der Scherz: Herz und Schmerz, cuore e dolore – 229.

anche in tedesco cuore e dolore, Herz und Schmerz, fanno rima tra loro.

ma in italiano -ore e` una terminazione molto comune, che si estende al terrore e al tremore, per fare due semplici esempi, ma non risparmia neppure il dottore e il direttore.

la rima tedesca invece e` rara e mi viene in mente, come terzo incomodo, soltanto der Scherz, lo scherzo, in un abbinamento alquanto sconcertante.

. . .

in ogni caso penso ad Herz und Schmerz nella giornata che psicologicamente segna l’avvio al mio distacco dalla Germania: oggi ho messo in vendita presso un’agenzia il mio appartamento di Stuttgart.

questo non significa affatto che nel prossimo futuro non possa ritornare in questa citta`, anche ammesso poi che la vendita riesca rapidamente; e faccio conto, nel caso, su qualche amicizia che potrebbe comunque ospitarmi di volta in volta per qualche giorno anche in futuro.

ma certo non potro` piu` ritornarvi, prossimamente, essendo a casa mia.

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ho celebrato questa giornata in qualche modo storica del mio distacco con una passeggiata, che si e` conclusa in uno degli ospitali cimiteri giardino cosi` diffusi qui, dove e` abbastanza comune andare a leggere qualche libro fra le tombe curatissime, come in un parco.

e di colpo ho sentito le radici profonde del mio amore per questa citta` in fondo non poi cosi` bella secondo i nostri criteri estetici italiani.

perche`, sedendo sereno a contemplare quelle tombe cosi` tranquille o camminando nei boschi che si infiltrano fin nel cuore della citta`, mi e` sembrato a volte di essere tornato a Kyoto, un altro esempio meraviglioso di citta` che respira con la natura.

certo, Stuttgart non ha poi i suoi monumenti, ma lo spirito buddista di una conciliazione fra natura e civilta` rispettosa della natura, per quel che puo`, si respira anche qui.

mi manchera`, e l’inizio di questo distacco che diventera` via via piu` profondo con gli anni futuri, tanti o pochi che siano, e` gia` un piccolo dolore che si imprime nel cuore.

Schmerz im Herz.

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poi passo davanti alla vetrina di non so piu` quale istituzione sociale: ah si`, un gruppo che si occupa dell’inserimento degli immigrati anziani e leggo qualcosa che mi da` da pensare.

piu` o meno simile a questo:

Con la vecchiaia tutti diventiamo via via come stranieri nel mondo che ci era familiare, perche` questo mondo attorno a noi, che a noi pare quasi lo stesso, in realta` cambia ad una velocita` molto maggiore di quella con la quale possiamo cambiare noi.

e questo sia una specie di viatico, come il sorriso ironico provocato da uno scherzo della vita e della natura, forse gentile, forse no, che ci aiuti a diminuire nel cuore il dolore, tanto o poco, del distacco.

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