la guerra al panino a scuola, fatta dal partito della pagnotta – 270

“I servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche”.

che nel nostro parlamento sia in discussione una legge che vuole vietare ai genitori di far mangiare a mezzogiorno del cibo portato da casa ha dell’incredibile, secondo me.

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ma e` la risposta alla sentenza di un giudice di Torino che ha stabilito che il comportamento e` lecito.

ecco dunque una nuova legge per renderlo illecito.

la senatrice Pd Angelica Saggese, relatrice del disegno di legge in commissione afferma, indifferente al senso del ridicolo:

Il nostro scopo non è obbligare nessuno, ma aumentare il livello del servizio, rendendo migliore ciò che si mangia.

vai a convincere le famiglie che il cibo delle mense fornito dalle grosse aziende ristoratrici e` migliore di quello preparato dai genitori a casa!

e` come volere convincere me che la verdura del supermercato e` migliore e piu` sana di quella che mi produco da me nel mio orto o che sono piu` buone le uova prodotte da polli in batteria che da quelle mie che razzolano liberamente nel prato.

ma lei continua:

Abbiamo visto scuole che si comportavano in maniera diversa, bambini che venivano ghettizzati, mangiando da soli e lontani dai compagni.

Senza dimenticare le questioni igienico- sanitarie.

innominabile!

che in alcune province la mensa scolastica costi anche piu` di 7 euro al giorno viene totalmente taciuto.

. . .

ma a me pare che questo provvedimento fa parte di un disegno organico e perverso per impadronirsi del corpo dei bambini, come la legge sulla obbligatorieta` standard e ordinaria dei vaccini.

senza dubbio si conta sul fatto che in genere la maggioranza dei genitori si affida volentieri al servizio scolastico (che non verrebbe certo messo in discussione se chi vuole si porta una schiscetta da casa…).

pero` una srana follia dirigista si e` impadronita del partito che usurpa il nome di Democratico, come nelle dittature dell’Est durate fino al 1989 e nella parte della Germania occupata dall’URSS.

. . .

siamo in un paese dove la poverta` dilaga.

nel 2016 4 milioni e 742mila persone, il 7,9%, cioe` 1 milione e 619mila famiglie, il 6,3%, vivono in condizione di povertà assoluta.

La soglia di povertà assoluta rappresenta il valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali.

quindi qui stiamo parlando di fame.

la povertà relativa riguarda 8 milioni 465mila persone, il 14,0%,cioe` 2 milioni 734mila famiglie, il 10,6% delle famiglie,

La povertà relativa è un parametro che esprime la difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi in rapporto al livello economico medio.

in conclusione il numero dei poveri in Italia nel 2016 e` di 13 milioni e mezzo di persone, quasi il 22% degli italiani.

. . .

il sito ufficiale che fornisce questi dati impressionanti, nella forma meno leggibile possibile, l’ISTAT https://www.istat.it/it/archivio/202338, e` al servizio del governo, e dice che i numeri sono stabili.

sarebbe uno scandalo enorme anche se fosse vero, ma quanto sia vero lo lascio giudicare a voi.

. . .

Nel 2016 l’incidenza della povertà assoluta si porta al 7,9% con una variazione statisticamente non significativa rispetto al 2015 (quando era 7,6%).

La povertà relativa nel 2016 riguarda  8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente).

Tra le famiglie con tre o più figli minori nel 2016 l’incidenza della povertà assoluta sale al 26,8% dal 18,3% del 2015; aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila nel 2016).

lo 0,3% in piu` nel 2016 rispetto al 2015 sia per gli individui sia per le famiglie viene considerata una variazione statisticamente non significativa

sono quasi 5.000 famiglie e 18.000 persone in piu` nel 2016 di poveri assoluti, cioe` di persone che soffrono la fame in mezzo a noi: ma che cosa volete che sia…

. . .

