gli ultimi anni dell’umanita` – 316

ma insomma che effetto fa SAPERE di vivere negli ultimi anni dell’umanita`, quella almeno che abbiamo conosciuto? e parlo di umanita` proprio nel doppio senso della parola.

d’altra parte, la fine dell’umanita`, intesa come filantropia e solidarieta` universale,  e` strettamente legata alla scomparsa imminente del genere umano, o almeno a un suo ridimensionamento cosi` radicale da essere simile ad una scomparsa – pochi aborigeni dispersi nelle stranissime giungle attorno ai circoli polari, ma non per molto.

ecco, ora che l’ho detto, che effetto fa?

ad essere sinceri, uno spaventoso senso di solitudine.

perche` si e` abbastanza soli, diciamo la verita`, nel vivere questa sensazione che assomiglia molto ad una situazione profonda di depressione.

. . .

d’altra parte, se si conosce anche soltanto un poco la storia delle civilta`, ​con i suoi precedenti locali, e si ha qualche idea anche soltanto vaga di come funziona la bestia umana collettiva, non c’e` proprio nessuna illusione possibile.

non esiste alcun precedente di una civilta` che abbia saputo fermarsi nel consumo delle risorse per salvarsi: tutte hanno proseguito col loro modello di consumi fino a che e` stato possibile, e poi si sono lasciate andare alla catastrofe, che qualche tempo prima si sarebbe ancora potuta evitare soltanto con qualche forma di autocontrollo; e non senza bagni di sangue, con l’attribuzione superstiziosa della colpa della catastrofe a qualche innocente da liquidare.

non si capisce, del resto, perche` oggi si dovrebbe fare eccezione, e sono gia` sotto i nostri occhi le manifestazioni di questo tipo di reazioni, del tutto incontrollabili razionalmente.

. . .

le religioni, la massima espressione irrazionale del bisogno della specie umana di distinguersi in gruppi contrapposti, tornano ad assumere il loro ruolo storico di strumento di divisione e di odio del diverso.

tanto piu` assurde le convinzioni alle quali chiedono di aderire, tanto piu` compatto il gruppo: quando Tertulliano scriveva Credo qui absurdum, credo perche` e` assurdo, coglieva l’essenziale della religione, cioe` la sua precisa funzione sociale.

e` l’assurdita` della fede quella che compatta il gruppo; per questo quel che la relgione chiede di credere deve essere quanto piu` assurdo possibile: mettete una resurrezione dalla morte, la nascita da una vergine, un uomo che e` anche dio e un dio che e` uno e trino e avrete forse il vertice supremo dell’assurdita` di una idea di dio, alla quale nessun’altra persona al di fuori di questo gruppo puo` credere.

non che, del resto,  sia molto meglio un dio che parla arabo, che detta i suoi insegnamenti ad un mezzo brigante analfabeta e che come massima raccomandazione all’essere umano gli vieta di mangiare la carne di maiale e di digiunare dall’alba al tramonto per un mese l’anno.

le religioni come grandi anticipatrici delle fake news e dei diversi tipi di divieti alimentari che servivano ai diversi gruppi umani per distinguersi, mentre qualcosa di simile appare gia` in svolgimento anche oggi e si profila il tramonto delle grandi religioni storiche, oramai inefficaci, e la nascita di nuove religioni, funzionali a nuovi gruppi chiusi, molto piu`ristretti.

anche diventare vegetariani e fuggire sulle montagne appare in alcuni come una scelta religiosa nuova, che crea legami e dipendenze psicologiche fra gli adepti meglio che l’essere Testimoni di Geova o scientologi.

. . .

l’osservatore rassegnato della catastrofe che nulla oramai puo` piu` evitare sa benissimo che gli umani non hanno nessuna intenzione di sentirsela anticipare, preferiscono viverla quasi a loro insaputa o trasferirla su figli e nipoti, che se la cavino loro.

nel frattempo i media adempiono egregiamente alla loro funzione di armi di distrazione di massa, che e` del resto esattamente quello che la massa chiede.

razzismo, stupri, delitti, fatti strani, leggende metropolitane, deliri: tutto serve a non vedere la catastrofe esattamente prevista che passo dopo passo si realizza come previsto.

