fascisti e servizi segreti, Brescia, 43 anni dopo – 241

dopo 43 anni si chiudono definitivamente le indagini sulla strage di Piazza Loggia del 28 maggio 1974, con due condanne.

a meno che adesso qualcuno dei condannati non si decida a parlare e a rivelare qualcosa di piu`.

e il vostro blogger si sente obbligato a commentare, lui che fortunosamente scampo per un contrattempo felice (una visita a casa di ex-alunni in sciopero) che gli impedi` di essere puntuale in piazza all’appuntamento con Giulietta, che li` mori`.

un grazie speciale deve l’Italia all’associazione dei familiari delle vittime, e in particolare all’amico Manlio Milani, che si e` battuto per la verita` per piu` di quattro decenni e non so se 14 o 15 processi, compreso quello del 2012 che assolse tutti gli imputati, anche quelli condannati oggi, ma condanno` le parti civili, cioe` i familiari delle vittime, a pagare le spese processuali.

190. BRESCIA, LA STRAGE DELLE PARTI CIVILI.

. . .

la storia giudiziaria della bomba di piazza Loggia si chiude con una specie di compromesso in chiave minore:

colpevole un neofascista, Carlo Maria Maggi, oggi gravemente malato, amico di Freda e responsabile della cellula veneta di Ordine Nuovo: gia` condannato a 9 anni per la strage di Peteano del 1972, a 8 anni per ricostituzione del partito fascista, assolto per la strage di piazza Fontana del 1969 e per quella alla questura di Milano del 1973.

e colpevole un informatore dei servizi segreti, Maurizio Tramonte, a cui il Tribunale si era dimenticato di far ritirare il passaporto, ma si e` fatto beccare lo stesso, a Fatima, dove era andato a chiedere la grazia dell’assoluzione, evidentemente respinta al mittente.

ora, come dice untuosamente Repubblica, con vivo sprezzo del ridicolo, Tramonte faceva il doppio gioco. E certamente aveva taciuto ai servizi sia alcune riunioni operative dei neo-fascisti di Ordine Nuovo, sia la sua presenza, il giorno stesso della strage, in piazza della Loggia.

certamente, l’intera strategia della tensione, durata piu` di un decennio, non puo` essere ridotta al doppio gioco di un informatore, vogliamo scherzare?

non era Tramonte che voleva rintuzzare il pericolo comunista in Italia con un governo autoritario come quelli della Spagna, del Portogallo, della Grecia.

del resto dal processo sono usciti assolti il maggiore dei carabinieri Francesco Delfino oltre a Pino Rauti e Delfo Zorzi, sempre di Ordine Nuovo.

e chi ricorda oggi Ugo Bonati, scomparso nel nulla nel 1979, informatore dei carabinieri e fondamentale anello per la costruzione delle false accuse a Ermanno Buzzi e altri che deviarono le indagini per anni?

. . .

ma il ruolo dei servizi segreti in questa ed altre stragi di quegli anni e` verita` oramai non solo politica, ma anche giudiziaria.

sta scritto nella sentenza di condanna del processo d’appello, oggi confermata dalla  Cassazione.

Anche questo processo, come altri in materia di stragi, è emblematico dell’opera sotterranea portata avanti con pervicacia da quel coacervo di forze (…) individuabili con certezza in una parte non irrilevante degli apparati di sicurezza della Stato, nelle centrali occulte di potere che hanno prima incoraggiato e supportato lo sviluppo dei progetti eversivi della destra estrema e hanno sviato, poi, l’intervento della magistratura, di fatto rendendo impossibile la ricostruzione dell’intera rete di responsabilità. Il risultato è stato devastante per la dignità stessa dello Stato e della sua irrinunciabile funzione di tutela delle istituzioni democratiche.

fu questa commistione fra apparati dello stato e neo-fascisti che segnalavo il 29 maggio in una intervista per RAI TRE che non fu mai mandata in onda, mentre la sinistra ufficiale di allora si perdeva nella pura denuncia dei gruppetti neo-fascisti, finendo col fare fiancheggiamento inconsapevole dei veri colpevoli.

vedo tuttavia con piacere – leggendo la voce di wikipedia dedicata alla strage – che e` diventato senso comune la centralita` di un dettaglio della cronaca della strage che segnalavo gia` allora in un articolo per Bresciaoggi misteriosamente andato disperso nella redazione di quel giornale:

Nel corso dei vari procedimenti giudiziari relativi alla strage si è costantemente fatta largo l’ipotesi del coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di apparati dello Stato nella vicenda.

Una ricostruzione siffatta appare sostenuta da una lunga serie di inquietanti circostanze: su tutte, basti pensare in primo luogo all’ordine, impartito dal vicequestore Aniello Damare meno di due ore dopo la strage, affinché una squadra di pompieri ripulisse frettolosamente con le autopompe il luogo dell’esplosione, così spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito potesse effettuare alcun sopralluogo o rilievo; secondariamente, la misteriosa scomparsa dell’insieme dei reperti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri, anch’essi di fondamentale importanza ai fini dell’indagine.

quanto all’importanza della cancellazione di queste tracce, basta pensare che nel 2010 Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti e Francesco Delfino furono assolti in forma dubitativa perche` i periti avevano affermato che la bomba era costituita in gran parte da tritolo, mentre nel 2012 i periti balistici della Corte d’Appello di Brescia hanno ribadito che la bomba era costituita da una miscela di gelignite e dinamite e questo conferma le rivelazioni di un pentito che hanno permesso almeno di arrivare ad alcuni colpevoli.

