il diritto alla vita secondo i vaccinisti – 209

non so quanti hanno colto a quale schieramento appartiene la ministra Lorenzin, quella che vuole rendere obbligatorie 12 vaccinazioni per tutti gli italiani fino a 16 anni, e sono quasi un milione di dosi di vaccino regalate all’industria farmaceutica a spese di un bilancio dissestato.

la Lorenzin e` nello schieramento dei cattolici oltranzisti: quelli che rifiutano l’autodeterminazione della gravidanza per la donna e il diritto individuale di decidere una morte degna.

politicamente e` il Nuovo Centro Destra che appoggio` Renzi ed oggi Gentiloni.

sono, a volte, gli atei cattolici alla Giuliano Ferrara: non credono, religiosamente parlando, pero` sono favorevoli comunque all’imposizione dello stato etico.

e` un caso?

. . .

rendere obbligatorie le vaccinazioni e` il modo migliore per diffonderle?

e siamo sicuri che sia costituzionale farlo sempre e comunque per ogni tipo di malattia e di vaccino?

a fronte dei toni beceri assunti dallo schieramento vaccinista ad oltranza, credo opportuno riflettere meglio – anche se so di farlo sostanzialmente per me stesso.

e certamente non si acquista popolarita` andando un poco controcorrente ma anche un poco contro i controcorrente…

. . .

lo stato ha il diritto di imporre vaccinazioni obbligatorie?

certamente si`, non e` su questo che stiamo discutendo.

ci sono situazioni di emergenza grave e conclamata, come l’epidemia del virus dell’Ebola in Africa, dove non c’e` tempo da perdere  e i rischi sono troppo grandi per lasciare liberta` di scelta ai singoli.

in altri casi ci sono scelte mirate su obiettivi precisi e raggiungibili: per esempio, la vaccinazione obbligatoria anti-vaiolosa ha sradicato il vaiolo dal mondo – per ora.

ma questo diritto riguarda malattie effettivamente gravi, come la poliomelite o la meningite.

non si estende per cio` stesso a tutti i tipi di vaccini e per tutte le malattie.

occorre considerare caso per caso.

e questo diritto dello stato di intervento di emergenza sulla salute del singolo si estende anche al minore i cui genitori rifiutino cure urgentissime ed essenziali per salvargli la vita.

il caso tipico e` quello del rifiuto delle trasfusioni per i figli da parte di genitori testimoni di Geova.

qui lo stato salva il minore privando provvisoriamente i genitori della patria potesta`.

ma al di la` di questi casi?

togliere la patria potesta`, sia pure in via provvisoria, a chi semplicemente rifiuta di vaccinare il figlio?

. . .

attenzione: dopotutto, a fianco del diritto dello stato a tutelare la salute pubblica, esiste il diritto individuale alla scelta o anche al rifiuto delle cure, e i due diritti vanno contemperati fra loro; l’uno non cancella automaticamente l’altro.

per l’adulto il rifiuto della cura e` comunque legittimo se non determina danno ad altri.

per i minori questo diritto fa capo esclusivamente ai genitori, anche se va esercitato in accordo col minore, se possibile, e soprattutto dopo i 14 anni.

e` evidente che, se non c’e` un rischio diretto per la salute pubblica o un rischio di vita concreto e immediato per il minore, si rientra nel campo della libera scelta individuale.

togliere la patria potesta` ad un genitore perche` rifiuta un particolare vaccino, in certe circostanze potrebbe risultare totalmente arbitrario.

. . .

sui vaccini, piaccia o meno, e` in atto un dibattito.

ci sono genitori convinti che alcuni vaccini abbiano delle conseguenze negative sulla salute dei loro figli.

per rispondere loro in maniera convincente, occorrerebbe anche diversificare le scelte in relazione alle condizioni del bambino: bambini particolarmente esposti alle allergie o ipersensibili a certe sostanze, ad esempio.

un genitore in buona fede che ritiene, e magari perfino col supporto del pediatra, che sia maggiore per suo figlio il rischio connesso ad una vaccinazione che quello della malattia, non subisce una intollerabile violenza se viene costretto a fare quello che, secondo le sue convinzioni, e` male per suo figlio?

per aumentare la diffusione dei vaccini non sarebbe meglio puntare su campagne di informazione, possibilmente non terroristica, ma semplicemente informata?

e` cosi`, vedo, che si fa altrove, in paesi piu` civili del nostro.

insomma, la costrizione non e` particolarmente utile, salve le situazioni di emergenza.