. . .

a tratti e` l’infomazione locale, piu` vicina al vissuto quotidiano, che informa sui passi successivi dell’incendio che finira` con l’incenerire la vita sul pianeta e renderlo simile a Venere.

Il gran caldo e la mancanza di precipitazioni stanno costringendo gran parte dei malgari lombardi a rientrare in anticipo. A Bagolino si spera nelle piogge settembrine.
in effetti si guarda il cielo coperto da nuvolaglie gia` quasi autunnali, e si spera ancora, per quest’anno.
Caldo, negli alpeggi scatta il “tutti a casa” con dieci giorni di anticipo. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti Lombardia sui pascoli di montagna, dove quest’estate le alte temperature senza pioggia hanno tagliato del 20% la produzione di erba per il bestiame.
del resto anche la vendemmia e` stata svolta in agosto, nei luoghi di produzione classica.
Solo alcuni stanno cercando di prolungare il periodo in alpeggio, molto dipenderà se pioverà nei prossimi giorni per il ricaccio dell’erba.
“Per il momento non abbiamo l’intenzione di scendere anche se l’erba adesso manca, siamo in attesa di piogge settembrine per fare in modo che il tappeto erboso si rinvigorisca, se tutto procede in questo modo rientreremo indicativamente con le tempistiche dell’anno scorso o qualche giorno prima verso inizio ottobre”.
La situazione di allerta riguarda circa 600 alpeggi lombardi con oltre 800 malghe  la maggior parte delle quali concentrate in provincia di Sondrio (37%), Brescia (30%), Bergamo (24%), Como (8%), Lecco (8%), ma presenti anche nel Pavese.
In tutta la Lombardia i prati a pascolo superano i 109mila ettari, di cui quasi la metà in provincia Sondrio, 27 mila ettari nel Bresciano, 21 mila ettari nella Bergamasca, quasi 10 mila in provincia di Como, oltre 2.600 nel Lecchese e 500 ettari in provincia di Pavia.
Appezzamenti a pascolo sono presenti anche a Varese (257 ettari), Mantova (146 ettari), Cremona (103 ettari), Milano (42 ettari), Lodi (22 ettari) e Monza Brianza (12 ettari).
. . .
ma qualcosa traspare, in qualche articoletto nascosto qua e la`, anche sulla stampa nazionale (in questo caso con la maiuscola).

È stata la seconda più calda della storia in Italia, inferiore per temperature medie solo all’episodio epocale del 2003, e superiore a quelli recentissimi del 2012 e 2015 e verrà ricordata per l’anomala combinazione di calura e siccità straordinarie.

Dalla fine di maggio il dominio degli anticicloni nordafricani e la calura hanno concesso poche ed effimere tregue, fino all’eccezionale periodo canicolare di inizio agosto, quando diverse città, dall’Emilia Romagna al Lazio, hanno visto stabilire nuovi primati termici assoluti di 42-43 °C e in Sardegna e Sicilia si sono toccati i 45 °C.

A Torino la stagione va in archivio con una temperatura media di 25,5°C, in eccesso di 2,2°C rispetto al normale, confermando la seconda posizione in due secoli e mezzo di misure pari merito con l’estate 2015.

Terzo posto a Modena, dove la media stagionale di 27,2°C ha superato la norma di 3°C.

La siccità ha picchiato duro dalla bassa Valpadana al Centro-Sud, in particolare tra Alessandrino, Piacentino e versante tirrenico. Il Po scorre con portate irrisorie, circa 550 metri cubi al secondo verso la foce, nel Ferrarese, metà della norma. La zona d’Italia che sta soffrendo l’aridità più eccezionale rispetto al clima normale è quella tra Maremma toscana e Lazio, dove non si arriva a 100 mm di pioggia da inizio anno e i tre mesi estivi hanno ricevuto meno di 5 millimetri, generando in vegetazione e colture agrarie uno stress eccezionale, aggravato dalla forte evaporazione indotta dal caldo anomalo. Diverse località della Sicilia non vedono pioggia da inizio aprile, la vendemmia nell’isola si annuncia tra le più scarse da decenni e in Sardegna stanno seccando boschi di essenze mediterranee come lecci e sugheri.

per il caldo e` in forte diminuzione la produzione di pomodori e di olive.

qualcuno ha mai pensato che effetto serra significa anche carestie?

oppure e` qualcosa che si crede riguardi soltanto i migranti che si vorrebbero tener fuori, senza pensare che non troppo tempo passera` prima che siano gli italiani a dover tentare di migrare, a cominciare dalle isole e dal sud?

