la crisi dell’Europa riparte dalla Germania – 199

l’esito delle elezioni di ieri nel Land tedesco del Nordrhein-Westphalen e` un terremoto politico di portata perfino maggiore dell’elezione di Macron in Francia, ma temo che in Italia non se ne accorga nessuno, o meglio nessuno ha interesse a dirlo, visto che l’esile filo che ci tiene sospesi nel baratro rischia di spezzarsi, e questa  volta davvero “per colpa della Germania”.

infatti il nostro debito pubblico e` cresciuto di 21 miliardi nel mese  di marzo e ha superato i 2.260 miliardi di euro.

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il Nordrhein-Westphalen non e` soltanto il Land piu` popolato dei 16 che compongono la Germania federale: 18 milioni di abitanti, al confine  con l’Olanda ed il Belgio; ed e` il cuore storico dell’industria tedesca: comprende la Ruhr, che oggi fa parte della regione metropolitana diffusa Reno-Ruhr, una rete di citta` in un’area di 7.000 km quadrati, con circa 10 milioni di abitanti.

queste caratteristiche ne hanno fatto il cuore storico della socialdemocrazia tedesca e la roccaforte elettorale della SPD: qualcuno la paragona all’Emilia italiana, per dare l’idea.

ed e` proprio nel cuore fisico della sua forza politica che la SPD, pur se guidata a livello nazionale oggi dal piu` credibile Schulz (dato addirittura in vantaggio sulla Merkel dai sondaggiche al primo presentare la sua candidatura a cancelliere), ha subito una incredibile disfatta, perdendo quasi l’8% dei voti, e` arrivata soltanto al 31,2% ed e` stata superata dalla CDU, che ha avuto il 33%, soprattutto grazie ad un massiccio afflusso alle elezioni di non votanti alle elezioni precedenti.

cosi`, dopo cinquant’anni, il governo del Land torna alla CDU, il partito moderato tedesco della Merkel.

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ma questo fatto storico non dice neppure adeguatamente la portata di quello che e` successo: una svolta a destra quasi incredibile, uno smottamento inaudito nell’opinione pubblica.

sotto, i risultati delle elezioni nel NRW del 2012

wahl-nrw

sotto, i risultati delle elezioni nel NRW del 2017

Ergebnis-der-Landtagswahl-2017-in-Nordrhein-Westfalen-NRW

il partito dei Piraten, che nel 2012 aveva avuto il 7,8% dei voti, e` praticamente scomparso, riducendosi all’1% e il suo elettorato apparentemente fricchettone e alternativo si e` riversato in ampia parte su Alternative fuer Deutschland, il partito anti-immigrati; la Sinistra, die Linke, e` cresciuta dal 2,4% al 4,9%, ma per lo sbarramento al 5% dei voti non entrera` comunque nel parlamento del Land; i Verdi a loro volta hanno perso quasi il 5%, scendendo dall’11,3% al 6,4%.

in sostanza lo schieramento delle sinistre, tradizionali e non, e delle forze alternative ha perso piu` del 17% dei voti.

ancor di piu` crescono le destre: non soltanto la CDU del 6,7%, ma i liberali del 4%, ed entra nel parlamento del Land l’Alternative fuer Deutschland, presentatasi per la prima volta, col 7,4%.

in sostanza la crescita dei partiti dell’area conservatrice e` perfino piu` marcata e supera il 19%.

e addirittura e` probabile che la CDU possa governare il Land con gli storici alleati liberali, sia pure con un solo voto di maggioranza, e non abbia neppure piu` bisogno di fare una grosse Koalition con la SPD.

e se questo avviene nel Nordrhein-Westphalen “rosso”, molto piu` facile dovrebbe essere questa prospettiva a livello nazionale a settembre dopo le elezioni politiche.

l’ipotesi del futuro tedesco appare dunque quella di un nuovo governo Merkel, a guida CDU e FDP, cioe` di destra nettamente conservatrice, come prima delle elezioni del 2013.

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i problemi futuri dell’Europa nascono da qui.

questa destra tedesca e` chiaramente contraria ad intensificare il processo di unificazione politica ed economica dell’Europa e favorevole a mantenerla come ora e`, come un’area di libero scambio un poco rafforzata.

la voglia di affrontare una battaglia contro Trump e Putin per il potenziamento politico dell’Europa non scalda i cuori dei poteri forti in Germania.

e ben presto Macron potrebbe risultare piu` come un avversario da ridimensionare che come un vero alleato.

dopo l’America first di Trump potremmo avere ben presto un riedizione aggiornata e corretta del Deutschland ueber alles.

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la situazione quindi si e` fatta di nuovo problematica ed interessante.

in Italia ci sarebbe bisogno della affermazione di una sinistra chiaramente europeista, pronta ad allearsi con Macron e a combattere, e anche eventualmente ad essere sconfitta, con lui.

non se ne vede traccia: il Partito Democratico di Renzi non sostenne Tsipras nella sua lotta solitaria per la ricontrattazione del debito greco; difficile credere che possa farlo oggi alleandosi con la Francia: il massimo che il renzismo esprime come disegno politico e` il progressivo inesorabile aumento del debito pubblico, ma al di la` delle estemporanee misure clientelari non sa esprimere altro.

abbiamo quello che ci meritiamo, del resto.

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certo, mi piacerebbe vedere come reagiranno tutti quelli che hanno campato sinora di nazionalismo anti-tedesco da hard discount e di anti-europeismo anti-germanico ora che diventera` chiaro che, in fondo, i meno europeisti d’Europa sono i conservatori tedeschi.

chissa` se , per reazione, li troveremo improvvisamente europeisti, adesso…


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