la crisi politica tedesca: una seconda Weimar? – 413

in Germania le trattative per il nuovo governo di coalizione detto Jamaika sono state interrotte, dopo 15 ore che non hanno portato ad alcun accordo, e riprendono a mezzogiorno,  senza limiti di tempo.

la loro durata dimostra l’impegno delle parti per arrivare ad un risultato, ma nello stesso tempo la difficolta` estrema di raggiungerlo.

lo ha mostrato anche il rapporto di 61 pagine diffuso ieri prima dell’inizio delle trattative per fare il punto sullo stato della discussione fra i quattro partiti (CDU o Unione Cristiano-Democratica, CSU bavarese o Unione Cristiano Sociale, FDP o Partito Liberale Democratico e  Bündnis 90/Die Grünen, Alleanza 90/I verdi).

le differenze restano enormi sulla protezione del clima, la riunificazione familiare dei rifugiati, lo smantellamento della sovrattassa di solidarietà e, in ultima analisi, sulle finanze.

in pratica i disensi restano sui punti piu` importanti dell’agenda politica tedesca.

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il pessimismo al momento prevale: Seehofer, il presidente della CSU, la variante bavarese di destra della CDU, peraltro contestato all’interno come troppo moderato, dichiara alla FAZ, Frankfurter Allgenmeine Zeitung, il giornale dei circoli finanziari di Francoforte: Non possiamo aderire ad una soluzione che abbia come risultato un allargamento dell’immigrazione.

sembra una pietra tombale sulle trattative che vedono i Verdi schierati su posizioni opposte; tra l’altro sembra una posizione perfino piu` chiusa della sua posizione di partenza, che chiedeva di fissare un tetto annuale all’accoglienza.

ma nello stesso tempo Seehofer dice: Faremo tutto quanto umanamente possibile per dare alla Germania un governo stabile.

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un ritorno alle urne sarebbe indubbiamente un regalo enorme alla destra di Alternative fuer Deutschland, appena entrata in parlamento.

per chi ricorda la storia, sembra di assistere al replay della crisi della repubblica di Weimar.

un ripassino di storia?

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nel marzo 1930 divenne primo ministro Bruening, con un governo che non aveva la maggioranza in parlamento: cosa possibile anche con la costituzione di allora, non solo con quella attuale.

ma, quando una piccola maggioranza di sinistra, in luglio, boccio` un risanamento delle finanze da lui proposto, e anche un successivo provvedimento di emergenza del Presidente della Repubblica, il generale Hindenburg, questi sciolse il parlamento.

le elezioni del settembre dettero il 18,3% dei voti al Partito Nazional-Socialista Tedesco dei Lavoratori (questa era la denominazione ufficiale del partito nazista), cinque volte i voti presi alle elezioni precedenti,

Bruening continuo` a governare fino al maggio 1932, ma sempre senza maggioranza parlamentare (anche una grande coalizione divenne impossibile) e la Germania scivolo` verso una guerra civile strisciante per le violenze dei nazisti, mentre la disoccupazione raggiungeva il 40% e il governo tagliava le spese sociali per fermare l’aumento del debito pubblico.

Hindenburg venne rieletto presidente della repubblica alle elezioni presidenziali dell’aprile 1932, superando Hitler di 6 milioni di voti, ma aveva 85 anni e non era sempre lucido; su pressione dei circoli della destra tradizionale, diede al cattolico von Papen l’incarico di formare un nuovo governo con l’appoggio di Hitler, ma Hitler pose come condizione lo svolgimento di nuove elezioni.

queste, nel luglio 1932, gli diedero il 37,2% dei voti, e posero la premessa perche` Hitler venisse nominato cancelliere nel gennaio 1933 e confermato da un voto del parlamento.

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ecco la storia che noi italiani conosciamo poco, ma che tutti i tedeschi conoscono bene.

ecco l’angoscia che i democratici tedeschi si portano addosso: come evitare Weimar un’altra volta?

solo la paura manda avanti queste trattative che sembrano impossibili.

eppure al momento mancano del tutto in Germania le condizioni che portarono all’ascesa al potere del nazismo:

come si spiega una crisi politica cosi` grave in un paese che sembra quasi soffocare per eccesso di benessere e di stabilita`?

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ma sinceramente, se devo parlare di crisi della repubblica di Weimar come modello storico, l’Italia mi sembra un paese molto piu` adatto a ripetere l’esperienza.

anche perche` non la conosce.

 


4 risposte a "la crisi politica tedesca: una seconda Weimar? – 413"

    1. da ex (molto ex) insegnante anche di storia dovrei risponderti: assolutamente si`.

      da mente critica ti rispondo: dipende: ha senso studiare la storia se serve a rispondere a delle domande sul presente, altrimenti no.

      non ha avuto il minimo successo ne` e` mai stata presa in considerazione la mia idea che la storia si dovrebbe studiare a ritroso, a partire dal presente, nel biennio delle superiori, e per temi.

      l’analisi storica piu` difficile, quella delle radici piu` lontane, dovrebbe essere alla fine del curriculum e non al suo inizio, dove spesso risulta demotivante per gli allievi.

      l’insegnamento per temi, nel rispetto dei programmi attuali, lo avevo tuttavia inserito in qualche progetto di sperimentazione; ma mancavano i libiri di testo adatti.

      grazie del reblog, naturalmente: in questo momento mi sto sentendo in dovere, come semplice lettore dei quotidiani tedeschi online, di colmare dei buchi di informazione tremendi nei corrispondenti periodici italiani.

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        1. 🙂 lo avevo capito bene.

          pero` mi e` piaciuto pensare che fosse una domanda vera, perche` e` una domanda che molti ragazzi si fanno a scuola; poi non so se la pongono ancora e adesso fanno finta di studiarla e basta, la storia.

          e poi puoi immaginare che mi paccia provare a smontare la parte retorica anche solo di una domanda 😉 😉 😉

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