scusi, Lei (lei) e` sapiosessuale? – 296

nessuno mi aveva detto nulla, ma e` gia` dal novembre del 2014 che OkCupid, dopo avere ampliato la sua lista degli orientamenti sessuali aggiungendo le voci “androgino,” “asessuale,” “fluido” e “queer”ha preso la curiosa decisione di aggiungere un orientamento sessuale nuovo e relativamente sconosciuto, quello dei sapiosessuali.

Un sapiosessuale è qualcuno per cui la caratteristica sessuale più importante del partner è l’intelligenza.

ma chi e` poi OkCupid, chi gli da` tanta autorita`?

semplicemente un luogo virtuale per la ricerca dell’anima gemella, ma anche dell’avventura di una notte.

Dalla sua inclusione tra le opzioni disponibili su OkCupid, il termine e l’orientamento sono diventati mainstream: il mese scorso, la Merriam Webster – il sito che pubblica il piu` importante dizionario online in America – ha annunciato che stava valutando se includere o meno il termine nella prossima edizione del dizionario. Nel frattempo è nata Sapio, una nuova app d’incontri che dovrebbe servire a trovare potenziali partner da cui essere nello stesso tempo attratti fisicamente ed ispirati intellettualmente.

http://getsapio.com/

a seguire, ovviamente, e` arrivata subito una pagina facebook con 14.000 follower (pochini…)

Un sapiosessuale è qualcuno per cui la caratteristica sessuale più importante è l’intelligenza.

Un sapiosessuale è una persona che e` attratta dall’intelligenza piu` di ogni altra cosa.

. . .

ed eccovi un test per stabilire se siete sapiosessuali anche voi (come potrebbe suggerire il fatto che state leggendo questo blog, o almeno questo post):

https://www.buzzfeed.com/perpetua/sapiosexual?utm_term=.cyPDeyOaA#.hijoaZ0pg

    1. Siete attratti sessualmente da qualcuno soltanto quando avete la percezione della sua intelligenza, del suo buon gusto e del suo spirito?
    2. L’aspetto fisico di una persona ha un’influenza molto piccola sul fatto che voi la troviate sessualmente attraente oppure no?
    3. Avete mai perso interesse sessuale per qualcuno quando avete capito che non era abbastanza intelligente per voi?
    4. Una persona intelligente vi sembra molto migliore di una che non lo e`?
    5. Respingereste qualcuno se trovate che non legge abbastanza o per nulla?
    6. Il senso dell’umorismo e la gentilezza di una persona sono per voi molto piu` importanti del suo aspetto fisico?
    7. Siete incuriositi sessualmente dalle manifestazione di un grande sapere o di una grande intelligenza?
    8. Respingereste una persona che non e` in grado di reggere con voi una discussione o un argomento sul piano intellettuale?
    9. Trovate di non potere fare sesso con una persona se non potete stabilire un contatto di tipo intellettuale con lei?
    10. Provate repulsione all’idea di fare sesso con una persona che non e` andata all’universita` o che non ha interesse per un grado di istruzione piu` elevato?ma le due condizioni NON sono eguali fra loro, ma dai!

. . .

ora, se vi conosco un pochino, visto che siete su queste pagine, troverete questo test assolutamente ridicolo, per non dire grottesco.

e del resto il suo scopo e` soltanto di intrattenervi e con questo di vendere pubblicita`, non certo di farvi pensare.

(ahime`, questa stessa osservazione rischia di fare di me un sapiosessuale almeno potenziale).

ho provato a rispondere, ma mi sono trovato molto in imbarazzo, per l’assoluta mancanza di sfumature: qui poi non mi pare che si distingua abbastanza tra una attrazione sessuale transitoria del momento e la costruzione di una vera e propria relazione erotica piu` stabile.

quindi ho infilato anche qualche no in quello che mi pareva il posto giusto; eppure la risposta che ho avuto e` stata questa:

Sei attualmente un sapiosessuale?

Si`

Questo non significa che non sei interessato all’aspetto fisico di una persona, ma che l’intelligenza e` la cosa che trovi piu` attraente negli altri.

embe`, e che cosa ci sarebbe di strano?

. . .

ora qui non voglio scomodare le osservazioni, che in parte condivido, di Lora Adair, professoressa di psicologia evolutiva al Lyon College: una donna che trovo che debba essere terribilmente attraente, e che in questo specifico caso demolisce alla radice l’impostazione data al tema da OkCupid e compagnia cantante. 😉

“Quando si tratta di identificare i tratti che percepiscono come fondamentali in un potenziale partner, uomini e donne di orientamenti sessuali diversi tendono a dare più valore all’intelligenza e alla dolcezza rispetto all’attrazione fisica o sessuale.

