rassegnati a tutto? – 247

mai nella mia vita oramai non brevissima ho visto in Italia un simile sfacelo politico.

vi e` un disgusto, un rigetto, un abbandono, una fuga in massa dalla vita collettiva, una chiusura diffusa nel privato che i social media alimentano in maniera compulsiva, il rifiuto stesso di discutere e misurarsi se non per scontrarsi per schieramenti, per quei pochi che ancora ci tengono.

la scena resta affidata ai bifolchi della mente e del cuore, gli unici che continuano a parlare di problemi politici come se fossero degli ultra da stadio.

e in questa cacofonica mancanza di dibattito vero, avanzano semplificazioni pietose e sloganistiche, che sono l’espressione di idee tribalizzate.

. . .

scoraggiante.

del resto mancano i luoghi stessi dove possa ritrovarsi chi non ha ancora ceduto alla corrente o alla deriva:

luoghi reali come luoghi virtuali,

nella asfissia progressiva che colpisce anche strumenti come i blog che sembrano avere fatto il loro (brevissimo) tempo e non riuscire a catalizzare piu` nulla.

per non parlare dei partiti politici, oramai ridotti a semplici strumenti per carriere private al limite del malavitoso.

e questa devastazione colpisce a sangue proprio i nuclei storicamente piu` attivi, sensibili e politicizzati

. . .

ai recenti ballottaggi delle elezioni amministrative ha votato il 46% degli aventi diritto: la maggioranza e` rimasta a casa, rifiutando di andare a votare.

la nausea ha superato il 50%, evidentemente.

a proposito: a quando una legge di carattere generale che dica che ogni votazione alla quale non partecipa la maggioranza degli elettori non puo` produrre risultato, e in questi casi si procede alla attribuzione delle cariche per estrazione a sorte fra gli aventi diritto?

. . .

e questo risultato di demotivazione profonda di una opinione pubblica oramai qualunquista non e` stato ottenuto da Berlusconi e dalla destra, che anzi avevano sollevato iun enorme e positivo dibattito pubblico.

e` il risultato di chi e` stato eletto a sinistra, tradendo completamente il suo elettorato, ora giustamente in fuga.

tre anni di renzismo hanno devastato politicamente l’Italia piu` di vent’anni di berlusconismo.

Renzi del resto lo ha anche affermato pubblicamente: l’astensionismo, dal suo punto di vista, non e` un problema; anzi, si deduce dalla premesse che e` la condizione perfetta per governare, secondo lui.

. . .

ha ragione.

e` possibile, infatti,  che il governo stanzi 17 miliardi per salvare i clienti di due banche fallite, caricando la spesa su tutti noi, senza che si levi una protesta di massa?

e` possibile che si impongano 12 vaccini per legge, anche per malattie per le quali non sussiste alcuna emergenza, e si violi il diritto costituzionale alla autodeterminazione della salute senza che si apra un dibattito di massa senza posizioni precostituite?

e` possibile che la stessa indifferenza riguardi qualunque altro problema collettivo, dato che e` diffusa la convinzione che l’opinione pubblica non conti nulla?

o, per meglio dire, in effetti, non esiste piu` una opinione pubblica informata e consapevole.

. . .

ma c’e` di peggio, ed e` la passivita` stessa che ha colpito la sinistra storica, che assiste senza reagire ad una scalata della destra coronata da successo per impadronirsi del suo principale partito, e complessivamente accetta la politica di un segretario che ha come scopo evidente la distruzione della sua storia e della sua identita`.

come e` possibile che Renzi, non pago di avere interdetto la presidenza della repubblica non dico a Rodota`, ma a Prodi, punto di riferimento fondamentale della storia stessa del centro-sinistra italiano, gli intimi di levare le tende e di allontanarsi dal Partito Democratico, senza che in quel partito non si levi un unanime moto di sdegno verso una politica palesemente suicida?

a meno che non si tratti di un pesante di disturbo di personalita`.

ma l’ipotesi migliore e` che tutte due le spiegazioni siano vere, semplicemente complementari fra loro: un disegno organico di distruzione della sinistra italiana condotta da un leader che e` palesemente disturbato mentalmente…

. . .

cosi` oggi ​la politica italiana e` bolsa e incancrenita, si aggira su se stessa con protagonisti passati di moda e che interessano oramai ben pochi.

chi dice che i 5 Stelle o il Partito Democratico hanno un terzo dei consensi, dimentica che, se i votanti sono meno della meta`, questo terzo vale il 15%: percentuali irrisorie per governare…

. . .

ma il fuoco cova sotto la cenere, secondo me.

rassegnarsi

gli italiani aspettano – un po’ semplicisticamente – il loro liberatore, un leader che rimescoli tutte le carte come in Francia ha saputo fare Macron.

che dovrebbe essere spostato piu` a destra di lui, considerando le caratteristiche bigotte e lo scarso amore per la democrazia che dominano da noi.

ma sembra molto difficile che riescano a trovarlo.

. . .

intanto lo spirito pubblica si disfa e la disgregazione sociale e culturale avanza.

