le burionate da vaccinisti forzati e i loro fan – 332

Roberto Burioni, il leader italiano del vaccinismo coatto e dei coatti del vaccinismo forzato, e` un uomo di rara rozzezza intellettuale ed il migliore alleato degli anti-vaccinisti di principio.

questo non impedisce di citarlo con entusiasmo sui social media a diverse persone che stimo, ma forse farei meglio ad usare il passato a questo punto.

cari amici, ma non vi vergognate di diffondere le BUFALE di Burioni, senza prima verificarle almeno un attimo, prima?

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la rozzezza intellettuale e` un male facile a diffondersi:

sfugge a molti la non troppo sottile differenza tra l’opportunita` di vaccinare sensatamente i bambini (indiscutibile secondo me, salvo esaminare i vaccini uno per uno e caso per caso) e l’obbligo imposto di farlo anche a genitori preoccupati.

sfugge che vi e` un DIRITTO costituzionale all’istruzione, che riguarda certamente anche la scuola materna NON OBBLIGATORIA (ma il diritto non e` un obbligo, la cosa dovrebbe essere chiara anche in un paese cattolico) e che questo diritto puo` essere negato solo in presenza di rischi per la salute accertati, gravi ed imminenti: nessuna condizione di questo genere peraltro si verifica in Italia in questo momento.

sfugge che quindi poteva essere interdetto l’accesso ai non vaccinati agli asili nido, che si configurano come servizio sociale, se proprio si voleva farlo, ma non alla scuola materna, che si configura come istruzione, e dunque e` costituzionalmente tutelata, anche se a frequenza non obbligatoria.

sfugge che vi e` un malessere diffuso tra molti genitori che pure vaccineranno i loro figli;

sfugge che sono in genere genitori attenti quelli che non hanno vaccinato i figli contro alcune malattie, e non genitori ignoranti e disattenti: quelli si adeguano piu` facilmente senza discutere.

sfugge la sentenza della Corte Costituzionale n. 307 del 22/6/90, che richiama il principio della responsabilità personale del medico ai sensi del Codice Civile (art. 2043), qualora effettui un trattamento sanitario non accompagnato dalle “cautele e condotte secondo le modalità che lo stato delle conoscenze scientifiche e l’arte prescrivono in relazione alla sua natura”.

e sfugge che la legge che ha reso obbligatorie le vaccinazioni ha completamente aggirato anche questa sentenza, non prevedendo alcuna forma di accertamento preventivo dell’idoneita` del bambino, anzi del neonato, ad essere massicciamente vaccinato.

. . .

ma no, i vaccinisti burionisti entusiasti un tanto al chilo ignorano ogni aspetto concreto del problema e diffondono con approvazione le tesi discutibili di Burioni, COME SE (anche ammettendo che siano scientificamente vere) dall’opportunita` scientifica di vaccinare i bambini contro ALCUNE malattie discendesse automaticamente la bonta` dell’introduzione di forme di costrizione.

che non a caso mancano del tutto nei paesi civili dell’Europa occidentale (anche se Burioni sfacciatamente lo nega), e sono in uso solamente in alcuni paesi balcanici di antica dominazione sovietica, ai quali l’Italia finalmente si e` allineata.

ma vuoi mettere il fascino autoritario dello scienziato che istiga alla santa alleanza contro il dubbio?

. . .

quanto all’articolo di Burioni sulla Stampa, che ora circola anche sui social media, in segno di approvazione entusiasta, non sono difficili obiezioni sensate:

esamino i suoi punti in ordine e uno per uno.

lui dice: 

1. I vaccini causano l’autismo. Non è vero.  L’incidenza di questo disturbo è identica nei bambini vaccinati e in quelli non vaccinati, come dimostrano ampissimi studi effettuati anche su individui che hanno un rischio particolarmente alto di sviluppare questo disturbo, come i fratelli di bambini già autistici. Se il vaccino avesse un ruolo nel causare o nel promuovere l’autismo troveremmo tra i vaccinati una maggiore incidenza, cosa che non accade. Questa osservazione è confermata dal dato indicante che le lesioni cerebrali alla base della malattia sono presenti prima della nascita; infine, recenti ricerche hanno dimostrato che l’autismo è diagnosticabile ben prima delle vaccinazioni. Insomma, dire che i vaccini causano l’autismo è come dire che la terra è piatta.

