che cosa significa davvero brexit – 204

finora pensavamo che brexit fosse l’abbreviazione di exit of Britain from European Union, ma ci dobbiamo ricredere.

brexit significa exit of immigrated workers from Britain.

me lo spiega bene la stampa tedesca.

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dal primo aprile (e non era un pesce) il governo conservatore inglese della May ha introdotto una tassa annuale di 1.500 sterline annue a carico delle imprese per ogni lavoratore straniero assunto; nello stesso tempo e` stato anche stabilito che gli stranieri devono versare contributi sanitari piu` alti dei lavoratori autoctoni.

e il futuro raddoppio di questa tassa e` nel programma elettorale col quale la May si prepara a stravincere le elezioni grazie ad un massiccio spostamento verso di lei dei lavoratori inglesi tradizionali, in fuga dal bolso Partito Laburista.

L’agenda di governo della May e` lo smantellamento dello stato sociale, il neoliberismo sfrenato senza più limiti rappresentati dai diritti dei lavoratori portati dalle norme europee, il banchierismo rampante anche qui senza i limiti delle regole UE, la limitazione dei diritti dei migranti (…) e la spinta verso norme fiscali che faranno dell’Inghilterra un paradiso offshore per ricchi.

I cittadini, ignari di cosa votavano quando hanno scelto Leave, si trovano ora in una catastrofe autoindotta da classi dirigenti destrorse senza scrupoli, tanto quanto da una sinistra che non ha capito nulla dell’Europa.

https://www.lenius.it/la-democrazia-inglese-moribonda/?gclid=CjwKEAjwr_rIBRDJzq-Z-LC_2HgSJADoL57H7axpzgqQsfBK1lKgXS_BrdNeQfqU9FGZwaE9n6OuAxoCAyzw_wcB

Brexit-675

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naturalmente c’e` di meglio: attualmente la tassa non puo` essere estesa, naturalmente, ai 3 milioni e 200mila lavoratori comunitari che vivono nel Regno Unito: sarebbe una discriminazione sanzionata dall’Unione.

ma sara` possibile farlo a partire dal 30 marzo 2019, quando le trattative tra l’Unione Europea e il Regno Unito si concluderanno probabilmente senza un nulla di fatto.

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ora, la tassa prevista vale piu` che altro come manifestazione delle intenzioni e dello spirito dei tempi; e` tutto sommato modesta ed e` dubbio che possa esercitare un vero effetto dissuasivo, ma niente impedisce che possa essere aumentata, una volta che si e` presa questa strada.

comunque, al momento, se non distoglie dall’assumere personale straniero, certamente avra` dei riflessi inflattivi, dato che le imprese inglesi si rifaranno del leggero aggravio dei costi del lavoro sul prezzo dei prodotti finali.

e l’uscita dal mercato europeo, con la possibilita` di difendere il proprio mercato interno con dazi, agevolera` certamente questa soluzione.

insomma, non e` poi troppo difficile capire che gli operai inglesi, accodandosi alla loro classe dirigente nella presunta lotta agli immigrati, fanno in realta` il proprio danno.

cosi` come, del resto, gli immigrati fanno pure il gioco dei datori di lavoro abbassando i livelli salariali, dove non esistono sufficienti tutele sindacali per tutti.

insomma, in ogni caso vincono i capitalisti (per chiamarli come si faceva una volta, ed e` un peccato che il nome stia cadendo in disuso).

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ma una effettiva lotta contro l’assunzione di immigrati potrebbe rivelarsi dannosa anche da un altro punto di vista, quello della manodopera qualificata.

attualmente, per esempio, mancano in Inghilterra annualmente circa 20.000 ingegneri, che vengono dall’estero.

naturalmente nessuna impresa si fara` davvero distogliere dall’assumere un ingegnere straniero di cui ha bisogno, se non trova alternative, dal fatto di dover pagare una tassa di 250 sterline al mese.

si rifara`, come detto sopra, sui costi, opppure su di lui direttamente, riducendogli il salario…

paradosso finale: la legge puo` perfino rendere piu` attrattivo l’impiego degli stranieri, se associata ad una deregolamentazione completa dei salari.

pero` piuttosto interessante e` come risponde la May a queste obiezioni.

le somme raccolte con questa tassazione, dice, verranno impiegate per potenziare la formazione dei ragazzi inglesi.

insomma, per produrre ingegneri autoctoni.

auguri.

un paese che rifiuta le intelligenze gia` ​disponibili dicendo ce le produrremo da noi, e` chiaramente destinato al declino.

