Brigitte: matrimonio per tutti (in Germania) – 246

con uno dei suoi colpi di teatro e indifferente ai sondaggi, cosi` come alla destra del suo partito, la Merkel in un’intervista alla televisione con le redattrici di un settimanale femminile (!), dal titolo Brigitte, ha annunciato di essere favorevole al matrimonio per tutti.

“Ehe für alle ist Selbstverständlichkeit” – Il matrimonio per tutti e` una cosa ovvia, ha detto.

E` una decisione di coscienza, ha aggiunto.

matrimonio per gli omosessuali che lo desiderano; e va da se`, che, se matrimonio e`, lo sara` a tutti gli effetti: diritto di adozione compreso.

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bello il suo modo di fare campagna elettorale, in vista delle votazioni di settembre: di posizione impopolare in posizione impopolare si sta garantendo una chiara maggioranza, rispetto alla SPD, il partito socialdemocratico, che si barcamena col programma, cercando di non scontentare la destra e finisce a picco, accompagnando la crisi mondiale della sinistra progressista e moderata.

del resto, tutti gli altri partiti attualmente rappresentati in parlamento, sono favorevoli.

quindi la mossa della Merkel e` anche tattica, dopo anni di opposizione della CDU, il Partito Cristiano Democratico

la SPD intende passare all’incasso: la votazione e` prevista per venerdi`.

la Merkel ha chiarito agli amici di partito che pensava al prossimo parlamento, ma in quello attuale vi e` una chiara maggioranza per la legge: SPD, Verdi, Liberali e Sinistra.

dopo di che forse addirittura in settimana il matrimonio omosessuale sara` legge anche in Germania.

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non voglio infierire rendendo esplicito il paragone col penoso dibattito italiano che ha portato a quella grottesca parodia sui diritti civili che e` la legge Cirinna.

e pensare che questa e` fatta passare per straordinaria conquista di civilta`, anziche` come strumento per ribadire l’inferiorita` nei diritti civili di chi ha comportamenti sessuali difformi da quelli della maggioranaza (ammesso che poi che in queste cose una maggioranza effettivamente ci sia, nel segreto delle camere da letto).

distogliamo lo sguardo dal mediocre spettacolo politico italiano, e torniamo col pensiero alla Germania.

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i deputati del partito della Merkel decideranno in coscienza; la domanda se si debba cambiare la costituzione aleggia tra gli oppositori.

non si direbbe; ecco l’art. 6 della Costituzione della Repubblica Federale Tedesca:

1. Il matrimonio e la famiglia godono della particolare protezione dell’ordinamento statale.

2. La cura e l’educazione dei figli sono un diritto naturale dei genitori ed un loro precipuo dovere. La comunità statale vigila sul modo con il quale essi svolgono la loro funzione.

3. I figli possono essere separati dalla loro famiglia contro il volere dei genitori o di chi abbia la responsabilità genitoriali solo in forza di una legge, e soltanto nel caso in cui i genitori o chi o di chi abbia la responsabilità genitoriali e vengano meno ai loro doveri o nel caso in cui, per altri motivi, i figli corrano il rischio di venir trascurati.

4. Ogni madre ha diritto alla protezione e all’assistenza della comunità.

5. La legge assicura ai figli naturali le stesse condizioni di sviluppo, fisico e morale, nonché lo stesso status sociale, sanciti per i figli legittimi.

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a puro titolo di confronto, ecco gli articoli della Costituzione Italiana che, secondo alcuni luminari, vieterebbero il matrimonio omosessuale in Italia:

Art. 29.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

Art. 30.

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Art. 31.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

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questi presunti luminari del pensiero giuridico che affermano che la nostra Costituzione vieta il matrimonio omosessuale, pretendono di appoggiarsi alla Corte Costituzionale, con la sua sentenza n. 138 del 2010, con questa motivazione:

In assenza di diversi riferimenti, è inevitabile concludere che essi [i Costituenti] tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso.

in questo caso la Corte Costituzionale nego` l’evoluzione interpretativa automatica della norma coerente con i principi costituzionali generali.

pero`, attenzione: l’ho gia` dimostrato in un altro post, tempo fa: con questa sentenza la Corte Costituzionale non nego` affatto il diritto del Parlamento di istituire il matrimonio fra persone dello stesso sesso, come si e` voluto far credere; si limito` a dire che il matrimonio fra persone dello stesso sesso non poteva essere automaticamente realizzato per via giuridica applicazione del principio costituzionale di non discriminazione, ma esigeva una decisione politica.

ma purtroppo molti analfabetri funzionali si annidano anche nei giornali e tra i politici in particolar modo.

