la protesta impossibile dell’elettore instabile – 230

sempre piu` spesso, e in ogni parte del mondo, la cronaca ci consegna i risultati di voti strani, imprevedibili, che sembrano accomunati dalla voglia degli elettori di andare comunque controcorrente e spesso di sovvertire anche i sondaggi che volevano indirizzarli prima delle votazioni.

non importa quale sia la corrente del cambiamento, non si riesce neppure a capire se sia di destra o di sinistra:

l’elettore vuole proprio fare sempre il contrario di quello che si vuole da lui, anche se rischia di non essere coerente.

e del resto non ha neppure l’obbligo di esserlo, visto che si tratta di elettori diversi di paesi diversi.

. . .

la voglia che sembra accomunare tutti gli elettori, in tutti i paesi del mondo, e` quella di dire NO a chi li governa, di esprimere una insoddisfazione crescente.

per farlo si puo` votare Trump o Beppe Grillo, Macron o Tsipras, NO al referendum costituzionale italiano oppure SI` alla brexit, e da ultimo no alla May e si` a Corbyn.

non ricordo di avere mai visto prima un comportamento simile, diffuso ovunque nelle democrazie parlamentari.

e` un segnale molto grave della crisi mondiale, molto profondo.

. . .

e l’elettore si pente anche molto rapidamente, e` instabile.

instabilita` mentale, emotiva, culturale; instabilita` elettorale.

. . .

il problema della instabilita` politica e` pero` delle democrazie parlamentari soltanto.

i governi invece sono stranamente stabili dove il potere si esercita attraverso forme di democrazia diversa dal parlamentarismo classico (Cina).

oppure i governi diventano stranamente stabili dove si formano delle democrature (Putin, Modi in India), cioe` dove ci sono dei governi fortemente autoritari sostenuti dalla maggioranza, oppure dove la democratura sostenuta dall’appoggio della maggioranza tende a diventare dittatura classica come sotto il fascismo o il nazismo (Erdogan, Durarte nelle Filippine).

insomma l’instabilita` si manifesta dove al popolo e` consentito di esprimersi liberamente sul piano politico, ma il sistema politico diventa straordinariamente stabile, se si toglie ai cittadini questa possibilita`, perche` la cultura politica del luogo lo consente.

. . .

dunque, l’instabilita` politica e` nella democrazia in se stessa, nei periodi di crisi sociale, non dipende dai sistemi elettorali, come si vuole far credere:

nessun sistema elettorale puo` rendere stabile un elettorato instabile; e il sistema politico diventa instabile di conseguenza.

lo dimostrano le recenti elezioni inglesi, dove l’elettorato ha punito la May esattamente un anno dopo avere approvato la Brexit e il sistema elettorale maggioritario non ha potuto impedirle di perdere la maggioranza sia negli elettori sia in parlamento.

42,45% dei voti ai conservatori. mentre i suoi oppositori hanno avuto in tutto piu` del 52% dei voti.

insomma, se vuoi la stabilita` del governo in una democrazia, non devi cambiare il sistema elettorale, devi tenere gli elettori lontani dalle urne.

come l’Italia del resto ha saputo dimostrare benissimo negli ultimi anni.

. . .

ma se gli elettori alle urne vanno?

e prima o poi ce li devi portare, almeno formalmente, se non vuoi uscire dal sistema…

in questi casi la situazione inglese di queste ore e`​ pure molto istruttiva:

che fare se l’elettorato fa i capricci e toglie la possibilita` di governare a chi deve farlo?

si sposta qualche parlamentare, si fa una nuova alleanza con un partitello minore, e il potere e` salvo, ritorna dove doveva sempre stare.

altrimenti c’e` la ricetta spagnola: si fanno votare gli elettori di nuovo, fino a che si stancano, e alla fine votano come dovevano fin dall’inizio.

poi ci sono anche le soluzioni estreme, come quelle della Thailandia o dell’Egitto, se gli elettori si ostinano a votare chi non dovrebbero: un colpo di stato militare e l’esercito al governo.

. . .

insomma, perche` prendercela tanto se i tossico-dipendenti del potere come Renzi non possono starne lontani e i poteri reali che governano davvero decidono a chi darlo? magari di nuovo a lui…

non possiamo diventare politicamente stoici o buddisti o perfino epicurei?

fregarcene e vivere la nostra vita lo stesso, ai margini, in una posizione che non e` neppure di resistenza attiva, ma di assenza, di resilienza, come si vuol dire oggi con un’altra parola diventata orribilmene di moda?

in fondo ci basterebbe che gli amanti del potere si sbrigassero le loro beghe da soli, fra loro, e ci lasciassero in pace…

. . .

no, cari amici: non e` possibile.

l’essenza del potere e` il dominio sugli altri esseri umani.

e` costringerti a vaccinarti anche dove non ce n’e` bisogno, per esempio.

purtroppo neppure l’esiliarsi da soli in qualche angolino semi-nascosto (chi puo` farlo) riesce a salvare la nostra liberta`.

. . .

la liberta` non esiste, esistono le elezioni.

la liberta` e` soltanto il nome che danno alle elezioni, che servono a loro per restare al potere facendoci credere che ce li abbiamo messi noi.

e chi non lo capisce e continua a fare i capricci alle elezioni?

costringe chi ha il potere a questi penosi esercizi per mantenerlo in un quadro di democrazia apparente.

. . .

quante gabole per restare al potere anche se gli elettori non ti vogliono.

che spreco di energie.

suvvia, smettete semplicemente di farci votare, fate quello che volete lo stesso…

Resilienza

Annunci

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...