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ma uscira` poi davvero, alla fine della partita, il Regno Unito dal mercato europeo?

se stiamo alla posizione negoziale dichiarata dall’Unione Europea e alle intenzioni politiche ufficiali, si direbbe di si`.

per fortuna si e` sentito scandire, per ora, che sono assolutamente inseparabili le quattro libertà europee: circolazione dei beni, delle persone, dei servizi e dei capitali.

ma purtroppo e` piu` che lecito dubitarne, anzi perfino doveroso.

in Germania un’autorevole presa di posizione contraria e` venuta dall’associazione nazionale delle imprese, che hanno dichiarato la loro contrarieta` all’esclusione del Regno Unito dal mercato unico, segnalandone tutta la negativita` economica dal loro punto di vista.

dopotutto il Regno Unito rappresentera` il 16% del commercio estero dell’Unione Europea, una volta che ne sara` uscito.

in pratica, dicono i produttori tedeschi, non possiamo perdere questo importante cliente soltanto per garantire ai lavoratori europei di cercarsi un lavoro in Inghilterra.

e io temo che alla fine prevarranno loro.

ma la situazione e` ben piu` drammatica dal punto di vista inglese: il 46% delle esportazioni britanniche sono dirette verso l’Unione Europea e questa rappresenta il 51% delle importazioni inglesi.

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una soluzione possibile e` quella di far rientrare il Regno Unito nell’EFTA, l’Associazione Europea di Libero Scambio, che comprende gia`, attualmente, Norvegia, Islanda, Svizzera e Lichtenstein; del resto ne era uscito nel 1972, per entrare nell’Unione Europea, 

di questi quattro paesi, la Svizzera ha accordi bilaterali con l’Unione Europea, mentre gli altri tre fanno parte dello Spazio economico europeo, creato nel 1994; in questo caso il Regno Unito, se rientrasse nell’EFTA, dovrebbe poi scegliere qui dentro un proprio modello di relazioni.

ma ogni discorso e` prematuro fino a che non sono chiare le modalita` dell’uscita, e qui il gatto si morde la coda: l’accordo dell’Unione Europea con l’EFTA, firmato nel 1992 riguarda le quattro libertà europee viste sopra e garantisce uguali diritti per tutti, operatori economici e persone fisiche, così come le regole relative alla concorrenza, agli aiuti di Stato, alla protezione dei consumatori, al diritto societario, all’ambiente, alle politiche sociali e alle statistiche.

in sostanza, si potrebbe dire che, scegliendo questa soluzione, il Regno Unito resterebbe legato all’Unione Europea proprio per quella libera circolazione delle persone che risulta invece essere il principale obiettivo negativo della brexit.

inoltre dovrebbe sottostare egualmente alle regole dell’Unione, ma non potrebbe contribuire a determinarle.

L’accordo tra la UE e l’EFTA esclude però alcune politiche comunitarie: l’agricoltura; la pesca; l’unione doganale; la giustizia e gli affari interni (salvo per alcune regole relative all’Area Schengen); la tassazione diretta e indiretta; l’unione economica e monetaria.

Lo Spazio economico europeo è gestito da organismi paritetici, che volta per volta riuniscono leader politici, parlamentari, diplomatici.