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del resto, nel giugno 2014 la Corte dovette ri-affrontare il tema con la sua sentenza n. 170: si trattava di decidere se Alessandro, un uomo sposato che aveva cambiato sesso, diventando Alessandra, potesse restare sposata (la mancata concordanza non e` un lapsus!) con la moglie, anche lei Alessandra, come entrambi desideravano.

bene, in questo caso, la Corte decise che invece non contava piu` di tanto il parere dei costituenti di settant’anni fa, che non avrebbero neppure potuto concepire il matrimonio delle due Alessandra.

dichiaro` incostituzionale imporre il divorzio semplicemente perche` le due persone erano dello stesso sesso e si contraddisse da sola.

e legalizzo` perfettamente anche in Italia, in un caso particolare, il matrimonio omosessuale.

non avrebbe potuto farlo se lo avesse ritenuto assolutamente incostituzionale.

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ma se il matrimonio omosessuale esiste in altri paesi esteri e due italiani si sposano in quel paese?

esiste il diritto di trascrizione.

infatti il matrimonio viene effettivamente trascritto, ma con la legge Cirinna` viene degradato a unione civile, perdendo alcune sue caratteristiche.

ma sono le meraviglie di cui e` capace la patria del diritto, quello stortignaccolo e di compromesso, messa nelle mani di uomini mediocri e senza cultura dei diritti.

purtroppo non sono molti gli Stefano Rodota` in Italia, neppure quando lui era in vita.

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la mia personale convinzione e` che la regolamentazione giuridica attuale della vita sessuale umana e della riproduzione sia carente nel mondo occidentale.

la famiglia viene identificata con la relazione affettiva che porta due persone a convivere e a condividere le scelte di vita fondamentali.

a mio parere, invece, la famiglia si costituisce solamente in presenza di figli, naturali o adottivi, o almeno nella loro prospettiva, ed identifica chi decide di occuparsene assumendosene tutte le responsabilita`: puo` essere un genitore single, una coppia di qualunque tipo, ma anche una famiglia allargata, un gruppo, parentale oppure no.

per la famiglia, cosi` intesa, lo stato deve definire apposite forme di sostegno e di tutela; inquesto ambito soltanto, ad esempio, ha secondo me un senso il diritto alla reversibilita` della pensione

questa e` la famiglia meritevole di piena e particolare tutela giuridica da parte dello stato, come nucleo essenziale della societa` umana: tutela che va ai nuovi individui della societa` futura, non ai membri gia` presenti.

il divorzio dovrebbe esistere, come istituto giuridico regolato dalla legge, solamente in questo ambito e il divorzio deve assicurare il matenimento del tenore di vita precedente: ma in funzione dei figli, non in funzione del coniuge senza figli.

ogni altro aspetto della vita affettiva individuale dovrebbe essere affidato alle libere determinazioni dei singoli: forme di convivenza liberamente decise e comunicate dai singoli allo stato qualora intendano accedere ad alcune forme di tutela che lo stato pure deve garantire, minori comunque di quelle da riservare alla famiglia.

una delle forme di questa convivenza puo` essere definita matrimonio quando, almeno nelle intenzioni, chi la comunica intende darle una prospettiva di costanza per l’intera vita.

e tuttavia il “matrimonio” scelto per la vita non dovrebbe avere tutele maggiori di altre forme di convivenza meno stabile nelle intenzioni iniziali.

il matrimonio passa allo stato di famiglia solamente con l’avvio della generazione di figli o con la loro adozione.

indipendentemente da questo, in assenza di figli, ogni tipo di relazione affettiva, anche quella definita matrimonio, dovrebbe poter cessare per libera scelta delle parti ed essere semplicemente comunicata, eventualmente.

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si sa, a me piace fantasticare ed esercitare la mente su scenari impossibili.

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