elezioni in Calenda-rio – 233

Dopo il precipitoso fallimento del recente tentativo di adottare una legge simil germanica, cioè proporzionale con liste bloccate e sbarramento al 5%, Renzi ha detto che vorrà dire che si vota con le leggi esistenti. Cosa questo voglia dire non mi è chiaro ma francamente non mi va di mettermi a studiare. Aspetto il post di Bortocal che sicuramente starà studiando.

cosi` scrive l’amico Raimondo Bolletta sul suo blog stamattina:

Le elezioni comunali italiane, legislative francesi e inglesi

ed eccomi inguaiato: chi pensava di scriverci un post?

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al momento, infatti, e a proposito delle elezioni amministrative di ieri, io sono pago della piccola rivoluzione politica che si e` svolta a Provaglio Valsabbia, il paese dove abito.

qui da anni si esercitava il potere politico dell’ex Presidente della Comunita` Montana di Valle Sabbia ed ex-assessore alla Caccia e alla Pesca in Provincia, eletto per il  Popolo della Liberta`.

si era dimesso nel 2012 perche` rinviato a giudizio per truffa e peculato per rimborsi gonfiati (27.284,04 euro per 100.498 chilometri percorsi in un anno); pero` con successiva archiviazione nel 2012, non essendoci state le prove del dolo.

era stato anche sindaco qui dal 2002 al 2012, e poi nell’ultima amministrazione vice-sindaco, per finire indagato anche in questa veste, per lavori compiuti in un ex-negozio di ferramenta, ora trasformato in bar, e qui di nuovo rinviato a giudizio con 18 capi di imputazione.

nessuna valutazione mia su questioni su cui deve esprimersi la magistratura; resta il fatto che a queste elezioni, dopo una serie di fatti incresciosi degli ultimi mesi, compreso un misterioso furto di documenti dall’archivio comunale, la lista di centro-destra non e` stata presentata e sindaco e` stato eletto il presidente locale dell’ANPI a capo di una lista nuova e di giovani.

la cosa piu` interessante pero` e` che girava voce in paese che vi fosse l’indicazione di non andare a votare per far fallire il quorum, avere il commissario prefettizio e tornare a breve a nuove elezioni.

la percentuale dei votanti arrivata quasi al 70%, con un calo soltanto di circa il 7% dalle ultime elezioni comunali, ha fatto giustizia di questa diceria, non so neppure quanto fondata.

sinceramente, qui vedo trasformazioni molecolari in corso nella realta` italiana… 

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quanto alle legge elettorale nazionale…

non ho troppa voglia di occuparmene.

se penso alla politica italiana in questo momento la mia attenzione va tutta, ben piu` che alla storica discussione sulla legge elettorale, ad un fatto cosi` enorme da risultare quasi inimmaginabile.

sul quale e` caduto un silenzio quasi totale e allucinante come il fatto stesso.

parlo della conversazione captata in carcere del boss mafioso Graviano, dove torna ancora una volta il discorso, quasi banale tra mafiosi, di Berlusconi mandante delle stragi del 1992-93, dette mafiose, ma in realta` politiche, per destabilizzare l’Italia e preparare la sua famosa “discesa in campo”.

“Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo c’è stata l’urgenza. Lui voleva scendere… [in politica, ovviamente]. però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa”.

non e` la prima volta che questa informazione circola, ma possiamo capire che senso ha parlare di legge elettorale in un paese dove queste cose possono tranquillamente succedere e un parlamento anticostituzionale continuare a funzionare, tanto Berlusconi ha governato e sta per tornare a governare, 25 anni dopo, a ottant’anni di eta`.

e il silenzio che circonda questo episodio incredibile dimostra che chi controlla i giornali lo sa, che la sua intima prospettiva e` che torni Berlusconi a salvarli…

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ma se proprio devo accontentare l’amico Bolletta e occuparmi di legge elettorale, che dire, se non lo sconcerto per la mediocrita` perfino innominabile di un ceto politico impegnato a farla e disfarla a seconda dell’ultimo sondaggio del momento?