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ovviamente in questo momento sono diversi gli atteggiamenti reali dei vari governi europei, anche se la posizione ufficiale emersa dall’Unione Europea nel suo insieme e` stata apparentemente unanime.

ma e` interessante cercare di capire meglio quali sono queste posizioni; aiuta questo sito:

http://formiche.net/2017/04/01/iniziano-le-trattative-per-la-brexit-cosa-vogliono-i-27/

scopriamo allora che le posizioni piu` ferme, al momento, cioe` quelle che prevedono una brexit dura, cioe` affermano che ogni lesione al diritto della libera circolazione delle persone comporta anche la fine della libera circolazione delle merci, sono quelle di Francia e Germania (e credo che la posizione della Francia non cambiera` con Macron), cui si uniscono l’Austria, la Svezia e, a sorpresa, la Polonia, politicamente vicina ai conservatori inglesi e sua alleata sinora in Europa, ma oggi determinata a difendere i propri cittadini emigrati nel Regno Unito.

qui scopriamo che l’Italia e` invece la capofila dei paesi europei favorevoli ad una brexit morbida: al nostro mondo politico non interessa molto la difesa dei circa 600.000 italiani in Inghilterra, di cui 350.000 irregolari, cioe` non iscritti all’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

con l’Italia starebbero il Belgio, la Danimarca e la Spagna e l’Irlanda, gli unici due paesi con un confine terrestre col Regno Unito (per la Spagna, a Gibilterra) e dunque particolarmente condizionati da questo problema.

piu` a destra dell’Italia nella gestione del problema ci sta solamente la Repubblica Ceca, che si e` addirittura dichiarata pronta a trattative bilaterali separate.

ma quanti in Italia sanno tutto questo, anche tra coloro che si interessano residualmente di politica?

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credo che adesso i motivi di una specie di congiura del silenzio della stampa italiana sugli sviluppi della brexit siano ben chiari.

scusate se ripeto una citazione iniziale:  neoliberismo senza più limiti rappresentati dai diritti dei lavoratori portati dalle norme europee, banchierismo rampante anche qui senza i limiti delle regole UE, limitazione dei diritti dei migranti, tagli alla sanità, alla scuola, smantellamento dello stato sociale garantito anche dall’Unione Europea.

e` tutto quello che la brexit significa e che anche la nostra classe dirigente sogna e da anni realizza, oggi alla corte stracciona di Renzi.

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10 thoughts on “che cosa significa davvero brexit – 204

  1. In ogni favola c’è il bene e il male, il bianco e il nero, ma qual’è la parte giusta? Secondo alcuni è meglio tener fuori gli stranieri ( amici di Salvini ovviamente) e secondo altri gli stranieri sono una risorsa. Logisticamente parlando, razionalmente parlando, chi ha ragione? Tutt’e due purtroppo, perchè se esiste la libertà di pensiero ognuno può avere un’idea diversa dagli altri e dev’esser rispettato. Quindi in questi casi cosa si fa? Vince la maggioranza? Se la maggioranza ha espresso il suo parere dicendo che vuole gli stranieri fuori allora bisogna rispettare la maggioranza anche se far questo significa farsi la bile. Alla fine quello che sta succedendo anche in Svizzera è la dimostrazione dell’istinto di conservazione, siamo animali, ad un certo punto quando le risorse iniziano a mancare ecco che viene fuori l’istinto del territorio. Quindi anni ed anni di evoluzione non servono a niente. Siamo animali che tentanto di mantenersi il cibo sicuro e un futuro buono. Gli inglesi sono stati sempre molto conservatori, anche se Londra è stata sempre una città multiculturale, ma il resto del Regno Unito è molto conservatore. Quindi non mi stupisco che si sia presa questa strada e credo che anche in Italia presto si farà questo passo.

