legge elettorale costituzionale e incomprensibile? – 225

Beppe Grillo dice: la legge elettorale in discussione non la capisce nessuno; pero` dice anche che e` costituzionale.

di sicuro, per dirlo, non l’ha capita neppure lui.

oppure vuole dire che la Costituzione e` incomprensiile?

oppure, semplicemente, aveva bevuto?

. . .

i collegi elettorali disegnati col censimento del 1991 e non con l’ultimo, come prescrive la Costituzione, sono un secondo motivo di incostituzionalita` per cosi` dire minore.

che si aggiunge a quello principale e determinante sottolineato da Besostri: non si possono eleggere con un voto solo due candidati diversi, quello del voto uninominale e quello del voto maggioritario.

. . .

ma una stampa idiota e venduta 

spiega a tutti con aria saputa

che il Grullo sta soltanto cercando

di alzare il prezzo provando

a strappare la carta del voto disgiunto,

per fare il pieno nelle urne

col simbolo Cinque Stelle,

a scapito degli altri partiti

forse più corazzati nei collegi.

Ma le loro due richieste

di preferenze e voto disgiunto

non sono digeribili

da Forza Italia

e Partito Demokrat,

quindi l’avviso è chiaro.

e` chiaro l’avviso

all’elettorato:

fare dovete

quel che abbiamo ordinato.

. . .

la parte in corsivo di qui sopra e` una citazione autentica, soltanto versificata.

. . .

e tuttavia, per dio, sembra che la base – cosi` esigua – del Movimento a Cinque Stelle sia l’unica che discute, dove sono tutti gli altri?

e l’unica possibilita` di far saltare questo grottesco accordo dei quattro padroni della politica italiana contro il popolo (che non c’e` forse neppure piu`) sembra consistere tutta e soltanto nella discussione alla base del Movimento a Cinque Stelle.

unico vero movimento politico residuo si direbbe, in questo paese sotto anestesia politica.

. . .

non spero molto che riesca, vista la narcosi politica diffusa per ogni dove.

a parte le insulse nostalgie alimentate dai media “di sinistra” per il maggioritario, che permette ad una minoranza della minoranza di governare…?

ma dovessero riuscire?

non ci restera` che provare ad organizzare un rifiuto consapevole organizzato della terza farsa elettorale incostituzionale consecutiva.

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8 thoughts on “legge elettorale costituzionale e incomprensibile? – 225

  1. La legge elettorale è la base della rappresentanza democratica .

    ( i rappresentanti fin’ora non hanno mai rappresentato chi li ha votati ma solo cercato gli interessi propri e dei propri partiti che hanno soltanto labili contatti con i cittadini; penso anche che oggi i partiti siano il cancro interno alle democrazie: venduti e comprati dal potere economico – corruzioni a parte, Vendola è il classico esempio, per non dire di Bersani che si faceva finanziare dalI’ilva in tranche non dichiarabili- ).
    Personalmente apprezzo ogni tentativo di ampliamento verso una democrazia diretta all’elvetica.

    Non ho capito ( o forse soltanto non lo so) perchè non sia stata inserita in costituzione con la conseguenza che i partiti con le loro maggioranze parlamentari ne hanno sempre fatto uno spudorato uso politico.
    (Il governo PD ha pure tentato in prima persona lo stravolgimento costituzionale…da non credere ).

    Se deve rappresentare che rappresenti e l’unico modo è il proporzionale puro stante il fatto che senza informazione libera tutto diventa finzione rivoltante.

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    1. a mio modo di vedere, le virtu` della democrazia sono soprattutto negative, cioe` non la vedo come una forma di governo positiva in se stessa, ma piuttosto come una forma di governo che difende da altre peggiori (in fondo lo diceva anche Churchill nella sua celebre paradossale frase sulla democrazia che e` la peggiore forma di governo, pero` e` anche meno peggio di qualunque altra).

      quindi il mio metro di misura delle diverse forme di democrazia e` da quali altre ci proteggono.

      da questo punto di vista, teoricamente ci stanno sia il propozionale sia il maggioritario (purche` siano coerenti) e perfino una forma mista: ogni sistema ha pregi e difetti.

      in un paese dalla governabilita` difficile come il nostro, per eccessiva tutela degli interessi particolari, il proporzionale non a caso funziona meglio, dato che costringe si` a lunghe mediazioni preliminari, ma poi consente un consenso allargato sulle soluzioni trovate e la possibilita` di mantenerle a lungo.

      il maggioritario porta ad una maggiore governabilita` apparente, con decisioni che passano senza vero consenso e durano poco: e` tutto un fare e disfare, come gli ultimi anni italiani dimostrano, e nel nostro paese non funziona.

      naturalmente sia la casta sia i suoi committenti preferiscono invece proprio questo, oggi, proprio perche` si sentono piu` fragili e vogliono far passare in fretta soluzioni costruite su misura per loro; ma a me non pare saggio.

      neppure la democrazia diretta va esente dalle sue tare, ma – ad esempio – protegge un po’ meglio dal rischio che i politici diventino una casta; quindi in Italia starebbe bene potenziarla.

      soprattutto attraverso l’istituto del recall, la raccolta di firme per la revoca dell’incarico a un parlamentare e l’attribuzione ad un altro (nella quota maggioritaria), se disattende le promesse elettorali, ed obbligatoriamente, senza neppure firme, se cambia schieramento politico.

      poi il referendum anche propositivo, valido se raggiunge un numero di consensi pari a quello della maggioranza dei votanti alle ultime elezioni, e con firme preliminari per indirlo pari al 2% di questi.

      tutto semplificabile con sistemi di voto e raccolta firme online, naturalmente.

