bocciare alla scuola media: si puo`? – 317

l’elenco delle bufale di regime meriterebbe un blog a parte, visto che c’e` gia` BUTAC, che si occupa esclusivamente delle bufale degli anti-regime.

anche questa volta, a dare il via ad una sequenza infinita di copia e incolla che dilaga nella rete diffondendo una notizia falsa, e` Repubblica.

Alle elementari e alle medie tutti promossi per legge, titola.

non faccio neanche a tempo ad indignarmi e a dirmi che da una ministra dell’Istruzione sindacalista non ci si poteva aspettare altro che il diritto ad essere promossi comunque.

ma l’abitudine ad una verifica diretta sulle fonti non mi ha abbandonato e vado a leggermi il Decreto relativo.

. . .

se volete il titolo e il rimando diretto, eccoli.

il titolo del resto e` gia` uno splendido assaggio della prosa atroce nella quale e` scritto tutto il decreto:

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 62
Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107.

http://www.usrvenetodocumentazione.it/wp-content/uploads/2017/05/02_PALUMBO_D.LVO_62_2017_VALUTAZIONE_ESAMI.pdf

normea norma…, sembra una battuta, vero?

non mancano le solite tre pagine, dicesi tre pagine, di rinvii a norme precedenti che i malcapitati esecutori del decreto medesimo devono conoscere come premessa e che si sovrappongono alle nuove norme introdotte da questo.

manca una semplice dicitura che dica: e` abrogata ogni norma in contrasto con questa; anzi norme precedenti a volte sono cripticamente richiamate nel decreto stesso con oscuri rinvii non esplicitati, e il Decreto ripete varie volte, con piccole variazioni e senza abrogarle, disposizioni che erano gia` in vigore.

e` il disperante modo di scrivere le disposizioni in Italia, e purtroppo cambiarlo richiederebbe una rivoluzione culturale nella burocrazia amministrativa che non siamo in grado di fare.

forse la Germania e` la Germania, per fare il mio solito esempio, anche perche` scrive le leggi in un altro modo:

in un paese di tradizione luterana, abituato alla lettura personale diretta del testo sacro, ci si aspetta che ogni cittadino debba essere in grado di leggere una norma e di capirla; in un paese cattolico come il nostro ci sara` invece sempre bisgono di una specie di prete, in questa caso un avvocato, per interpretarla.

. . .

comunque, siamo alla Buona Scuola di Renzi, cioe` alla scuola buonista che cerca consenso regalando le promozioni.

di questa buona scuola per analfabeti funzionali penso tutto il male possibile e so che da sempre il potere teme in realta l’istruzione, che potrebbe rendere i futuri cittadini troppo critici ed informati.

ma questa volta devo smentire l’ansia propagandistica dei media di regime: non e` affatto vero che alle elementari e alle medie si sara` tutti promossi per legge, come stanno scrivendo tutti a comando:

se era da intendere come una promessa, non viene mantenuta; se era invece una minaccia, sulla strada presa da Renzi della ulteriore distruzione della scuola, non e` stata ancora realizzata fino in fondo.

o meglio, l’obiettivo e` questo, ma la strada per realizzarlo e` piu` contorta.

. . .

guardate a passaggi come questo, per capire quanto piu` subdola e` l’operazione:

3. La valutazione del comportamento si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza. art. 1, c. 3

il comportamento degli alunni e` (ri)-diventato da qualche anno un elemento di valutazione scolastica.

ma che cosa significa poi dire, in generale e per tutti i tipi di scuola, che questa valutazione e` riferita alle competenze di cittadinanza?

valutiamo i comportamenti concreti oppure le competenze?

cioe`, se uno sa benissimo che sta facendo qualcosa di non ammesso, ma lo fa lo stesso, il comportamento va bene, perche` le competenze ci sono?

e` un pasticcio linguistico e concettuale e pone la premessa dei ricorsi di chi dovesse essere bocciato con un giudizio negativo sul comportamento, che a questo punto non si sa piu` bene che cosa sia esattamente.

