Gerusalemme, Crimea, Renzi: l’incoerenza degli USA – 428

gli Stati Uniti, come e` noto, rifiutano di riconoscere la decisione della popolazione della Crimea di passare dall’Ucraina alla Russia presa nel 2014 in un referendum, dopo il colpo di stato promosso nel primo paese dagli americani stessi.

la loro politica estera degli ultimi anni e` guidata da questa ossessione anti-russa, priva oramai delle basi ideologiche anticomuniste di una volta.

eppure quel referendum fu svolto sotto la supervisione di osservatori internazionali, che ne riscontrarono la correttezza.

vi partecipo` l’84,7% della popolazione e i voti favorevoli all’annessione alla Russia furono il 97,32%; l’opzione alternativa sulla scheda, che prevedeva lo status della Crimea come parte dell’Ucraina, ebbe il 2,68% dei voti.

mai fu meglio rispettato il diritto all’autodeterminazione dei popoli, fissato da convenzioni internazionali regolarmente calpestate da decenni dalla politica di potenza degli stati – di tutti gli stati.

. . .

gli Stati Uniti sono pero` favorevoli dall’altro giorno alla dichiarazione unilaterale da tempo compiuta da Israele di Gerusalemme come propria capitale.

avvenuta contro la volonta` di quella che era allora la maggioranza della popolazione di quella regione.

la politica mondiale e` il regno del sopruso e della violenza: tuttavia si chiederebbe almeno una coerenza in questa follia.

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UN_Palestine_Partition_Versions_1947

questa e` la Palestina prevista dal piano di partizione del 1947 approvato dall’ONU, una volta che venne scartata l’ipotesi di uno stato federale, rifiutata per altro da entrambe le parti.

esso prevedeva uno stato di Israele (in azzurro nella cartina) ben diverso da quello attuale, che la occupa sostanzialmente tutta, nonostante la finzione dell’esistenza di una Autorita` Palestinese che in pratica amministra delle specie di riserve indiane o di grandi campi di concentramento della minoranza palestinese.

minoranza di circa il 20% nello stato di Israele, dove i palestinesi originari rimasti e i loro discendenti  sono poco meno di un milione e mezzo, e questi sono per l’80% islamici, ma esiste anche una minoranza cristiana della minoranza, di quasi il 10%, cioe` del 2% globale della popolazione della Palestina.

quanto alla Palestina nel suo insieme, il totale di questa popolazione è di circa di 10,75 milioni di abitanti, di cui 5,9 milioni ebrei e 4,85 milioni di non ebrei (i non ebrei di cittadinanza israeliana + i residenti dei territori palestinesi).

Questi non ebrei, benché in gran parte arabi, comprendono anche numerose persone di altra estrazione che sono imparentate con ebrei, e perciò non definibili come arabi.

Insomma, la popolazione dell’area sembra dividersi all’incirca tra un 60% di ebrei e simili e un 40% arabi.

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la spartizione ONU 1947 prevedeva per Gerusalemme uno statuto speciale, sotto controllo internazionale, come ben si vede da quella cartina.

ma Israele volle fin dall’inizio nascere fuori dal quadro delle deliberazioni dell’Onu: non a caso la sua dichiarazione di indipendenza avvenne un giorno prima di quello fissato dall’ONU per la nascita del nuovo stato.

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gli Stati Uniti svolgono da quasi sempre una politica estera da banditi e la parentesi apparentemente buonista della presidenza Obama non ha cambiato altro che nelle forme esteriori questa continuita` che supera i cambiamenti di governo.

cosi`​ l’equivoco legato alla loro lotta contro il nazifascismo nella seconda guerra mondiale si e` da tempo dissolto: non hanno lottato settant’anni fa per la liberta` dell’Europa, come spesso si e` detto (considerando anche l’alleanza con Stalin), ma soltanto per subentrare alla Germania nazista nel suo controllo, in forme piu` soft. 

e l’Europa e` tuttora sotto controllo militare americano, mascherato nelle forme di una presunta alleanza.

