sciacalli attorno al piccolo Charlie Gard: la sacra trimurti populista italiota – 250

Charlie Gard e` il piccolo inglese, affetto da una malattia irreversibile, inguaribile e certamente causa di sofferenza per lui:  i medici che lo hanno in cura hanno deciso che l’accanimento terapeutico e` insensato e quindi di interrompere le cure; i tribunali inglesi a cui si sono rivolti i genitori hanno confermato la scelta; i genitori hanno fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha ribadito a sua volta la legittimita` della loro decisione.

questa Corte non ha nessun rapporto con l’Unione Europea, anche se la sua sede e` a Strasburgo​; e` stata istituita nel 1959 con un distinto accordo internazionale, firmato , per dire, anche dalla Russia e dalla Turchia.

non va confusa con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha sede all’Aja e si occupa invece del contenzioso specifico connesso alle leggi dell’Unione Europea.

tenete ben presente questa premessa, perche` adesso ci occuperemo della stupefacente gara stabilitasi tra alcuni dei nostri leader politici, approfittando del caso, per dimostrare chi e` piu` idiota, piu` disinformato oppure piu` sciacallo.

a voi la scelta: badate bene che il premio e` unico e va a chi e` assieme piu` idiota piu` disinformato piu` sciacallo: in questo caso possiamo considerare i tre termini equivalenti.

. . .

Matteo Renzi:

«Non riesco a togliermi dalla testa il pensiero del piccolo Charlie. Mi fanno paura i social quando diventano curve da tifoseria con persone che sparano certezze e urlano, non cerco facili like. Ma condivido uno stato d’animo, più che uno status: il dolore di quei genitori e di quel bambino mi rimbomba in testa continuamente. Mi sembra insopportabile per noi, figuriamoci per quella povera famiglia che vive queste ore così. Perché la Corte Europea dei diritti umani (diritti?) non ha concesso la cura sperimentale in America? Perché non consentire alla scienza un ultimo tentativo? Facciamo proteste ovunque per qualsiasi cucciolo, e facciamo bene. E un piccolo cucciolo d’uomo non valeva un’attenzione diversa delle autorità europee? Per una volta ho più domande che risposte…». 

notate bene la subdola identificazione della Corte dei Diritti con “le autorita` europee”.

quanto al continuo rimbombo nella testa…

. . .

Beppe Grillo:

Neppure Pilato se ne lavò le mani in questo modo. Charlie Gard non è clinicamente morto, i suoi genitori non desiderano che siano spente le macchine che lo tengono in vita, addirittura se ne andranno via! Un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europetta insipida e senz’anima. La corte europea per i diritti dell’uomo ha sentenziato: ciò che hanno deciso i tribunali inglesi riguardo la sospensione dei trattamenti per mantenere in vita il Piccolo Charlie Gard va bene così. Non è entrata nel merito la corte europea. È incredibile, significa che tutta la Unione Europea non ha da dire nulla, in più oppure in meno, riguardo una questione così atrocemente fondamentale».

. . .

Matteo Salvini:

« È un omicidio con la complicità, anche questa volta, dell’Unione Europea che tace. Da papà, un bacio al piccolo e un abbraccio fortissimo ai suoi coraggiosi genitori».

anche il terzo sciacallo, idiota e disinformato, non sa niente, come neppure gli altri due, ma gli piace mescolare nel torbido.

. . .

repetita iuvant?

non e` una questione europea.

il tribunale internazionale che ha deciso non e` un organo dell’Unione Europea.

del resto, anche se lo fosse, i giudici sarebbero indipendenti dal potere politico, evidentemente.

e del resto questi giudici hanno deciso come avevano fatto i tribunali nazionali.

. . .

e se Renzi, Grillo, Salvini non sanno neppure queste cose elementari, figuratevi il resto!

si puo` essere governati da bestie simili?

in un colpo solo riescono a prendersela sia con la scienza sia col diritto: perfetto!

solo Berlusconi ha taciuto fino a questo momento: incredibilmente, sta diventando il meno peggio della politica italiana, di fronte a tanti suoi allievi pieni di voglia di strafare.

