il lupo il pelo il vizio, Renzi e la legge elettorale – 205

Renzi, fatta una riforma costituzionale con una maggioranza risicata in un parlamento artificiosamente formato, che non rispecchiava lo stato effettivo dell’opinione pubblica, se l’e` vista naturalmente bocciare al referendum.

si poteva pensare che il ragazzotto avesse imparato la lezione, ma il tipo e` di quelli abituati a far figura con la parlantina sciolta e senza studi alle spalle: non si applica e non impara nulla.

rieccolo con la legge elettorale, a rifare esattamente gli stessi errori.

. . .

non dico nulla della proposta di legge elettorale in se stessa, da lui buttata in commissione parlamentare, rovesciando il tavolo e buttando via un testo base sul quale si era raggiunta una larga convergenza: potrebbe anche andare, se solo togliamo le liste bloccate, che e` invece proprio quello che cercano e la base di tutta la proposta.

ma il metodo, santo cielo: ancora quello!

ancora trasformismo e corruzione tra i banche delle Camere, senza attenzione reale al consenso, tanto il popolo e` immaginato bue, adatto solo a leggere tweet.

mi pare abbastanza chiaro che in un parlamento cosi` anomalo e illegittimo come l’attuale si dovrebbe cercare una legge condivisa con l’opposizione, dopo che questa ha dimostrato di essere maggioranza reale nel paese.

ma se tu continui a provocare la maggioranza dell’elettorato, che successo reale puoi avere?

. . .

non si puo` fare una legge contro un terzo di italiani a Cinque Stelle piu` la meta` almeno della destra, che e` sempe la maggioranza potenziale di questo paese, solo perche` nel parlamento incostituzionale e non ancora sciolto dopo tre anni e mezzo hai una maggioranza artificiale.

e se chi rappresenta la maggioranza del paese – e lo ha appena dimostrato al referendum – e` concorde nel proporre una legge elettorale proporzionale, che cosa ci vuole ad accettarla?

ma no, occorre inventarsi una legge che faccia diventare maggioranza la minoranza…

che dire?

Ad ognuno puzza questo barbaro dominio.

Machiavelli, Il principe, cap. XXV

non si puo` governare come se si fosse un sergente dalla fureria.

. . .

Machiavelli ha sempre parlato di lione e volpe, a proposito di politici capaci: volpe a cognoscere i lacci, e lione a sbigottire i lupi.

qualcuno lo citava a sproposito quando il renzino di Rignano veniva fatto passare per una specie inedita di statista (si e` distinto in questo lo Scalfari, senza nessun senso del ridicolo).

ma la parte di Renzi, a stare alle categorie di Machiavelli, non e` ne` quella del lione ne` quella della volpe, ma quella di uno dei lupi.

renzi

se un politico perde il pelo, ma non il vizio, e` lupo, non lione ne` volpe.

o addirittura, mulo, se si guarda soltanto all’ostinazione…

. . .

sentitelo il vero Machiavelli di Firenze:

Coloro i quali solamente per fortuna diventano di privati Principi, con poca fatica diventano, ma con assai si mantengono: e non hanno difficultà alcuna tra via, perchè vi volano; ma tutte le difficultà nascono dappoi che vi sono posti. (…)

Questi stanno semplicemente in su la volontà e fortuna (…), che sono due cose volubilissime e instabili, e non sanno e non possono tenere quel grado.

Machiavelli, Il principe, cap. VII

.

Deve un Principe savio (…) solamente ingegnarsi di fuggir l’odio.

Machiavelli, Il principe, cap. XVII

.

Se a uno (…) i tempi e le cose girano in modo che il governo suo sia buono, esso viene felicitando; ma se li tempi e le cose si mutano, egli rovina, perchè non muta modo di procedere. Nè si trova uomo sì prudente, che si sappi accordare a questo, sì perchè non si può deviare da quello, a che la natura l’inclina; sì ancora perchè avendo sempre uno prosperato camminando per una via, non si può persuadere, che sia bene partirsi da quella. (…)

Variando la fortuna, e gli uomini stando nei loro modi ostinati, sono felici mentre concordano insieme, e come discordano sono infelici.

Machiavelli, Il principe, cap. XXV

homo-homini-lupus

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2 thoughts on “il lupo il pelo il vizio, Renzi e la legge elettorale – 205

  1. Si attaglia molto alla pochezza dell’ometto imbroglione del PD….

    GLI ELETTI

    Hanno smorfie
    Da esibire per ogni circostanza
    Dolore, gioia, stupore, assenso o contrarietà .

    Mercenari addestrano gli eletti
    Dei partiti per la tangente
    Al teatrino della mimica.

    Arlecchini di professione monologano
    Con maschere carnevalesche
    Dall’alto dei loro scranni.

    Pulcinella senza vergogna
    Saltellano immondi propinando
    Sui media asserviti
    Insulse ovvietà.

    Truccatrici truccano i truccatori
    Che con parole di auspicio
    Imbellettano il nulla e la legale rapina.
    Con aria compunta o recitata commozione
    Riempiono le menti di aria trita.

    Fieri, chiamano l’indegno spettacolo
    Moderna comunicazione.

    E in questo mefitico mare di vuota apparenza
    la città affonda.

    Mi piace

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