e pensare che la legge elettorale definisce nel tempo quasi l’identita` politica di un paese…

gli USA non sono forse il loro sistema di voti per stato nell’elezione del Presidente che ha portato nel 2000 e nel 2016 all’elezione di un presidente che ha preso meno voti del suo avversario?

la Francia non e` il doppio turno?

la Germania non e` il proporzionale con lo sbarramento al 5%?

l’Inghilterra non e` l’uninominale (che non da` maggioranza comunque se il popolo e` diviso?).

e l’Italia? oggi che cos’e` l’Italia elettoralmente?

non si sa.

o meglio: preferisco dirvelo alla fine di questa carrellata storica.

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l’Italia era, all’inizio della repubblica, il suo proporzionale puro, tra le righe previsto dalla Costituzione stessa, particolarmente adatto ai riti levantini dell’instabilita` politica programmata, ma in fondo soltanto apparente, che non impediva comunque al paese di crescere e di avere un ceto politico sostanzialmente inamovibile.

occorre ricordare che i guai elettorali italiani iniziarono molto presto, con la legge elettorale di De Gasperi nel 1953 che dava un premio di governabilita` alla coalizione che avesse superato il 50%, e che solo per questo venne chiamata Legge truffa, con immediata sconfitta alle elezioni (per un soffio) di De Gasperi che l’aveva proposta e rapido ritorno al proporzionale puro precedente.

questo sistema politico si identificava con la parola democristiano – anche quando fu il socialista Craxi a portarlo avanti; ma il disagio per  cresceva: dopo la caduta del muro di Berlino, un quarant’anni dopo, la sopportazione forzata degli italiani, in chiave anti-comunista, venne meno; il sistema doveva cambiare.

la crisi e` iniziata, non a caso, con Mani Pulite, quando e` stato abbandonato questo proporzionale ideale per provare a contrastare la corruzione politica: come se ci fosse un nesso di causa ed effetto cogente tra i due fenomeni.

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ma il sistema elettorale fu cambiato, nei primi anni Novanta, principalmente attraverso i referendum, inizialmente.

quello del 1991 introdusse la preferenza unica, cioe` la possibilita` per l’elettore di votare un solo candidato, eliminando le cosiddette cordate.

62,5% la partecipazione alle urne; 95,6% i si`: fu una sonora sconfitta del Craxi al potere allora, che aveva invitato ad andare al mare e fissato il referendum al 9 giugno per disinnescarlo.

fu un voto di sfiducia al sistema dei partiti della Prima Repubblica.

un segnale chiaro, anche se Craxi si ostino` a non capirlo, come il suo imitatore piu` recente…

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poi venne il referendum elettorale dell’aprile 1993 che introdusse di fatto il sistema uninominale di voto al Senato, attraverso un meccanismo abrogativo di parti della legge elettorale vigente che ora non occorre analizzare.

notare bene che in questo modo si creava un sistema elettorale molto differenziato fra le due Camere: deputati eletti col metodo proporzionale e senatori con quello maggioritario.

nessuno tra i promotori del referendum si sognava allora di pensare che il sistema elettorale dovesse essere omogeneo, secondo il mantra che si ripete continuamente oggi, che non ha alcun fondamento e serve soltanto da alibi per non sciogliere subito il parlamento dopo che e` stato dichiarato eletto con legge incostituzionale.

ma nel 1993 il ceto politico corse immediatamente ai ripari, e con velocita` spiegabile solo quando sono in gioco gli interessi personali diretti degli eletti, approvo` ad agosto, a soli quattro mesi dal referendum, la legge elettorale Mattarella:

maggioritario per il 75% dei seggi, con scorporo e distribuzione proporzionale del restante 25% dei seggi fra i piu` votati non eletti nel maggioritario; e sbarramento al 4%.

non era una cattiva legge; purtroppo pero` non regolava affatto i cambiamenti di schieramento politico degli eletti dopo l’elezione.

cattivi si rivelarono poi i partiti politici che si inventarono le cosiddette liste civetta, per intercettare piu` voti nella quota proporzionale.

ma questo ha a che fare col gesuitismo, detto machiavellismo, che e` tipico della nostra cultura, e nessuna legge potra` porvi rimedio.