. . .

ma aspetto il piu` importante dei populisti, il papa.

possibile che stia zitto?

ma no, certo! eccolo che tuitta anche lui, come Trump e Renzi.

ma ha piu` stile, bisogna ammetterlo:

“Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo”.

. . .

chissa` che cos’e` davvero la vita e se e` pura biologia.

bisognerebbero chiederselo come Pilato, il padre del nichilismo moderno, si chiedeva Che cos’e` la verita`?, di fronte a un Jeshu che dichiarava:

Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.

che si parli di Verita`, oppure di Vita, c’e` sempre qualcuno che sa che cos’e`, per fortuna sua, e la difende proclamando la sua propria idea divina, contro tutti quelli che ne hanno un’idea un poco diversa.

. . .

questo bambino ci guarderebbe, se potesse vedere, ci parlerebbe se potesse parlare, oppure si farebbe delle domande interiori se potesse pensare.

pero` e` vivo, dicono…

e purtroppo le sue immagini, diffuse certamente dai genitori, riempiono la rete.

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nel merito, ha senso prolungare le sofferenze di un bambino innocente condannato a morte dalla malattia, soltanto perche` i suoi genitori naturali si oppongono all’interruzione delle cure?

i bambini sono di proprieta` dei genitori?

bisogna rispettare le loro scelte anche quando palesemente li danneggiano, come in questo caso in cui intendono prolungare una agonia disumana?

un bambino non ha diritto anche lui a morire con dignita` quando non resta altro da fare, purtroppo, solo perche` i suoi genitori non vogliono oppure non sanno rassegnarsi?

. . .

ma e` evidente che questi politici sporchi o totalmente sprovveduti stanno solo giocando sulla paura animale che tutti ci portiamo dietro,

si cerca l’elettore incolto che proietta su questo caso la sua personale paura di essere abbandonato dai medici al momento della morte.

eppure per tutti noi questo momento, prima o poi arriva: possibile che lo si debba affrontare cosi` impreparati?

oppure si sfrutta un moto impulsivo di pieta`, incapace di articolarsi in ragionamento e riflessione.

sono idioti e disinformati loro e fanno di tutto perche` noi lo siamo come loro.

bisogna capirli: e` la loro sola speranza di continuare a governare.

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10 thoughts on “sciacalli attorno al piccolo Charlie Gard: la sacra trimurti populista italiota – 250

  1. e poi quelli calano la scala reale, fatta d’amore (La nr. 1 del Bambino Gesù: “Da noi amore, ma non c’è cura”)

    mandiamogli un milione di malati del mondo, che buoni che sono, direbbe Fantozzi.

    vorrei sapere se 50 anni fa, al tempo di don Milani, erano con i cappellani militari o no.

    nel 1956 Pio XII diceva (a questo si appellavano i cappellani militari contro l’obiezione di coscienza): ”un cittadino cattolico non può appellarsi alla propria coscienza per rifiutare di prestare i servizi e adempiere i doveri fissati per legge”

    poi hanno deciso che bisognava appellarsi alla propria coscienza per rifiutare di prestare i servizi e adempiere i doveri fissati per legge.

    scusa se ho un po’ divagato…

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    1. eh dai, mi augurerei di riceverle piu` spesso divagazioni cosi`. 🙂

      quanto a Pio XII, mi sembra chiaro che non ammettesse l’obiezione di coscienza contro lo stato quando lo stato era strettamente controllato dalla Chiesa; ovviamente, quando il controllo e` diminuito, allora e` riapparsa l’obiezione di coscienza.

      questi del resto sono i due poli tra i quali oscilla il cristianesimo in tutta la sua storia: l’obiezione di coscienza, quando non controlla lo stato e il tribunale dell’inquisizione quando invece lo stato e` suo.

      oscillazione apparente, dato che l’intolleranza e` il solido filo conduttore della storia cristiana: del resto nessuno farebbe obiezione allo stato sino al martirio se non fosse profondamente intollerante.

