fessi da soli, senza neppure aiuti esterni.

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6 thoughts on “perche` essere europeisti – 190

  1. Metro Brescia – la mia opposizione:
    1-Bocciata dal referendum consultivo popolare ( quorum non raggiunto ( 45 % ) – con 65% di contrari) (vedi nota)
    2- 1.200.000.000 di euro il costo con relativo indebitamento per almeno 20 anni della città
    3- Riduzione prevista del traffico 4% -La città non ha avuto quindi benefici né in traffico né in riduzione dell’inquinamento – verifica facile facile.
    4- Rifiutati mezzi alternativi estesi a tutta la città e non alla sola linea nord-sud come tram elettrici con un costo dimezzato e costi di gestione imparagonabili ( perchè? la domanda solleva altri perché)
    5- Ricaduta sulla riduzione (con tagli ed esternalizzazioni) dei servizi comunali
    6- Dismissioni di partecipazioni pubbliche per ridurre indebitamento con relativa rinuncia a future entrate ( serenissima, A2A in più riprese, OMB, patrimonio immobiliare, centrale del latte ) con ulteriore depauperamento delle risorse disponibili in futuro.

    E’ certamente un bel giocattolo che funzione bene e darà al politico Corsini fama imperitura e statue post mortem…( a mio avviso peggior sindaco di sempre …per molto altro)

    Sarà di sinistra o di solo buon senso avere posizioni critiche ?

    TAV:
    La TAV non ha creato posti di lavoro veri ( pochi e momentanei, quale indotto se non scavi e cemento ?) e distrutto troppo territorio agricolo (In particolare in pianura Padana ).
    Le ditte coinvolte per forza di cose sono quelle grosse legate alla politica a doppio filo.
    Le merci non possono viaggiare sulla linea tav.
    Quanto di più utile con 500 MLD ? L’Italia è distrutta nel territorio…( es. a Brescia sono inquinati aria, terra ed acque…solo qui serve un mld solo per PCB..daranno 50 mln!)
    Era una priorità ? E le centinaia di migliaia di pendolari usano la TAV? Al sud le ferroviei sono un disastro.
    Senza parlare degli extra costi tipicamente da latrocinio italiano ( media 62mln / km contro media mondiale di 17, la Torino Novara in pianura 80 mln/km, la Brescia Padova farà risparmiare 15 min con un costo di 10 mld ).
    La TAV di Valdisusa per insensatezza meriterebbe un trattamento ad hoc.
    Va bé…. ti concedo che il piano è anche europeo…

    Qui non si tratta ancora una volta di sinistra ma di valutazioni a mio parere fondate.

    Ps:
    io sarei, in ambito locale, per referendum obbligatori e prescrittivi senza quorum per tutti gli interventi che superino una certa cifra o che modifichino il territorio in modo significativo.
    Penso che i cittadini sui fatti concreti siano senz’altro più affidabili dei politici spesso venduti o estranei al concreto, quantomeno sarebbero più informati ed aventualmente responsabili direttamente di scelte sbagliate.
    La Svizzera non è stata distrutta nel territorio come l’Italia pur avendo un grande uso di referendum.

    Mi piace

    1. va bene, stiamo cambiando argomento, ma visto che pare che non parleremo piu` delle cause del debito pubblico in Italia, una volta scoperchiato il buco nero dell’evasione fiscale che ne e` la prima causa, prima fammi difendere in generale la mia posizione in queste discussioni che ci vedono su posizioni diverse, visto che alla fine del commento precedente ci ho fatto su dell’ironia, e invece penso proprio di essere nel giusto.

      cio` che mi rende anomalo e mi fa considerare da molti incoerente e` il metodo che qui voglio difendere dell’esaminare a fondo ogni problema in se stesso.

      non credo che ci siano scorciatoie che ci portano da alcune posizioni ad altre uatomaticamente a proposito di problemi diversi: queste scorciatoie sono spesso rese inevitabili dai limiti della emte umana, dalla impossibilita` di essere informati su tutto e anche dalla nostra innata tendenza alla semplificazione dei problemi, ma sono sbagliate.

      piuttosto sospendere il giudizio che emettere giudizi frettolosi per semplice analogia.

      questo come premessa alle mie riflessioni sulla TAV, o vorrei dire meglio sulle TAV.

      e` stata realizzata negli ultimi anni una spaventosa distruzione paesaggistica, ma direi meglio naturalistica della Val Padana: delitti atroci contro l’ambiente, che ne rendono la vista quasi intollerabile.

      su questo chiaramente ci troviamo su posizioni simili.