images (1)

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comunque non ci sono bocciature “abolite” per decreto alle elementari e medie, al contrario di quel che scrivono Salvo Intravaia e dietro di lui centinaia di giornalisti, temo su velina del Ministero.

che probabilmente non ha il coraggio di fare quello che l’articolista racconta, pero` diffonde tramite i giornali una lettura apocrifa delle sue stesse norme, in modo da realizzare l’obiettivo di sfasciare la valutazione, che e` uno dei fondamenti stessi dell’istruzione, ma senza assumersene apertamente la responsabilita`.

il decreto e` meno folle di quel che la stampa dice, e` molto piu` ambiguo; e` cerchiobottista.

. . .

alla scuola primaria  le alunne e gli alunni sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione (art. 3 c. 1) e la scuola deve organizzare specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento.  (art. 3 c. 2).

I docenti della classe in sede di scrutinio, con decisione assunta all’unanimita’, possono non ammettere l’alunna o l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione. (art. 3 c. 3).

miglioramento, e non acquisizione totale, dato che questo sarebbe un obiettivo impossibile.

fino a qui direi semplicemente che potrebbero essere provvedimenti saggi, anche se rimangono avulsi da un quadro globale di gestione del problema dell’apprendimento, anche in vista della contraddizione che viene a crearsi col passaggio successivo alla scuola secondaria di primo grado.

images

. . .

ma nel secondo livello dell’obbligo le norme cambiano:

2. Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o piu’ discipline, il consiglio di classe puo’ deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo.

in questo ordine di studi la bocciatura non e` piu` esclusa in linea di principio anche se ci sono delle carenze di apprendimento; diventa facoltativa, arbitraria e soggettiva: si puo` deliberare, sta scritto; non: delibera.

le (rare, rarissime, di fatto) bocciature eventuali saranno distribuite a macchia di leopardo, anche geograficamente e socialmente.

per maggiore sicurezza, infatti, i risultati delle prove oggettive INVALSI non entrano a far parte dell’esito degli esami di terza media, che si svolgeranno avendo come presidente il direttore scolastico della scuola stessa: nessuno potra` guardare in concreto a quello che ogni scuola sta realmente facendo.

. . .

insomma, non e` affatto vero che alle medie tutti saranno promossi per legge, come titolano i giornali.

questo e` il vero obiettivo dell’Italia oramai piu` gentilona che renzina; ma resta affidato, nella scuola media, al fai da te teleguidato.

e` molto peggio: dipendera` totalmente dalle decisioni locali della singola scuola o del singolo consiglio di classe.

che se boccera` l’alunno che si sente sindacalmente garantito e autorizzato a non fare nulla si espone alla pubblica gogna e ai ricorsi vincenti.

la gogna gia` preparata da un Ministero che intanto ha fatto dire ai giornali che non si deve bocciare mai.

. . .

come foto di copertina quella della mia ultima lettura scolastica: lo splendido libro di Pennac, Daniel Pennacchioni.

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4 risposte a "bocciare alla scuola media: si puo`? – 317"

  1. Non ho la tua esperienza in materia. Il mio punto di vista si conforta del fatto che i governi, dalla Gelmini in poi, altro non hanno verso la scuola che intenzioni di taglio economico. Dopo i 10 mld tolti dalla sunnominata il PD che tanto criticava ha proseguito la politica dei tagli finanziando ulteriormente la spesso pessima scuola privata.
    Credo che al fondo delle riduzioni di anni scolastici altro non sia per il governo che riduzione pesante dei costi per insegnanti, scuole e personale vario. Posso concordare con il fatto che gli studenti spesso siano solo a parcheggio ma ciò dipende anche dai programmi e dagli insegnanti.
    In ogni caso mi pare che il modello sia sempre più quello americano per scuole di basso livello per il popolo e scuole costose d’elite.

