Johannes detto Theuda, il battezzatore – il profeta egiziano 11 – 312

nel momento in cui comincia a diventare plausibile l’ipotesi che lo Jeshu dei vangeli sia in realta` il profeta egiziano protagonista di una spedizione di seguaci entusiasti sanguinosamente fermata alle porte di Gerusalemme nel 54, e piu` esattamente sul Monte degli Ulivi, occorre porsi il problema della figura di Johannes il Battezzatore, che nella tradizione cristiana e in tutte le narrazioni evangeliche e` strettamente legato a Jeshu.

come abbiamo gia` visto, il racconto della morte di Johannes il Battezzatore che si trova nelle Antiquitates Judaicae di Giuseppe Flavio non ha consistenza storica, ed e` perfino incompatibile con la presunta cronologia cristiana costruita in seguito: e` in tutta evidenza una interpolazione di cui si individua facilmente anche la fonte in Eusebio di Cesarea.

ma l’azione di Johannes il Battezzatore e` vista come l’antefatto diretto di quella di Jeshu in tutte le narrazioni evangeliche: che iniziano costantemente col battesimo di Jeshu da parte di Johannes e col riconoscimento, da parte sua, vero o presunto che fosse, che Jeshu e` il re di Israele (ossia il messia) da lui annunciato.

battesimo-gesu-zeffirelli-blog

non e` affatto detto che le cose siano andate effettivamente cosi`, ma prendiamo atto che i seguaci di Jeshu volevano che si credesse questo.

questo legame direi che e` costitutivo del cristianesimo in ogni sua variante possibile, anche se non ha impedito che il gruppo piu` consistente dei seguaci di Johannes rifiutasse di riconoscere Jeshu e si mantenesse ben distinto, tanto da essere ancora presente come piccola minoranza religiosa, i mandei (da manda, “saggezza”, cioe` gnosi), che sono chiamati anche Cristiani di San Giovanni e sono circa 60.000 tra Iraq ed Iran e usano come lingua liturgica il mandaico, una variante dell’aramaico.

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troviamo il battesimo di Jeshu ad opera di Johannes come inizio del piu` antico vangelo di forma narrativa, la cosiddetta Fonte Q, successivamente disperso, ma ricostruito oggi con metodi filologici sulla base di quel che ne fu utilizzato nei Vangeli secondo Luca e secondo Matteo:

3,1b Giovanni ando`3 in tutta la regione del Giordano. = Mc 1,4

3,7  Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? 8 Date dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire a voi stessi: «Abbiamo Abramo per padre!». Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre . La scure è gia`posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto sara` tagliato e buttato nel fuoco».  

16 Io vi battezzo con acqua; ma colui che viene dopo di me è più forte di me. Io non sono degno di togliergli i sandali. Costui vi battezzerà in spirito e fuoco. 17 Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile». = Mc 1,7b-8

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riconosce la centralita` di questa figura anche il cosiddetto Vangelo di Tommaso (cioe` del fratello gemello), in realta` intitolatoEcco le parole [segrete] che Jeshu il Vivente ha detto e che suo fratello gemello Giuda il Gemello ha trascritto.

probabilmente questa raccolta di detti precede anche il testo Q.

ma riconosce il ruolo di Giovanni in un modo ben diverso:

46, 1 Jeshu disse:
«Tra i figli di donna
da Adamo fino a Johannes il Battezzatore
non c’è nessuno più grande di Johannes il Battezzatore,
perciò i suoi occhi non si dovranno abbassare.
2 Ma io vi dico :
colui tra voi che si farà piccolo conoscerà il regno
e sarà più grande di Johannes».

qui Jeshu riconosce la superiorita` di Johannes, e forse non e` un caso, data la vicinanza di questo cosiddetto vangelo alla gnosi, ​mentre nelle versioni successive dei vangeli canonici e` Johannes, invece, che riconosce la sua.

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ma a questo punto, come non e` possibile che Giuseppe Flavio abbia ignorato completamente la figura di Jeshu, una volta che si prescinde dall’interpolato Testimonium Flavianum, cosi` non e` possibile che abbia ignorato a sua vola la figura di Johannes, una volta che si prescinde dalla interpolazione che riguarda lui.

diventa logico pensare che, come per Jeshu, lo Johannes storico si trovi in qualche altra veste non immediatamente riconoscibile, ma dotata di qualche precisa affinita`.

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un candidato possibile e` gia` stato individuato e proposto:

Libro XX: 97 Durante il periodo in cui Fado era procuratore della Giudea, un certo sobillatore di nome Teuda persuase la maggior parte della folla a prendere le proprie sostanze e a seguirlo fino al fiume Giordano. Affermava di essere un profeta al cui comando il fiume si sarebbe diviso aprendo loro un facile transito.

98 Con questa affermazione ingannò molti. Fado però non permise loro di raccogliere il frutto della loro follia e inviò contro di essi uno squadrone di cavalleria che piombò inaspettatamente contro di essi uccidendone molti e facendone altri prigionieri; lo stesso Teuda fu catturato, gli mozzarono la testa e la portarono a Gerusalemme.