      ma da questo non discende in automatico un giudizio che OGNI opera pubblica in via di realizzazione sia di per se stessa negativa e da bocciare.

      questa e` invece la posizione ridicola dei movimenti ecologisti in Italia: un rifiuto aprioristico di qualunque tipo di intervento, condito di varie motivazioni.

      il paragone con l’ecologismo tedesco e con la campagna pluriennale contro la TAV Stuttgart – Muenchen – cui ho dedicato molta attenzione, sia a livello di post che di video – permette di cogliere differenze sostanziali.

      cosi` come la correttezza con cui gli oppositori locali di quella TAV hanno alla fine accettato il verdetto di un referendum regionale nel Land che li ha visti in minoranza in quella consultazione, ma gli ha poi permesso di prendere la maggioranza alle elezioni e di governare il Land.

      quell’opposizione alla TAV di Stuttgart era comunque tecnicamente molto mirata e ha prodotto precise proposte alternative: non era ideologica ed approssimativa…

      sulle TAV io dico soltanto questo: che occorre pensare ad una alternativa strategica all’inquinamento da trasporti su strada o aerei; la ferrovia e` l’unico mezzo di trasprto che puo` essere alimentato da energia pulita, almeno fino a che non si sviluppera` a fondo il mercato delle auto elettriche.

      ignorare questo problema fondamentale che sta a monte significa essere gia` in partenza sulla strada sbagliata.

      tutte le altre osservazioni sono marginali, inconsistenti e strumentali.

      almeno fino a che non si traducono in una diversa proposta tecnica per gestire questa emergenza.

      dopo di che aspetto proposte strategiche alternative.

      e vengo al metro` di Brescia.

      capirai forse, senza bisogno neppure che lo dica, che il mio modo di vedere il problema nasce dallo stesso approccio: come ridurre il traffico automobilistico in una citta` a inquinamento altissimo?

      aspetto dagli ecologisti altre proposte, ma non ne sono venute.

      tu dici che la riduzione del traffico PREVISTA e` soltanto del 4%.

      se dipendesse dal metro`, questo giustificherebbe comunque un intervento di questo tipo, a mio parere.

      a suo tempo, pero`, avevo per conto mio elaborato alcune proposte alternative per la gestione del problema, a partire da una accettazione sostanziale della necessita` di un intervento di questo genere: ad esempio una linea tutta di superficie con anello intorno al ring, che avrebbe limitato di molto i costi e distribuito meglio i collegamenti urbani a mio modo di vedere.

      cosi` oggi trovo assurdo e mortificante che non si sia ancora pensato a collegare il metro alla linea ferroviaria che porta verso la Valcamonica e che costituisce, con modesti interventi, una linea metropolitana n. 2 gia` pronta.

      trovo assurdo che non si pensi a riattivare le varie linee tranviarie che collegavano Brescia a Salo`, Gardone Valtrompia, Desenzano, Idro.

      insomma e` prevalsa la logica del monumento nel deserto dei collegamenti, il metro` non e` stata l’occasione per un ripensamento provinciale dell’intero sistema dei trasporti bresciani,

      sono vissuto per sette anni in una citta` tedesca di 600.000 abitanti, Stuttgart, con 21 linee di metro`: 6 linee pesanti e 15 leggere.

      la citta` e` al centro di una rete di trasporti su binari che la collega quasi a tutta la regione.

      non ho mai sentito nessuno, ma proprio nessuno, protestare per gli aggiornamenti della rete o considerarla col disprezzo che stai esprimendo tu.

      leggo il dibattito bresciano e mi viene da piangere.

      non abbiamo avuto critiche costruttive al progetto per migliorarlo, ma critiche confuse e pregiudiziali per affossarlo: come sempre da noi lo scontro ideologico sostituisce la concretezza.

      i vari argomenti caotici e perfino contraddittori che tu elenchi contro il progetto ne sono uno sconsolante esempio, a mio parere.

      e` con queste posizioni che ci rende poco credibili e destinati a restare irrimediabilmente minoritari.

      mi sono tirato fuori ben presto da entrambi gli schieramenti: credo che l’idea di fondo fosse buona, che si potesse realizzare meglio e che le responsabilita` di una gestione penosa della discussione cittadina stiano da entrambe le parti.

      e comunque, alla fine, per fortuna il metro` c’e`, e poco o tanto diminuisce traffico ed inquinamento mentre accelera la velocita` e l’efficienza del trasporto pubblico che spero col tempo si andra` affermando sempre di piu` rispetto al modello di trasporto attuale che rimane largamente inquinante.

      viva il metro` e abbasso l’oscurantismo ammantato di ecologismo, se proprio mi costringete a scegliere in questi termini.