Questo è vero in tutte le specie, anche se negli animali l’intelligenza o abilità cognitiva è misurata morfologicamente.

Prendiamo ad esempio alcune specie di uccelli che costruiscono nidi elaborati e li abbelliscono con oggetti colorati trovati in giro per attrarre le femmine più ‘esigenti: la capacità di trovare queste decorazioni e di proteggerle dagli altri maschi che potrebbero rubarle o distruggere il nido serve alle femmine come indicatore delle abilità cognitive del maschio, e di conseguenza della sua idoneità come partner.

A un certo punto della nostra evoluzione, l’intelligenza è stata una qualità che ha aiutato i nostri antenati a forgiare legami sociali e alleanze, ha influenzato la loro capacità di procurarsi cibo, rifugio e sicurezza e la loro capacità di usare utensili e risolvere problemi.

Anche oggi ne vediamo le conseguenze positive, ad esempio in termini di stipendi più alti.

ah, e gli stipendi piu` alti sarebbero di per se stessi positivi?

gia` l’interesse per questa Lora sta drasticamente diminuendo in me. 🙂

. . .

ed e` da notare anche che questa studiosa affronta la questione da un punto di vista tendenzialmente femminile, cioe` privilegiando l’aspetto della costruzione di una relazione stabile rispetto a quella di un rapporto occasionale.

infatti e` totalmente ignorata nella questione perfino la distinzione tra i sessi rispetto al problema:

ma le donne sono tendenzialmente piu` portate degli uomini ad apprezzare l’intelligenza nel partner sessuale, anche occasionale? io penso di si`.

in ogni caso non ho sottolineato abbastanza che per Lora (lasciate che la chiami affettosamente cosi`) l’essere attratti dalle caratteristiche psicologiche di una persona e dal suo fascino intellettuale e` la condizione biologicamente piu` ovvia di una relazione affettiva e sessuale e non la caratteristica di qualche strana minoranza da definire con un termine speciale.

. . .

e` dunque davvero significativo il messaggio implicito in questo test e in analoghe forme di condizionamento di massa: se non ti interessi unicamente all’aspetto fisico nel sesso sei un po’ strano, anzi in fondo la tua e` una forma di perversione.

qualcosa del genere lo vediamo all’opera nei media nei riguardi di Macron, che viene considerato con sospetto per il fatto di avere una relazione con una donna 24 anni piu` vecchia di lui, ma peraltro terribilmente attraente anche fisicamente, almeno per quel che se ne puo` giudicare in fotografia.

e` terribile come siamo condizionati in ogni modo anche nei nostri comportamneti sessuali e come vi sia una fortissima pressione sociale in atto per condizionarli.

sei uno strano, sessualmente parlando, se non consideri il sesso una merce, se dietro il consumo del sesso hai l’idea di una relazione semplicemente di tipo personale e non dico neppure profonda.

sei strano se lo scopo della tua attivita` sessuale non e` semplicemente la soddisfazione del bisogno del piacere genitale.

. . .

pero` adesso mi voglio proprio rovinare.

​e se semplicemente vi dicessi che ho sempre pensato che il principale organo sessuale e` il cervello?

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16 thoughts on “scusi, Lei (lei) e` sapiosessuale? – 296

  1. Ciao, è da un po’ che non do un’occhiata al tuo blog (sono quello che commentava spesso sulla questione vaccini, ricordi?), complimenti per le riflessioni mai banali che pubblichi!

    Adesso va di moda inventare nuove definizioni strane (spesso inglesismi), per cose che sono sempre esistite o per cose addirittura banali come questa.

    Per quanto riguarda la moglie di Macron, c’è da dire che la stragrande maggioranza dei maschi istintivamente sono più attratti dalle donne in età riproduttiva (che non vuol dire per forza giovanissime, io al liceo stravedevo per una prof 40enne e la preferivo di gran lunga alle mie compagne 17enni. Mi sono sempre piaciute di più le donne sui 30-40 anni rispetto alle ragazzine, ma non ho mai fatto fantasie sessuali su una donna in età da menopausa!), e anche quelli che si innamorano e si sposano con donne over 60, spesso e volentieri vivono una scissione tra sesso e affetto.
    Ad esempio un mio amico 38enne si è sposato qualche anno fa con una donna over 60, ma da quello che mi ha confidato con lei di sesso ne fanno pochissimo, quasi niente, i bisogni sessuali li appaga con prostitute molto più giovani (con il consenso di lei, che è al corrente di tutto e a quanto pare non è affatto gelosa)… ognuno è libero di fare quello che vuole, ma onestamente un matrimonio senza sesso non mi sembra il massimo, forse un po’ triste (sembra più un rapporto madre-figlio, che marito e moglie)… credo che anche Macron potrebbe vivere una situazione simile (cioè matrimonio “in bianco”, e sesso con donne o uomini più giovani)