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in questi giorni ci tocca sentire gli Stati Uniti parlare con sdegno degli occulti condizionamenti russi sulle elezioni europee…

in particolare, figurarsi, sul referendum costituzionale italiano.

ditemi, per favore che e` una barzelletta. 

non ditemi che la classe dirigente di quel paese crede veramente a quel che dice perche` ci sarebbe da preoccuparsi.

gli italiani sono ridotti mentalmente ad amebe da televisione e facebook da non ricordarsi l’aperto e perfino sfacciato appoggio di Obama alla riforma costituzionale di Renzi?

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“Posso solo ricordare come il presidente americano Barack Obama sostiene l’agenda di riforme del primo ministro Matteo Renzi”.
dichiarazione del portavoce della Casa Bianca, Eric Schultz, alla vigilia del referendum costituzionale italiano.

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gli Stati Uniti che hanno voluto una guerra durata vent’anni, dal 1955 al 1975 con milioni di morti e perfino 55.000 soldati americani caduti in battaglia, per impedire la riunificazione del Vietnam, che sarebbe stata sancita inequivocabilmente da libere elezioni…

gli Stati Uniti che hanno organizzato il colpo di stato militare contro il presidente socialista eletto del Cile, Allende, nel 1973, e che hanno sostenuto forse decine di altri colpi di stato simili nel Novecento, ogni volta che un governo legittimo andava contro i loro interessi, veri o presunti…

gli Stati Uniti che con Obama sono perfino riusciti a costringere alle dimissioni papa Ratzinger, con lo scandalo ben pilotato, anche se reale, della pedofilia ecclesiastica, e a far eleggere un papa a loro immagine – allora – come Bergoglio.

che per parte sua ricambio` il favore immischiandosi per bene, anche se inutilmente, nelle elezioni americane, quando dichiaro` Trump non cristiano.

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tutte manovre vane dei diversi poteri…

nel caso del Vietnam la posizione americana rivela oggi fino in fondo la propria irrimediabile ottusita`:

a quarant’anni dalla fine di quella guerra orribile e nonostante quella guerra, il Vietanam unificato sotto lo stesso Partito Comunista che gli americani hanno ferocemente combattuto e` uno dei migliori alleati degli USA nella regione in funzione anti-cinese!

cosa che si poteva bene immaginare anche prima, soltanto a saper leggere la storia!

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comunque, secondo gli americani, tornano i servi di Mosca, anche oggi che i russi sono sotto un governo conservatore e tradizionalista, ispirato agli stessi valori della presidenza Trump.

i russi tornano alle porte, con l’appoggio a Salvini (e questo ci sta) e a Grillo, e questo mi pare piuttosto incerto.

ma se anche fosse? gli americani non stanno facendo altrettanto con altre forze politiche?

ah gia`, ma loro sono il regno del bene, mentre gli altri, i russi, sono gli stati canaglia.

. . .

davvero, sentire gli americani parlare della libera determinazione dei popoli anche soltanto dopo la Crimea e dopo lo spostamento della loro ambasciata a Gerusalemme, in quella che per loro e` la capitale dello stato (illegale) di Israele supera ogni immaginazione possibile.

certo, la piega assunta dalla politica estera americana in questi ultimi tempi e` decisamente molto pericolosa in prospettiva,

e purtroppo ha una chiara impronta non soltanto isolazionista, ma perfino vagamente suicidaria

– cosa triste per chi ama, nonostante tutto, la tradizione democratica storicamente sempre minoritaria di quel paese.

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(con questo post so benissimo di essermi giocato definitivamente, se gia` non era successo, la possibilita` di riavere il visto turistico per gli Stati Uniti dopo quello scaduto del 2014;

le nuove regole introdotte da Trump prevedono un controllo attento della produzione sui social media di chi lo richiede,

l’impennata improvvisa di centinaia di contatti dagli USA nei giorni scorsi, oltrre alla routine quotidiana degli stessi contatti per i nuovi post, mi dice chiaro che qualche motore di ricerca di quel paese mi ha setacciato il blog e classificato.

poco male: il mio prossimo giro del mondo rischia di naufragare per ben altri aspetti, prima di tutto per i costi che si rivelano improvvisamente proibitivi…

e in ogni caso, se ci fosse e se il visto USA mi venisse effettivamente negato, sara` il mio primo giro del mondo extra United States).