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      1. Devo dire che il tuo argomentare mi risulta astrattamente ideologico e non voglia minimamente considerare i dati concreti da me portati bollandoli come marginali ed oscurantisti. Peraltro concordando con me su vari punti di ordine particolare…
        Democrazia, sprechi, ruberie, inefficienza sono tollerati sull’altare di un’astrazione che peraltro non ha le condizioni per realizzarsi….Boh… avrei altro ma ormai sono bollato.

        PS: le condizioni socio economico ambientali tedesche non sono certo quelle italiane
        né quelle di Stoccarda sono quelle di Brescia. Forse guardi troppo con occhio tedesco….

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        1. non intendo bollare nessuno, ne` tanto meno te, naturalmente, anche se mi piace esprimermi in modo netto.

          credo di avere capito una differenza nel nostro modo di guardare le cose, e guarda bene che non e` un giudizio di valore.

          muoviamo da reazioni sentimentali molto simili di fronte alla realta`, e questo ci accomuna, per fortuna.

          poi io su queste reazioni innesto una riflessione razionale che integra le emozioni e le porta verso convinzioni piu` ragionate, che vanno oltre il sentimento, mentre a me pare che tu resti ancorato alle emozioni in modo immediato.

          certamente io sono stato formato in un contesto culturale italo-tedesco: sono un sud-tirolese mentalmente, anche se a base italiana.

          potrei dire invece che tu mi appari come un “italiano vero”, guidato dal puro sentimento.

          i dati concreti che hai portato prescindono dalla domanda centrale di metodo che ti ho proposto io e che ti rifiuti di considerare riflettendo: dobbiamo accettare un modello di sviluppo che prevede soltanto trasporti pubblici (sia pure soltanto di persone) a base di vettori a carburante, oppure e` necessario sostenere trasporti pubblici fondati sulla produzione di elettricita` che puo` avvenire anche con metodi piu` ecologici?

          questa domanda mi sembra un po’ piu` razionale che emotiva e conduce, di fronte a una iniziativa come il metro` di Brescia, a criticare quel progetto per cercare di migliorarlo e oggi di svilupparlo, e non di bloccarlo.

          quanto alle ruberie, in Italia ci sono dappetutto e quindi, scusami, non e` un argomento ne` a favore ne` contro.

          invece c’e` da dire che, nonostante l’efficientissimo sistema pubblico di trasporto che ho ricordato, a Stuttgart, nelle due le volte che ci sono stato il mese scorso c’era l’allarme segnalato in autostrada per le polveri sottili in citta`, con l’invito a collegarsi ai siti internet e ai media che davano le istruzioni su come comportarsi.

          ad esempio sconsigliando di usare l’auto, e in effetti ne circolavano pochissime.

          mai visto qualcosa di simile da noi, ma se dici queste cose in Italia devi anche avere paura di essere bollato come filo-tedesco.

          il problema anche in Germania mi pare derivi dall’enorme traffico di merci su strada, a cui la TAV non risponde.

          in ogni caso sulla TAV di Stuttgart (Progetto Stuttgart 21) anche la razionalissima Germania ha visto uno scontro perfino inimmaginabile con DUE ANNI consecutivi di manifestazioni contrarie in citta` OGNI venerdi` di decine di migliaia di persone.

          ci partecipavo anche io, naturalmente 😉 :

          https://www.youtube.com/results?search_query=Bortocal+kriminalisieren

          e anche dopo il referendum del 2011 che vide la netta prevalenza dei favorevoli nel Land:

          http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/01/stuttgart-21-il-referendum-per-la-nuova-stazione-di-stoccarda-un-esempio-di-democrazia-diretta-in-funzione/

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  2. Esulando dall’UE mi soffermo sul nostro debito ( nostro anche se loro).
    Mi sento fatto fesso.

