dove sono i miei antenati? genealogia che mania – 211

incrociando casualmente dei dati tra wikipedia e google ecco che so che l’1 febbraio scorso e` morto Albano Bortoletto Cavallin, 86, Brazilian Roman Catholic prelate, Bishop of Guarapuava (1986–1992) and Archbishop of Londrina (1992–2006), surgical complications.

http://g1.globo.com/pr/norte-noroeste/noticia/2017/02/morre-dom-albano-bortoletto-cavallin-arcebispo-emerito-de-londrina.html

a 86 anni, dopo un’operazione al cuore.

parente mio? mi pare molto probabile, nonostante il numero rilevante di Bortoletto nel mondo, che essi siano tutti imparentati tra loro, soltanto non saprei dire quanto alla lontana; ma certamente l’area geografica di provenienza e` la stessa e corrisponde ad una precisa porzione della provincia di Treviso.

a questo articolo e` allegato perfino un breve video che lo mostra; e, sara` suggestione, ma mi somiglia persino un poco – soprattutto nel taglio dei capelli, direi… 🙂

domalbano

d’altra parte la presenza ecclesiastica e` piuttosto forte nella famiglia Bortoletto.

uno zio di padre, il frate francescano Ildefonso Bortoletto, fu il confessore di papa Pio X, piu` di un secolo fa: impegno che non doveva essere particolarmente impegnativo, considerando che questo papa e` stato proclamato santo 😉

gli ho dedicato un post intero e qualche altro riferimento nei miei blog:

https://bortocal.wordpress.com/2010/02/07/256-padre-ildefonso-da-oderzo/

ed ecco che internet mi restituisce ancora qualche traccia di questo mio prozio:

dal libro Giuseppe Sarto Vescovo di Mantova vengo a sapere che fr. Ildefonso Bortoletto da Oderzo (+ 1947) diede le dimissioni dall’ufficio guardianale svolto presso il convento delle Grazie, vicino a Mantova dal luglio del 1902 fino al 1 ottobre 1903.

se lo avessi saputo, quando sono andato a visitare questo convento e i fiori di loto che sbocciano li` vicino, che ero – inconsapevole – sulle tracce di un passato familiare non troppo lontano!

Dimissioni riportate in un foglietto manoscritto (210 x 135 mm) di mano del prozio allegato all’obbedienza comunicata dal Min. Prov. fr. Bernardino de Winckels da Verona allo stesso fr. Ildefonso nel precedente incarico della guardania delle Grazie. (…) La nomina di questo frate quale guardiano delle Grazie era gia` stata ventilata nel 1887 nella riunione definitoriale dell’agosto di quell’anno (Acta capitularia 3, p. 58), ma procrastinata forse per la sua giovane eta`: in quel momento aveva 26 anni.

quel che il libro non dice, dato che l’autore probabilmente lo ignorava, e` che le dimissioni dell’ottobre 1903 furono dovute al nuovo incarico in Vaticano; infatti il cardinale Sarto, che era patriarca di Venezia e molto legato a questo mio prozio, era stato eletto papa il 4 agosto di quell’anno.

download

. . .

pare che negli Stati Uniti e anche in Germania, a stare ad un articolo di colore dello Spiegel, la ricerca dei propri antenati stia diventando un hobby di moda, e non soltanto fra i pensionati (se ho orecchie da intendere, dovrei intendere…).

ma probabilmente si tratta semplicemente di azioni promozionali sulla stampa.

se qualcuno fosse interessato, c’e` un sito, a pagamento, dedicato a queste ricerche (anzi, in realta` piu` d’uno): 

https://www.ancestry.it/

e qui trova alcune istruzioni iniziali per familiarizzarsi col tema e pensarci su:

http://www.ancestry.it/learn/learningcenters/default.aspx?section=lib_faq

. . .

ma si puo` fare ben di piu`.

quest’altro sito consente di fare un test genetico delle proprie origini, con un campione di saliva, con una spesa minima di 179 euro e massima di 1.279:

https://www.igenea.com

ma in questo sito si puo` consultare anche un progetto di ricerca per cognome; e` gratuito.

purtroppo il mio non e` compreso tra quelli gia` esistenti.

comunque ho mandato una mail per sapere come cominciarlo.

esiste comunque anche la possibilita` di rivolgersi alla chiesa dei Mormoni, per questo scopo:

https://www.mormone.it/genealogia

. . .

dietro queste inziative possiamo leggere diverse motivazioni.