Anche la povertà relativa risulta stabile rispetto al 2015, ha la faccia tosta di scrivere l’ISTAT: Nel 2016 riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente).

come vedete, si tratta di nuovo di aumenti dello 0,2-0,3%, con l’aggravante che qui riguardano una platea molto piu` larga, cioe` quasi doppia.

in sostanza in un anno di quasi 15.000 famiglie e 50.000 persone sono passate ad una condizione di poverta`.

nel 2016.

peccato che, andando a leggere i dati 2015, si trovino scritte quasi le stesse cose:

Nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila.

solo qui scappa detta la verita` per un attimo: il numero più alto dal 2005 a oggi.

poi si riprende la solita tiritera, o quasi.

L’incidenza della povertà assoluta si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013); cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013).

ma se estrapoliamo l’essenziale, l’andamento della poverta` assoluta e` questo:

2013 7,3%, 2014 6,8%, 2015 7,6%, 2016 7,9%.

. . .

tutte variazioni non significative, oppure un trend preciso realizzato nel triennio Renzi?

ma Renzi ha alzato le spalle dichiarando che la colpa e` stata tutta di Monti – come se comunque poi, anche se fosse vero, il Partito Democratico non lo avesse comunque votato…

. . .

si`, ma che cosa c’entra questo con le merendine a scuola?

e` subito detto: la merendina a scuola e anche un indice di poverta`, oltre che di tradizioni culturali.

Trentino Alto Adige: non usufruiscono della mensa scolastica l’11% dei bambini

Liguria, Piemonte: il 28% dei bambini

Lombardia, Friuli: il 32%

Campania: il 65%

Molise: il 70%

Puglia: il 73%

un governo che dichiara guerra ai due terzi delle famiglie dell’Italia meridionale e ad un terzo di quelle settentrionali non e` forse suicida?

. . .

pero` dimenticavo l’essenziale.

la legge si occupa anche della gestione degli appalti relativi a quasi 5 milioni di bambini, che dovrebbero mangiare a scuola (sono attualmente 3 milioni): quindi saranno 2 milioni di bambini e di pasti al giorno in piu`.

Il disegno di legge interviene pure sui criteri del capitolato d’appalto, indicando la strada dell’offerta più vantaggiosa.

“Ma prevale il principio della qualità”, dice la solita relatrice del Partito Democratico.

. . .

Repubblica deride aristocraticamente i genitori indipendenti chiamandoli il partito del panino.

niente male per chi e` diventato il portavoce ufficiale del partito della pagnotta.

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2 thoughts on “la guerra al panino a scuola, fatta dal partito della pagnotta – 270

  1. Sempre puntuale e documentatissimo…secondo me dovresti lavorare in un giornale a titatura nazionale…ho come l’impressione che non si documentino affatto ma trascrivano veline di governo…ho l’impressione ha ha aha..
    Di fronte a i dati riportati appare evidente il perverso e continuo maneggiare contro cittadini ed buon senso di questi governi.
    Davvero bravo

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    1. ahha, mi hai strappato una risata proprio di gusto: mi buttarono fuori persino da Brescia oggi trent’anni fa, dicendo che ero noioso e poco giornalistico, dopo 4 anni di collaborazione gratuita per solidarieta` quando era ancora una cooperativa e prima che vendessero la testata a un privato.

      col manifesto sul quale scrissi alla nascita qualche articoletto come corrispondente bresciano ruppi i rapporti io, invece.

      e poi collaborai qualche anno a Rossoscuola, ma era un mensile; e stranamente tutta la mia attivita` giornalistica, che e` tutta qui e fini` appunto allora, mi servi` sostanzialmente molto per il concorso a preside, dove la presentai, perche` sapessero con chi avevano a che fare, e dove, a sorpresa per me, fu valutata anche abbastanza bene, perfino di piu` di quella di Giuseppe Bertagna che era redattore capo alla Scuola Editrice.

      ma pensa che la tua impressione sui giornalisti velinari, gli unici accettati nella stampa italiana, sia giustificata, ahah.

      del resto neppure qui sto avendo chissa` quale successo: ando` decisamente meglio all’inizio del blog, con i due milioni di contatti complessivi (se il contatore era tarato giusto), ma anche quell’epoca e` finita e quasi tutti preferiscono la quotidianita` un po’ spenta di Facebook, dove io non mi ritrovo proprio.

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