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    1. e certo che mi ricordo dei tuoi commenti, quindi bentornato; temevo di averti offeso involontariamente con la mia ultima risposta in cui avevo espresso molto schiettamente il mio dissenso da certe tue affermazioni.

      direi che hai vissuto perfettamente una situazione alla Macron, allora; forse l’unica differenza e` che la tua affascianante profe di tanti anni fa non ti ha corrisposto.

      io ho conosciuto una situazione simile quando insegnavo per via di una collega che si separo` dal marito per mettersi con un allievo di 17 anni, di poco piu` vecchio dei suoi figli, che se ne ando` di casa, ma lui peraltro la mollo` dopo due o tre anni.

      allora mi trovai a difenderla nell’ambiente decisamente bigotto del liceo molto bene nel quale insegnavo; oggi mi rendo conto che la mia amica sarebbe stata definita pedofila, visto che lo studente era legalmente minorenne, e probabilmente arrestata se i genitori avessero fatto denuncia.

      decisamente l’imprigionamento dei comportamenti sessuali ha fatto passi da gigante, e lo strumento principale di questa desolante omologazione appare la normazione di alcune scelte, che in qualche modo riescono a farsi valere, rispetto ad altre, che vengono definitivamente schiacciate perche` troppo di nicchia (a parte stupro, sadismo e pedofilia vera e propria, che rimangono crimini molto gravi, ovviamente).

      sembra che alla fine si sia persa una certa leggerezza nel considerare certi aspetti della vita sessuale e una capacita` autentica di accettare le diversita` di scelta, che paradossalmente a me pare fosse molto piu` viva quando prevalevano formalmente altre forme di conformismo bigotto.

      mi pare sia in atto un processo parallelo e specularmente capovolto rispetto agli anni Cinquanta, dove, per reazione alla morale ufficiale bigotta, la gente tendeva di fatto ad essere molto piu` tollerante in pratica; oggi la psicologia di massa tende ad essere piu` irrigidita, proprio perche` la morale pubblica e` ufficialmente tollerante (di quella tolleranza repressiva di cui parlava marcxuse cinquant’anni fa).

      in ogni caso delle scelte erotiche o soltanto sessuali di Macron non parlo neppure sotto tortura, dato che in fondo e per fortuna nessuno di noi neppure le conosce davvero. 🙂

      a risentirci al prossimo commento, spero presto. 🙂

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      1. “temevo di averti offeso involontariamente con la mia ultima risposta in cui avevo espresso molto schiettamente il mio dissenso da certe tue affermazioni.”

        No, no, nessuna offesa. Piuttosto mi sono reso conto di aver detto un po’ di cazzate tirando in ballo l’India e la cultura dei popoli la abitano (che tu sicuramente conosci molto meglio di me), e ho deciso di prendermi un po’ di tempo prima di rispondere, anche per far sbollire la tensione, dovuta al fatto che effettivamente sull’immigrazione la pensiamo in maniera un po’ diversa. Poi alla fine ho lasciato passare troppo tempo, e mi sono dimenticato…
        Sia chiaro, io non sono un estremista anti-immigrati, quando sento alcuni pensieri deliranti e fobici sul “meticciato” voluto dai poteri “mondialisti” per annientare i popoli europei (come se la maggior parte degli italiani non fossero meticci da secoli), invasione programmata, ecc…ecc… rimango sconcertato. Spesso non provo neanche a rispondere (non si può ragionare con chi delira).
        Però non credo nella società multiculturale (da non confondere con con multietnica, sono cose diverse!), in tutti i casi storici e attuali in cui popoli con diverse e inconciliabili si sono ritrovate a convivere sotto uno stesso stato, sono nati i ghetti. E dunque sono decisamente contrario all’ideologia NO BORDERS, secondo cui non dovrebbe più esistere alcun confine e alcuna barriera tra gli stati. Una volta aboliti i confini nazionali, si innalzerebbero un’infinità di muri e fortificazioni LOCALI (vedi le GATED COMMUNITY negli Stati Uniti, uno dei Paesi più multiculturali non a caso è anche uno dei più divisi al suo interno). Disuguaglianze economiche e culturali estreme sono disastrose!

        In definitiva credo che sia preferibile un’Europa di confini nazionali ben definiti, che si possono superare soltanto rispettando una serie di regole abbastanza severe, piuttosto che un’Europa divisa in mille ghetti e fortificazioni!