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    1. tu lo sai, amleta, che mandare un commento da me significa aprire al rischio di una discussione vera.

      il tuo intervento secondo me pone diverse questioni e sollecita diverse risposte.

      prima questione:
      gli stranieri sono oppure no una risorsa? tu poni il problema e poi dici: “razionalmente parlando, chi ha ragione? Tutt’e due purtroppo”.

      scusami se dissento decisamente.

      in macroeconomia l’immigrazione e` sempre una risorsa, come si insegnava all’universita` gia` cinquant’anni fa, fatte salvo le situazioni particolari, ovviamente; e questo e` scientifico.

      aggiungi che in un paese con le nascite in caduta libera, come l’Italia, razionalmente parlando e guardando alla dimensione sociale del problema, non c’e` alcun dubbio che l’emigrazione e` ancor piu` che una risorsa: e` l’unica salvezza del paese.

      se non ci fosse immigrazione, fra una ventina d’anni la popolazione italiana sarebbe di una quarantina di milioni di abitanti, crollerebbe il sistema pensionistico e il paese econimicamente sarebbe travolto da una crisi senza uguali.

      non esistono alternative all’immigrazione, a meno che le donne italiane non si mettano a fare tre figli a testa invece di uno piu` o meno.

      lo sa bene la Germania, dove questi concetti elementari sono la linea guida condivisa da parte di tutte le forze politiche, esclusa soltanto la nuova Alternative fue Deutschland, estremamente minoritaria.

      il problema du nque non e` di negare l’immigrazione (anche perche` nessuna sa davvero come farlo), ma di gestirla bene.

      naturalmente poi l’immigrazione deve essere commisurata alle esigenze reali del paese, che sono poche se il paese e` in crisi economica, e in certi momenti va limitata, dal nostro punto di vista.

      sempre che ci si riesca e senza perdere di vista che le guerre fatte dall’Occidente e l’effetto serra sono le cause principali di qesta emigrazione che si riversa da noi.

      secondo:riprendo da un altro punto di vista; tu scrivi: chi ha ragione? Tutt’e due purtroppo, perchè se esiste la libertà di pensiero ognuno può avere un’idea diversa dagli altri e dev’esser rispettato.

      scusami, ma stai mescolando due questioni completamente diverse.

      e` ovvio che tutte le idee debbano essere rispettate; ma questo non significa affatto che tutte le idee siano giuste. che cosa c’entra? io devo rispettare le idee altrui e il diritto di esporle anche se dal mio modo di vedere le cose e per quello che so sono chiaramente sbagliate.

      questo e` un punto davvero cruciale: il rispetto della liberta` di pensiero non significa affatto che si annulla la distinzione tra il giusto e lo sbagliato.

      terzo punto: certamente l’idea della maggioranza vince e va rispettata, anche se credo che per l’Inghilterra sara` causa di grossi guai; ma questo no significa affatto che non si possa e non si debba criticarla.

      la maggioranza governi e realizzi quello che la maggioranza ha voluto; ma la minoranza ha lo stesso diritto di criticare, anzi di opporsi, anzi di cercare cdi mettere i bastoni fra le ruote fino a che lo fa con mezzi legali.

      quarto: io alla fine sono convinto che gli italiani non saranno cosi` idioti da suicidarsi da soli uscendo dall’Unione Europea che al momento e` l’unica forza che ci tiene in piedi; poi vedo benissimo che una parte forte dei mascalzoni che ci governano vorrebbero proprio aquesto, per pelarci vivi, e che molti non hanno il comprendonio minimo per capire che cosa e` davvero in gioco.

      ma mi pare anche non casuale alla fine che in tutte le ultime elezioni europee chi propone il harakiri per ora le abbia sempre perse.

      se poi l’Italia uscisse davvero dall’Unione Europea, questa avrebbe certamente da guadagnarci piu` che da perderci, e io purtroppo mi sento prima europeo che italiano.

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      1. Capisco il tuo ragionamento dato dalla macroeconomia ma io ribadisco che gli esseri umani sono animali e quindi razionalmente parlando, e biologicamente, si tratta di un invasione di territorio che molti esseri ovviamente ( a livello biologico) non vedono di buon occhio per una questione appunto di risorse e di territorio. Ho imparato, anche a mie spese, che gli esseri umani sono rimasti all’era primordiale e non si sono affatto evoluti come si crede. Nelle situazioni estreme come questa non è la macroeconomia che vince e nemmeno la politica ma la biologia. Un essere diventa impaurito se vede il proprio territorio invaso e diventa anche aggressivo e razzista, e infatti adesso in Italia si sparerà come in america e diventerà anche qui un far west. Questo perchè appunto, razionalmente parlando, non c’è razionalità nell’uomo, e il povero Candido lo sapeva benissimo, visto le volte poverino che è finito male ah ah ah

