con 24.000 tablet – 380

per l’inutile referendum di domenica la Regione Lombardia ha comperato 24.000 tablet, pagandoli 23 milioni di euro – dice la stampa – all’olandese Smartmantic Digital Holding, azienda specializzata nel voto elettronico.

finalmente il voto elettronico auspicato dal Movimento Cinque Stelle, che proprio per questo in Consiglio Regionale e` confluito con la Lega nell’approvazione del referendum:

esempio profetico di che cosa ci potremmo aspettare se l’abbinata Grillo-Salvini andasse al governo.

. . .

e` stata svolta una gara con tre partecipanti, e questa azienda e` stata scelta perche` ha fatto l’offerta piu` vantaggiosa economicamente: 21.730.654,64 euro, esattamente.

il sito di questa, https://www.smartmatic.com/, illustra le sue ultime imprese: il voto elettronico in Sierra Leone, nelle Filippine e nello Utah.

qualcuno ha gridato allo spreco per il costo globale.

ma che volete che sia? i tablet, dopo, verranno regalati alle scuole…

quali scuole? per quali progetti? non si sa.

o meglio: non esagerate con l’idea dei progetti: significa che pigliate sul serio queste affermazioni.

i tablet invece verranno lasciati in comodato alle scuole sedi di seggio (giusto per risparmiarsi la spesa di portarli via): per quelle scuole saranno totalmente inutili e avranno solo la rogna di doverli custodire per la Regione.

sembra molto difficile jnfatti che questi cososissimi tablet, usati specificamente per il voto elettronico, abbiano WIFI, Bluetooth e un collegamento per cuffiette e microfono…

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ma nella spesa dovrebbe essere compreso anche il costo dei 7.000 assistenti digitali che nei seggi accompagneranno le macchine votanti (qualunque cosa questo voglia dire).

e dev’essere sempre la Smartmantic Digital Holding che li forma, visto che il suo sito offre anche questo servizio.

. . .

ma io vorrei sottolineare lo spreco del costo unitario: quasi 22 milioni di euro per 24.000 tablet; fa una media di piu` di 900 euro a tablet.

comunque questo sito cerca di giustificarlo, e dice che costano persino poco: http://www.dday.it/redazione/23846/ecco-perche-i-tablet-di-maroni-sono-costati-23-milioni-di-euro-e-perche-le-scuole-probabilmente-non-se-ne-faranno-nulla

io pero` dico che ci sono tablet economici che costano meno di 200 euro: erano inutilizzabili? e come mai?

dal sito di uno specialista, Salvatore Aranzulla, https://www.aranzulla.it/tablet-10-pollici-59997.html , si ricava che costa 960 euro il tablet in assoluto piu` caro in commercio, con schermo di 10 pollici, e` l’iPad Pro, il modello più avanzato e completo disponibile attualmente sul mercato, che ha una batteria con autonomia di 10 ore.

questi, invece, devono avere una batteria che dura almeno 18 ore…

ma e` evidente che per una fornitura simile si dovrebbe ottenere uno sconto consistente.

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una  testimonianza diretta ci informa su come funzionera` il voto elettronico per quei pochi che andranno a farsi prendere in giro nei seggi.

leggetela: e` da non credere…

Oggi un mio amico, che e` stato designato Presidente di un seggio pilota, mi ha spiegato il funzionamento del voto elettronico.

La cosa divertente (si fa per dire) e` che, una volta che si ha votato con il “tablet”, questo stampa una scheda di carta sulla quale e` impresso il voto, e la scheda cade direttamente nell’urna.

senza che l’elettore la veda, naturalmente.

Alla fine delle votazioni, le schede di carta devono essere timbrate, firmate dal presidente e da uno scrutatore, indi scrutinate.

Inoltre, le liste degli aventi diritto sono ancora cartacee.

Infine, poiché non ci si reca a votare con il certificato elettorale, sul quale bastava apporre data e timbro della sezione elettorale, occorre che il votante venga registrato dal presidente compilando a mano un registro sul quale va apposto nome e cognome del votante e due timbri della sezione.

Se non e` schizofrenia questa… E` proprio roba da matti.

. . .

“niente bugie meravigliose…
… in questo giorno di follia”


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