il referendum delle palanche – 379

La Lombardia vanta, secondo calcoli accreditati scientificamente con algoritmi che mi rifiuto di capire, 56 miliardi di residuo fiscale.

cosi` scrive Vittorio Feltri nell’Introduzione a La Lombardia si merita l’autonomia. Per non morire centralisti e tartassati di Stefano Bruni Galli.

purtroppo il cuore di questo referendum sull’ampliamento dell’autonomia regionale, sta miserabilmente nelle palanche – ed e` forse tipicamente lombardo proprio in questo soltanto.

l’unico vero argomento a favore del si` che hanno saputo escogitare i suoi inventori  (di cui il primo e` proprio il Galli, estensore materiale del quesito) sta tutto nelle risorse saccheggiate alla Lombardia da Roma ladrona, che resterebbero invece nel territorio, a produrre altre meraviglie come l’aeroporto di Malpensa, l’autostrada Brescia-Milano e la pedemontana o l’Expo; e soprattutto altri centri commerciali senza fine, immagino.

cioe` a finanziare distruzione ulteriore di un territorio gia` ampiamente condotto al collasso paesaggistico e ambientale, in una sequenza di iniziative fallimentari anche dal punto di vista economico.

in sostanza, con questo referendum, una classe politica locale che ha dato prove evidenti della propria incapacita` di progettare il futuro – per non parlare degli scandali multipli che ne hanno rivelato la spiccata propensione alla corruzione -, prova a rilanciarsi con la demagogia a basso costo e alto impatto emotivo, non bastandole evidentemente le campagne isteriche ed autolesionistiche contro l’integrazione degli immigrati, peraltro sfruttati ampiamente nelle fabbriche e fabbrichette llombarde che costellano la regione che aspira all’autonomia.

. . .

ma veniamo a questi misteriosi algoritmi sul residuo fiscale, di cui parla Feltri all’inizio e che non sono poi cosi` terribili visto che consistono in una banale sottrazione, non troppo incomprensibile, tra quel che si versa fiscalmente e quel che si riceve dallo stato sotto forma di servizi e finanziamenti.

di per se stesso il residuo fiscale è la differenza tra tutte le entrate che le Pubbliche Amministrazioni (sia statali che locali) prelevano da un determinato territorio (fiscali e di altra natura come alienazione di beni patrimoniali pubblici e riscossione di crediti) e le risorse che in quel territorio vengono spese.

Nel caso delle regioni il residuo fiscale è calcolato come differenza tra le tasse pagate (al netto di entrate regionali anche non fiscali a seconda di come viene calcolato) e la spesa pubblica complessiva ricevuta, ad esempio sotto forma di trasferimenti o in generale di servizi pubblici.

. . .

fino a che parliamo del concetto, non e` difficile da capire; se invece passiamo alla quantificazione del residuo fiscale, i risultati sono eterogenei e certo gli algoritmi sono misteriosi, perche` nessuno ha mai spiegato, neppure a grandi linee, come verrebbero fatti questi calcoli e a quali servizi esattamente fa riferimento chi ha provato a misurarlo:

nel 2010 Luca Ricolfi  nel suo “Il sacco del Nord” parlava di un residuo fiscale per le Regioni del Nord Italia nel loro insieme tra i 50 e gli 80 miliardi di euro all’anno, e di un residuo fiscale negativo per le Regioni meridionali tra i 41 e i 79 circa.

i conti non tornano, dato che mancano tra 1 e 9 miliardi di residuo fiscale, ma forse sono da attribuire alle regioni del Centro?

Ricolfi mostrava come i livelli dei consumi procapite non corrisponderebbero ai livelli di PIL pro capite nelle diverse regioni (quindi, i territori che beneficiavano del residuo fiscale avevano un rilevabile aumento dei consumi in modo più che proporzionale al proprio prodotto interno lordo).

nel 2014 l’Istituto Eupolis (Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione), che e`una emanazione della Regione Lombardia) quantificava in oltre 47 miliardi di Euro il residuo fiscale lombardo, per l’anno 2013, e in oltre 70 miliardi la somma del residuo fiscale per le Regioni del Nord Italia.

lo stesso ente si e` anche contraddetto: in vista del referendum di Lombardia e Veneto in programma domenica 22 ottobre ha condotto uno studio accurato, a suo stesso dire, su dati riferiti al 2012, ultimo anno in cui è possibile confrontare le entrate e le spese di ciascuna Regione, fa sapere l’ufficio studi, e dice: Se si ricostruisce l’andamento registrato nell’ultimo quinquennio, il quadro parrebbe rimanere sostanzialmente stabile per la gran parte dei territori: «È verosimile ritenere che non vi siano state delle significative variazioni anche negli anni successivi al 2012».

pero` nel 2015 la CGIA di Mestre ha quantificato di oltre 100 miliardi di euro il residuo fiscale delle regioni del Nord Italia, di cui 53,9 per la sola Lombardia, 18,2 il Veneto, 17,8 per l’Emilia Romagna e 10,5 per il Piemonte.