 


6 risposte a "Gerusalemme, Crimea, Renzi: l’incoerenza degli USA – 428"

  1. Però Gerusalemme se non sbaglio è stata legittimamente conquistata con la guerra dei 6 giorni, e uno stato sovrano palestinese non è mai esistito. Prima Gerusalemme Est era occupata dalla Giordania, poi è stata presa e fatta propria da Israele!
    Non c’è nessun altro stato che possa rivendicarne la sovranità.
    Mentre la Crimea apparteneva legittimamente allo stato ucraino, ed è stata occupata illegalmente dai soldati russi (non c’era motivo, in Ucraina c’era stato semplicemente un cambio di governo, non avevano dichiarato guerra alla Russia), il referendum è stato una farsa (e infatti è stato considerato illegale da gran parte del mondo, eccetto la Russia e alcune repubbliche ex sovietiche ancora sottomesse alla Russia).
    Insomma, si può essere anti-israeliani per tanti motivi, ma il paragone tra Crimea e Gerusalemme est non regge!

    Io personalmente sono del tutto indifferente alla questione, essendo ateo la cosiddetta “terra santa” non mi suscita alcun interesse (e quindi non penso che ci metterò mai piede), e sia gli israeliani che i palestinesi mi sembrano entrambi dei clan tendenzialmente tribalistici, fanatici, testardi e prepotenti…in una parola STUPIDI(soprattutto i palestinesi).
    E gli stupidi autolesionisti, che emigrano da posti pacifici per tuffarsi in mezzo a una guerra (mi riferisco ai coloni israeliani), per poi fare le vittime quando qualche terrorista gli ammazza i figli; oppure gli stupidi palestinesi, che sprecano molte delle loro poche risorse in una guerra persa, che produce soltanto morti, NON MI FANNO PER NIENTE PENA!

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    1. ti chiedo anticipatamente scusa, ma non riesco a seguire le tue argomentazioni nella prima parte.

      1) tu dici che Gerusalemme e` stata “legittimamente conquistata” con la guerra dei sei giorni; ti riferisci forse a Gerusalemme Est (che comprende anche il centro storico) effettivamente conquistata da Israele in quella guerra del 1967, mentre Gerusalemme Ovest fu conquistata con la guerra del 1948. ma, aldila` di queste precisazione storiche, e` il concetto di “conquista legittima” che mi lascia a bocca aperta: quando una conquista militare e` legittima? io credo che l’unico criterio obiettivo sia la stipula di un successivo trattato di pace, col quale lo stato sconfitto riconosce a posteriori la situazione di fatto; ma nel caso della Palestina un simile trattato di pace non e` stato mai sottoscritto da tutte le parti, e tuttora il mondo arabo (a parte la Giordania, mi pare) non riconosce quelle conquiste; in questo caso di tratta di occupazione straniera a tutti gli effetti, e le condizioni in cui essa dovrebbe svolgersi sono ben definite da convenzioni internazionali; che certamente non prevedono che uno stato possa spostare la propria capitale nel territorio di un altro stato che occupa provvisoriamente.

      2) ancora piu` sconcertante trovo la tua idea che la sovranita` di un territorio possa essere rivendicata soltanto a livello di stati; se cosi` fosse, che fine farebbero mai tutte le guerre di indipendenza di popoli sottoposti al dominio di uno stato straniero e che non sono ancora uno stato? ma la sovranita`, anche secondo la nostra Costituzione, appartiene ai popoli, non agli stati; gli stati sono soltanto una espressione della sovranita` dei popoli e ne dipendono, ma non la possono condizionare.