la prima e piu` banale riguarda l’utilita` estrema di conoscere la storia genetica della propria famiglia anche a fini pratici, per una maggiore tutela della propria salute.

la seconda ha a che fare con la diffusione epidemica di forme varie di narcisismo potenziato.

ma voglio pensare anche ad una terza motivazione piu` positiva.

il giorno che io potro` ricostruire esattamente che rapporto di parentela puo` mai essere esistito fra padre Ildefonso Bortoletto da Oderzo e il vescovo brasiliano Albano Bortoletto Cavallin forse sapro` qualcosa di piu` anche su me stesso?

questo non posso dirlo, ma se capiro` di essere anche io un’ombra di una galleria di personaggi o tipi umani legati da un filo comune, sapro` vivermi con maggiore consapevolezza.

. . .

noi siamo abituati a pensarci come individui, nella cultura occidentale.

e` una semplificazione grossolana, ovviamente, ma pochissimi se ne sono accorti.

facciamo fatica a pensare di essere semplici parti o sfaccettature di qualcosa di piu` ampio.

e` anche molto piu` difficile e complesso vedersi come parte di un tutto.

lo studio della propria genealogia e uno dei modi che ​puo` aiutarci a cambiare il nostro stesso modo di considerarci.

ed aiutarci ad una visione piu` aperta e complessa di noi stessi nella realta`.

. . .

la vita umana e` un ologramma strano, con l’apparenza di un grande spessore per chi la osserva dall’interno.

ma quanto piu` riesci a distaccarti dalla superficie e a vederla attraverso il tempo, da lontano, ti accorgi che lo spessore e` mera apparenza e che la vita e` trasparente.

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11 thoughts on “dove sono i miei antenati? genealogia che mania – 211

  1. Nei miei giri in G.B. e Irlanda ho sempre incontrato Americani ( ma non solo, però soprattutto) che cercavano i propri antenati, il luogo da cui erano partiti. Soprattutto pensionati: ma sì, per forza, sono più liberi di disporre del proprio tempo. E li capisco, mi sembra che aggiunga materiale alla conoscenza di se stessi. C’ era un programma anni fa in TV in cui personaggi famosi, soprattutto attori, facevano questo tour alla ricerca delle origini. Le mie origini sono tutte in un posto tra Umbria e Toscana. Ma senza passare per un sito a pagamento ( non ne vale la pena, in questo caso) mi piacerebbe saperne di più sul carattere e le scelte delle persone che furono i miei antenati. Purtroppo non ho a chi chiedere…
    PS Il tipo della foto ti assomiglia, sì. E comunque, anche senza essere un prete, tu già così pontifichi abbastanza 😉

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    1. in quel sito a pagamento io di sicuro prima o poi passero`, per togliermi la curiosita` che mi e` venuta delle possibili origini ebraiche del mio bisnonno, che teneva un banco dei pegni, a quel che mi hanno raccontato; ed anche alcuni oggetti antichi rimasti in casa lo confermerebbero…

      fra tutte le motivazioni della ricerca senile delle proprie origini insisto a metterci la consapevolezza di essere soltanto parte di un gruppo che si dipana nel tempo.

      da questo punto di vista la psicoanalisi ha rappresentato un piccolo passo in questa direzione, ma si e` arrestata di fronte alla possibilita` di scoprire come il suicidio di una bisnonna, ad esempio, possa influire anche sulle generazioni successive, che tuttavia lo ignorano oramai, dato che la famiglia ha voluto dimenticarlo.

      certo le famiglie si impegnano molto a cancellare le tracce del proprio passato il piu` rapidamente possibile e ben pochi conservano memoria dei progenitori che non hanno conosciuto almeno personalmente.

      forse questa e` l’epoca nella quale diventa possibile riacquistare questa visione un poco piu` in profondita`.

      quanto alla tua ultima battuta, non credo di averti gia` raccontato che, iscritto a sei anni direttamente in seconda elementare, venni esibito all’ispettore scolastico come piccolo bambino prodigio che aveva imparato a leggere da solo a tre anni, e questo mi chiese che cosa volevo fare da grande; “il prete”, risposi io, che mi portai dietro questa fissazione, ben ostacolata da mia madre, fino all’arrivo dell’adolescenza. e allora lui volle farmi un complimento e mi disse: bravo, diventerai certamente vescovo; ma io ribattei che volevo fare il papa.

      papa arancia mi aveva soprannominato un blogger fascista dieci anni fa, quando nei blog c’era molta piu` discussione aperta di oggi.

      e pensare che a me, piu` che pontificare, piacerebbe discutere, con persone serie e non prevenute; ma devo rassegnarmi all’idea che la razza dei dialoganti critiaci e` in via di estinzione, sopravvive qua e la` tra i settantenni o quasi, e per il resto il modello del farsi vezzeggiare e dar ragione da chi lo fa in maniera molto superficiale e` dilagato ovunque e ascoltare una opinione diversa dalla propria e sentirsi offesi e` oramai la stessa cosa.

      come il veleno che uccide le erbacce e gli insetti e avvelena i campi e i pozzi.

