il post scomparso – il profeta egiziano 3 – 286

ho scritto nel mio post di ieri che il cristianesimo e Jeshu sono sconosciuti a Giuseppe Flavio, lo storico che ha descritto molto analiticamente i fatti della Palestina nel primo secolo.

l’affermazione puo` lasciare perplessi; occorrerebbe per prima cosa interrogarsi sull’assenza totale di ogni riferimento esplicito al cristianesimo, come lo intendiamo oggi e come e` descritto negli Atti degli Apostoli, il che e` fatto ancora piu` clamoroso, a pensarci bene, della assenza di riferimenti veri alla figura di Jeshu.

in realta`, nella versione giunta a noi, alcuni riferimenti a Jeshu sono del tutto occasionalmente presenti nelle opere di Giuseppe Flavio, e la discussione si concentra su di loro, come se questi riferimenti isolati fossero sufficienti a documentare la storicita` delle origini cristiane nel suo complesso, come descritta nei vangeli e negli Atti degli Apostoli, oltra che nelle Lettere di Paolo.

si deve invece osservare preliminarmente che proprio il carattere isolato di questi passi e la mancanza di ogni altro riferimento alla storia dei primi cristiani come fissata dalla vulgata di questa religione nel contesto globale della narrazione di quegli anni, li rende dubbi gia` a priori.

e viceversa, la narrazione delle origini cristiane quale risulta dagli Atti degli Apostoli e dalle pseudo-lettere di Saul-Paulus prescinde totalmente dal quadro storico reale di quegli anni come tracciato da Giuseppe Flavio, e dunque si rivela del tutto artificiosa e successiva.

insomma non e` possibile che Giuseppe Flavio descriva un periodo di tumulti, movimenti insurrezionali, terrorismo di massa nella Palestina della prima meta` del primo secolo, e i vangeli, gli Atti degli Apostoli e le Lettere di Paolo ignorino del tutto o quasi la dimensione anche soltanto psicologica di questo quadro storico; e viceversa che, quando Giuseppe Flavio descrive questa situazione storica tumultuosa e pre-rivoluzionaria, in essa il nascente cristianesimo non trovi mai spazio.

ma prescindiamo per il momento da queste considerazioni ed analizziamo i tre passaggi nei quali Giuseppe Flavio sembra invece dare prova di conoscere Jeshu oppure altri momenti legati comunque alle narrazioni evangeliche.

. . .

inizio dall’ultimo, nell’ordine cronologico della sua narrazione, che sembra proprio quello contestabile piu` difficilmente:.

siamo nell’anno 62; Porcio Festo, nominato governatore della Giudea da Nerone fra il 58 e il 60 d.C., in sostituzione di Marco Antonio Felice, destituito per corruzione, muore per cause non conosciute.

197 Venuto a conoscenza della morte di Festo, Cesare inviò Albino come procuratore della Giudea.

Il re poi allontanò Giuseppe dal sommo sacerdozio e gli diede come successore nell’ufficio il figlio di Anano, il quale si chiamava anch’egli Anano.

198 Del vecchio Anano si dice che fu estremamente felice; poiché ebbe cinque figli e tutti, dopo di lui, godettero di quell’ufficio per un lungo periodo, divenendo sommi sacerdoti di Dio; un fatto che non accadde mai ad alcuno dei nostri sommi sacerdoti.

199 Il più giovane Anano che, come abbiamo detto, fu designato al sommo sacerdozio, era una persona di indole franca e oltremodo ardita. Seguiva la scuola dei Sadducei, che, in verità, quando sedevano in giudizio erano più insensibili degli altri Giudei, come già accennato.

200 Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un’occasione favorevole, alla morte di Festo, mentre Albino era ancora in viaggio: così convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo, e certi altri, con l’accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati.

201 Ma le persone più equanimi della città, considerate le più strette osservanti della Legge si sentirono offese da questo fatto. Perciò inviarono segretamente dal re Agrippa supplicandolo di scrivere una lettera ad Anano che il suo primo passo non era corretto, e ordinandogli di desistere da ogni ulteriore azione.

202 Alcuni di loro andarono a incontrare Albino che era in cammino da Alessandria informandolo che Anano non aveva alcuna autorità di convocare il Sinedrio senza il suo assenso.

203 Convinto da queste parole, Albino inviò una lettera sdegnata ad Anano minacciandolo che ne avrebbe portato la pena dovuta. E il re Agrippa, a motivo della sua azione depose Anano dal sommo pontificato che aveva da tre mesi, sostituendolo con Gesù, figlio di Damneo.

Antichita` giudaiche, Libro 20, 197-203 – 9, 1

questo Anano o Anania e` lo stesso che nel Vangelo secondo Giovanni e` chiamato Anna e si affianca al sommo sacerdote Caifa, di cui e` il suocero (18, 12 ss.). 

nel Vangelo secondo Luca, all’inizio, come abbiamo visto ieri, si dice che i sommi sacerdoti quell’anno erano due, Anna e Caifa, ma poi nel racconto del presunto processo a Jeshu si parla correttamente della casa del sommo sacerdote, uno solo (22,54), ma senza nominarlo.

. . .

iniziava cosi` il post costatomi una giornata di lavoro o quasi che wordpress mi ha cancellato poco fa, salvando soltanto questo sparuto spezzone iniziale.

purtroppo non l’avevo salvato altrove, ma sono una testa dura e lo riscrivero`.

ma ci vuole purtroppo piu` tempo a riscrivere che a scrivere.

chierico2

 

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