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      1. Imprimatur…..
        Aggiungo che trovo indispensabile. il non permettere più di 2 (3?) legislature e che il referendum propositivo non debba avere quorum ( chi non vota è neutrale).
        Anche le grandi scelte dovrebbero obbligatoriamente passare da referendum: guerra, trattati internazionali, grandi opere che impattano il territorio e persino sarei per mettere a referendum le priorità da realizzare nella legislatura. Tutto ciò di fatto esclude la malefica organizzazione elitaria ” partito”…Le grandi scelte nazionali diventano di popolo cioè democratiche…in gran parte…lobby addio.

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        1. confortato dall’imprimatur, ti critico su un punto soltanto:

          l’art. 75 della nostra Costituzione vieta il referendum, fra l’altro, sulle “leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”.

          e d’altra parte anche il referendum sullo stato di guerra dovrebbe essere impossibile, visto che la Costituzione ammette soltanto una guerra difensiva e, in caso di attacco subito, mancherebbero i tempi per organizzarlo.

          a me pare che per trattati intermazionali o grandi opere si dovrebbe pensare piuttosto a maggioranze qualificate, considerando anche che i referendum hanno dei costi organizzativi non trascurabili fino a che verranno gestiti mediante voto fisico.

          d’altra parte i referendum sulle priorita` da realizzare in che cosa sarebbero diversi dalle normali elezioni? e` nelle elezioni che il popolo scelie (o dovrebbe scegliere) i programmi da realizzare e gli uominci che considera piu` adatti per farlo.

          la prima soluzione tecnica da realizzare per incementare la democrazia diretta e` la tessera elettorale elettronica che permetta il voto online.

          pero` siamo in Italia e gli abusi non mancherebbero, in particolare per quel che riguarda la segretezza del voto: basta guardare quel che succede all’estero, e in particolare perfino in Germania, dove e` permesso il voto per corrispondenza, che viene gestito direttamente dalle cosche mafiose italiane locali raccogliendo le schede in bianco tra gli elettori.

          purtroppo se un popolo e` malato, la democrazia non fa per lui e non c’e` alcun modo di portarlo alla democrazia diretta, che funziona bene dove esiste una cultura collettiva ben piu` solida.

          non e` cosi` semplice.

          concludo differenziandomi ancora su un altro punto, cosi` rompiamo anche il pregiudizio di principotta che oramai ci considera una coppia blogghistica di fatto: il problema della democrazia italiana non sono affatto i partiti, secondo me, ma al contratrio la fine dei partiti.

          basta ricordare l’Italia di trent’anni fa per ritrovarli ancora vivi i partiti, che oggi sono diventati semplici comitati elettorali…

          qui sta una buona parte aggiuntiva del problema, secondo me: il fatto che nei partiti non si discuta piu`, tranne ancora, un poco, nel partito blog di Grillo.

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          1. Mi pare che su questi partiti ( questi sono e altri non sorgeranno perchè finite le ideologie alternative) invece
            concordiamo pienamente.
            La costituzione si può, volendo, cambiare non solo in peggio…

            Per quanto riguarda le priorità ritengo che nulla abbiano a che fare con i programmi elettorali :
            pongo un esempio tra i mille possibili…preferite la TAV o la messa in efficienza energetica degli edifici ???
            Dopo di chè si è vincolati e non ci sono palle.

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            1. non sono cosi` sicuro che siano finite le ideologie alternative: Sanders e Corbyn nel mondo anglosassone, Tsipras e Podemos nel mondo mediterraneo; in un certo senso anche Macron, nonostante alcune vistose ambiguita`.

              restano anora minoranza, quasi sempre, e` vero, pero` esistono; e` in Italia che manca un’alternativa credibile.

              sulla Costituzione, niente di male a cercare di cambiarla (in meglio), cercavo soltanto di restare nel campo del fattibile subito, con leggi ordinarie.

              sulle priorita`, la mia obiezione e` tecnica, quasi di tipo logico o matematico.

              non possono essere votate una per una, altrimenti non sono piu` priorita`.

              devono essere collegate fra loro; ma allora diventano programma politico.

              per esempio la TAV: ci saranno partiti che si impegneranno a farla e partiti a non farla.,

              a seconda di quali partiti prevalgono la TAV si fa o non si fa, e i contrari si adeguano.

