el büs del romét (la grotta dell’eremita) – 410

per la seconda volta, camminando in queste montagne vicine a casa, trovo un cartello con l’indicazione dell’antica sede di un eremita, nascosta tra gli anfratti, e questa volta era una grotta, un büs, un buco.

altrove, su uno sperone che si protendeva su una valletta, ci stava un’antica chiesa e un volantino raccontava che ci vive tuttora un sacerdote eremita.

questo non nascondeva di vivere in una casa abbastanza moderna e ristrutturata bene; ma in entrambi gli altri casi l’indicazione iniziale, con una freccia intagliata nel legno, apriva la camminata su un sentiero verso luoghi selvatici.

ma poi mancavano altre indicazioni; e cosi` quel posto proprio non si trovava.

se da qualche parte l’eremita avesse potuto vedermi, avrebbe sogghignato per la mia ricerca frustrata.

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. . .

io invece penso che queste due esplorazioni fallite siano state perfette: la grotta dell’eremita NON deve poter essere trovata, altrimenti che eremitaggio sarebbe?

il fascino del büs del romét e` che puoi sapere che da qualche parte c’e`, ma mai esattamente dove.

. . .

l’eremita non si e` distaccato completamente dagli altri esseri umani, e` ancora in collegamento con loro, anche se in apparenza non lo si direbbe.

l’eremita ha scelto una comunicazione a distanza, soltanto telepatica.

il suo messaggio e` quello di far sapere che c’e`, di dare un senso misterioso e sospeso alla montagna, che altrimenti sarebbe vuota e banale.

l’eremita esiste come possibilita` di scelta, e` un’ultima garanzia di liberta`.

. . .

quando attorno le chiacchiere si sono fatte intollerabili, l’eremita ha smesso di discutere e di polemizzare e ha preferito lasciare il consesso umano visibile, scegliendo, piuttosto, la comunita` virtuale dei distaccati dal mondo.

quel suo abbandono e` un messaggio profetico: senza sperarci neppure un po’, l’eremita si e` affidato comunque al futuro, al passo del viaggiatore che, ad una intersezione dello spazio-tempo, si interroga sulla sua figura.

. . .

sii, non cercare di diventare; oppure: diventa quel che sei.

in queste due varianti l’eremita orientale si rispecchia e confronta con quello occidentale.

forse sto diventando anche io un eremita?

non cerco di diventarlo, forse lo sono gia`.

e se lo sono gia` diventato, allora lo sono sempre stato.

 

 

 


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