Sulle Alpi i ghiacciai perdono due metri di spessore: hanno sofferto come raramente avvenuto in passato, soprattutto sulle Alpi centro-orientali, dove già l’inverno era stato avaro di neve. Tra un paio di settimane i glaciologi si apprestano a misurare perdite di ghiaccio paragonabili a quelle estreme del 2003, 2012 e 2015, ma fin da ora possiamo dire che le riduzioni di spessore del ghiaccio saranno di almeno un paio di metri, cioè il doppio della già sfavorevole media degli ultimi vent’anni.

A questo ritmo, entro metà secolo gran parte dei ghiacciai alpini sotto i 3500 metri sarà definitivamente scomparsa.

ma non e` un fatto estetico: morte dei ghiacciai significa sparizione dell’acqua e desertificazione.

. . .

stiamo distruggendo la nostra geografia e la nostra storia.

gia` oggi si comincia a consumare piu` energia per rinfrescare le case d’estate che per riscaldarle d’inverno.

ma la diminuzione dell’acqua sulle montagne significa anche diminuzione della produzione di energia idroelettrica.

Ecco cosa significa il riscaldamento globale, ed è solo un assaggio: estati come questa diventeranno sempre più frequenti, e verso il 2100 ci sarnno 5-8°C in più.

al posto dell’Italia in cui viviamo ci sara` un deserto simile al Sahara.

che cosa succedera` dopo nessuno ha voglia di pensarlo.

. . .

Figura_3-Anomalia (1)

parliamo di immigrati e di stupri, dai.

. . .

dal commento di Silvano:

 

732   DI UN CIPRESSO

Pensi davvero di essere
Più utile alla vita di una talpa o di un grillo?

Quali opere puoi vantare
Verso il nido che ti ha accolto
Che non siano danno?

Quali meriti del tuo gran pensare
Ti hanno fatto migliore di un cipresso?

 

 

737   SIAMO NOI

Siamo noi il caldo estremo
Con i nostri venti maglioni a testa
Scaldiamo la terra
Che suda e scioglie ogni inverno.

Siamo noi l’alluvione
Che annega ed inonda,
Nostre le nubi di fumo
E le mille strisce bianche nel cielo.

Siamo noi la siccità
Che secca campi e vite
Con i condizionatori
Ed i nostri centri commerciali.

Siamo noi l’estinzione di massa
Che ha svuotato il mondo di rane e farfalle
Con i nostri campi di mais
Ed i mobili lustri di teck.

Siamo noi gli stupidi ingordi
Intontiti dal possesso.


13 risposte a "gli ultimi anni dell’umanita` – 316"

    1. che studi sono?

      ma l’ha gia` chiesto Paolo.

      questo strumento e` poco adatto ad una risposta argomentata come quella che vorrei darti: ti spiace se ti rispondo sul blog?

      puoi rispondermi di nuovo li` anche tu..

      . . .

      le cause del riscaldamento globale possono essere complesse e le attivita` umane (ma diciamo meglio la crescita della popolazione umana di per se stessa, prima di tutto) concorrere soltanto per una parte.

      tuttavia e` sicuro che l’anidride carbonica nell’atmosfera provoca un aumento delle temperature e che l’anidride carbonica del nostro pianeta sta crescendo.

      e` sicuro anche che il Sole come stella e` destinato a scaldarsi e che noi siamo gia` abbastanza ai limiti della fascia abitabile.

      e` anche sicuro che la Terra attraversa, per cause che non cnosciamo troppo bene, ere glaciali di forte raffreddamento alternate a periodi integlaciali di 10-12.000 anni circa: l’attuale dura da 14.000 anni.