        E se credi che sia fantascienza distopica, mi sembra che anche in alcune città del nord Italia (e peggio ancora nel Nord Europa) esistono già quartieri-ghetto islamici o cinesi, palazzi-casermoni-quartieri abitati solo da immigrati nel degrado più totale e con continui conflitti tra gang di diverse etnie, e negli ultimi anni stanno nascendo anche le GATED COMMUNITY in cui i ricchi possono isolarsi dai poveri nel loro mondo dorato: https://news.vice.com/it/article/gated-community-italia

        Questi secondo me sono gli effetti collaterali della globalizzazione, dei cambiamenti economici dovuti alle tecnologie (che insieme ad altri fattori stanno esasperando le disuguaglianze economiche), dell’immigrazione di massa e di un’integrazione tra culture differenti che spesso non funziona.

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        1. avere opinioni diverse sull’immigrazione (ma vedremo poi fino a che punto) non dovrebbe essere causa di tensioni e del resto e` sempre molto piacevole discutere con te, come mostra anche questo commento; le tensioni nascono soltanto quando le opinioni appaiono il frutto di pregiudizi grossolani; ma in genere non mi pare il tuo caso.

          siccome, per scelta, da tempo non scrivo nessun post organico sul tema immigrazione, temo che il tuo commento mi fornira` l’occasione di puntualizzare le mie opinioni sull’argomento, al di fuori di quei temi obbligati di discussione politica del momento che in Italia mi stanno diventando insopportabili per la mediocrita` generale del dibattito.

          premetto che complessivamente non mi trovo molto lontano dalle considerazioni che fai almeno su un punto essenziale: neppure io sono un No borders, e non lo sono da tempi non sospetti; ritrovo questa posizione mentre ripubblico, su un altro blog, i miei post di dieci anni fa; mentre mi piacerebbe sapere che cosa pensa oggi chi lo era allora e discuteva con me, visto che nel frattempo e` diventato renziano.

          il rifiuto della teoria no borders e` strettamente legato alla distinzione fra rifugiati ed immigrati: siamo infatti tenuti ad accettare i primi (sempre entro i limiti delle nostre concrete possibilita`, naturalmente: nessun principio etico puo` essere assoluto e non tenere conto dei vincoli della realta`), ma non i secondi.

          e tuttavia, realisticamente, devo ammettere che questa distinzione vacilla sotto l’onda inarrestabile dell’effetto serra: chi dice aiutiamoli a casa loro sta lanciando uno slogan senza altro significato che spargere un po’ di fumo negli occhi a vanvera.

          anche se ai tropici il riscaldamento del pianeta sta esercitando i suoi effetti minori, tuttavia la situazione climatica di partenza in queste aree e` gia` talmente precaria che basta un innalzamento anche modesto delle temperature per distruggere irrecuperabilmente le possibilita` stesse di sopravvivenza di intere nazioni.

          e del resto, dove la situazione precipita, l’agricoltura di sussistenza diventa impossibile, anche gli animali da pascolo stepposo muoiono per mancaza d’acqua, non tarda ad arrivare qualche guerra, preferibilmente civile, che esprime e moltiplica la disperazione.

          per cui – come la Siria insegna – i profughi climatici, che potremmo ostinarci a chiamare migranti – e che rischiano di essere a breve centinaia di milioni – diventano rapidamente anche profugi politici veri e propri verso i quali, nella nostra civilta` attuale, scattano i doveri di accoglienza per salvarli dalla morte immediata.

          in questo scenario non so davvero quanto potra` sopravvivere l’ideologia umanitaria che ancora ci governa; ma continuo a battermi sperando che possa sopravvivere il piu` a lungo possibile, ricordando che le migrazioni dei popoli sono l’essenza stessa della storia umana, perche` sono un tratto ineliminabile della nostra natura, e sono sempre avvenute, solo che in passato avvenivano sotto forma di invasione armata, di guerra, di genocidio.

          quando l’ideologia umanitaria che oggi ci permette di gestire pacificamente le migrazioni verra` meno, nessuno si illuda che possa esistere una qualche forma di chiusura protetta che non sia armata e guerreggiata.

          condivido anche le tue considerazioni sul pericolo complessivamente rappresentato dalla sopravvivenza di lunga durata, nei paesi di immigrazione, di comunita` locali differenziate in base alla cultura di origine (Chinatowns, ghetti neri, Little Italy’s), anche se nella breve durata le dobbiamo considerare inevitabili.

          il problema centrale e` infatti l’integrazione dell’immigrazione; e ovviamente i razzismi ricorrenti sono dannosi perche` vanno appunto nella direzione di stimolare queste chiusure di carattere etnico, o meglio culturale.

          integrazione pero` non e` assimilazione: dalla convivenza con gli immigrati anche la cultura di origine viene gradualmente trasformata (e a mio parere arricchita) se non si chiude a ricco in qualche teoria suprematista.

