il Veneto e la catalogna (minuscola) – 385

il Veneto ha tutti i titoli per essere la Catalogna d’Italia, ma siccome ghe interesa sol i schei, e` una Catalogna minuscola: una catalogna.

e qui, se avessi voglia di uscire, ci metterei una foto del mio orto, ma fate conto che lo abbia fatto, anche se la prendo da internet:

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incassato il successo del referendum, il Veneto chiede di essere trasformato in Regione a Statuto Speciale, come le altre 5 previste dalla Costituzione.

l’auronomia speciale per il Friuli era prevista gia` nel 1948, ma suscito` tensioni politiche molto forti, e in senso contrario, visto il distacco di Udine dal Veneto, di cui fino ad allora faceva parte.

si arrivo` persino ad un attentato; e la X disposizione transitoria della Costituzione, dunque, sospese l’autonomia del Friuli, che venne ufficialmente realizzata solo 15 anni dopo, nel 1963.

Alla Regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all’articolo 116, si applicano provvisoriamente le norme generali del Titolo V, della parte seconda, ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche in conformità con l’articolo 6.

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la richiesta di autonomia speciale del Veneto e` assolutamente da accogliere, per ragioni storiche e culturali, e non ripeto le argomentazioni degli ultimi post che ho scritto sull’argomento.

non certo per l’esito del referendum, il cui quesito non prevedeva questa opzione, per cui si conferma che Zaia e i leghisti in genere stanno facendo il gioco delle tre carte.

comunque un governo saggio eviterebbe di disperdersi su questi particolari inutili e andrebbe incontro al comune sentire veneto sulla questione, giusto per evitare guai futuri.

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ma il bello e` che Maroni si dichiara contrario e spiega a Repubblica perche` (secondo lui):

“Trasformarsi in una regione a statuto speciale, come ad esempio la Valle d’Aosta, significa chiudersi a tutte le altre regioni perché, così facendo, si tengono per sé tutti i soldi”.

e` semplicemente incredibile: Maroni non sa di che cosa parla.

come del resto avviene quasi sempre.

quindi incredibile, anzi normale.

e poi il tenersi per se` tutti i soldi non era giusto quello che promettevano i leghisti prima del referendum fallito, giorno si` e giorno no?

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le Regioni a Statuto Speciale trattengono le tasse che riscuotono in percentuali diverse, i soldi delle tasse.

e le percentuali dipendono dagli Statuti Regionali, che entrano a far parte indirettamente della Costituzione, una volta approvati dal parlamento nazionale, e possono essere modificati solo con procedure simili a quelle in uso per la Costituzione, ma devono essere approvati anche dalle Regioni interessate.

quindi anche la percentuale delle tasse che il Veneto potra` trattenere per se`, in cambio del trasferimento di alcune spese, e` oggetto della trattativa che sara` da condurre prima della modifica della Costituzione.

pare evidente tuttavia che questa percentuale non potra` essere superiore a quella del vicino Friuli, cioe al 60%.

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bastava, non dico studiare, ma guardare tempo fa una trasmissione della Gabanelli per saperlo:

Al Trentino Alto Adige e alla Valle d’Aosta ritornano il 90% delle tasse pagate dai cittadini della regione, al Friuli Venezia Giulia ritorna il 60%, alla Sardegna il 70%, solo alla Sicilia il 100%.

Gli abitanti delle regioni a statuto speciale hanno pero’ qualche vantaggio?

Certamente: il Trentino da’ sovvenzioni a fondo perduto al 70% delle imprese, in Friuli Venezia Giulia e in Valle d’Aosta e’ possibile acquistare la prima casa pagando un mutuo agevolato dell’1%.

Inoltre la Sicilia (unica regione cui torna il 100% delle tasse) insieme alla Sardegna, sono le uniche regioni a statuto speciale a chiedere allo Stato un contributo per le spese sanitarie. Ma le altre 3 provvedono da sole.

Tutte le regioni in questione pero’ hanno un numero esagerato di dipendenti regionali. 

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ovviamente l’autonomia non e` una forma di risparmio, economicamente parlando: forme di gestione decentrata costano di piu`.

ovviamente la gestione su grande scala comporta dei risparmi possibili.

chi vota per l’autonomia questo dovrebbe saperlo e chi la propone, se fosse onesto e non un imbonitore maldestro, questo dovrebbe dirlo:

cari veneti, cari lombardi, siete disposti a spendere di piu` per l’amministrazione dei servizi pubblici, pur di gestirveli da soli?

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in ogni caso, i Veneti sono disposti: accontentiamoli, anzi: accontentateci.


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