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        1. come darti torto?

          resta soltanto da sperare che alla fine un briciolino di razionalita` si faccia strada.

          o altrimenti lasciarci riportare, non tanto tranquillamente, all’eta` della pietra.

          per questo non bisogna stancarsi di spiegare che il razzismo sara` anche istintivo, ma e` stupido ed autolesionista.

          quanto impieghera` il popolo bue ad accorgersi che il razzismo e` usato dai piu` furbi per fregarlo meglio?

          vedi il nuovo post di oggi sulla Dementia Tax…

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  2. C’è un davanti e c’è, purtroppo, un dietro….sempre.

    AVANTI SIGNORI

    Il banditore
    Vende corpi
    Sulla pubblica piazza.

    Avanti signori
    Non mancate l’occasione!

    Roba fina, giovane, forte
    Fresca d’importazione.

    Consumi bassi
    Rendimento alto.

    Tanto, o meglio,
    Quasi niente all’ora.

    No sindacato
    No malattia
    No ferie.

    No problem
    Nessun problema.

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    1. ci vedo anche della malafede.

      la prima notizia da cui sono partito, le 1.500 sterline per lo straniero assunto, e` molto semplice e la capiscono tutti; potrebbero limitarsi a questa: parla da sola, mi pare.

      la da` la Germania che ha pochissimi emigrati in Inghilterra, e non la da` la stampa italiana? neppure ai parenti di quei 600.000 emigrati italiani? (almeno io non l’ho vista e all’epoca la consultavo ancora regolarmente).

      abbiamo una comunita` cosi` importante in Inghilterra, la cui vita verra` sconvolta dalla brexit e la nostra stampa tace praticamente del tutto?

      non mi piace passare per complottista, e neppure credo che ci sia un disegno ben preciso, sarebbero troppo bravi. ma il fatto e` che anche in questo campo lavoriamo al di sotto degli standard di civilta` essenziali: anche nei giornali in Italia entri per conoscenze e resti per conformismo; e l’intelligenza e` un handicap professionale.

      conosco un pochino l’ambiente e ho toccato con mano i suoi meccanismi nei quattro anni in cui ho lavorato gratis in un quotidiano locale retto a cooperativa di “sinistra”: la prima regola nei giornali italiani e` di non cercare di far ragionare il lettore, non e` giornalistico, ti dicono.

      mancanza di professionalita` e servilismo; io, del resto, alla fine sono stato allontanato e anche il direttore che mi ci aveva portato, bravissimo, ma disturbava…

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      1. Per la verità la diversa tassazione e contribuzione era stata annunciata ma come una remota possibilità senza troppa enfasi visto che come dici tu la nostra linea è accomodante … pace separata … e solita furbizia. ma i ragionamenti che fai tu non sono alla portata degli addetti ai lavori e la gente continua a ragionare di pancia.

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        1. si`, credo anche io che lo sviluppo del discorso possa restare ostico, soprattutto ad un popolo disabituato alla lettura come il nostro.

          aggiungi che l’uomo comune, di fronte a ragionamenti contrastanti, difficilmente da noi si affida al sapere (che spesso non ha), ma cerca di affidarsi all’opinione che gli sembra piu` autorevole.

          eppure vedo che riconosci anche tu che la linea occulta della nostra informazione e` tesa a minimizzare gli effetti della brexit, anche e soprattutto quelli che ci colpiscono direttamente, visto che una parte importante della nostra classe dirigente sogna di fare altrettanto, ma con prospettive ben piu` devastanti per tutti noi, data la fragilita` del paese.

          il tragico e` che anche da noi l’operazione di portare su posizioni anti-europee una parte importante della sinistra o cosiddetta tale e` gia` riuscita.

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