. . .

insomma, sono cifre ballerine sulla  misura esatta della sproporzione fra versato e incassato, e soprattutto non e` affatto chiarito con che metodi sono esattamente calcolate.

la Lombardia, dice Galli, e` intensamente industrializzata ed e` uno dei 4 motori dell’Europa, assieme a Catalogna, Baden-Wuerttemberg e Rhines Alpes: produce un quarto circa del PIL nazionale e riceve meno di quel che da` allo stato.

allora, consideriamo che le entrate fiscali globali dello stato italiano sono state nel 2016 di poco piu` di 433 miliardi di euro; ci si dovrebbe aspettare dunque che quelle ricavate dalla Lombardia siano pari ad almeno 108 miliardi di euro, anzi decisamente di piu`; dunque circa il 50% finirebbero fuori regione?

a me pare strano, ma voglio ammettere in via di ipotesi che questi calcoli siano giusti.

. . .

non fermiamoci ai dettagli: gliela dobbiamo dare per buona.

insomma, sul fatto che le regioni piu` ricche del paese versino piu` tasse delle altre non ci piove, ma il motivo e` molto semplice da spiegare ed e` per questo che non c’e` bisogno di algoritmi complicati per capirlo.

il fatto e` che l’imposizione fiscale e`, secondo la nostra Costituzione, progressiva: cioe` chi guadagna di piu` deve anche in proporzione pagare di piu`.

se la ricchezza media dei lombardi e` piu` alta di quella dei calabresi, e` del tutto pacifico che i lombardi paghino piu` tasse, e non soltanto in assoluto, ma anche in proporzione, dato che le aliquote fiscali crescono al crescere del reddito personale.

ed e` in questo modo che si finanziano spese statali indistinguibili regionalmente, come difesa, giustizia, costi dell’amministrazione centrale, sicurezza e ordine pubblico, per dirne alcune.

. . .

non e` forse evidente allora che porre la questione su basi territoriali anziche` di censo puo` essere un modo per contestare il principio della progressivita` delle imposte senza dirlo chiaramente?

e adesso, sentite: c’e` bisogno di battute divertenti in un paese dove il senso della responsabilita` consapevole manca a livello politico, ma anche di opinione pubblica?

tenetevi forte all’idea, subito rilanciata, di estendere l’autonomia lombarda a tutte le regioni “virtuose”, cioe` a quelle che hanno un residuo fiscale positivo.

anzi, l’inimitabile Berlusconi e` accorso a lanciare il suo solito slogan: autonomia per tutti!!!

per tutte tutte le regioni, sia quelle in pareggio di conti sia quelle in deficit, piu` autonomia, piu` spese, piu` palanche per tutti.

$_35

chi non lo voterebbe un referendum cosi` nel Paese dei Balocchi di pinocchiesca memoria?

. . .

non e` bellissimo pensare che tutte le tasse lombarde restino in Lombardia, ad alimentare il saccheggio del territorio, la cementificazione, la dissennata distruzione dell’ambiente e l’inquinamento?

risorse a disposizione, si badi bene, non certo dei cittadini, ma del ceto politico, che non a caso, con flebili distinguo, si e` schierato tutto o quasi a favore di questo referendum, dalla Lega che l’ha promosso ai Cinque Stelle, dal quasi inesistente partito di Alfano al Partito Democratico, almeno quasi sempre.

soltanto la Chiesa lombarda esprime una opposizione a questo voto per a sostegno dell’egoismo locale.

l’idea poi che impoverendo il resto del paese si possa tagliare anche la domanda che sostiene la produzione lombarda non sfiora questi cervelli acuti.

. . .

naturalmente un referendum simile e` di nuovo anti-costituzionale non solo perche` su questioni fiscali, per le quali la Costituzione non lo ammette, ma proprio anche per la sostanza, che vorrebbe portare a ridiscutere il principio di solidarieta` nazionale che e` la base stessa del patto sociale.

rimane anche da dire che la dimensione nazionale riduce il peso di alcune funzioni statali grazie ai risparmi realizzabili su scala piu` ampia.

faccio un solo esempio: la difesa: immaginiamo che una Lombardia che rivendica di trattenere le risorse fiscali che produce per se stessa debba anche provvedere di per se stessa alla propria difesa e debba pagarsi un proprio esercito.

ed estendiamo questa riflessione a molti altri campi di intervento gestiti dallo stato centrale che ho citato sopra.