d’accordo. e tuttavia Montaigner, premio Nobel per la medicina per la scoperta del virus dell’aids ha affermato:  i vaccini, insieme ad altri elementi, possono essere fattori scatenanti di situazioni pre-esistenti legate all’autismo.

questo non significa affatto che i vaccini CAUSANO l’autismo, ma che occorre prudenza nell’affrontare la questione.

giustamente Montaigner, che e` uno scienziato serio, afferma qualcosa che e` da condividere pienamente e che sarebbe da ricordare ai fanatici come Burioni:

Esiste un dibattito anche in ambito scientifico sul tema vaccinazioni. Questa prudenza viene richiesta anche agli stessi Enti tenuti a vigilare sulla salute dei cittadini, ben tenendo presente che la ricerca si chiama così perché è un divenire continuo. Altrimenti si chiamerebbe dogma.

2. I vaccini indeboliscono le difese dei bambini. Non è vero. I vaccini stimolano e rafforzano nella maniera più naturale il sistema immunitario.

non e` vero per tutti i bambini, per alcuni i vaccini possono essere contro-indicati, o transitoriamente o permanentemente, in particolari condizioni fisiche – e bisogna sapere quali prima; ma la legge non si e` preoccupata nemmeno di prevedere questi accertamenti preliminari.

Al contrario chi non si vaccina può contrarre il morbillo, che provoca una prolungata e pericolosa soppressione delle difese, tale da aumentare in maniera rilevante la mortalità per altre malattie negli anni che seguono all’infezione. 

Burioni e i burionisti non sembrano capaci di distinguere un vaccino dall’altro: quel che vale, forse, per un vaccino non si estende automaticamente anche agli altri 9.

da bravi, non e` troppo difficile da capire…

in ogni caso anche l’affermazione di Burioni sul morbillo e` insufficientemente documentata: nel mese di maggio 2015, sulla rivista Science, è stato si` pubblicato un rapporto di alcuni ricercatori che affermano che l’infezione di morbillo può lasciare nella popolazione un maggior rischio di mortalità da altre malattie per 2 o 3 anni; ma e` un unico studio, che evidenzia comunque conseguenze molto meno rilevanti di quel che vuol far credere Burioni, e che attende altre conferme. se Burioni ne presenta i risultati come una verita` assoluta conferma il suo modo di procedere arrogante e grossolano.

3. Dieci vaccini sono troppi e vengono fatti solo in Italia. Non è vero. I 10 vaccini vengono somministrati sostanzialmente con le stesse tempistiche e con le stesse modalità in tutti i Paesi. La differenza è che altrove le coperture sono alte perché i genitori vaccinano spontaneamente i figli, mentre in Italia sono pericolosamente basse (come dimostrato oggettivamente dai 4400 casi di morbillo) ed è stato necessario correre ai ripari.  

bufala totale, anzi menzogna consapevole:

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4. I vaccini vengono somministrati troppo presto. Non è vero.  I tempi delle vaccinazioni sono messi a punto sulla base di studi molto ampi in modo da garantire da un lato la massima sicurezza e dall’altro la più alta protezione possibile. Alcuni germi dai quali ci protegge il vaccino esavalente (come la pertosse e l’emofilo di tipo B) sono pericolosissimi nei primi mesi e anni di vita, per cui non bisogna assolutamente ritardare la vaccinazione: senza alcun beneficio si lascerebbe solo la porta aperta all’eventualità di gravi infezioni.  

vale quanto detto sopra: i tempi utili per la vaccinazione variano da bambino a bambino e DA VACCINO A VACCINO.

5. I vaccini hanno gravi effetti collaterali. Non è vero.  I vaccini sono i farmaci più sicuri che abbiamo, l’incidenza di gravi effetti collaterali è minima (meno di un caso su un milione) e hanno un rapporto rischio-beneficio estremamente favorevole nel momento in cui paragoniamo i potenziali danni da vaccino (quasi inesistenti) con le gravissime conseguenze che possono avere le malattie dalle quali la vaccinazione protegge in maniera estremamente efficace.  

sostanzialmente vero, ma non e` la stessa cosa dire che i vaccini non hanno effetti collaterali o che ne hanno in percentuali minime.

anche il morbillo uccide in percentuali minime e in casi di altre gravi malattie concomitanti (un caso su 10.000).

in tutti gli Stati Uniti dal 2003 ad oggi vi e` stato un solo caso mortale di morbillo: era una donna vaccinata.

dei casi di morbillo registrati in Italia quest’anno, 192 hanno colpito vaccinati.