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      1. C’ è anche una scuola di pensiero psicologica, le costellazioni familiari, abbastanza di moda ultimamente, che dà importanza a quel che è successo ai nostri antenati e usa un metodo che assomiglia allo psicodramma: ne hai sentito parlare? Alcune persone che conosco si sono fatte ” costellare” ( usano questo gergo) e ne sono entusiaste, io sono un po’ più scettica, ma capisco che può servire se la seduta è guidata da una persona intelligente e competente.

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        1. sapevo molto genericamente di alcune tendenze nell’ambito dell’analisi psicologica a valorizzare la storia familiare, e a queste ho accennato nel mio post; ma non sapevo proprio nulla di questo metodo di analisi psicologia: aprendo la voce relativa su wikipedia, per informarmi, in effetti il primo link e` a corsi di formazione per conduttori di Costellazioni Familiari, che si tengono giusto a Torino…

          forse per il particolare rapporto della citta` col mondo dell’occulto? 🙂 🙂 🙂

          http://www.unitipercrescereinsieme.it/universit%C3%A0-del-sociale/formazione-b?gclid=CjwKEAjwpJ_JBRC3tYai4Ky09zQSJAC5r7ru1KrSlri7FtgVYlqhzFP5bvX2UNO6sJbZu21iUAxhkBoCqSjw_wcB

          mi sono guardato il video a cui si accede con questo link e ho letto il programma, esposto bene e piuttosto interessante.

          il punto di contatto con le mie superficiali considerazioni di qui sopra lo trovo soprattutto col secondo corso:

          (Psicogenealogia) Torino 11 e 12 novembre 2017
          Lo studio della Psicogenealogia e l’applicazione pratica del Genosociogramma permetterà allo studente di addentrarsi nella Ricerca Transgenerazionale della propria famiglia, apprendendo uno strumento utile per la Relazione d’aiuto.
          In questo corso si apprende come individuare le lealtà invisibili alla famiglia che influenzano ogni scelta e ogni azione dei discendenti; come scoprire la sindrome da anniversario (date che si ripetono di padri in figli); come individuare gli irretimenti (legami che portano un discendente a risolvere debiti e incompiuti di un antenato).

          anche qui trovo discorsi in se stessi abbastanza affascinanti, nonostante razionalmente provochino una certa diffidenza:
          https://www.armoniaemozionale.it/sindrome-degli-antenati-gli-avi-influenzano-il-futuro/

          grazie, davvero: mi hai dato uno stimolo molto coinvolgente. 🙂

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          1. …e così vedo che quell’ Università del Sociale è dietro casa mia. Non mi fido molto, nonostante certamente ci siano degli spunti interessanti.
            Il secondo link mi sembra più interessante: sicuramente in questa ” sindrome degli antenati” c’ è tanto che già la psicanalisi aveva previsto. Tutto si tiene.
            Vedi che quando facciamo squadra quello che si scopre è qualcosa in più dell’ uno più uno: io ho fiuto per le tendenze/le mode e tu vai ad approfondire. Possiamo dire che il bilancio è positivo ( del non esserci persi di vista) 😊😉

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            1. certo che fare squadra e` splendido, quando ci si riesce; anche quel fare squadra in formato ridotto, ma super-compatto che e` il fare coppia!

              e certamente noi due, proprio per le differenze che hai messo in evidenza tu, siamo complementari (anche se poi gli spigoli non si incastrano bene e a volte fanno scintille 🙂 ).

              a me e` sembrato piu` convincente il primo link del secondo.

              e tuttavia, il fatto che i traumi delle generazioni passate si sedimentano anche in noi io l’ho sempre sentito, in qualche modo oscuro; per questo devo trattenermi dall’approfondire troppo, perche` sono convinto che l’argomento sia un vortice capace di inghiottirmi.

              quello che e` davvero sconcertante e` il tema delle coincidenze cronologiche e delle ricorrenze, siamo vicini al tema junghiano della sincronicita`, con i suoi oscuri ma intriganti rimandi alla fisica quantistica e alla relativita` generale.