. . .

ma, siccome in Italia in questo momento non c’e` nessuna situazione di emergenza realmente grave, il problema che il vaccinismo forzato mette in evidenza e` che da noi i diritti individuali e il rispetto delle persone non sono tenuti in grande conto.

lo stato etico, che sottometteva il cittadino ai valori determinati dalla dittatura, fu del fascismo.

ma il fascismo lo dedusse a sua volta dal cattolicesimo dell’Inquisizione e dei gesuiti.

se vogliamo capire la cronica debolezza dei diritti dell’individuo nel nostro paese e` a questa matrice culturale che dobbiamo tornare.

e` il peculiare fascismo cattolico della nostra storia.

. . .

non e` un caso che siano gli ambienti di destra in queste ore a guidare la campagna con toni eccitati di allarmismo isterico.

pero` ci sono anche blog che si fanno passare per la voce della ragione che danno grossolanamente i numeri, criticando il provvedimento del governo addirittura come un papocchietto ipocrita:

Anche sui vaccini prevale l’ipocrisia

ed e` molto curiosa la conclusione di questo post:

L’abbassamento del tasso di vaccinazioni è un pericolo per la salute pubblica (come sostiene l’OMG e la stragrande maggioranza di ricercatori e medici qualificati)? Se sì, le vaccinazioni vanno imposte e occorre mettere mano a un programma serio di informazione e sensibilizzazione – come se le due cose fossero sinonimi –. Se no, allora, questo provvedimento del CdM sarebbe improvvido e smettiamo di spendere soldi pubblici per le vaccinazioni.

ma anche qui, come ovunque, si parla poi di vaccinazioni nel loro insieme, facendo di ogni erba un fascio.

e si parla di imporre le vaccinazioni dove, in tutta evidenza, servirebbe invece una campagna mirata per aumentarle consensualmente.

. . .

Morbillo

ed ora vorrei tornare a dire qualcosa di piu` specifico sul morbillo, dopo gli altri due post dedicati al tema da me:

https://corpus15.wordpress.com/2017/05/20/vaccinati-a-tutto-piu-della-germania-206/

https://corpus15.wordpress.com/2017/05/21/e-adesso-servono-subito-800-000-vaccini-ci-sono-207/

A partire da gennaio 2017 si registrano 1.603 casi di morbillo in Italia. L’epidemia finora ha fatto registrare il suo picco a marzo, con 765 casi.

per mantenere il senso delle proporzioni, in Italia nel 1997 ci furono circa 41.000 casi notificati e da allora l’incidenza è andata costantemente diminuendo.

pero`, badate bene, una rara, ma terribile sequela del morbillo è la panencefalite subacuta sclerosante,  che si osserva in un caso su 10 mila infezioni.

d’accordo: evitiamo anche quell’unico caso ogni 10.000, ma siamo ancora molto lontani da questi numeri: dov’e` l’emergenza gravissima che giustifica la violazione del diritto costituzionale a gestire liberamente la propria salute?

ma c’e` di piu`.

L’88% delle 1603 persone coinvolte nel 2017 non era vaccinato.  

quindi 192 persone si sono ammalate di morbillo anche se erano vaccinate.

Il 57% dei contagiati aveva un’eta fra i 15 e i 39 anni, mentre la media è di 27 anni. Particolarmente colpiti, per ovvie ragioni, gli operatori sanitari (152 in totale). Pochi, in proporzione, i bambini colpiti, essendo più alta la media dei vaccinati in questa fascia d’eta.

Di questi casi, tre su 10 hanno avuto almeno una complicanza (diarrea, polmonite, otite, epatite, insufficienza respiratoria), e 4 su dieci hanno richiesto un ricovero.

. . .

insomma, in questo momento in Italia il morbillo, in nome del quale si vuole rendere obbligatoria la vaccinazione dei bambini contro 12 malattie diverse, colpisce prevalentemente gli adulti, che non sono e non verranno vaccinati.

non sarebbe stato piu` utile per il morbillo rendere gratuita la vaccinazione – volontaria – agli adulti?

. . .

pero` le analisi troppo precise, la differenziazione delle situazione, la valutazione caso per caso…

che stress! non e` meglio mettersi a gridare vaccini si`!, vaccini no! gli uni contro gli altri?

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5 thoughts on “il diritto alla vita secondo i vaccinisti – 209

  1. Tempo ci si vaccinava, i vaccini obbligatori erano tre o quattro più o meno… e basta.
    Molte malattie perciò sono state debellate “forse”. Comunque ci si affidava allo stato, alla sanità pubblica; non c’erano discussioni di sorta certo è che l’informazione non era così massiccia ..
    Ora il livello culturale è cresciuto, forse c’è più attenzione, ma secondo me c’è molto fumo e solo soldi…
    Non so che farei; certo uno Stato di cui non mi fido provoca in me una sorta di miscredenza su questa urgenza improvvisa di ben 12 vaccini…

    Mi piace

    1. nella difficolta` di valutare il tutto, per me due cose sono comunque chiare:

      1) un governo che volesse seriamente affrontare la questione non farebbe uscire un decreto – previsto dalla Costituzione soltanto per i casi di straordinaria urgenza – evidentemente non preparato e che buttera` nel caos nelle prossime settimana sanita` e scuole.

      tutta questa fretta priva di attenzione si comprende soltanto se chi decide lo fa per rispondere alle richieste di qualche lobby.

      le lobby peraltro sono in grado di controllare i media e di creare consenso al ministro.