. . .

insomma, siamo al gioco delle tre carte: si chiede l’autonomia, ma si intende l’indipendenza fiscale, o almeno un ridimensionamento forte dei contributi alla nazione.

si chiede dunque di destabilizzare parti importanti del paese, in questo momento le regioni del Sud, contro le quali viene fatto il referendum.

ma poi non e` detto che ci si fermi a questo, perche` se il principio di solidarieta` salta, allora non si sa bene dove possano essere fissati i confini dell’egoismo.

e le prossime vittime potrebbero essere le zone sfavorite interne della Lombardia stessa.

perche`, capiamoci, se dobbiamo calcolare il residuo fiscale fra una regione e l’altra, perche ` non farlo anche tra una provincia e l’altra, o addirittura tra un comune e l’altro?

dove si fermma l’egoismo? a livello di frazione, di quartiere, di condominio oppure di appartamento?

be’, e` appunto a questo livello che poi il proprietario deve armarsi da solo per difendersi dai ladri.

ma se scoppia una guerra cosa fa? ci va col suo fucile da caccia?

. . .

chi fa da se` fa per tre, pensa il lombardo leghista e palancaio (che non esaurisce per fortuna il quadro dei lombardi).

puo` essere vero, ​ma chi fa da se` spende anche per mille.

 


8 risposte a "il referendum delle palanche – 379"

    1. il mistero e` proprio questo.

      in regione Lombardia ci sono stati Formigoni, condannato; Bossi iunior e senior, condannati; l’igienista dentale di Berlusconi, quella che si occupava della presunta nipote di Mubarak…

      possibile che la gente abbia gia` dimenticato tutte queste cose?

      e questi hanno la faccia di tolla di farci spendere 50 milioni di euro per farci dire che vogliamo che gli facciano scorrere fra le mani piu` soldi…

      follia pura…

      Piace a 1 persona

  1. “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”

    "Mi piace"

    1. gia`, questo e` il quesito – lo avevo citato anche io in un altro post.

      e` facile osservare che non significa niente di concreto, se non si precisa, punto per punto, che tipo di autonomia si richiede.

      ad esempio: si rivendica la gestione della scuola: che cosa vuol dire esattamente?

      nota poi bene l’inciso: con le relative risorse

      ora non c’e` scritto da nessuna parte che una maggiore autonomia comporti maggiori risorse.

      e figuriamoci poi in tempi di vacche magre come quelli in cui ancora siamo!

      certo, se una competenza passera` dallo stato a una regione, la queota delle risorse che lo statoimpiegava per quella competenza passera` dallo stato alla Regione, si suppone.

      ma questo non e` affatto un aumento di risorse, e` soltanto uno spostamento di risorse, che imvece di essere gestite dallo stato saranno gestite dalla Regione.

      che questo sia un miglioramento e` tutto da dimostrare; che la burocrazia regionale sia migliore di quella nazionale anche.

      basterebbe ricordare gli scandali proprio in Lombardia per i rimborsi abusivi che hanno travolto anche la Lega e Bossi.

      dubito molto che passare i soldi a questa gente ci renda piu` sicuri sul loro uso corretto…

      Piace a 1 persona

  2. credo sia una conta di quante persone sono così “disattente” da non leggere il quesito. al di là dei conti e di quello che la maggior parte pensa che sia, questo del 22 non è un referendum.

    "Mi piace"

    1. certo, nel senso che non ha nessun valore legale.

      la Regione Emilia-Romagna, leggevo poco fa, ha invece avviato – senza spese – la procedura legale prevista dalla Costituzione per l’ampliamento della autonomia regionale e proprio ieri sono state sottoscritte da governo e Regione le linee guida per la trattativa.

      questi sono dilettanti: affermano di avere gia` provato a chiedere l’inizio della trattativa, ma senza avere ricevuto risposta.

      io non so neppure bene se e` vero, ma da qualche ricerca fatta ho scoperto che Prodi a suo tempo, cioe` una decina di anni fa, una trattativa l’aveva accettata; ma sono stati proprio i successivi governi di destra a lasciarla cadere, per i motivi che ho gia` spiegato altrove: i loro deputati meridionali erano contrari! (logicamente).

      Piace a 1 persona

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.