          insomma, siamo ancora alla teoria del crogiuolo culturale, in un difficile punto di equilbrio da costruire poco per volta tra cultura d’origine e culture di arrivo.

          non mancano nella storia passata esperienze molto istruttive: guardo con grande interesse, ad esempio, all’impero romano che duemila anni fa realizzo`, nell’area del Mediterraneo, una anticipazione molto istruttiva dell’attuale globalizzazione e che viveva del trasferimento pacifico al suo interno di grandi masse di popolazioni diverse, che costituivano il suo deposito di manodopera servile, cioe` di schiavi.

          una delle cause della sua fine fu rappresentata dalla chiusura integralistica religiosa della sua minoranza forse piu` forte, allora, quella ebraica, che si calcola rappresentasse circa il 10% della popolazione dell’impero, fuori della Palestina, e che rimase impermeabile alla cultura aperta dell’impero, favorita del resto dal politesimo religioso che consentiva di assimilare le divinita` piu` diverse – tranne appunto quella ebrea che non non ne accettava nessun’altra.

          le devastanti guerre con gli ebrei, al centro di diverse crisi di alcune dinastie imperiali, sembrano l’equivalente dello scontro attuale dell’islamismo, che per molti aspetti e` soltanto un ebraismo aggiornato, altrettanto chiuso ed esclusivo, e si conclusero con la vittoria degli integralisti religiosi nella forma appena un poco piu` evoluta del cristianesimo: vittoria che neppure riusci` tuttavia a salvare l’impero, definitivamente affossato da una crisi climatica che allora aveva segno opposto all’attuale e fu di raffreddamento. sto parlando della piccola era glaciale della tarda antichita`, che sembra sia stata scatenata tra il VI e il VII secolo da potenti eruzioni vulcaniche.

          questo precedente storico dovrebbe portarci ad esaminare con cura il problema dell’integrazione degli islamici nelle societa` occidentali, non per respingerli a priori, naturalmente, ma per porre loro precise condizioni per l’accettazione (mi limito a questo accenno, sono gia` troppo lungo).

          detti questi due punti di contatto dico subito il terzo di dissenso preciso, ed e` dove tu consideri la dimensione nazionale dei diversi stati europei quela da assumere come punto di riferimento per il problema dell’integrazione.

          mi sembra una posizione vecchia, sorpassata dai fatti, anche se non ancora dalle realta` politiche: se l’idea e` quella di rinchiuderci nelle piccole patrie, la battaglia e` gia` persa.

          penso con terrore del resto alla nuova cultura che potrebbe nascere dalla fusione ad esempio fra la tipica cultura mafiosa italiana e le mafie di altri paesi…

          no: l’integrazione, a mio parere, dovra` essere europea; e questa e` una guerra tutta da combattere.

          grazie per la pazienza della integrale lettura di questo commento.

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  2. Prima di rispondere che sì, certo, l’ho sempre saputo di essere una “sapiosexual e”, anche se l’etichetta l’ho scoperta solo un paio d’anni fa, leggendo un articolo, anche piuttosto superficiale, ma che mi ha permesso di capire che potevo avere una classificazione non banale, prima di fare, quasi pubblicamente, questa dichiarazione, ho accertato che anche il mio compagno si riconoscesse appartenente alla categoria…Metti che dicesse di no, che figura ci facevo?

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    1. ahahh, apprezzo la tua prudenza.

      continuo a pensare pero` che una scelta di partner per prevalente apprezzamento globale della sua personalita` non definisca poi una categoria, ma un atteggiamento prevalente.

      mi piacerebbe quasi che dal post nascesse un sondaggio, per scoprire che, in modi diversi, siamo tutti attratti, alla fine, in maniera determinante dal fascino personale, piu` che da ogni altra caratteristica come il bel seno (o il torace sviluppato) e le belle gambe.

      certo, per ora, tre commenti e tre confessioni di presunta sapiosessualita`; aggiungici l’autore e siamo all’en plein.

      ma, certo, i lettori di questo post non fanno testo… 🙂

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  3. Interessante, dà un nome a qualcosa che di me stessa so da almeno più di 40 anni. Ma perché pensi che se gli psicologi definiscono una modalità di essere la considerino ” strana” ? Casomai il contrario, ti senti in buona compagnia. In ogni caso, si sa che i test di personalità vanno presi un po’ come un gioco, con molta leggerezza, non come vangelo. C’è qualcosa di vero, a volte, ma che non definisce tutto. E che sarà mai…Dai, ogni tanto stacca la vis polemica.

