dopo le elezioni: una nuova Germania? una nuova Italia, piuttosto – 351

alimentare l’emotivita`, come fanno i media italiani per professione, serve a poco.

o meglio non serve ai cittadini per capire, ma serve ai media per condizionarli.

io qui provo a ragionarci su, invece.

sport fuori moda, lo so.

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le elezioni tedesche vedono un consistente spostamento a destra: Alternative fuer Deutschland, che negli ultimi tempi ha assunto posizioni fascistoidi e in alcuni casi apertamente nostalgiche del nazismo, entra in parlamento con un trionfale 13%, pur se devatata da conflitti interni e qualche scandalo, e` vero; cresce di piu` dell’8%, ed e` primo partito in Sassonia, per giunta.

e i Liberali crescono del 6%, quasi: ma sono una destra pulita e libertaria.

lo spostamento verso destra degli elettori e` quindi di un po’ piu` del 14% e avviene a spese sia della SPD, sia del partito della Merkel – cognome del marito, notate bene, come si usa in Germania, lei di nascita fa Kasner.

la CDU-CSU perde quasi il 9% e la SPD piu` del 5%; tutti gli altri partiti crescono, compresi Sinistra e Verdi, sia pure di poco, circa mezzo punto a testa, a spese dei voti sparsi che diminuiscono di un punto e mezzo, arrivando al 5%.

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e adesso aspettatevi le geremiadi interessate di giornalisti italiani sul ritorno del nazismo in Germania: chiudono gli occhi sul fatto che in Italia la Lega e Fratelli d’Italia, su posizioni simili, sommano insieme percentuali piu` alte.

ma alla fine una crescita dell’8% di una forza politica anti-immigrati, in un paese che negli ultimi due anni ne ha accolti piu` di un milione e mezzo: e` in realta` un risultato modestissimo.

inoltre in Germania tutte le altre forze politiche sono compatte nel respingere l’AfD ai margini della politica e nell’irrilevanza; da noi Berlusconi ha sdoganato il neofascismo fin dal 1993, lo ha portato al governo e, se dipendesse da lui, ci si alleerebbe ancora; sono loro piuttosto che tendono a rifiutare l’alleanza.

insomma, in Germania la democrazia e` solida ancora e sostenuta dell’87% degli elettori; in Italia non si sa.

non possiamo certo vedere nel Partito Democratico renzista una forza coerentemente democratica.

fa sperare comunque che una riforma costituzionale tendenzialmente autoritaria sia tata comunque respinta un anno fa dal 60% degli elettori

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la vera svolta politica tedesca sta piuttosto nella decisione annunciata da Schulz di passare all’opposizione con la SPD.

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la SPD esce penalizzata dall’alleanza con la Merkel, riportando il risultato peggiore della sua storia, appena sopra al 20%; ma la sinistra in Germania resta abbastanza forte, vicina al 30%, calcolando anche la Linke.

non rimane alla Merkel che un governo con Liberali (come nel 2009) e Verdi, e questa sara` una bella novita`: le trattative potrebbero essere difficili.

si aggiunga che nel calcolo dei voti che le assegna la vittoria col 32,8% viene sommata al suo partito, la CDU, anche l’alleata CSU della Baviera, che esce a sua volta ben penalizzata nel Land, dove perde piu` del 10% dei voti, passando dal 49,3% al 38,8%.

e siccome la sua linea era molto critica verso la Merkel sull’immigrazione, sara` molto difficile metterla assieme ai Verdi, per dire, anche se questi, prima delle elezioni, si sono detti pronti anche ad allearsi con i Liberali.

i Verdi hanno una linea di apertura sull’immigrazione e come segretario nazionale il figlio nato in Germania di un turco immigrato.

una alleanza della CDU-CSU con i soli liberali arriverebbe a 314 voti: purtroppo meno della maggioranza necessaria.