    La causa principale delle politiche UE verso l’Italia sta nel debito pubblico che ora viene messo in conto ai derubati e non ai ladri.
    Come tu dici sono 2300 mld ( Il PD in 3 anni, dicendo che bisogna ridurlo, lo ha fatto aumentare di 120 sprecandoli in bonus elettorali senza effetti utili), cerco con alcuni numeri di ricostruire dove la maggior parte possono essere finiti:
    1) 60 mld anno x 20 anni fanno più o meno 1000 mld di furto corruttivo verso politica e vicinato per lo più finiti in paradisi esteri ( internazionali ed europei)
    2) 500 mld circa Nelle TAV, giocattolo a mio avviso assolutamente non indispensabile ( come la metro da 1 mld a Brescia) ad uso non popolare costato peraltro un 40% in più in furti diretti ( dissesto idro-geo, pensioni da fame, rinnovabili, efficienza energetica, trasporto merci su ferrovia, risanamento ambientale… in Italia non sono urgenze); appalti ai soliti imprenditori collusi coop comprese.
    3) 200-300 mld, essendo buoni, in opere inutili e spesso mai finite ( sono anche qs furti di origine politica)
    4) 100-150 mld in armamenti per le guerre d’offesa ( subornizazione politica USA)

    Le cifre sono a naso ma realistiche.

    Fermando qui la somma, molto grossolana, di captazio fraudolenta fa circa 2000 mld.
    La perenne cleptocrazia che si è tutto pappata ora vuole i conti in ordine e ce li mette sul groppone con i compiti a casa se no ci boccia, chi rifiuta di sottostare è un brutto ed ignorante populista.

    80 mld per interessi annui ( in 20 anni si può ipotizzare un tot di ulteriori 1000-1200 mld andati a banche ed affini) che ora ricevono continuamente mld dalle risorse del pubbliche paese ( 2 l’altro giorno in sgravi fiscali, 20 messi a disposizione un mese fa) e dalla banca centrale UE perchè sono, dopo i voraci azzardi finanziari, indispensabili !.

    E’ sempre la solita gestione di classe ..lo stato è la mensa della borghesia oggi più di ieri.
    E con questo chiudo.

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    1. mi sembra positivo se apriamo una nuova discussione sul debito, anche se qui rischiamo di trovarci molto piu` d’accordo (ma non su tutto, per fortuna, se no il piacere della discussione dove finisce? 🙂 ).

      ottimo il punto di partenza che hai fissato, cioe` i numeri:

      2.300 miliardi di debito pubblico accumulato

      120 miliardi in piu` con Renzi negli ultimi tre anni, “sprecati in bonus elettorali senza effetti utili”, dici tu.

      in realta` non tutto il deficit di Renzi e` andato nei bonus: gli 80 euro ci sono costati 10 miliardi l’anno, poi aggiungici Alitalia, MPS, i salvataggi bancari, ecc. ecc.

      pero` i bonus e gli sperperi vari non arrivano ancora alla meta` del deficit, il resto e` deficit strutturale.

      e poi non e` vero che i bonus non abbiano avuto i loro effetti: ad esempio tutto il boom di vendite di automobili registratosi nel periodo e` un frutto preciso e secondo me ben calcolato e previsto dei bonus riservati alla classe media; e Marchionee, grande elettore di Renzi ne ha tratto gran vantaggio.

      ma queste osservazioni sono di dettaglio.

      entramo nel vivo della storia dei 2.300 miliardi di debito pubblico, anche se l’analisi di come si sono formati gli ultimi 120 qualche indicazione comunque ce la da`.

      1) voce 1: furto corruttivo; non ho dati in merito e credo neppure tu.

      1 bis) possiamo invece provare a quantificare un’altra voce che manca nella tua rassegna: l’evasione fiscale, che e` certamente la cifra principale in questa analisi.

      naturalmente nessuna delle forze politiche demagogiche che ci governano lo dira` mai; la sinistra lo diceva una volta, ma adesso e` morta.

      http://quifinanza.it/tasse/in-italia-evasione-fiscale-vale-270-miliardi-di-euro-maglia-nera-in-europa/79326/

      possiamo quantificarla in una cifra compresa fra i 250 e i 270 miliardi di euro, un valore pari al 18% del PIL del nostro Paese. Sulla base dell’ultimo rapporto 2016 dell’Eurispes, l’Italia avrebbe un PIL sommerso pari a 540 miliardi – a cui, per dirla tutta, ne andrebbero aggiunti almeno ulteriori 200 che non sono stati inclusi in quanto derivanti dall’economia criminale, per un totale di 740 miliardi. Numeri che fanno il paio con l’ultimo Rapporto sull’evasione fiscale, pubblicato dal ministero dell’Economia e basato su dati Istat, secondo cui il dato oscilla tra i 255 e i 275 miliardi di euro.

      detto questo il discorso sarebbe subito chiuso, in quanto bastano 10 anni di una evasione fiscale di questa dimensione a spiegare sul versante delle entrate il deficit accumulato.

      l’articolo che sto citando dice che l’evasione fiscale in Italia si conferma uno dei cancri della nostra economia.