      eventi astronomici anche lontani possono provocare aumenti della temperatura sul nostro pianeta e sugli altri del nostro sistema: indizi di un riscaldamento anche in altri pianeti sono stati rilevati da alcune osservazioni, ma non c’e` un quadro certo.

      gli studiosi del clima purtroppo non studiano la storia del clima e gli storici si occupano poco di clima.

      le osservazioni fatte dimostrano che OGNI subentro di un’era glaciale e` stata preceduta da una fase brevissima di surriscaldamento della Terra molto forte e da un aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera.

      quindi sono personalmente portato a pensare che l’incremento di CO2 nell’atmosfera terrestre e l’aumento della popolazione umana e dei suoi consumi siano anche una conseguenza del periodo di riscaldamento climatico dal 1600 in poi: una causa, certo, anche, ma in processo di feedback.

      insimma, il riscaldamento globale c’e`, e` potenzialmente catastrofico, le cause sono probabilmente molto complesse e l’antropizzazione del pianeta con un modello di consumi innaturale e` solo una causa, anche se importante.

      tutto questo non diminuisce di una virgola l’urgenza di un’azione per la riduazione delle emissioni di anidride carbonica, siano o non siano la causa principale degli sconvokgimenti climatici che stiamo vivendo.

      e` comunque probabile, molto probabile, che la situazione sia oramai fuori controllo e che qualunque azione intraprendiamo adesso sia insufficiente a fermare il processo e a salvare la civilta` umana attuale.

      so bene di essere del tutto isolato a livello di opinione pubblica nel dire queste cose (non tra gli esperti che lo stanno dicendo da ben prima di me) e di rischiare per essere preso per mezzo pazzo; ma e` appunto quello che il post voleva dimostrare… 🙂

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    1. mi piacerebbe crederlo, Paolo, ma mi pare solo realismo e coraggio di dire quello che tutti sanno, ma non hanno il coraggio di dire.

      il post andrebbe letto assieme al precedente, che ne spiega i presupposti scietifici oggettivi.

      ma basta anche guardare il grafico, del resto, per vedere che l’obiettivo del contenimento del riscaldamento globale ai due gradi di aumento entro il 2100 e` irrealistico, e Trump c’entra poco; e` la fogliadi fico che verra` usata per spiegare un fallimento gia` annunciato degli accordi di Parigi, del tutto insufficienti.

      il relativo rallentamento dell’aumento dele temperature fra 2000 e 2015 (dovuto probabilmente al trasferimento del calore negli oceani) e` gia` finito e ora e` cominciata la fase finale:

      quella della rana nella pnetola che comincia a bollire, che finalmente si accorge di quel che sta succedendo, ma non ha piu` le forze per saltare fuori dalla pentola.

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      1. replica di Paolo Vitale:

        Tutto ciò può essere vero.

        L’aumento dell’effetto serra è un fatto che studiavo all’università.

        Le conseguenze potrebbero essere più complesse di quanto ipotizzi tu.

        Così complesse da non poter essere descritte in un post.

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        1. sono d’accordo; ad esempio, il riscaldamento globale potrebbe anche portare ad un momentaneo raffreddamento dell’Europa d’Inverno (e surriscaldamento d’estate) per la sparizione della corrente del Golfo.

          rispondendo al commento di Giovanni, qui sotto, provero` a dire qualcosa di piu`; del resto sono dieci anni che scrivo post su questo argomento.

          in ogni caso la saggezza vorrebbe che ci fosse un’azione mondiale per affrontare il problema.

          oppure diciamo che e` cosi` complesso che e` meglio lasciar fare tutto alla natura?

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          1. replica di Paolo Vitale:

            potrebbe finire come per il buco nell’ozono: la politica mette in pratica ciò che la comunità scientifia ritiene opportuno e il problema è brillantemente risolto.

            Potrebbe … ma potrebbe anche andare molto peggio, del resto siamo nel mezzo della sesta estinzione in massa, questa volta causata da una specie vivente e non da fenomeni fisici.