6. I vaccini sono un grande affare per le case farmaceutiche. Non è vero.  

affermazione ridicola: Burioni ci spieghi allora perche` la Glaxo vent’anni fa diede tangenti per 600 milioni di lire al ministro De Lorenzo e a un dirigente del Ministero della Sanita` per rendere obbligaoria la vaccinazione contro l’epatite B.

Nel 2015 tutti i vaccini in Italia hanno fatturato 318 milioni di euro, pari all’1,4% della spesa farmaceutica. I farmaci contro una sola malattia per la quale non abbiamo il vaccino, l’epatite C, hanno fatturato sei volte tanto. Ogni euro speso in vaccini ne fa risparmiare almeno trenta in cure: il vero affare per le case farmaceutiche sono gli individui non vaccinati e le malattie per le quali non abbiamo il vaccino.

forse le cure ai non vaccinati non sono cosi` costose come si dice?

e 318 milioni di euro, PRIMA dell’obbligatorieta` di 10 vaccini che raddoppieranno almeno l’importo, non sono un grande affare?

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7. I vaccini sovraccaricano il sistema immunitario. Non è vero. Le singole sostanze in grado di stimolare una risposta immune si chiamano antigeni. Gli attuali vaccini ne contengono circa 200. Basta un piccolo graffio sulla pelle per mettere in contatto il sistema immune del bambino con alcuni milioni di antigeni, una puntura di zanzara per esporlo a molte migliaia. E’ stato calcolato che potremmo vaccinare contemporaneamente in tutta sicurezza un bambino con diecimila vaccini, ma purtroppo ne abbiamo molti di meno.

di nuovo si tratta di distinguere da individuo a individuo, ma le affermazioni finali sono scorrette scientificamente: un conto e` l’esposizione ad antigeni con un graffio; un conto ben diverso e` l’immissione di agenti patogeni, sia pure inattivati, in dosi massicce col vaccino: il vaccino provoca una evidente reazione dell’organismo, con febbre e malessere, che nessun graffio provoca.

quanto alla battuta sui 10.000 vaccini e` delirante e dice da sola che attendibilita` abbia Burioni.

sempre che non sia un programma.

8. Chi è vaccinato diventa infettivo. Non è vero. La maggior parte dei vaccini è costituita da singoli componenti virali e batterici e pensare che da una miscela di sostanze possa nascere qualcosa in grado di replicarsi e infettare è come temere che nel nostro frigorifero da un dado da cucina possa generarsi un vitello. Altri vaccini (morbillo, rosolia, parotite) contengono virus in grado di replicarsi, ma notevolmente indeboliti e non in grado di infettare altri individui. I vaccinati contro la varicella possono invece trasmettere il virus del vaccino, ma molto raramente. Quanto raramente? Sette casi (senza alcuna conseguenza) in ventidue anni.

affermazione di nuovo vera in linea generale, ma poi Burioni questa volta si e` smentito da solo, a proposito della varicella.

i casi di infezione da varicella diffusa da vaccinati non hanno avuto conseguenze forse perche` e` la varicella che non ne ha? eppure e` obbligatorio vaccinarsene lo stesso…

l’unica vittima americana del morbillo degli ultimi 15 anni era stata vaccinata, poi una terapia immunosoppressiva ha riattivato il virus fino a renderlo mortale: caso rarissimo, evidentemente, ma sufficiente a smentire che Burioni stia dicendo una verita` assoluta.

. . .

il fatto e` che qualunque affermazione scientifica in campo medico e` valida soltanto statisticamente.

non ci sono verita` assolute in questo campo: ci sono affermazioni piu` probabili di altre.

trasformarle in dogmi e` la negazione stessa della scienza, e Burioni e` un esempio classico di scienziato aristotelico, che nega il metodo scientifico galileiano alla radice: provando e riprovando.

senza scomodare Popper, ogni affermazione scientifica e` valida soltanto fino al momento in cui non si trova un esperimento che la smentisce e che fa fare passi avanti.

pretendere di bloccare il dubbio significa cercare di fermare la ricerca e il progresso stesso della scienza.


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