Antiquitates Iudaicae 20.97-98

i punti di contatto evidenti sono due: la predicazione presso il Giordano, ed il taglio della testa.

ci sono pero` anche delle dissonanze altrettanto evidenti.

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prima di tutto il nome: Theudas non e` Johannes.

pero` questo nome e` rivelatore: l’Hitchcock’s Bible Names Dictionary rivela che Theudas e` un nome di origine semitica che significa flowing with water, che scorre con l’acqua.

un altro Theudas, seguace di Saul/Paulus, fu il maestro di Valentino, importante cristiano gnostico, secondo Clemente Alessandrino.

ma questo nome sembra piuttosto un soprannome: e se pensiamo che flowing with water alluda all’azione di battezzare, il cerchio si chiude.

Giuseppe Flavio individua Johannes il Battezzatore con un soprannome semitico che significa appunto “il Battezzatore” e che in seguito divenne un nome tra cristiani; i vangeli aggiungono al soprannome anche il nome Johannes; ma la persona e` probabilmente la stessa.

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una seconda grave difficolta`, invece, sembra essere cronologica.

l’uccisione del Battezzatore viene collocata sotto Fado.

Fado fu procuratore dell’impero romano in Palestina dal 44 al 46, dopo la morte di Erode Agrippa I.

quindi questi fatti si sarebbero svolti ben dieci anni prima dell’azione di Jeshu del 54, se dobbiamo individuarlo nel profeta egiziano, mentre dalle narrazioni evangeliche questa appare immediatamente conseguente al battesimo ricevuto da Johannes, o almeno cosi` siamo abituati a pensare.

se pero` leggiamo i testi con attenzione, possiamo accorgerci che non e` cosi`, o almeno non per tutti.

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il Vangelo secondo Giovanni, il cui nucleo originale e` una raccolta di testimonianze personli dirette o presunte tali della vita di Jeshu, afferma con chiarezza che Johannes annuncia l’arrivo del messia, che il giorno dopo Jeshu si fa battezzare e viene riconosciuto da lui  come messia, che il giorno successivo ancora, quasi per suggerimento di Johannes, si crea il primo nucleo di seguaci di Jeshu, e che tre giorni dopo ancora Jeshu “partecipa” alle nozze di Canaa, cioe` si sposa per fondare la sua dinastia regale.

ma questa cronologia cosi` precisa, diventa vaga nella testimonianza seguente, introdotta da un generico “Dopo questo”, che e` redazionale: qui sappiamo solo che Jeshu in un momento successivo non meglio determinato si sposta a Cafarnao, ma dopo pochi giorni sale ma Gerusalemme per la sua azione di disturbo a Pasqua contro i mercanti nel tempio: quell’azione che i vangeli successivi collocano subito prima della cattura di Jeshu, ma che in questa versione piu` antica e` invece indipendente; neppure nei passaggi successivi vengono piu` dati tempi esatti; quindi potrebbe essere che il Vangelo secondo Giovanni contenga varie testimonianze da distribuire in un arco di dieci anni, che i vangeli successivi hanno concentrato in uno?

e` possibile.

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questo risolve bene, tra l’altro un’altra difficolta`: quando all’inizio della guerra giudaica gli insorti conquistano il potere a Gerusalemme, mettono sul trono Menahim, che Giuseppe Flavio dice essere il figlio di Giuda il Galileo: cosa alquanto improbabile, considerando che questi era morto nell’anno 6 d.C. e che Menahim viene descritto da Giuseppe Flavio come un giovane impetuoso ed arrogante: cosa che non appare compatibile con un’eta` di oltre sessant’anni.

e` piu` probabile, anzi e` praticamente certo che Menahim fosse invece il nipote di Giuda il Galileo e che potesse rivendicare quel trono come figlio ed erede legittimo di chi lo aveva rivendicato prima di lui: Jeshu stesso.

Giuda il Galileo non aveva rivendicato il trono per se`, ma aveva creato le condizioni, anche dinastiche, per la rivendicazione da parte del suo primogenito, che non poteva essere che Jeshu, il primo nato di due fratelli gemelli.

e se il matrimonio di Jeshu aveva preceduto di poco la morte di Johannes Theudas, il battezzatore, allora Menahim avrebbe avuto circa 25 anni all’epoca della sua collocazione sul trono, poco prima di essere ucciso.

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ma neppure il Vangelo secondo Marco, cosi` come la Fonte Q, ​a leggerli con attenzione, pongono in continuita` diretta il battesimo di Jeshu da parte di Johannes e la sua azione successiva.

anzi creano uno iato preciso:

14 Ma dopo che Johannes fu arrestato, Jeshu andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio – o per tradurre piu` esattamente, proclamando l’avvento di un nuovo re in nome di Dio – visto che evangelo, in quel periodo, era il termine tecnico che si usava per indicare l’ascesa al trono di un nuovo imperatore.

