legge sui vaccini: se il comma 3 si candida a comma 22 – 326

come era facilmente prevedibile e nonostante il silenzio della stampa, schierata compattamente a favore, la nuova legge 31 luglio 2017, n. 119 sui 10 vaccini obbligatori sta incontrando difficolta` pratiche crescenti.

e lo sconcerto si allarga via via che emerge il suo contenuto rozzamente autoritario, in particolare per l’esclusione dei bambini non vaccinati da scuole materne e asili nido anche non paritari (mentre le insegnanti non vaccinate continueranno a poterci lavorare e potenzialmente infettare i bambini).

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ovviamente, siccome le leggi vengono scritte dai burocrati ministeriali, da anni selezionati per servilismo poltico e non per le effettive capacita`, ecco che si comincia a scoprire di trovarsi anche di fronte a norme scritte molto male, come oramai del resto sta diventando normale in Italia.

norme confuse, facilmente contestabili, poco meditate e improvvisate.

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vediamo subito un punto cruciale.

per l’anno scolastico in corso i bambini sono gia` stati iscritti a inizio d’anno, quando la legge non vigeva ancora, e le loro iscrizioni sono state accolte.

che fare ora se alcuni bambini non sono vaccinati, in tutto o in parte, e alcuni genitori, non convinti della bonta` delle vaccinazioni continuano a rifiutare la vaccinazione?

premetto che allo stato attuale ben difficilmente si puo` sostenere che questi bambini rappresentano un effettivo pericolo per gli altri, visto oltretutto che per la legge non lo rappresentano neppure le insegnanti, che non hanno alcun obbligo di vaccinarsi…

e` lecito revocare una iscrizione gia` avvenuta e perfezionata, per una norma intervenuta successivamente?

intendiamoci, potrebbe anche esserlo, parlando in astratto, ma allora bisogna dirlo chiaramente nella legge stessa.

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ma vediamo come affronta la questione in concreto la legge.

“Per  i  servizi  educativi   per   l’infanzia   e   le   scuole dell’infanzia,  ivi  incluse  quelle  private   non   paritarie,   la presentazione della documentazione di  cui  al  comma  1  costituisce requisito di accesso”, art.  3 c. 3.

l’espressione e` molto strana: non revoca l’iscrizione concessa, ma nega l’accesso alla scuola ad un bambino regolarmente iscritto. 

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si tratta in tutta evidenza di un abuso legale.

e` anche su questa base che la Regione Veneto ha fatto ricorso contro la legge alla Corte Costituzionale.

solo a decorrere dal 2019 l’art. 3 bis c. 5 afferma che “Per  i  servizi  educativi   per   l’infanzia   e   le   scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie,  la  mancata presentazione della documentazione di cui  al  comma  3  nei  termini previsti comporta la decadenza dall’iscrizione”.

ma per questo anno scolastico e il prossimo si rifugia dietro la formula vaga del “requisito di accesso” che verrebbe negato ad un alunno regolarmente iscritto.

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ora non faccio fatica ad immaginare che, anche appellandosi a questo evidente sopruso, ci possano essere forme di disobbedienza civile, e cioe` dei genitori che continueranno a portare alla scuola materna i loro bambini anche se non vaccinati.

che cosa fara` la scuola?

non ho il coraggio di rispondere, davvero:

ci sara` qualche operatore scolastico che vorra` traumatizzare quel bambino dicendo al genitore, davanti a lui, che se lo deve riportare a casa?

e se il genitore comunque non obbedisce, che strumenti avra` a disposizione per costringerlo?

nessuno.

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ma per cogliere fino in fondo tutto il grottesco di questa situazione, immaginate il genitore (magari personalmente vaccinato) del bambino non vaccinato che pretenda che soltanto i genitori vaccinati possano accedere alla scuola per portarvi i figli.

perche` se il bambino non vaccinato e` pericoloso come fonte di infezione, come potrebbe non esserlo anche il suo genitore, se non vaccinato come lui?

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insomma il comma 3 si candida a prendere il posto del mitico comma 22

“solo un pazzo puo` pretendere di non ammettere a scuola un bambino regolarmente iscritto”.

comma-391

 

 


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