A proposito di Trump e Berlusconi – 309

Le analogie fra i due sono impressionanti, è  vero.

Sembra che l’Italia, dopo avere inventato per prima il fascismo nel secolo scorso, abbia anche scoperto il populismo di destra da miliardari rozzi e ignoranti, quanto politicamente incapaci, che è la sua variante contemporanea.

Però sono notevoli anche le differenze e perfino più  importanti.

L’America ha gli anticorpi, si dice, ed è  vero: in meno di un anno Trump è stato totalmente ridimensionato e messo all’angolo. Tanto che oramai è  un dettaglio persino poco significativo se verrà anche formalmente destituito o resterà a fare il fantoccio nelle mani della destra americana classica, facendo cioè il contrario di quello che aveva promesso.

Ma attenzione, che il nuovo Trump ridimensionato e risalito è  molto peggiore del precedente: in pratica un pericolo imperialista guerrafondaio classico, che promette interventi militari dappertutto, perfino in Venezuela, basta che sia petrolio da controllare…

. . .

Però anche l’Italia aveva gli anticorpi all’inizio e Berlusconi perse la carica di capo del governo in pochi mesi.

Poi però Berlusconi tornò al potere sette anni dopo, e questi non furono affatto anni di eclisse politica; per ora sembra invece difficile che Trump possa essere rieletto fra tre anni.

Le differenze sono nella cultura politica dei due paesi?

Sembra che Berlusconi abbia plasmato nel profondo la nuova Italia irrespirabile in cui viviamo, tanto che il Partito Democratico che ne ha gestito malamente l’opposizione per un ventennio, oggi lo fotocopia malamente facendo perfino rimpiangere quasi l’originale.

. . .

Le differenze che io vedo sono soprattutto due:

Berlusconi venne subito dopo Mani Pulite e la distruzione quasi completa del sistema dei partiti politici italiani e si creò un partito politico personale.

Questo, invece, Trump non è in grado di farlo e dunque il suo partito di riferimento, il Repubbkicano, è  autonomo da lui e in grado di scaricarlo.

La destra italiana,  invece, non è  in grado di liberarsi di Berlusconi neppure dopo una interdizione dalla politica e a 81 anni…

. . .

La seconda differenza credo sia ancora più importante: Trump è un magnate televisivo come Berlusconi, ma non è un monopolista della televisore e dei media come lui. Il sistema dell’informazione americano è  molto  più autonomo di quello del nostro paese provincialismo e conformista. In America molti più  giornalisti hanno la schiena diritta perché  la stampa non è così  succube e, se lo diventasse, perderebbe lettori.

Quindi Trump per pra, deve cercare di plasmare l’opinione pubblica via twitter, ma è una bella impresa. Anche l’invenzione classica di un ottuso estremismo di ultra-sinistra per acchiappare voti sembra funzionare poco.

Insomma Berlusconi ha fatto forse da maestro, ma più in Thailandia a Thaksin o in Ungheria ad Orban, che in America a Trump, con la differenza che entrambi questi personaggi sono politicamente ben più capaci di lui.

. . .

Ma il berlusconismo che ci ha plasmato come paese forse irreversibilmente, rimane un fenomeno provinciale: ha anticipato sì la grande ondata ideologica e politica di destra che oggi attraversa il mondo, confermando il ruolo storico italiano di capofila della destra mondiale, ma rimane poi irripetibile nelle sue concrete caratteristiche e non è  davvero in grado di diventare un modello esportabile su larga scala, come fu invece per il fascismo cen’anni fa.

Di paesi come noi non c’è ne sono poi molti e occorre essere proprio l’Italia per sorbirsi prima Berlusconi per 18 anni e poi provare a restituirlo con Renzi.

. . .

Comunque oramai anche in Italia siamo nel post-berlusconismo, ossia in un berlusconismo ulteriormente peggiorato e incattivito; e a me non pare proprio che neppure l’alleanza esplicita fra l’originale Silvio e la fotocopia Matteo possa dare un futuro al berlusconismo paleo- oppure neo-.

Il paese ha bisogno di sbattere la testa con nuove mirabolanti invenzioni politiche, ma i poteri reali non gli permetteranno di farlo ed escogiteranno nuove trovate.


Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.