il mio secondo bambino ragno. 19 agosto 2007

ogni tanto, mentre ripubblico i miei post di dieci anni fa, rileggendomi mi capita di sorprendermi (mi ero dimenticato di me stesso?) e mi viene voglia di far rileggere anche a qualcun altro, piuttosto che scrivere qualcosa di nuovo.

questo e` un passo del mio diario di viaggio online in Nepal 2007.

Sorgente: il mio secondo bambino ragno. 19 agosto 2007 – cor-pus 290 [err. 294] – 653

Sonntag, 19. Aug, 2007 – 07:13:28

Avete mai visto un ragno a cui qualche sventura abbia fatto perdere una parte delle zampe? striscia faticosamente con quelle residue col corpo penosamente squilibrato dal lato sopravvissuto.

Beh, questo serve a darvi una prima idea sommaria di quella specie di insetto umano che e` entrato nel mio campo visivo ieri sera a cena: diciamo meglio che corrisponde alla prima impressione o emozione subita.

Stavo alla finestra antica decorata davanti a un brodo caldo cinese di pollo e bambu` a guardare nella strada semibuia, i lampioncini interni davano il loro discreto chiarore e una musica inglese anni 70 mi riempiva il cuore di nostalgia e anche di malinconia al pensiero della differenza fra avere vent’anni e averne sessanta.

Insomma ero un occidentale relativamente felice che si stava godendo la sua piovosa Kathmandu` e anche il fatto che il brodo caldo gli stava facendo passare l’acuto mal di stomaco da antibiotici.

Ed ecco questa prima sorpresa e sgradevole impressione seguita da un vero orrore: quell’essere indescrivibile era un bambino.

Un bambino che non aveva due gambe e due braccia, ma due arti in tutto, a non voler considerare quel moncherino di braccio in piu` che gli era rimasto piu` che altro come sfregio o irrisione, dato che terminava a meta` avambraccio e quindi restava sospeso in aria, inutile, come una specie di cresta.

Non capite, vero? Neppure io ho capito subito, giuro, e ho impiegato qualche secondo a capire che non mi trovavo di fronte a una qualche mostruosita` genetica, ma a mutilazioni.

Il bambino aveva in tutto una gamba ed un braccio, oltre al moncherino, tutti e due dalla stessa parte del corpo, e quindi per camminare usava il braccio come gamba.

Si muoveva quindi velocissimo sui bordi della strada come un grosso gatto correndo su questo suo strano apparato di locomozione che i suoi assassini gli avevano lasciato: la sua velocita` aveva nulla da invidiare a una camminata normale, se non fosse per l’inconveniente che tutto il corpo era impegnato nell’azione di muoversi e che la testa veniva a trovarsi rivolta verso il basso all’altezza di quello che per un bambino normale e` l’inguine.

Poi il bambino si e` fermato di fronte a un mucchio di spazzatura: e` stato li` che veramente ho capito che era un bambino e che cosa gli era successo, perche` li` seduto, mentre frugava per cercare qualcosa da mangiare, e` apparso di colpo un normale – ho detto un NORMALE – bambino SENZA GAMBE.

Gia` perche` in questo momento l’unica gamba che aveva e` diventata il secondo braccio che gli era necessario e come tale collaborava con l’altro, certo con dita molto piu` rozze e approssimative, nel compito di selezionare e scartare i rifiuti.

Non ho fatto tempo a riprendermi dall’emozione che velocissimo l’esserino disperato e senza nessuno aveva ripreso la sua corsa ed e` sparito.

Inutile gettarglisi dietro, inutile dirsi che a qualunque costo lo avrei aiutato, che aveva diritto almeno a una protesi e che a qualunque costo io gliela avrei procurata, era oramai perso nella strada che e` la sua provvisoria patria.

* * *

Ecco che cosa e` stata, ecco che cosa e` la guerra civile, o se volete la guerra, dato che e` ogni guerra e` sempre una guerra civile.

Ogni guerra che combattiamo e` una guerra contro quel nostro incerto futuro che sono i minori, dovremmo sempre ricordarlo, mentre la guerra civile a Baghdad semina in un solo giorno piu` morti che un terremoto nel Peru`.

* * *

La coda moraleggiante di qui sopra e` veramente inutile.

Sapete che cosa penso? Che l’ho scritta solo per arginare in qualche modo la mia sofferenza e per non dirvi che mentre sto scrivendo questo post sto facendo l’unica cosa giusta in queste circostanze: piango.

Ma questa conclusione del post sarebbe stata cosi` poco virile, meglio quella di sopra che butta li` come una specie di speranza.

. . .

ah, ho dimenticato allora di dirlo: perche` questo era il mio SECONDO  bambino ragno?

perche` il primo lo avevo visto in un treno, in India.

. . .

commenti:

LuisaRuggio    http://luisaruggio.blogs.it Sonntag, 19. Aug, 2007 @ 10:24:27

Mauro… credo che non scrivero` niente questa volta, Mauro. Me ne sto solo qui, come una scema, a guardarti piangere mentre guardi il bambino mutilato di cui fino a un attimo fa non sapevo nulla o riuscivo a non sapere nulla come altre cose che mi riesce molto bene di non sapere e me ne vergogno.
Ti abbraccio.

Bortocal   Montag, 20. Aug, 2007 @ 16:21:12

non capisco la tua vergogna, Luisa, e neppure so se queste cose non le vuoi sapere o semplicemente ti capita di non saperle, come a me poi invece, in qualche modo miracolosamente, altrettanto CAPITA di venirle a sapere, forse solo perche’ do un prezzo assai lieve alla mia vita e passo nei luoghi dove posso incontrarle.

Annunci

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...