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    1. non e` detto che l’esperienza dia automaticamente ragione, sempre meglio guardare alla sostanza degli argomenti.

      la riduzione di un anno della durata della scuola per gli alunni non e` necessariamente collegata alla riduzione della spesa, tanto e` vero che la destra, come ben ricordi, con la Moratti e la Gelmini, ha tagliato pesantemnte le spese per l’istruzione e l’ha pesantemente dequalificata anche se ha cancellato la riforma di Berlinguer e mantenuto quell’anno sovrabbondante rispetto al resto del mondo, che e` una vera e propria forma di “tassazione” impropria del tempo dei nostri studenti e che forse contribuisce anche all’abbandono universitario piu` alto che altrove.

      per esempio, gli insegnanti sovrabbondanti potrebbero essere impiegati in attivita` istituzionali di sostegno o si potrebbero riportare gli alunni per classe a numeri piu` consoni.

      insomma, e` stato questo collegamento improprio che ha portato molti docenti di sinistra ad appoggiare la contro-riforma scolastica di Berlusconi e a volere le superiori lunghe.

      ma qui vige ancora un pregiudizio senza fondamento: che le molte ore di lezione aumentino la qualita` dell’apprendimento, quando molto suggerisce perfino il contrario, come possibile.

      tra l’altro nelle scuole italiane all’estero i licei durano da sempre soltanto quattro anni, essendo palesemente impossibile proporre altrove una scuola superiore piu` lunga di un anno.

      e infine, proprio il fatto che a Brescia sia partita la prima sperimentazione nazionale del Liceo quadriennale in una prestigiosa scuola privata di elite come il Carli dovrebbe bastare a dimostrare che la quantita` non e` qualita` e che una scuola piu` breve e concentrata puo` essere una scuola molto piu` produttiva.

      ovviamente la discussione andrebbe spostata su come fare questa riforma per ottenere questo risultato.

      e andrebbe studiato, come esempio negativo, la recente riforma tedesca che non sta funzionando bene, perche` ha mantenuto inalterati obiettivi, contenuti e programmi, concnetrando soltanto i tempi.

      ovviamente i contenuti vanno invece ridotti, ma e` importante farlo senza danneggiare la qualita` dell’aoorendimento.

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  2. Dai giornali di oggi…il governo ipotizza di portare a soli 2 anni la scuola media (!?).
    Già in sperimentazione la riduzione a 4 dei licei.
    IL popolo resti opportunamente bue e l’elite vada nelle scuole private a pagamento per una formazione piena.
    Sempre più America… patria delle disuguaglianze perseguite.

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    1. assolutamente in disaccordo (per fortuna qualche volta succede… 🙂 )

      l’affossamento della riforma Berlinguer, l’unica che aveva affrontato in modo organico questa anomalia tutta italiana, e` uno dei peggiori delitti perpetrati dalla sinistra italiana contro se stessa.

      in nome di un discorso corporativo sull’occupazione dei docenti che ha visto comunque taglarne il numero aumentando gli alunni per classe e peggiorando la qualita` generale.

      Il liceo dura 4 anni in Spagna, Francia, Inghilterra, Stati Uniti,India, Canada, Cina, Australia, da qualche anno anche in Germania.

      sono forse paesi culturalmente e scolasticamente sottosviluppati?

      e` una strana idea quella che sia la quantita` a fare la qualita`, sostenuta da chi poi rifiuta le verifiche internazionali che ci vedono come scuola superiore in coda all’Europa, nonostante l’anno in piu`.

      la riforma di Berlinguer era ottima oltretutto perche` incideva su quel bubbone che e` la scuola media e riallineava cadenze della scuola e della biologia quando oramai le preadolescenze e le adolescenze si sono anticipate e i ragazzi vegetano malamente e con poche motivazioni sia nell’ultimo anno delle medie che in quello delle superiori, ormai sfasati rispetto ai tempi della loro maturazione.

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