(il sistema elettorale tedesco prevede un numero di deputati variabili, in base all’esito delle elzioni: il prossimo parlamento avra` 705 deputati, invece che 630, come l’ultimo).

anche con i soli Verdi il governo e` impossibile, a parte ogni altra considerazione; con Verdi e Liberali assieme, invece, sarebbe solido: 379 voti su 705, ma non so se potrebbe resistere all’improbabile abbandono della coalizione da parte della CSU, che andrebbe in questo caso a rafforzare l’opposizione di destra.

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avremo dunque ancora un governo Merkel, senza grandi innovazioni, se non nella politica economica: ma la Merkel e` abbastanza spregiudicata da tagliare l’erba sotto i piedi all’opposizione socialdemocratica anche su questo piano, come ha fatto di recente facendo approvare fulmineamente nel giro di 24 ore il matrimonio omosessuale.

possiamo anche aspettarci che non ci saranno grandi novita` nella politica estera o in quella sociale: tuttavia l’andata al governo dei liberali certamente rafforza il rigore tedesco in Europa per la riduzione del debito, e dunque non facilita certo l’irresponsabile partito unico italiano della spesa pubblica.

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ed eccoci a riflettere sulle conseguenze del voto tedesco sull’Italia.

le elezioni tedesche sono un preciso indicatore dell’andamento delle prossime italiane?

potrebbe essere, con tutti gli adattamenti del caso.

la vittoria della Merkel preannuncia quella di Berlusconi, suo omologo italiano, o almeno suo compagno di partito a livello europeo.

rendono pero` ​ancora piu` difficile l’alleanza fra il partito di Berlusconi e la destra che si rispecchia meglio nella destra tedesca.

la sconfitta della SPD preannuncia quella del PD? a me pare di si`, nonostante il PD sia oggi piuttosto un partito di destra e abbia poco o nulla a che fare con la socialdemocrazia tedesca, che ha una solida base sociale.

il 9% della Linke preannuncia il risultato dell’opposizione di sinistra in Italia?

difficile dirlo, anche se i sondaggi interessati tendono certamente a sottovalutarlo: ma la sinistra italiana soffre della sua cronica frammentazione che la condanna all’irrilevanza.

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due anomalie ci distinguono dalla Germania:

manca li` (naturalmente) un movimento alla masaniello equivalente a quello di Grillo, che tuttavia sotto la guida di Di Maio ha certamente imboccato la strada del declino.

ma soprattutto manca in Italia una destra rigorosa sul piano economico e assieme attenta ai diritti civili e alle liberta` dei cittadini, paragonabile ai Liberali tedeschi.

pensare che una destra simile, in Italia rappresentata da Monti in passato, possa riorganizzarsi prima delle elezioni sembra fantapolitica.

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dobbiamo dunque rassegnarci alla lotta elettorale al coltello tra diversi populismi, cinque o sei, alla demagogia imperante e alla mancanza di proposte concrete sui principali problemi del paese, a cominciare da formazione e disoccupazione giovanile, che sono il centro della questione italiana, pare.

ma certamente questa nuova Germania, piu` di destra, offrira` meno sponde all’Italia per una politica di ulteriore espansione del debito, e dunque suona le campane a morte per le acrobazie renziste che hanno fatto rimpiabgere alla Merkel Berlusconi.

prepariamoci quindi ad un Partito Democratico di opposizione: Schulz non spinge all’opposizione soltanto la SPD, ma anche Renzi.

che Renzi poi sia capace di guidare un partito di opposizione, questo e` tutto un altro discorso, che varrebbe la pena di fare se non fosse un cadavere che cammina andando in giro a sponsorizzare il suo libro, che e` gia` le memorie di un morto politico.

intanto lasciamo che i nostri partiti passino gli ultimi mesi prima delle elezioni a scannarsi su quale sia il sistema elettorale migliore per fregare tutti gli altri, senza fare nessuna attenzione alle sentenze della Corte Costituzionale che hanno fissato dei paletti ben chiari, perche` le elezioni possano essere legittime.

 


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