quegli atei dei Neandertal, secondo Scalfari – 280

scrive Scalfari:

L’ateo è una persona che non crede in nessuna divinità, nessun creatore, nessuna potenza spirituale. Dopo la morte, per l’ateo, non c’è che il nulla. Da questo punto di vista sono assolutisti, in un certo senso si potrebbero definire clericali perché la loro verità la proclamano assoluta.

faccio ben fatica a seguire.

qualcuno crede che dopo la morte si vive ancora in qualche modo.

qualcuno crede che dopo la morte c’e` il nulla.

va bene, ciascuna di queste due formulazioni linguistiche sconta i limiti del linguaggio umano che deve confrontarsi con qualcosa che non e` pienamente in grado di esprimere.

ma perche` chi fa la seconda affermazione sarebbe un assolutista e chi fa la prima no?

semmai ci saranno diversi modi di affermare l’una o l’altra, e alcuni di questi modi potranno essere definiti assolutisti, oppure dogmatici, intolleranti, fanatici.

ma questa possibilita` non riguarda forse ciascuna delle due posizioni?

clericali poi…; no, qui mi ribello proprio.

perche` ci sia il clericalismo, occorre che ci sia un clero nel quale credere ciecamente.

e allora, scusatemi, il clericalismo no! riguarda solo i credenti in quelle religioni che si danno un clero (tutte quelle organizzate?).

non puo` essere clericale chi ha un atteggiamento religioso che nega per definizione la possibilita` che esista un clero.

si e` mai vista o si puo` pensare di vedere una religione che non abbia un dio, ma che abbia dei sacerdoti per parlare col nulla?

. . .

Scalfari si spiega meglio subito dopo:

Anche quelli che credono in una divinità (cioè l’esatto contrario degli atei) ritengono la loro fede una verità assoluta, ma sono infinitamente più cauti degli atei.

questa battuta e` veramente grandiosa: volgetevi alla storia e alle persecuzioni dell’ateismo (o delle altre religioni) promosse dalle religioni organizzate, e poi alle persecuzioni delle religioni organizzate promosse dall’ateismo, anche di stato.

non c’e` gara!

tuttora la seconda religione per importanza nel mondo di oggi, l’islam sunnita, considera l’abbandono di quella religione allo stesso tempo un peccato ed un crimine da punire con la morte, e nel cattolicesimo, che e` la prima religione, di poco piu` diffusa, questa idea e` stata abbandonata soltanto da duecento anni e non spontaneamente; e Scalfari viene a dirci che i veri intolleranti sono gli atei?

. . .

ma non e` strano, secondo Scalfari, che io la pensi cosi`:

Gli atei – l’ho già detto – non sanno di essere poco tolleranti.

sinceramente, io so benissimo di essere poco tollerante, sul piano delle idee, in alcuni ambiti, quando sono in gioco valori essenziali.

pero` non credo che questo dipenda dal mio essere ateo.

piu` probabile, piuttosto – lasciatemi scherzare -, che venga da questo: appartengo geneticamente ad una tipologia di esseri umani moderni nei quali l’eredita` dei Neandertal e` particolarmente spiccata.

e i Neandertal erano, a quel che pare, una specie di cacciatori particolarmente aggressiva.

forse si sono estinti prima proprio per questo.

ma se questa e` una battuta o poco piu`, e` sempre meno umoristica di quella di Scalfari.

. . .

(…) ma il loro atteggiamento nei confronti delle società religiose – quello degli atei, secondo Scalfari – è rigorosamente combattivo.

per forza! tutti gli atei sono militanti: praticamente dei Neandertal...

La vera motivazione, spesso inconsapevole, è nel fatto che il loro Io reclama odio e guerre intellettuali contro religioni di qualunque specie.

Il loro ateismo proclamato vuole soddisfazione, perciò non lo predicano con elegante pacatezza  – l’elegante pacatezza sarebbe, per esempio, quella di Scalfari in queste righe sconnesse e piene di livore – ma lo mettono in discussione partendo all’attacco contro chi crede in un qualunque aldilà, lo insultano, lo vilipendono, lo combattono intellettualmente.

È il loro Io che li guida e che pretende soddisfazione, vita natural durante, non avendo alcuna speranzosa ipotesi di un aldilà dove la vita proseguirebbe, sia pure in forme diverse.

non viene da disperarsi a pensare che la vecchiaia possa far cadere cosi` vergognosamente tutte le maschere?

questo discorso e` degno di Goebbels: mettete ebrei al posto di atei e vedrete che lo ricalca da vicino.

oppure di Pio XII, per restare in quei tempi li`, quando Scalfari era un giovane ed entusiasta fascista.

unnamed

e` questo dunque lo Scalfari segreto che ci ha ingannato per anni?

oppure questo testo e` un fake? lo ha scritto davvero lui?

. . .

Con questo non voglio affatto dire che l’ateo sia una persona da disprezzare, da isolare e tanto meno da punire.