      3) e tuttavia nel caso specifico una autorita` statale palestinese e` venuta a costituirsi, storicamente, cosi` come prima si era costituita anche una autorita` statale ebraica; affermare che i palestinesi non hanno il diritto di costituirsi in stato perche` in precedenza erano una semplice colonia inglese avrebbe delle conseguenze davvero paradossali: e l’India, allora? ma soltanto per fare un esempio…

      4) nessuno degli osservatori internazionali che hanno seguito il referendum della Crimea lo hanno considerato una farsa e anche l’OCSE ha confermato la sua regolarita`; la decisione di non riconoscerlo e` soltanto politica, ma non puo` essere giustificata per le modalita` di svolgimento, che sono state corrette e rispecchiano la volonta` del popolo di quella regione, del resto russo e non ucraino. quanto al diritto di autodeterminazione dei popoli e` sancito dal Patto internazionale sui diritti civili e politici – a volte definito anche Convenzione -, adottato dall’Onu nel 1966 ed entrato in vigore nel 1976; ne ho parlato qui di recente: Catalogna rovina d’Europa o Europa rovina della Catalogna? – 415.

      4) certo che il paragone fra la Crimea e Gerusalemme Est non regge del tutto: in Crimea la nettissima maggioranza della popolazione ha liberamente deciso di lasciare l’Ucraina, dopo un colpo di stato che ne metteva in pericolo la liberta`; a Gerusalemme Est gli israeliani hanno imposto il loro controllo militare contro la volonta` della popolazione locale (cristiani inclusi, tra parentesi); pensare che gli USA contrastano il referendum della Crimea, ma accettano la conquista militare israeliana di Gerusalemme Est e della Palestina getta una luce inquietante sul loro concetto di democrazia!

      5) mi trovo piu` d’accordo su qualche considerazione finale, ma faccio veramente fatica a capire come si possono considerare stupidi i Palestinesi che da decenni si vedono progressivamente cacciati dalla loro terra da una popolazione immigrata e si ribellano. da tempo osservo sgomento una incapacita` davvero paradossale di assumere il punto di vista altrui che, obiettivamente parlando, lascia ben poche alternative di scelta secondo me, e tanto piu` sono meravigliato di scoprire questa incapacita` di capire il punto di vista palestinese da parte di chi si presenta particolarmente critico sui rischi dell’immigrazione da noi.

      6) l’idea di molti ebrei di abbandonare l’Europa per tornare nella regione che due millenni prima era stata di popolazioni che condividevano la loro stessa religione e di cui non erano per la maggior parte neppure discendenti diretti la trovo anche io, come te, tribalistica, fanatica, testarda e prepotente… in una parola STUPIDA, considerando che quella terra non era deserta, ma abitata da una popolazione locale che si trattava allora di espellere.

      ma non era neppure la prima volta che avveniva nella storia, anzi pare che l’essenza stessa della storia ebraica stia nella ricorrente invasione della Palestina contro gli abitanti del posto, fin dal tempo stesso del mitico Mose` e passando per diversi altri ritorni dopo esserne stati ripetutamente cacciati in esilio.

      7) sarebbe tempo per i Palestinesi di riconoscere lo statu quo e di smettere di combattere gli israeliani occupanti? sembrerebbe buon senso, ma occorre ammettere che e` ben difficile farlo se sono gli occupanti per primi a rifiutare ogni accordo di pace e a continuare, giorno dopo giorno, ad estendere l’occupazione fisica del territorio con la costruzione di nuove colonie ebraiche: politica che condanna Israele alla guerra perpetua e, a mio parere, in prospettiva storica, ad una nuova espulsione da quel territorio dove sta ampiamente dimostrando di non riuscire a convivere, accettando un compromesso con i palestinesi.

      nel 1993 ci fu l’accordo di Oslo fra Arafat, capo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, e Rabin, primo ministro di Israele, col reciproco riconoscimento del diritto ad esistere, che merito` ad entrambi il premio Nobel per la Pace; ma fu un estremista israeliano ad uccidere Rabin nel 1995 e a bloccare il processo di pace, non il contrario.

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      1. Grazie per la risposta come tuo solito molto articolata, che tocca molte questioni e forse può aiutarmi a chiarirmi meglio le idee!