      una persona dalla psicologia meno rigida lascerebbe correre, no? 😉

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  2. Per me Adinolfi vince di una lunghezza netta. Oltre all’idiozia di parlare senza essersi minimamente informato(o peggio ancora se si fosse informato, ma nonostante tutto avesse volutamente ignorato i fatti) e allo sciacallaggio, che lo accomunano agli avversari politici, è riuscito nell’improba impresa di sfruttare la triste vicenda di questo bambino per le sua crociata catto-bigotta contro aborto, eutanasia, e dulcis in fundo una bella stoccata finale contro matrimoni e adozioni gay!
    http://www.intelligonews.it/le-interviste-della-civetta/articoli/28-giugno-2017/63394/sentenza-corte-europea-diritti-umani-su-piccolo-charlie-parla-mario-adinolfi-del-popolo-della-famiglia/

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    1. di solito evito di leggere Adinolfi come la peste, ma devo dire che questa volta il suo intervento mi sembra perfino migliore dei tre che ho citato, forse perche` almeno un poco articolato oltre la mera emotivita`.

      e poi nel finale chiude con una battuta di insuperabile umorismo:

      Chi continua ad affidarsi ai partiti tradizionali in Italia e in Europa non ha a cuore la difesa dei valori. Non c’è altra strada che quella dell’unita politica sui valori come sta facendo il Popolo della Famiglia.

      e invece i partiti tradizionali lo battono in demagogia conservatrice tutti (salvo Forza Italia, al momento silente, forse perche` occupata con i diritti dei cagnolini, piuttosto).

      ma la cultura di chi vuole obbligare i medici a pestare cure inutili, sottomettendola sanita` pubblica all’arbitrio del singolo, non e` in fondo la stessa di chi impone alla collettivita` di risarcirlo per le sue scelte speculative sbagliate in banca?

      viaviamo nel tempo del narcisismo e dell’egoismo di stato…

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  3. Non sono proprietà dei genitori, i figli.
    Hai ragione.
    La vita non è proprietà di altri, se non di chi la possiede.
    Qui si tratta di un bambino. Allora?
    Allora la responsabilità decisionale è di chi lo ha desiderato, concepito, atteso, messo al mondo. Con interrogativi, paure, aspettative.
    Oppure vogliamo che siano “altri” ad avere la “proprietà” sulla sua vita?
    Gran brutto dilemma, però -razionalmente- con una sola via d’uscita: i genitori sapevano, come tutti le madri e i padri (forse un po’ meno🙄), che decidere di avere un figlio, comporta grossi carichi per tutta la sua e la loro esistenza. Non si smette mai di essere genitori.
    Tanto meno quando si presentano difficoltà, malattie, problemi, se non addirittura tragedie come questa.
    Perché dunque voler mettere in ballo ciò che, per natura, per istinto, per volere del fato o di Dio, è sempre stato recepito e condiviso come un “dovere” dei genitori, una loro prerogativa, unica e sola “legge” morale e sociale che ti inchioda -come genitore- al tuo ruolo!
    Non ci scandalizziamo tanto dei separati che non si curano più della prole?
    Non siamo pronti a criticare e disprezzare l’assegno di mantenimento scarso o inesistente?
    Non gridiamo al ludibrio pubblico per la madre single (meno per il padre…) che c’ha figli e amante in casa e lo cambia rapidamente?
    Sono tutti casi di non assunzione della genitorialità che, per contraddizione, ci portano al concetto, universalmente condiviso, che si è genitori per sempre, “nella buona e nella cattiva sorte”.
    Perché allora affidare questo compito ad un tribunale?
    Ha forse più…”diritto” dei genitori?
    Sicuramente un giudice non è coinvolto affettivamente, agisce in modo razionale e giuridicamente corretto, ma proprio in questo risiede la motivazione per cui non si dovrebbero mai “esentare” chicchessia a svolgere il proprio ruolo, in questo caso la genitorialità.
    Togliere la capacità decisionale ai genitori è privarli della loro funzione primaria, trattandosi di un minore.
    Se non ci si trovasse in questa tragedia, i genitori in questione deciderebbero per il piccolo, per il loro figlio, in tutto e per tutto, come -ad esempio- hanno già fatto per il nome.
    Dalle “banalità” quotidiane (alimentazione, ritmi di vita, ambiente sociale, scelte scolastiche…) ai massimi sistemi come il credo religioso, le scelte mediche (vaccino sì o no?), la lingua da parlare (non è scontato se uno dei due è straniero), lo Stato in cui vivere…
    Ora, in una situazione di così drammatica emergenza, in un caso tanto delicato, privato, doloroso e straziante, si può pensare di esautorare questa coppia dall’unico modo di “essere genitori” ?
    Genitori amorevoli, disperati, speranzosi, ai quali una legge giusta e attenta, un imparziale e asettico organo giuridico, un giudice razionale e scrupoloso, vogliono sostituirsi loro per recidere il legame che li unisce al loro bambino.
    L’amore per quel piccolo corpo che – per chi ha speranza- potrebbe tornare, chissà?, a reagire, a combattere, a vivere, non può scambiarsi per bieco egoismo, per accanimento terapeutico, per ostacolo al bene supremo del bambino.
    Non è nella natura “normale” di un genitore (lasiamo da parte i casi patologici), non è nel suo dna, non gli appartiene, volere “il male” del proprio figlio, specialmente se così piccolo e inerme.
    Piuttosto, perché non interrogarsi su chi ha il diritto di togliere la patria potestà e la responsabilità genitoriale a questa coppia già provata dalla vita, esausta, atterrita ed ora atterrata e straziata da un giudizio supremo di doppia condanna.
    Condanna a morte per chi da loro è stato concepito ed è nato(male!), condanna a vita per loro che, dapprima non hanno saputo mettere al mondo un essere sano (S.S.?), e poi non hanno saputo neanche fare i bravi genitori.
    Ubi maior, minor cessat.

