se Proust pagava – 357

dunque Proust pagava, e non soltanto dei gigolo`​ per farsi frustare e forse anche sodomizzare, ma anche i quotidiani, perche` pubblicassero, in apparenza spontaneamente, delle recensioni entusiastiche del suo primo romanzo, Dalla parte di Swann.

che del resto scriveva lui stesso, facendole battere a macchina da un segretario: le recensioni dico, non solo le pagine del romanzo.

Marcel-Proust

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il primo editore, che affido` a Gide la lettura dello scartafaccio mandatogli, non espresse giudizi; premio Nobel stranamente insensibile, che sbaglio` tutto, manco fosse stato Mondadori o Einaudi alle prese col dattiloscritto del Gattopardo​, che fini` pubblicato postuno.

ma, a sua discolpa – se non e` un’aggravante, invece – oggi si osserva che il pacchetto ritorno` a Proust intatto e non fu probabilmente neppure aperto.

un bel caso di bocciatura preconcetta per pura antipatia personale pregiudiziale.

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il secondo editore invece lo lesse, e disse:

“Sarò forse uno sciocco ma davvero non riesco a capacitarmi del fatto che un tizio possa impiegare ben trenta pagine per descrivere come si giri e rigiri nel letto prima di addormentarsi”.

piu` in sintesi, ​​giudico` “francamente illeggibile” Dalla parte di Swann.

chissa` che non avesse  ragione.

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del resto spesso e` proprio l’illeggibilita` che rende un’opera un capolavoro.

infatti: e` ben difficile esprimere un giudizio negativo su quel che non si e` letto. 😉

qui mi confesso: io non sono mai riuscito a leggere ne` l’Ulisse di Joyce ne` l’Hobbit di Tolkien: ci ho provato due o tre volte per romanzo, crollando sempre alla fine della prima pagina.

quindi non ho proprio nulla da obiettare a coloro che li definiscono due capolavori.

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ma dunque perfino l’immenso Proust, che invece ho letto con grandissimo piacere, fu costretto ad auto-pubblicarsi!

come non capire che questo e` un enorme incoraggiamento per i numerosissimi blogger come me, che continuano a scrivere capolavori incompresi che nessuno legge o quasi?

del resto su questa piattaforma conosco grandi poeti e poetesse e grandi narratrici che non avranno mai il piacere del grande successo, che meriterebbero indubbiamente.

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ma noi, che siamo mediocri, ci accontentiamo del ristrettissimo gruppetto di affezionati che ogni tanto ci mandano un commento di incoraggiamento, a mo’ di piccola pacca sulla spalla.

occorre prendere esempio invece da Proust, che dimostra indubitabilmente di essere un genio,

non tanto per quel che scriveva, perche` poi di scrivere bene sono capaci in diversi,

ma per l’accorta strategia con la quale e` riuscito, a forza di ripeterlo e individuando gli appoggi adatti, a farsi riconoscere davvero come un genio universale.


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