              solo che qui e` come una sincronicita`, per dire, a-temporale.

              ma tutti questi aspetti alla fine quanto sono reali e quanto frutto di autosuggestione, come le convinzioni di tutti coloro che scoprono gli alieni nelle foto scattate su Marte?

              sembra che qui misuriamo fino in fondo i limiti del nostro sapere.

              e tuttavia l’influsso degli antenati per le sette, le nove o le undici generazioni di cui hanno parlato le diverse culture secondo me e` innegabile.

              ti faccio un esempio che mi riguarda, quando diventero` anche io un antenato.

              il fatto che mio padre sia morto il giorno di Natale ha radicato in me in maniera indistruttibile un ateismo che si era gia` formato e consolidato soffrendo la sua straziante malattia assieme a lui.

              questo trauma mio non detto e` certamente passato anche nei miei figli, come irreligiosita` e rifiuto di goni ottimismo ideologico, e passera` anche ai nipoti, senza bisogno di ricordarne l’origine.

              e chissa` quante generazioni e quanti mondi soggettivi migliori (semmai di caranno) occorreranno perche` l’influsso di mio padre antenato si estingua.

              e quanto vivono in me il nonno ubriacone, l’altro, benefattore arricchito, la nonna orfana, la bisnonna suicida?

              si`, scoprire che siamo la sintesi di una sequenza di tragedie che devono essere cancellate dalla memoria, riscoprire se stessi come sintesi di una passato tragico e tumultuoso non e` un modo per togliersi dall’anonimato del consumatore standardizzato?

              basta, vado a accoglier ele uova dalle mie galline, che reclamano di uscire dal pollaio… 🙂

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        2. be’, ci ho passato su un po’ di tempo…

          qui si parla anche di coincidenze numeriche. e nella mia famiglie ce ne sono, eccome.

          e adesso mi segno questo: mia madre e` nata il 4 novembre, mia figlia Marta il 5 novembre, mio nipote Demian il 6 novembre; mia sorella e` nata il 28 marzo, mia figlia Sara il 27 marzo.

          ma c’e` di piu`: inspiegabilmente mentre ricordavo queste date, mi e` venuto in mente il terribile terremoto al quale mia madre mi racconto` di essere sopravvissuta da bambina: vide la casa in cui abitava aprirsi, comparire il cielo stellato e poi rinchiudersi su se stessa senza crollare; ho cercato in internet e fu il 27 marzo del 1928.

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  2. “Facciamo fatica a pensare di essere semplici parti o sfaccettature di qualcosa di piu` ampio.
    e` anche molto piu` difficile e complesso vedersi come parte di un tutto.”

    ROSSI GIOIELLI

    Ho raccolto le mie prime ciliegie
    Rosse, splendide drupe-gioielli.

    La pianta io l’ho comprata
    Io l’ho piantata
    Io l’ho potata
    Io l’ho innaffiata
    E dai merli protetta.

    Ammetto che ignoro
    Chi nei millenni
    Ha selezionato le migliori,

    E chi sul porta innesto
    Che ha coltivato
    Ha innestato la marza adatta
    E l’ha portata al giusto vigore.

    Se do un’unica ciliegia
    ad ognuno che del suo
    Un po’ ci ha messo,
    Fin che campo
    Non avrò ciliege.

    PS: Ho fatto un corso di innesti , funzionano…..sappilo.

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    1. la poesia e` molto bella.

      sul funzionamento degli innesti non ho dubbi, ne ho anche io due nel mio campo, anche se non li ho fatti con le mie mani, ma sono stati il dono di un vicino.

      il ciliegio ha attaccato alla grande; il pero invece stenta, ma forse il supporto, la base, o portainnesto, era troppo vecchio e poco vitale.

      sarebbe bello un corso sugli innesti qui da me e poi ognuno ha il suo albero da frutta da saccheggiare… 🙂

      ma gli alberi insegnano una cosa molto importante: i tempi lenti.

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      1. Se lo organizzerai ho il giusto contatto con un esperto sempre molto disponibile…on peut
        in alternativa ti passo la mia esperienza (qualcosa ho concluso…)

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        1. per ora i lavori di ristrutturazione dominano su tutto e mi impediscono di pensare ad altro, ma non sarebbe male intanto un primo sopralluogo tuo sul posto, per rendersi conto,appena Ines si sara` rimessa in sesto… 🙂

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