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questa legge, tutto sommato ben funzionante, venne cambiata da Berlusconi nel 2005.

qualcuno trova oggi che il Mattarellum sarebbe incostituzionale, dopo la riforma dell’art. 51 della Costituzione:

Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

francamente non capisco perche`: non mi pare che se deduca automaticamente l’obbligo di avee sempre due candidati, un uomo e una donna, fra cui scegliere (non che non sia una buona idea…).

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Berlusconi cambio` la legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni non per questo, ma per evitare che il centro-sinistra avesse una maggioranza solida, considerando i sondaggi negativi per lui.

fu Calderoli l’autore materiale della nuova legge, affettuosamente definita porcata da lui e universalmente nota col nome di porcellum,.

la legge Calderoli e` proporzionale, con premio di maggioranza alla lista vincente, liste bloccate e quorum all’8% al Senato.

nel 2008 furono raccolte le firme per un referendum che l’avrebbe modificata prima delle successive elezioni e questo fu indetto l’anno dopo, per lo scioglimento anticipato delle Camere; non raggiunse il quorum, e questo e` significativo, visto che il popolo che avrebbe potuto cambiarla preferi` non farlo.

fu dichiarata parzialmente incostituzionale il 4 dicembre 2013, con abolizione del premio di maggioranza, e per l’impossibilita` dell’elettore di esprimere preferenze per i candidati.

. . .

qui intervenne Renzi col suo Italicum, approvato il 6 maggio 2015, ma genialmente limitato alla sola Camera, tanto il Senato doveva essere abolito.

non poneva affatto rimedio alle due ragioni di incostituzionalita`: ritoccava solamente il sistema e ovviamente anche l’Italicum fu dichiarato parzialmente costituzionale a gennaio di quest’anno, con una sentenza che la Corte stessa defini` immediatamente applicabile

dell’Italicum e`​ incostituzionale la possibilita` di scelta del collegio dove farsi eleggere da parte del pluricandidato che risulta primo in collegi diversi; inoltre il premio di maggioranza va limitato alla lista che raggiunge almeno il 40% dei voti.

premio alla Camera che, dopo il fallimento della deforma Costituzione di Renzi, sarebbe peraltro assolutamente inutile, considerando che al Senato non c’e`.

. . .

concludendo, in questo momento, secondo la Corte Costituzionale e` perfettamente legittimo votare con due leggi diverse:

a) l’Italicum alla Camera, proporzionale, corretto con premio alla lista che supera il 40% dei voti

b) il Porcellum corretto al Senato, proporzionale, con premio di maggioranza alla lista vincente, regione per regione, e quorum all’8%.

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consideriamo che era proporzionale anche la nuova legge elettorale proposta in questi giorni da Renzi (per finta?) e subito fatta saltare al primo emendamento sgradito al sergentello di fureria, che il parlamento si era permesso di approvare…

e quindi il tratto tipico dell’Italia elettorale e` il proporzionalismo.

con un tetto di fatto oggi all’8%, visto che prevale quello piu` alto del Senato.

non e` un cattivo sistema elettorale e non si capisce, o meglio si capisce troppo bene, perche` ci sia stata tutta questa effimera e inconcludente agitazione per cambiarlo.

in effetti la legge elettorale e` assolutamente un falso problema nell’Italia di oggi.

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un tetto simile lascerebbe in vita  Senato soltanto quattro forze politiche, ciascuna delle quali va identificata in base al suo boss: Renzi, Berlusconi, Grillo e Salvini.

si tratta di quattro varianti poco significative dello stesso populismo di base.

