allo specchio – 202

qualche volta quello che scrivevo nella prima serie di questo blog mi colpisce particolarmente, mentre lo vado ripubblicando, dieci anni dopo, dalla piattaforma ora chiusa di blogs.it; cosi` lo ricopio anche qui.

ecco dei versi miei del 16 maggio 2007, che ora guardo con diffidenza e distacco: i dieci anni trascorsi bastano a non farmeli sentire piu` integralmente miei e a vederne troppi difetti.

una piccolissima correzione ne ha migliorato un passaggio un poco stridente, mi pare, ma restano quel che sono.

ma quello che mi colpisce oggi e` piuttosto il loro tema: esprimevo allora la strana sensazione, avuta per un momento nello scorgermi di sfuggita allo specchio, di rivedere li` dentro mio padre al posto mio.

. . .

nello specchio ti riconosco,
frammentario Montale,
per un momento nel volto,
vecchiaia di mio padre.

si spegne in quell’istante
la tua resurrezione.
tra poco sarò oltre,
solitaria esplorazione.

biologico strumento
d’un io troppo ostinato,
mal rassegnata mente
che ignori la transizione!

eccolo, stravolto,
ritornato se stesso,
riconoscere la storia
della sua negazione.

16 maggio 2007

. . .

chi volesse, ritrova integrale qui quel post del 2007 con l’appassionato corteo di commenti che allora ti regalava scrivere un blog:

https://corpus0blog.wordpress.com/2017/05/17/466-07-bortocal-nello-specchio-bortologia-54-err-47-16-maggio-2007/

. . .

una meditazione, forse, sulle emozioni che da` la vecchiaia.

lo stacco insuperabile tra la mente che si percepisce come immortale e l’immagine del corpo che a poco a poco razionalmente inclina a vedersi come un incastro di ferrivecchi che necessariamente vanno a guastarsi, invece.

sono righe che dedico oggi alla vedova ottantenne di un mio cugino morto qualche anno fa, che si trova sulla soglia del passaggio finale, si spera senza troppo soffrire fisico, come se non bastasse soltanto il dolore del distacco.

che per lei si attenua al pensiero che andarsene sia un ricongiungersi al suo passato, ancora vivo in lei, al suo Andrea.

anche se in questo suo allontanarsi va a morire, invece, un pezzo del mio passato.

. . .

ma oggi quella strana impressione di dieci anni fa, quell’equivoco visivo, non puo piu` ripetersi.

​chi dovrei rivedere nello specchio? non certo mio padre che si spense poco dopo avere raggiunto l’eta` che avevo dieci anni fa.

DSC01397a

e non posso ritrovare nell’emozione, il volto di uno dei nonni maschi, dato che li ho conosciuti soltanto nelle fotografie.

a giudicare da queste (come ha potuto fare chi ha visto qui di recente pubblicata la sua ultima foto), sono certo piu` vicino al padre di mio padre, peccato soltanto che fosse quasi trenta centimetri piu` alto di me.

DSC00517b

piu` vicino forse anche come carattere.

e qui aggiungo la foto del nonno materno, un signore benestante e potente, che si era fatto tutto da se`, come contadino analfabeta che aveva imparato a leggere e scrivere arruolandosi come carabiniere, ed aveva finito finito la sua vita come uomo piu` ricco del paese e benefattore amato e indiscusso, salvo che dalla moglie che gli rimproverava questi sperperi e manie di grandezza, a suo modo di vedere.

non credo di somigliargli troppo, vero?

DSC00469b

. . .

ma voglio salvare qui, da quel post – ritoccandoli solo un poco – anche altri versi, anche se non pertinenti, che avevo scritto in quegli stessi giorni di getto, appunto rispondendo ai commenti.

non tutto e` quel che pare:
a volte e` un bene il male.

che il male sia solo un bene spostato
un pochino piu` in la`, a Mefistofele
lo suggeri`Goethe Wolfango.

che dal male il bene nasca
suo malgrado, con lui, lo diceva
Manzoni Alessandro.

delle parti la confusione
non e` caso o distrazione,
solo una vitale ambiguita`.

tu poi, vitaliano, se vuoi,
chiamala pure, e non mi offendo,
anche una ambigua vitalita`.

rispose il commentatore Vitaliano (perdamasco):

Non e` offesa alla verita` 
se infine la chiameremo
ambigua moralita`.

. . .

pero` non potrebbe essere che i due testi siano collegati da un filo segreto piu` di quanto appare a prima vista?

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