      al contrario, dovremmo essere spregiudicati e dire che e` uno dei pilastri del nostro sistema economico-sociale, che si basa sul far pagare le tasse principalmente ai lavoratori dipendenti e lasciare via libera a un’attivita` economica ampiamente criminale.

      la conferma che la causa principale del debito pubblico italiano consiste nella tragica e voluta debolezza del nostro sistema fiscale nazionale sta nel fatto che rispetto ad altri paesi europei l’Italia ha un fortissimo risparmio privato.

      e questo e` spiegato non da una paricolare parsimonia della nostra borghesia, che al contrario ha standard di vita molto piu` lussuosi delle analoghe classi privilegiate di altri paesi europei, ma unicamente dall’evasione.

      intendiamoci: un modesto tasso di evasione esiste ovunque ed e` ineliminabile, ma quello che in Italia fa la differenza e` la sua particolare consistenza, che trova livelli analoghi soltanto in Grecia – non a caso altrettanto in crisi dal punto di vista del bilancio dello stato.

      quest’altro articolo prova a fare il punto sul peso del sommerso in generale nel nostro paese e in Europa:

      http://it.ibtimes.com/evasione-fiscale-italia-e-ue-percentuali-dati-e-numeri-da-incubo-1435808

      qui si dice che secondo alcune stime l’evasione fiscale globale in Europa e` pari a circa 1.000 miliardi e che di questi circa 180 miliardi, circa un sesto, sono in Italia.

      ma l’economia italiana non e` certo un sesto dell’economia dell’Europa nel suo insieme.

      da noi il rapporto tra il nero e il PIL è pari a circa il 27%, la percentuale più alta di tutta l’Unione Europea.

      cifre di confronto:

      Gran Bretagna: 12%,

      Francia: 15%

      Germania: 16%

      Spagna: 22%

      Belgio 22% – altro paese in grave crisi del debito, guarda un po’.

      Facendo un rapido calcolo, la media tra questi 5 Paesi è pari a circa il 17% del PIL, una percentuale che noi superiamo di 10 punti.

      essendo realistici, si dovrebbe pensare non ad eliminare del tutto l’evasione fiscale, ma a riportarla nella media europea, cioe` a recuperare un 10% del PIL di evasione: 10o miliardi di euro l’anno.

      questo sarebbe sufficiente a sanare la crisi del debito italiano?

      in termini contabili certamente si`.

      in termini macroeconomici non so valutare: certamente l’evasione fiscale sostiene comunque una economia parallela.

      non sarebbe sano, credo, spostare integralmente questi 100 milardi annui circa direttamente allo stato e al ripianamento del debito.

      in parte andrebbero usati per sostenere progetti come il SALARIO (non il reddito!) di cittadinanza, per risanamento ecologico e idrogeologico, messa in sicureza antisismica, ecc.

      cioe` per creare lavoro per i giovani.

      e solo in via secondaria per risanare il debito, che andrebbe comunque ricontrattato.

      l’appartenenza all’Unione Europea e` una chiave di volta per un progetto di questo genere: solo da li` puo` infatti venirci la spinta a regolarizzare i nostri conti riducendo l’evasione.

      nessuna forza politica nazionale ha veramente intenzione di farlo…

      e tutte senza distinzione alcuna, ormai, preferiscono agitarsi indicando nell’Unione Europea l’origine dei nostri mali.

      ma vengo ora al versante delle spese, di cui ti sei occupato tu.

      certamente concordo sulle spese militari.

      e anche sui bonus scellerati voluti da Renzi.

      ricordo che, oltre ai bonus renzini, vi e` pero` anche la piaga piu` antica delle false pensioni di invalidita`.

      sulle opere pubbliche e sul modo in cui vengono realizate in Italia stendiamo un velo pietoso: abbiamo davanti la catastrofe del MOSE di Venezia, per dirne una.

      e il ponte di Messina? rito ridicolo di decenni di politica corrotta in Italia…

      ma questo giudizio non puo` diventare un mantra assoluto, incapace di distinguere le varie situazioni.

      assolutamente favorevole, da sempre, al metro` di Brescia, assolutamente necessario in una citta` che rimane tuttora devastata dall’inquinamento atmosferico anche se il metro` lo riduce.

      e favorevole anche alla TAV, da sempre: forse meno attuale in periodo di crisi – e comunque fonte di lavoro socialmente utile -, ma a sua volta strumento necessario di un tentativo di dirottare il trasporto merci verso modelli meno inquinanti.

      non ho mai capito queste posizioni di sinistra (???).

      io purtroppo resto non classificabile, che vuoi: forse una mente troppo originale… o strana.

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