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6 thoughts on “rassegnati a tutto? – 247

  1. La nausea mi domando come non sia arrivata al 100% ancora. Forse perchè ci sono i parenti di quei bifolchi che vanno a voltarli.
    Non c’è cosa peggiore di un vuoto che viene riempito col vuoto.
    E questi politici di adesso sono davvero dei vuoti a perdere.
    Si riciclano da soli, spariscono e poi tornano, sempre le stesse facce, e non si sa come arrivano in alto….non si sa….o meglio si fa finta di non saperlo….
    Grillo strillava e sembrava il nuovo Gesù cristo dei poveri, poi con le firme false tutti hanno visto la merda anche in lui.
    Perchè la politica è vuota…..vuota….

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  2. Sinistra ha storicamente significato risoluzione dei problemi a vantaggio dei più, dei “non possidenti”, degli impotenti, dell’estensione dei diritti, della pace.

    I partiti di sinistra, chi più chi meno, qui stavano…

    Se i partiti che derivano dalla storia della sinistra attuano politiche che favoriscono i pochi, i potenti, il capitale liberista, le multinazionali, le banche speculative, partecipano alle guerre imperialiste, distruggono il territorio, tolgono diritti e riducono gli stipendi, precarizzano il lavoro, abbandonano i giovani, per favore non chiamiamoli più di sinistra… sono destra esattamente come le destre, forzisti , i leghisti, i fascisti (con cui hanno governato e con cui di nuovo si accingono a farlo).

    Questo processo sta avvenedo da decenni. I loro dirigenti, tutti, si sono battuti per figurare come i gestori più efficaci del capitale, loro ex comunisti… che pena.

    Destra e sinistra nella prassi politica non esistono più, sono definizioni che inducono i lenti all’abbaglio… esistono ancora ovviamente i problemi e le soluzioni:
    pro oligarchia, lobbyes, mafie
    oppure
    soluzioni che vanno verso giustizia e distribuzione, pari opportunità e salvaguardia di ambiente e diritti.

    Come non capire che l’esplosione dei 5 stelle è stata esemplare, non certo di socialismo che io come fossile reclamo, come ribellione popolare ai destri di destra e di sinistra peraltro in gran parte sostenuta proprio da ex votanti a sinistra.

    Se al 50 % che disgustato non vota più si aggiunge il 15 % del M5S non resta che un 35% che sostiene questa farsa democratica, a cui bisogna togliere ancora un 10% di mantenuti diretti dalle prebende politico-mafiose

    non resta che un reale 25% …chiamarla democrazia è veramente arduo….

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    1. ci ritroviamo d’accordo, come quasi sempre nell’analisi di base.

      propongo pero` due spunti ulteriori.

      1) e` soltanto un problema di “tradimento” dei partiti della ex-sinistra?

      a me non pare che la categoria del tradimento sia utile nell’analisi dei fenomeni politico-sociali.

      non nego che corruzione personael, arrivismo e trasformazione dell’attivita` politica in una professione di tipo predatorio giochino la loro parte, ma non credo che l’analisi si possa esaurire qui.

      le vecchie classi sociali rappresentate dalla sinistra sono del tutto “innocenti” in questo andamento delle cose?

      a me non pare neppure questo: il sistema dello stato sociale ha creato uno strato di classe operaia abbastanza benestante e garantito, che esprime un forte egoismo sociale, nel momento in cui vede questi benefici messi in pericolo, e li rivendica soltanto per se`.

      deriva leghista e razzista, che poi contribuisce a produrre la degenerazione politica che si diceva.

      2) a me pare giusta la tua analisi dei motivi che hanno aggregato la base di Grillo, ma non sono affatto convinto che il Movimento di cui e` proprietario eserciti oggi piu` una funzione positiva.

      come si e` visto in modo trasparente nel 2014, la vera funzione di Grillo e` quella di sterilizzare e rendere inoffensiva la protesta sociale che raccoglie: rifiuta di andare al governo in attesa della mitica maggioranza assoluta e in questo modo contribuisce attivamente alla degenerazione politica in corso sterilizzando la protesta.

      non a caso questa assume chiari connotati di sinistra altrove (Tsipras, Odemin, Sanders, Corbyn) ed e` in grado di mobilitare i giovani; solo in Italia la protesta e` mantenuta da Grillo in un limbo confuso e senza parole d’ordine tropp chiare, pur senza negare molti aspetti positivi della sua azione.

      tuttavia, secondo me, anche il ciclo politico di Grillo si va esaurendo e si sente il bisogno di qualcosa di nuovo, che non puo` certo essere la riproposizione della vecchia sinistra totalmente screditata.

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  3. C’è poco da aggiungere, purtroppo. Forse diamo una importanza eccessiva a Renzi, non lo merita. Il disastro è collettivo, corale, profondo, lui è un nostro prodotto. Nessuno nel PD è giustificato come anche nel M5S.

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    1. hai ragione: Renzi, in fondo e` soltanto un sintomo, e la sua stagione e` gia` finita, anche se sembra destinato a trascinare nella rovina anche il Partito Democratico.

      Renzi e` mediocre, mediocrissimo, veramente un disastro politicamente parlando.

      ma chi ha puntato su di lui e perche`?

      come mai ancora pochi mesi fa Scalfari ne parlava come di uno statista alla pari con Giolitti e Cavour?

      Renzi e` soltanto la cartina di tornasole che ha accelerato il disfacimento della sinistra italiana, che era gia` scritto dentro la sua storia.

      ma sappiamo come affrontare questa disfatta? sinceramente, credo di no, anche se in fondo ci stiamo sforzando almeno di pensarci su.

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