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    1. questo tuo commento mi e` stato molto utile, perche` ho capito di non avere motivato a sufficienza i motivi del mio giudizio critico (contando un poco sull’intuizione del lettore, che – pensavo – avrebbe mentalmente completato da solo alcuni passaggi), e quindi ho rivisto il post e l’ho integrato qua e la`, rendendolo piu` didattico, ma certamente anche piu` esplicitamente polemico.

      a differenza di quel che pensi tu, lo era troppo poco, secondo il mio parere, e non troppo.

      il nucleo del problema sta appunto nel fatto di rendere una “categoria” specifica quella che invece dovrebbe essere una caratteristica piu` o meno universale della relazione erotica, che si fonda, anche nella specie umana, sulla particolare considerazione data all’intelligenza:

      magari ci differenziamo poi nel giudicare che cosa e` intelligenza (per qualcuno sara` la capacita` critica, per qualcuno – sbagliando profondamente – l’informazione culturale, per qualcun altro l’intelligenza pratica e operativa, per altri ancora il senso degli affari e la capacita` di guadagnare, o infine per molti, spero moltissimi, l’intelligenza emotiva, cioe` la capacita` di gestire in senso positivo le relazioni umane e in particolare (o magari anche in via esclusiva) la relazione col partner.

      pero`mi pare accertato che per chiunque o quasi in una relazione, accanto all’aspetto fisico gradevole, che non guasta, sono questi i requisiti principali che cerchiamo in una relazione, soprattutto se la pensiamo come stabile.

      con una persona dall’aspetto fisico gradevole puoi avere un rapporto effimero, ma se mancano i requisiti visti sopra e` difficile che non subentri la noia e venga meno la motivazione; magari a questo punto ci si mette a cercare un’altra persona piacevole fisicamente, ma sempre fino a che non si trova la persona giusta, che ti affascina anche mentalmente.

      a me pare decisamente strano, mi sembra una specie di capovolgimento della realta`, rendere una specie di categoria, a cui dare un nome, questa caratteristica pressoche` universale, almeno immagino.

      e mi pare evidente che dietro ci sta il desiderio di diffondere un modello di sesso consumistico mordi e fuggi.

      a questo punto chi cerca nel partner la gratificazione anche psicologica ed emotiva DEVE sentirsi in un particolare gruppo di minoranza: addirittura si inventa un sito soltanto per lui.

      e tutti dobbiamo essere certi che per la stragrande maggioranza degli esseri umani attorno a noi l’intelligenza non vale una cicca, e` un inutile orpello, che l’umanita` vuole e cerca solo l’attrattiva fisica.

      e, naturalmente, che ci dobbiamo buttare nel mercato per curare e migliorare almeno quella, visto che e` la piu` importante e anche la piu` manipolabile – entro certi limiti.

      sara` forse anche cosi`, oppure stara` anche diventando anche cosi` nelle nostre societa` occidentali; certo nella maggior parte del mondo non mi pare, fortunatamente; senza considerare i molti e popolosi paesi dove i matrimoni sono ancora combinati dai genitori, che certamente considerano bene l’intelligenza del futuro o della futura coniuge (intelligenze declinate diversamente, secondo i ruoli sessuali attribuiti nella coppia).

      certo, tu dici che tutto va preso con leggerezza, che in fondo e` un gioco, e mi ripeti ad ogni commento sui piu` vari argomenti hche sono troppo polemico.

      che risponderti? quel che tu chiami spirito polemico io lo chiamo spirito critico e non ho certo intenzione di rinunciarci.

      metti mai che perda quel poco di sexual appeal che posso avere ancora su chi e` sapiosessuale… 🙂

      tu piuttosto? non rischi di perderne un pochino con questa critica standard? 😉

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      1. la risposta di principotta e` arrivata via mail, per inconvenienti informatici vari:

        Sì, condivido molte cose che dici; però, guardandomi attorno non mi sembra che persone non brillanti in nessun senso non abbiano avuto persone che si sono innamorate di loro.. Anche tenendo presente che i tipi di intelligenza sono vari e diversi (gli esperti ne ipotizzano 6 o 7 almeno), tuttavia a me sembra, guardando anche persone che conosco da tanto tempo, che abbiano avuto una vita sentimentale più stabile quelli che “non avevano grilli per la testa” ( minori curiosità intellettuali e spirito di iniziativa in generale – magari un po’ di buon senso sì e sarà anche quella una forma di intelligenza ).
        La mia idea di spirito critico, comunque, è che questo non esclude, anzi consiste proprio ANCHE nel vedere quando una situazione va ” abbastanza bene” , senza essere perfetta. Non è fare il bastian contrario a tutti i costi, quella è una nevrosi. Non conduce certo a risultati positivi per sé e per gli altri. Perciò, se da giovane qualche volta lo avrò fatto anch’io, certo non vorrei farlo alla mia veneranda età, e non importa se la cosa non è affascinante, ma conduce ad uno stare meglio con me stessa (di conseguenza è meglio anche per il mio prossimo).
        Vabbè, ho pontificato anche troppo 😊. Sì, da parte mia vorrei lasciare lo spirito polemico solo per i casi strettamente necessari. Sono troppo pigra per sprecare energie 😀.
        Ciao criticone ☺