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populismo in questo caso significa spiccata capacita` di prendere per il culo il popolo, peraltro perfettamente disponibile al gioco, sinora, almeno nella sua parte prevalente.

sono quattro leader tutti di destra, che giocano il gioco delle tre carte con obiettivi di programma mal chiariti, intercambiabili e scelti a loro capriccio.

a questo punto, chi debba allearsi con chi dovrebbe dipendere da un calcolo puramente matematico per arrivare alla maggioranza dei seggi, dato che le differenze di programmi sono soltanto specchietti per le allodole, cioe` per il proprio target elettorale.

governa chi riesce a montare una maggioranza, o perche` sa mettere assieme le due forze piu`votate, o perche` ne sa mettere insieme tre.

. . .

vediamo le combinazioni possibili?

variante “sovranista” del ritorno alla lira? Salvini e, forse Grillo, se non ha cambiato idea intanto.

ma chi ci dice che non si aggiunga Berlusconi con la sua teoria bislacca della doppia moneta?

variante “europeista”? Berlusconi e Renzi: con due paladini simili dell’europeismo l’Unione puo` dormire sonni tranquilli.

variante anti-immigrati? Salvini + Grillo + Berlusconi.

quello che non potra` mai esserci e` un governo del solo Partito Democratico, o dei soli grillini.

. . .

in ogni caso l’Italia e` un paese solidamente di destra, indifferente ai diritti umani, se non declinati in qualche chiave patetica individuale, e destra sara` alle elezioni inevitabili dell’anno prossimo.

il che significa essere governati di nuovo da Berlusconi e se tornate anche solo col pensiero all’inizio, capite bene che cosa voglia dire.

del resto, l’italexit e` la prospettiva strategica migliore che ha il nostro paese: proporsi come un centro mondiale del malaffare e delle mafie di ogni continente, sviluppare l’economia criminale e sommersa che e` gia` oggi la vera spina dorsale del paese…

la destra mafiosa al governo.

ovvio il ritorno al potere di Berlusconi.

. . .

sbagliero`, pero` a me pare che il paese sia complessivamente stufo: stiamo aspettando un uomo nuovo, che scompigli tutti i gioche e tutte le carte:

Calenda?

mettiamo Calenda in Calendario: se non sara` lui, qualcun altro di simile.

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6 thoughts on “elezioni in Calenda-rio – 233

  1. Grazie per questo lavoro chiaro e puntuale come al solito. Scusa se ti ho distratto dalle tue occupazioni ma sono convinto che che una rassegna come la tua sia utile a capire ciò che ci accade intorno.

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    1. grazie a te, Raimondo, piuttosto

      mi rendo conto che il fastidio rischia di farmi del tutto abbandonare la riflessione politica, che e` stata tanta parte della mia storia personale; e quindi un richiamo come il tuo mi e` utile a respingere la tentazione della deriva.

      questo lavoro e` soltanto sgrossato nelle sue linee generali, ma mi sembra davvero fatica sprecata impegnarsi di piu`, come feci a suo tempo per la deforma-Costituzione: questi sono capaci di dire tutto e il contrario di tutto a giorni alterni.

      nessuna eccezione per nessuno della banda dei Quattro. 🙂

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  2. Legge elettorale in costituzione.
    Apposita commissione dedicata con tempi definiti.
    Ogni cambiamento sarà con maggioranza qualificata
    e quindi mai più sarà Italicum PD oligachico al massimo grado.
    Divieto di di essere presentata dal governo.
    Preventivo parere corte costituzionale.

    Poi siamo in Italia e tutto può comunque essere stravolto…..

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    1. ah, aggiungerei, sempre in costituzione, anche il recall, cioe` il rinnovo delle elezioni su richiesta di un terzo dell’elettorato e obbligatoriamente e senza raccolta di firme nel caso di un cambiamento di schieramento politico da parte del parlamentare.

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