    (scelgo “minor”)

    anna

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    1. grazie di questo commento appassionato, che mi permette di chiarire un punto.

      sono completamente d’accordo sul ruolo centrale dei genitori nelle decisioni che riguardano il bambino: le decisioni nell’ambito della liberta` di cura, che le leggi riconoscono al singolo, per il bambino sono esercitate dai genitori.

      e` quello che sto sostenendo in questi giorni nei post che combattono non le vaccinazioni, in molti casi utili, ma l’obbligatorieta` legale delle stesse, per quelle che non riguardano rischi concreti in atto.

      e allora sono incoerente oppure c’e` una differenza fra le due situazioni?

      io la vedo molto chiara: la liberta` del singolo, e anche del genitore per il bambino, e` completa quando si tratta di RIFIUTARE una cura proposta (a meno che questo rifiuto non metta a rischio immediato la vita del bambino: vedi rifiuto delle trasfusioni dei genitori testimoni di Geova in alcuni casi).

      ma la liberta` dei genitori di scelta nel campo della cura non puo` diventare costrizione dei medici.

      se i medici considerano la cura sbagliata oppure inutile, il singolo non ha la liberta` di imporgliela, neppure se genitore di un bambino.

      e` questo il principio che i tribunali hanno affermato, sia quelli inglesi sia quello dei diritti umani: i genitori sono liberi di scegliere come curare il bambino, e anche di rifiutare cure proposte dai medici, ma anche i medici sono liberi nella scelta delle cure da proporre e anche nella decisione di sospenderle se del tutto inutili e anzi inuilmente dolorose per il bambino.

      del resto le cure prestate ad uno possono limitare, per motivi concteti di disponibilita`, le cure da prestare ad altri: un posto in ospedale impiegato per un bambino senza speranza e` tolto almeno potenzialmente ad un altro bambino che invece ne ha.

      purtroppo in questo caso le condizioni del bambino sono cosi` gravi e senza speranza che la sospensione delle cure che i medici sono liberi di decidere comporta la fine immediata della sua vita apparente e puramente biologica.

      qui appunto entra in gioco il concetto di che cos’e` la vita umana, e se puo` essere riconosciuto come vivo un corpo che ha perso definitivamente e irreversibilmente consapevolezza umana.

      e qui veniamo al ruolo che trovo un po’ ambiguo di questi genitori, che hanno strumentalizzato il caso oltre ogni dire e raccolto in rete quasi un milione e mezzo di sterline per “curare” il figlio; mi piacerebbe sapere che fine fara` questa somma cosi` cospicua adesso: spero vivamente che la destinino alla ricerca medica.

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