Spesso i suoi modi sono provocatori, rissosi e calunniosi, ma questo non giustifica reazioni dello stesso genere.

Certo non ispirano simpatia, ma questa è una reazione intellettuale di fronte alla prepotenza del loro Io.

antipatico per antipatico, io qui trovo Scalfari semplicemente odioso.

. . .

Infine c’è una terza posizione, anch’essa minoritaria come gli atei, ma profondamente diversa: i non credenti.

Non credono a una divinità trascendente, per quanto riguarda l’aldilà suppongono l’esistenza di un Essere.

se suppongono l’esistenza di un Essere, mi perdoni Scalfari, ma questi sono soltanto dei diversamente credenti.

e quindi li mettiamo nel mazzo di coloro che credono al trascendente, e trascuriamo di conseguenza il seguito del discorso, come poco interessante.

. . .

del resto il livello culturale dei riferimenti – chi volesse guardarselo – e` semplicemente penoso, e se fossi ancora insegnante di liceo rimanderei al posto con l’insufficienza l’alunno che dicesse castronerie simili:

Parmenide definì l’Essere come una realtà vitale ma stabile, non modificabile, il letto della vita che l’Essere contiene ma che non assume alcuna vitalità.

Eraclito non ignora l’Essere, ma ipotizza che esso alimenti il Divenire.

Si potrebbe dire che la vita dorme nell’Essere e si sveglia nel Divenire.

ma l’alunno mette le mani avanti dichiarandosi da subito impreparato:

Ammetto qui la mia incompleta informazione culturale: più o meno i due filosofi appartengono alla stessa epoca e alla stessa terra, ma non credo che le date delle loro vite coincidano e tanto meno se abbiano avuto conoscenza l’uno dell’altro.

se non sai neppure questo, taci, o Eugenio, o almeno informati prima di parlare.

Parmenides, nato nel 515 a.C. circa secondo Platone; nel 544 a.C. circa secondo Apollodoro di Atene; morto nel 450 a.C.

Eraclitos, nato nel 535 a.C.; morto nel 475 a.C..

sono contemporanei, come si vede, e la filosofia di Eraclitos si oppoe chiaramente ed esplicitamente a quella di Parmenides, con la famosa affermazione del panta rei, tutto scorre.

e Parmenides polemizza direttamente con Eraclitos, quando afferma:

Le vie di ricerca sole sono da pensare: l’una che “è” e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità); l’altra che “non è” e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo. … Infatti lo stesso è pensare ed essere. 

. . .

non pago di avere confessato di ignorare semplicemente la contrapposizione fra Parmenides ed Eraclitos che e` la base stessa della filosofia occidentale, Scalfari conclude con un pasticcio ancora piu` grandioso.

afferma che coloro che credono nell’esistenza di un Essere sono, ciascuno a suo modo, i non credenti.

Non credono in un aldilà dominato da una divinità trascendente delle religioni e non credono al nulla nichilista e prepotente degli atei, il cui Io è sostanzialmente elementare; anche se dotato di cultura e di voglia d’affermarsi.

In realtà è un Io che non pensa. Un Io che non pensa e non si vede operare e non si giudica. Così è un Io di stampo animalesco. 

. . .

ringraziamo tutti noi mezzi Neandertal che siamo atei diversamente convinti, ma comunque autenticamente non credenti.

Scalfari, queste indegne parole mi permettono di smettere definitivamente di leggerti, non avendo altro tempo da perdere.

nel nostro animalesco, odioso, intollerante non pensiero, che ci teniamo stretto, augurandoci che gli anni non ci riducano mai a diventare cosi`.

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4 thoughts on “quegli atei dei Neandertal, secondo Scalfari – 280

  1. Dopo la protervia dello Scalfari ormai ottuso…un sorriso per i non credenti

    480
    ANIMISTA

    Raccomandare l’anima a dio
    Non sarà scorretto?

    Rendere l’anima a dio
    Non è autolesionista?

    Rompere l’anima…
    E dopo i cocci di chi sono?

    L’anima gemella
    Si porta ai polsi?

    Sputare l’anima
    È educazione ?

    Se non c’è anima viva
    Siamo al cimitero?

    L’anima in pena
    Quanto deve scontare?

    Quando l’animale
    Ha perso l’anima?

    I cartoni animati
    Hanno l’anima di cartone?

    478
    SPIRITI

    Chi fa dello spirito
    Ha una distilleria?

    Il puro spirito
    È alcool a 100 gradi?

    Il povero di spirito
    Sarà mica astemio?

    Per calmare i bollenti spiriti
    Basta spegnere il gas?

    Lo spirito di parte
    Può arrivare intero?

    Per avere presenza di spirito
    Bisogna fare spiritismo?

    Lo spirito di corpo
    Si può toccare?

    Il ritiro spirituale
    È dovuto al lavaggio a 60 gradi?

    Lo spirito santo
    È il cicchetto del paradiso?

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