      2) non riesco ad avere alcuna fiducia, neppure per i vaccini, in un ministro della salute che cerca di impedirci una morte degna e senza sofferenze e di bloccare gli strumenti piu` moderni della contraccezione.

      aggiungo che sono due i medici sinora radiati dall’Ordine per avere posto problemi scientifici sulle conseguenze dell’uso dei vaccini.

      le posizioni di uno di loro, il dott. Gava, per come le leggo sul Fatto Quotidiano, mi sembrano totalmente da condividere:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/05/vaccini-il-medico-radiato-roberto-gava-non-li-rifiuto-ma-sono-perplesso-dalla-vaccinazione-indiscriminata-di-massa/3561963/

      ne traggo i punti salienti, osservando che, se le accuse sono fondate sulla diffusione di queste idee, allora siamo di fronte ad una caccia alle streghe davvero pericolosa:

      Che i vaccini pediatrici siano utili non c’è alcun dubbio.
      Sono perplesso verso la vaccinazione indiscriminata di massa, fuori da condizioni di necessità e urgenza, cioè fuori da condizioni di emergenza.
      Indiscriminata significa non attenta alla personalizzazione del trattamento, caso per caso.
      Inoltre, non si può generalizzare, bisognerebbe distinguere tra i diversi vaccini, le diverse formulazioni e i calendari vaccinali.
      Anche le evidenze scientifiche del “peso” dell’immunità di gregge cambiano molto da vaccino a vaccino.
      Da noi non c’è alcuna emergenza sanitaria e allora c’è probabilmente spazio per una personalizzazione della profilassi vaccinale in modo da potenziare i suoi benefici riducendo al massimo i rischi.
      I vaccini sono farmaci e come tali hanno indicazioni e controindicazioni.
      Trattandosi poi di sostanze che si iniettano in soggetti sani e per lo più in tenera età, il principio di precauzione dovrebbe essere rispettato il più possibile.
      Penso che una campagna informativa dovrebbe essere obiettiva, veritiera e trasparente, dove i vantaggi siano spiegati insieme alle potenziali e sempre possibili reazioni avverse, confidando sul senso di responsabilità della gente.
      Personalmente credo che la popolazione italiana sia sufficientemente istruita e responsabile per non cadere vittima di false propagande antivaccinali.
      Coloro che rifiutano indiscriminatamente i vaccini li rispetto in nome della libertà di opinione e autodeterminazione, ma da medico non condivido la scelta, perché ogni estremismo è erroneo, solo la personalizzazione riduce il rischio.
      La medicina del futuro, ma siamo già in questo futuro, è necessariamente una medicina multidisciplinare, integrata, personalizzata e sempre a dimensione umana, perché il ripristino della salute si ottiene ripristinando la normale fisiologia dell’organismo umano nella sua complessità e unitarietà di corpo, psiche e spirito.
      Un neonato è biologicamente immaturo e debole, e il suo sistema immunitario è influenzato da molti fattori, sia positivi che negativi. E, dato che questi ultimi non sono rari, oggi molti bambini nascono e crescono in una condizione di squilibrio latente.
      Questi bambini possono essere individuati da una non frettolosa anamnesi personale, genitoriale, familiare, ambientale, da un accurato esame obiettivo e, in casi selezionati, da eventuali esami ematochimici.
      Il principio di precauzione ordina a noi medici di individuare questi soggetti, da una parte di fortificarli e dall’altra di proteggerli da interventi squilibranti.
      Non trovandoci in una condizione di emergenza sanitaria, perché non attendere che il bambino cresca un po’ di più e somministrargli un minor numero di vaccini per volta?
      Ad esempio, che fretta c’è di inoculare vaccini come quello antitetanico e antiepatitico B a neonati di 2-3 mesi? Che probabilità hanno di ammalarsi (con le condizioni igieniche qui in Italia) di tetano o di epatite B a quell’età?
      Gli studi eseguiti dall’industria farmaceutica riportano solo una piccola parte (circa il 10-15%) delle reazioni avverse reali.
      Pertanto servono studi scientifici indipendenti, dato che la maggior parte di quelli attualmente disponibili sono finanziati dall’industria farmaceutica, e recentemente l’Antitrust ha evidenziato conflitti di interesse e manovre speculative.

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