. . .

la liberta` e` nella democrazia diceva il cartello di un manifestante quella tragica mattina di maggio.

anche la verita` e` nella democrazia, e senza verita` la democrazia muore.

forse la ricerca della verita` di quel massacro non e` ancora completamente finita, ma festeggiamo oggi un primo risultato che consentira` forse di andare ancora avanti.

ne` la verita` ne` la democrazia sono mai raggiunte una volta per tutte.

. . .

aggiungo, il 25 giugno:

totalmente da condividere la lettera a Manlio Milani di Silvano Agosti:

Caro Manlio Milani e cari amici, crudamente coinvolti negli eventi relativi alla strage del 1974.

Vi devo confessare che mi sono sentito offeso, a nome e per conto anche dei nostri cari amici morti, e ho provato un senso di profondo stupore per le diffuse reazioni di soddisfazione genericamente sbocciate per la “condanna” dei cosiddetti “veri autori” della strage. Invece di denunciare l’ennesima vergogna di una indagine conclusiva rimandata per quasi mezzo secolo, cos’abbiamo fatto?

Dopo innumerevoli processi farsa, dopo che sono andati distrutti tutti i documenti relativi ai mandanti di origine sia italiana che straniera, improvvisamente esplode la miserabile cartuccia dell’identificazione, con conseguente condanna all’ergastolo dei veri colpevoli ormai sessantenni. Ma amici cari, si tratta solo di due poveri esecutori, probabilmente ignari della reale portata delle loro azioni. I mandanti sono lontani, irraggiungibili, ben protetti dai loro privilegi.

Cari amici, all’indomani della strage ho realizzato a Brescia quello che Berlinguer nel 1975 ha definito “il solo documento filmato onesto sulla strage di innocenti avvenuta a Brescia”. Probabilmente sottolineando che sono stato il solo a documentare oltre un milione di fischi quando l’altoparlante ha annunciato che il presidente della Repubblica signor Giovanni Leone stava entrando nella piazza.

Vi comunico che ho deciso di mettere su youtube, a disposizione di tutti quelli che frequentano una presentazione del film che ho intitolato appunto Brescia 1974 – Strage di innocenti. Tra questi innocenti c’erano anche Alberto Trebeschi e Clem, la sua compagna, ai quali sono legato da un affetto che neppure la loro tragica morte è riuscita a spezzare. Non basterà il tempo a cancellare le macchie del loro sangue dal volto storico di questo malandato Paese.

Occorrerà che un’indagine davvero onesta riesca a descrivere l’identikit dei veri mandanti, tingendo così di criminalità qualsiasi forma di potere complice del silenzio su questi 50 anni di sciagurate deviazioni dalla verità. Vi abbraccio tutti, cari amici, nella certezza di sentirci ancora più uniti da un sentimento di vergogna di fronte a questa ennesima prova di falsa democrazia che tenta di offrire con quasi mezzo secolo di ritardo una sentenza comunque parziale, comunque patetica, comunque assolutoria nei confronti di chi, a colpi di stragi, ha cercato di rendere vani gli straordinari, anzi i formidabili dieci anni di lotte dal 1968 al 1978.

 


2 risposte a "fascisti e servizi segreti, Brescia, 43 anni dopo – 241"

  1. La sentenza su Piazza Loggia non fa che confermare:
    gli apparati centrali dello stato non rispondono allo stato cosidetto democratico. Quasi ogni vertice di carabinieri, finanza, polizia, e grosse agenzie è stato coinvolto in vicende oscure e spesso corruttive che dimostrano che tali vertici non sarebbero se non fossero in stretta dipendenza con l’oligarchia che ciancia di democrazia ed elezioni. La vicenda consip ne è l’ultimo chiarissimo caso.

    Figuriamoci i servizi segreti passati presenti e futuri….mi pare evidente che rispondono a padroni e logiche che non stanno nelle istituzioni e sicuramente nemmeno stanno in Italia.

    E’ tutto uno spettacolo costruito per gonzare i popoli…

    Tanto per allargare il tiro all’estero : vi pare possibile che i Francesi scoprano di botto che un personaggio del potere, sostenuto dai media tradizionali sia la loro soluzione, visto che già si scoprono ministri intrallazzoni che stanno e mungono nelle pieghe del potere oligarchico ?

    Giustamente più volte hai sottolineato l’importanza della manipolazione mediatica sempre più efficiente per l’indirizzo ed il controllo dei sudditi…

    La tentazione della montagne è sempre più forte ma…

    594
    TENTAZIONE

    Forte la tentazione
    Del ritiro sulla rupe alta
    In un nido di cielo e
    Di foglie verdi di pace.

    Ove la pioggia disseta soltanto
    Ed i motori lucidi di fumi
    Non avvelenano le menti.

    Dove non si sentono i proclami dei nuovi re
    E la malattia del troppo
    Perde ogni ragione.

    Ma non si vuol spezzare
    Il mio invisibile legame
    Con il frastuono del mondo.

    "Mi piace"

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