              dovrebbe essere cosi`.

              e i programmidei partiti politici, in un paese serio, sono vincolanti.

              pero` potrebbe succedere che per un problema nuovo i programmi su cui si sono fatte le elezioni non siano sufficienti.

              ho l’esempio della TAV Stuttgart Muenchen qui in Baden Wuerttemberg: dopo due anni di manifestazioni contrarie, sempre civilissime, e` stato indetto un referendum in tutto il Land; l’hanno vinto i favorevoli e la TAV si sta facendo.

              i contrari continuano la loro azione informativa e culturale.

              qui, in un caso estremo, si e` arrivati ad un referendum che ha risolto una crisi politica profonda; mi pare una buona soluzione.

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  2. Sono convinto che questa sia una vera porcata e che forse si rischia di avere un nuovo parlamento eletto con una legge incostituzionale ma … è veramente questo il punto? il macigno che incombe è la leggerezza con cui la banda dei quattro tratta la questione dello scioglimento anticipato. Senza uno straccio di programma senza un’idea su come affrontare i gravi rischi dei prossimi passaggi politici ed economici in Europa è come gettarsi nel precipizio senza paracadute. E’ ovvio che un proporzionale più o meno puro richiederà la costituzione di alleanze come in Germania ma mesi prima occorre sapere quali sono i punti su cui si potrebbe convergere o trovare degli accordi. In un proporzionale è decisiva la qualità dei parlamentari che sono per la costituzione senza vincolo di mandato. Come sarà possibile con questa legge con le liste bloccate e i candidati designati dalle segreterie senza normative che disciplinino i partiti come accade in Germania? Personalmente ho ritenuto l’idea del vaglio preventivo della Corte della legge elettorale una bravata renziana senza senso. La costituzione ha lasciato alle camere il compito di decidere senza troppi vincoli formali segno che se sono d’accordo loro, maggioranza delle camere va tutto bene. Ma quello che va male, va malissimo il merito politico delle scelte che si stanno facendo con una logica maggioritaria autoritaria e leaderistica per nulla coerente con lo spirito del referendum recente e con il normale buon senso.

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    1. ciao Raimondo, grazie del commento che stimola me a cercare di fare il punto:

      1. il fatto che dal 2005, cioe` da 12 anni l’Italia sia governata da parlamenti incostituzionali, e` di una tale portata che difficilmente potrebbe essere sottovalutata. non fa scalpore in un paese che oramai ha perfettamente assimilato una mentalita` da suddito della ncasta politica. ma noi non possiamo adeguarci.

      2. dunque elezioni subito, comunque, e senza se e senza ma; e` un obbligo che precede qualunuqe altro discorso, anche se fa indubbiamente specie vedere che chi voleva far fare al parlamento illegittimo comunuqe perfino una nuova costituzione, ora voglia fargli fare anche una legge elettorale.
      a votare si dovrebbe andare comunque col sistema risultante dalle sentenze della Corte Costituzionale: una nuova legge elettorale va fatta DOPO, da un parlamento legittimo, e non adesso da un parlamento comunque illegittimo.

      3. ma il punto centrale che la casta politica vuole, e questa volta si e` accodato anche Grullo come capo-partito padrone, e` appunto una legge che DEVE ESSERE DI NUOVO INCOSTITUZIONALE, perche` questo e` l’unico modo che la casta ha per ribadire il suo partciolare potere superiore ad ogni legge.

      4. che non ci sia lo straccio di un progetto vero in NESSUNA delle quattro forze politiche protagoniste di questo scenario assurdo fa parte obbligata del quadro; non hanno disegno perche` il loro solo disegno e` gestire comunque il potere in modo politicamente mafioso. che le elezioni si facciano a settembre o a febbraio non cambia assolutamente in niente questo stato di cose.

      5. il popolo oramai totalmente asservito, succube del disegno fino a diventarne complice, e` parte del quadro ed ha le sue responsabilita`.
      in questo contesto non c’e` spazio per la democrazia in Italia e ben venga qualche forza esterna a governarla di fatto; e` la nostra ultima salvezza, ma anche un deja vu della storia.

      l’idea del vaglio preventivo delle leggi elettorali da parte della Corte Costituzionale era una delle poche cose buone, secondo me, della riforma costituzionale di renzi, ma andava coerentemente estesa per prima cosa alle leggi stesse di riforma della Costituzione, che possono confliggere con altre parti non modificate della Costituzione stessa.

      strano che qui non venga in mente di procedere per una strada simile, ma che tutto dipenda dalla smania di Renzi di tornare al potere.

      smania che paghera` certamente cara; forse vivo in una zona particolare, ma ovunque sento crescere il furore e il disprezzo contro di lui: l’appoggio di un partito acritico, che si e` votato al suicidio politico, non deve ingannare nessuno, e le elezioni vengano presto anche per liberarci di Renzi, questa volta per sempre.

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