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        1. ciao. credo che questa risposta consenta di vedere meglio le radici profonde di una differenza di giudizio che si e` rivelata assai radicata nel meotodo.

          tu consideri un fatto positivo una vita sentimentale stabile, io no.

          per carita`, una certa stabilita` fa anche comodo, ogni tanto, ma e` proprio l’idea di una vita intera o di grandi porzioni di essa trascorse accanto alla stessa persona che a me fa impressione.

          io oggi mi considero un single come te, e sono ben felice di esserlo, ma mi fai riflettere che questa somiglianza e` soltanto apparente: non e` affatto la stessa cosa, infatti, essere soli, ma con tre figli alle spalle, oppure essere soli con alle spalle dei parenti come quelli che hai tu.

          lo spirito critico sa anche riconoscere quel che non e` perfetto, ma accettabile, certo: ma naturalmente non rinuncia a criticarlo, nella speranza di aiutare a migliorarlo: difficile che non ci sia in ogni situazione qualche aspetto negativo da illuminare per provare a a correggerlo.

          io sono sicuro che, se rinunciassi per risparmiare le emergie, come dici tu, non vivrei affatto piu` in pace con me stesso, anzi avrei parecchio da rimproverarmi.

          in conclusione, ciascuno segue la sua natura e i suoi valori di riferimento e ciascuno vede se stesso e il suo ruolo nel mondo in modo diverso.

          mi sembre tutto perfettamente naturale…

          quanto alle notifiche del blog che non ti arrivano, hai provato a reiscriverti? a volte l’iscrizione salta chissa` per quali motivi.

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        2. altra risposta di principotta via mail:

          Sì, ognuno segue la sua natura e né la mia né la tua erano indoli portate alla fedeltà. Pur con questa somiglianza, abbiamo fatto scelte diverse e, riconsiderando come si riconsidera ad una certa età, a me sembra di aver pagato un prezzo forse più alto del tuo e in questo c’ entra qualcosa che apparteniamo a due sessi diversi? Mi sa di sì, la pongo come ipotesi.
          Ma mica voglio fare la vittima, solo spezzare una lancia a favore del buon senso (dolorosamente conquistato? Almeno in teoria sì, ma ho ancora tempo per far ca**ate).

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          1. stavo giusto pensando che quella che tu chiami pigrizia non e` altro che il tuo adeguamento al modello di totale svalutazione di te in quanto donna che ti e` stato trasmesso nella tua famiglia: madre depressa e padre maschilista, figlia schiacciata.

            tu dirai che hai anche buoni motivi clinici e biologici, per dir cosi`, per sentirti poco attiva, ma io penso che alla fine il tuo corpo si e` adeguato al tuo modello mentale di te stessa, per permetterti di vivere in pace.

            io avevo motivi perfino ben piu` consistenti dei tuoi per diventare una persona poco attiva: basta pensare alla malformazione cardiaca.

            naturalmente anche il mio iper-attivismo puo` essere spiegato allo stesso modo: con la convinzione instillatami fin nell’infanzia da mio padre che io fossi una persona speciale e che dovessi fare cose straordinarie; per la verita` anche mia madre ha cercato di instillare in me ogni forma di aut-svalutazione possibile, ma ha prevalso in me il modello positivo ed attivo di mio padre, anche se il compromesso e la concessione fatta a mia madre e` che io faccio si` cose che soggettivamente mi sembrano straordinarie e mi mettono in pace con me stesso, ma poi in fondo faccio di tutto per non affermarmi davvero.

            anche io ho pensato che la componente del sesso e` comunque significativa: maschile, quindi piu` aggressivo; femminile, quindi piu` riservata, soprattutto in un mondo in cui le donne sono comunque considerate quasi una specie minore.

            ecco, tutto questo per dire che, a parer mio, tutte queste scelte, sia tue sia mie, non hanno minimamente a che fare col buon senso: del resto, tu chiami buon senso il conformismo mediocre, secondo me.

            a proposito, mi e` appena arrivato, leggendo qua e la`, questo link; non per riaprire una vecchia disputa, ma per confermare la mia ferma negazione che il tuo sia buon senso; al contrario, e` la sua negazione, se buon senso significa esercizio critico della ragione.

            http://www.lastampa.it/2016/03/05/multimedia/italia/cronache/scende-in-piazza-contro-ddl-cirinn-coperto-solo-da-una-foglia-di-fico-Ido3laW0jWNJXH0565xcMN/pagina.html

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            1. risposta di principotta via mail:

              Partiamo da questo: quando parliamo di buon senso non riferiamoci a me o a te, facciamo un discorso generale, se puoi. Anche se non saremo d’ accordo. Tanto io non sarei un modello da prendere in considerazione, ma parliamone in generale.