        Intanto ti rispondo sul referendum della Crimea, argomento su cui sono molto più informato, visto che si tratta di storia recente che si può dire che ho quasi seguito “in diretta” (mentre per quanto riguarda Gerusalemme ammetto di avere molte lacune e di conoscere la storia solo a grandi linee, in maniero molto approssimativa)

        Se fosse vero che il referendum della Crimea sia stato una pura e semplice espressione della volontà popolare, sarei d’accordo con te. Ma è stato davvero così?
        Non raccontiamoci favole, se all’epoca(2014) potevano esserci dei dubbi, oramai è acclarato che la Crimea fu invasa dai militari russi(e da mercenari e volontari provenienti da mezza Europa, compresi alcuni italiani militanti nell’estrema destra) da ben prima del referendum( http://www.limesonline.com/la-russia-si-riprende-la-crimea/58802 ), e l’annessione alla Russia fu espressione della volontà di Putin, altro che democrazia!

        Inoltre non vedo come possa essere considerata democratica una votazione avvenuta in un clima di torture, arresti, espulsioni ed esecuzioni sommarie. Che libertà di voto ci può essere in un contesto simile?

        https://www.osservatoriodiritti.it/2017/09/28/crimea-ucraina-onu-accusa-russia/

        P.S. Anche l’OCSE non ha mai riconosciuto il referendum in Crimea, tranne alcune repubbliche ex sovietiche ancora oggi filorusse, nessun altro Paese al mondo ha considerato legittima e democratica l’annessione forzata della Crimea!

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        1. ti ringrazio della tua risposta, ben piu` articolata della mia, sia pure su un solo punto specifico; e mi dispiace per le disfunzioni di wordpress che da qualche tempo non soltanto blocca i commenti che ricevo, ma tenta di inibire a me stesso l’accesso al blog: spero di non farmi prendere da complottismo paranoico, ma credo che sto personalmente cominciando a sperimentare il nuovo clima internet in corso di realizzazione.

          credo che la varia e ricca documentazione che citi non possa essere messa in discussione ed evidenzia diverse criticita` della questione, ma non mette neppure in discussione – a parere mio – le mie due affermazioni fondamentali:

          1) il referendum in se stesso considerato non si e` basato su brogli e quindi si e` svolto regolarmente per quanto riguarda le sue modalita` (affermazione OCSE)

          2) quel che convalida ragionevolmente il risultato, del resto, e` che in un paese a netta maggioranza russa mi pare indubitabile che esista un diritto della popolazione a passare alla Russia dopo un colpo di stato (in Ucraina) che ha messo in pericolo i diritti di quella popolazione.

          forse ragiono in un’ottica troppo sud-tirolese, avendo passato la mia infanzia li`: ma temo che se facessimo un referendum in provincia di Bozen la maggioranza schiacciante deciderebbe la secessione.

          e in questi casi che si fa? a mio parere e per rispetto delle norme fondamentali sull’autodeterminazione dei popoli, si rispetta la decisione.

          occorre fare una scala di valori e quello dell’autodeterminazione, per me, viene prima di qualunque altro.

          poi dimmi pure che sbaglio: ma nessuno aveva chiesto il parere alla Crimea, quando il primo ministro dell’URSS, Kruscev, che era ucraino, la passo` dalla repubblica russa a quella ucraina nel 1954.

          che quella decisione autoritaria sia stata corretta sessant’anni dopo non mi pare un motivo sufficiente per portare il mondo sull’orlo di una guerra globale e neppure per auto-imporci sanzioni economiche dannose per noi e utili solo per gli USA.

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    1. battuta ironica, la tua.

      essere contro il sionismo sinifica essere contro gli ebrei? no, forse significa cercare di proteggerli da se stessi.

      essere contro la politica imperialista dei governi americani significa essere contro gli americani?

      no, io non sono affatto antiamericano; i loro governi, forse, lo sono di piu`.

      (continua il blocco, incomprensibile, dei tuoi commenti: praticamente gli unici, fra l’altro).

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