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            1. C’è un po’ di ottimismo? 😉

              i due fenomeni (buco dell’ozono e riscaldamento climatico) non sono paragonabili per portata.

              inoltre nel primo caso e` stato possibile SOSPENDERE del tutto, nel giro di qualche anno, la produzione di Clorofluorocarburi, almeno in un buon numero di paesi.

              ciononostante, la decisione fu presa nel protocollo di Montreal del 1987, ma diversi paesi la attuano soltanto a partire dal 2010 e i primi risultati, con una piccola diminuzione del buco, si sono visti soltanto 13 anni dopo, mentre il ristabilimento della situazione originaria e` previsto per il 2050.

              niente di simile potra` avvenire per la CO2 in atmosfera: si parla soltanto vagamente di ridurne l’aumento annuale rispetto agli anni precedenti, ma nessuno sa neppure come si potrebbe ridurre la quantita` altissima che c’e` gia`.

              ci si accapiglia soltanto per farla aumentare un po’ meno lentamente.

              il che significa che l’effetto serra comunque continuera` a crescere.

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                1. naturalmente e` quello che dobbiao pensare per andare avanti.

                  ma Lovelock ha scritto nel 2006 che ci saremmo ridotti a 50 milioni di uomini a causa degli effetti del riscaldamento globale, e nessun tentativo di cambiare il clima avrebbe davvero risolto il problema, ma avrebbe semplicemente permesso di guadagnare del tempo.

                  Frank Fenner nel 2010 ha detto che a far precipitare gli eventi saranno l’esplosione demografica e i consumi fuori controllo, due fattori ai quali gli uomini non riusciranno a sopravvivere, mentre a dare inizio alla caduta sarebbero stati i cambiamenti climatici.
                  «L’homo sapiens sarà estinto probabilmente nei prossimi 100 anni e lo stesso accadrà per molti animali. È una situazione ormai irreversibile e penso sia davvero troppo tardi per porvi rimedio. Non lo manifesto perché la gente sta comunque tentando di fare qualcosa, anche se continua a rimandare. Di certo, da quando la razza umana è entrata nell’era nota come Antropocene, l’effetto sul pianeta è stato tale da poter essere paragonato a una delle epoche glaciali o all’impatto di una cometa. Ecco perché sono convinto che faremo la stessa fine degli abitanti dell’isola di Pasqua. Attualmente, i cambiamenti climatici sono ancora in una fase molto iniziale, ma già si vedono dei considerevoli mutamenti nelle condizioni atmosferiche. Gli Aborigeni hanno dimostrato che potrebbero vivere per 40 o 50mila anni senza la scienza, la produzione di diossido di carbonio e il riscaldamento globale, ma il mondo non può e così la razza umana rischia di fare la stessa fine di molte altre specie che si sono estinte nel corso degli anni».

                  come ho scritto nel blog rispondendo a Giovanni, sono convinto, per le analogie con le glaciazioni precedenti, che questo anomalo riscaldamento possa precedere il crollo delle temperature legato alla prossima glaciazione. ma chissa` perche` mi diverte fare il profeta di sventure… 😉

                  "Mi piace"

  1. Scritta oggi…

    737
    SIAMO NOI

    Siamo noi il caldo estremo
    Con i nostri venti maglioni a testa
    Scaldiamo la terra
    Che suda e scioglie ogni inverno.

    Siamo noi l’alluvione
    Che annega ed inonda,
    Nostre le nubi di fumo
    E le mille strisce bianche nel cielo.

    Siamo noi la siccità
    Che secca campi e vite
    Con i condizionatori
    Ed i nostri centri commerciali.

    Siamo noi l’estinzione di massa
    Che ha svuotato il mondo di rane e farfalle
    Con i nostri campi di mais
    Ed i mobili lustri di teck.

    Siamo noi gli stupidi ingordi
    Intontiti dal possesso.

    Scritta ieri….

    732
    DI UN CIPRESSO

    Pensi davvero di essere
    Più utile alla vita di una talpa o di un grillo?

    Quali opere puoi vantare
    Verso il nido che ti ha accolto
    Che non siano danno?

    Quali meriti del tuo gran pensare
    Ti hanno fatto migliore di un cipresso?

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