              Conosci quella formuletta che forse avrai incontrato anche tu nella tua giovinezza: “Dammi la capacità di accettare le cose che non posso cambiare, quella di cambiare quelle che posso e soprattutto il discernimento per distinguere le une dalle altre”. Lungi dall’essere conformismo, questo per me è un talento che incide moltissimo sulla maturità di una persona. Ce ne fossero tante di persone così, vivremmo in un mondo migliore. Se non sei d’accordo, mi rassegno ad accettare quello che non posso cambiare. Eviterò di riaprire il discorso.

              Sto esaurendo la voglia di discutere.
              Sono pigra perché sono un animale lento, ho bisogno di tempi lenti, e non è certo nella mia terza età che diventerò più veloce.
              Ci fermiamo qui per la pennica?

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              1. sono andato ad informarmi sull’origine di questa massima: ero incuriosito dal fatto che ci si rivolgeva ad una entita` sconosciuta chiedendole qualcosa; intanto ho trovato che la sua forma originaria e`:

                «Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
                il coraggio di cambiare le cose che posso,
                e la saggezza per conoscere la differenza.»

                e` una preghiera, ed e` stata adottata anche dagli Alcoolisti Anonimi come parte di un loro programma di disintossicazione.

                insomma, niente di troppo entusiasmante nelle sue origini, come vedi.

                soprattutto il suo limite sta nel non dire, neppure per accenni, quali sono le cose che si possono cambiare e quali no; quindi non da` nessun contributo a quella saggezza che invoca alla fine da Dio, mentre sarebbe il caso di sgomitare un po’, semmai, per raggiungerla da soli.

                io direi che le cose che non si possono assolutamente cambiare sono ad esempio i limiti biologici: la nascita, la morte, le malattie, l’ambiente nel quale viviamo, che tuttavia in piccolissima parte dipende anche da noi…

                ma subito dopo mi correggo e dico che anche la nascita e la morte e la malattia, entro certi limiti si possono cambiare: certo, non si possono eliminare, ma modificare nei loro tempi e nei loro modi si`.

                il concetto “cambiare” e` assolutamente inadeguato: confonde eliminare con modificare e ne fa un pasticcio unico.

                non esistono cose che in assoluto non si possono cambiare, cioe` modificare, almeno un pochino, ma neppure esistono cose che si possono cambiare del tutto, cioe` cancellare completamente.

                dovessi cambiare la formula, la trasformerei in una frase da solo: vorrei impegnarmi a capire meglio i limiti di quel che posso fare nel mondo, e questo indubbiamente mi aiuterebbe a vivere meglio.

                ma qui chiudo con un’ultima nota critica, cioe` indubbiamente polemica, contro questa frasetta che mi pare abbastanza superficiale e da Baci Perugina: chi l’ha detto che lo scopo principale del pensiero critico sia di cambiare il mondo o anche soltanto le cose?

                programma di giovane Marx (I filosofi hanno sinora cercato di interpretare il mondo; si tratta, invece, di cambiarlo – citazione mia a memoria).

                si`, da giovane l’ho pensato anche io, ma oggi la mia visione e` molto cambiata con l’eta`: io oggi lo concepisco in un modo molto diverso: il pensiero critico e` soprattutto un modo di difendersi dalle sopraffazioni esterne; questa difesa spesso implica anche forme di azione, ma non sempre, e la strategia migliore resta quella della fuga, del distacco, del rendersi inafferrabili.

                Epicuro al posto di Marx: vivi nascosto.

                puo` sembrare stupefacente a chi mi conosce quel che scrivevo in uno degli ultimi posti, che io scopro da anziano che io sono un libertario estremo, che si rifiuta perfino di legare i pomodori al bastone o di tenere chiuse le galline nel pollaio; e di sicuro non pretendo di convincere nessuno, ne` qui ne` altrove: ho imparato da tempo che a sbattere la propria testa contro il muro rappresentato dalla testa degli altri ci si fa male.

                difficile riconoscermi, vero? eppure la chiave di volta sta nel fatto che per difendere la liberta` propria e – a volte – anche quella degli altri che chiedono di essere difesi, bisogna tagliare le ali ai prepotenti, e dunque non si puo` essere libertari senza essere autoritari contro chi lede la liberta` altrui.

                ma temo di avere abusato delle tue forze e della tua pazienza, e di avere dimostrato di nuovo semplicemente quanto posso risultarti insopportabile.

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