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e` nel Vangelo secondo Luca che l’azione di Jeshu viene anticipata ad un momento nel quale Johannes il battezzatore e` ancora attivo e perfino libero; qui vi e` addirittura una specie di delegazione mandata da Johannes per imformarsi su Jeshu, e serve a questo evangelista a ribadire la superiorita` di Jeshu.

ed anche il Vangelo secondo Matteo segue la stessa impostazione narrativa, diversa da quella degli altri due (o tre) piu` antichi.

si tratta, in evidenza, di libere invenzioni che hanno soltanto degli scopi propagandistici.

. . .

all’ultima obiezione accenno appena: si tratta di un tormentato accenno a Theuda che si trova negli Atti degli apostoli, 5, 36-37: si racconta della cattura dei seguaci di Jeshu, fra cui Pietro, e di una convocazione straordinaria del Sinedrio (definito, con molta fantasia, tutto il senato dei figli d’Israele), per processarli, anche se risultano misteriosamente spariti dal carcere scrupolosamente sbarrato ed anzi stanno nel tempio a predicare.

ricatturati, il sinedrio sta per condannarli a morte, quando

34Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di farli uscire per un momento 35e disse: «Uomini d’Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. 36Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui furono dissolti e finirono nel nulla. 37Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui si dispersero. 38Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; 39ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!».
Seguirono il suo parere 40e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Jeshu. Quindi li rimisero in libertà. 41Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Jeshu. 42E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Jeshu è l’unto di Israele.

basta pensare che qui Giuda il Galileo sia nominato al posto di suo figlio, e che il riferimento al censimento sia stato introdotto semplicemente per chiarire chi era questo Giuda, quasi un secolo e mezzo dopo, e allora all’origine di queste notizie troviamo quella giusta, che evidentemente era circolata e che confermava anche Giuseppe Flavio, anche se qui e` stata grossolanamente fraintesa:

36Tempo fa, infatti, sorse [Johannes] Tèuda, cioe` il battezzatore, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui furono dissolti e finirono nel nulla. 37 Dopo di lui sorse [Jeshu, il figlio di] Giuda il Galileo, al tempo quello del[la rivolta contro il] censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui si dispersero.

solo che tra Johannes Theuda e Jeshu passarono dieci anni.

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sembra che funzioni tutto benissimo, vero?

non proprio: c’e` qualche grossa difficolta` ancora.

ma il post e` gia` troppo lungo e la affronteremo un’altra volta…


2 risposte a "Johannes detto Theuda, il battezzatore – il profeta egiziano 11 – 312"

  1. “..un altro Theudas, seguace di Saul/Paulus(*), fu il maestro di Valentino, importante cristiano gnostico, secondo Clemente Alessandrino…”

    Anche se non sono riuscito a trovare tracce di Valentino in Asia Minore (Efeso o altro) è del tutto evidente che Valentino, per entrare in contatto con questo Theudas, suo ‘maestro’, deve essersi per forza recato in Asia Minore, dove questo personaggio chiamato Theudas (come ho già spiegato, un semplice attributo) trascorse gli ultimi anni della sua vita insieme a Giovanni detto Marco, presunto autore del 4° vangelo canonico. Il pseudo-nome di questo personaggio, che appare anche nei vangeli, è in pratica la traduzione greca del significato che sottende l’ebraico T’addai/T’uddai, vale a dire coraggioso. In realtà il vero nome di tale personaggio fu Giovanni!…(v. i due Giovanni di Efeso)

    ___________________________________

    (*) – in realtà non si trattò di Saul/Paulus ma di ‘Paolo di Tarso’, due personaggi assolutamente distinti!…

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    1. grazie del tuo intervento da esperto.

      ma dove trovo in rete i tuoi studi – prescindendo da Facebook dato che non intendo re-iscrivermi?

      ho alcune domande da farti:

      1) mi spieghi meglio la tua distinzione tra Saul/Paulus e Paolo di Tarso? in base alle mie analisi si tratta di un personaggio largamente immaginario (al quale può forse essere attribuita soltanto la parte originale della cosiddetta Lettera agli Ebrei); mi pare che tu abbia una tesi in parte diversa e mi interessa conoscerla.
      se vuoi, poi ti mando i riferimenti alle mie analisi relative a questo personaggio largamente letterario, ma ho la sensazione che non la pensiamo troppo diversamente sul punto.

      2) pensi che sia necessario che Valentino si sia recato presso Theuda in Asia MInore, per accedere ai suoi insegnamenti? non potrebbe più semplicemente essere avvenuto il contrario, e cioè che questo Theuda si sia recato, per motivi suoi, ad Alessandria, dove viveva Valentino?

      3) il Giovanni detto Marco mi pare sia l’autore del secondo dei vangeli canonici, non il presunto autore del quarto – il cui nucleo originario, peraltro, secondo l’analisi che sto ancora terminando, va ricondotto direttamente a Lazzaro e al suo ambiente.

      quindi dovresti spiegarmi un po’ meglio i tuoi riferimenti finali, che restano un poco oscuri.

      però capisco la sinteticità necessaria nei commenti; probabilmente potrai indicarmi studi tuoi dove queste affermazioni sono già documentate meglio.

      grazie, conto su una risposta.

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