Contributo alla fanta-scienza 1. 17 dicembre 1967 – il mio 68, 12

1.

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Sgretolato, inaridito, rinsecchito, lenti il sangue e la linfa tra la carne, emergenti da quel mare di naufragi occhi grandi verdi azzurri, salvi.

Disse: – Raccontavano ai miei tempi una storia orribile, che le generazioni si erano tramandata di padre in figlio, impegnandosi con giuramento a non dimenticarla.

Raccontavano del pianeta perduto.

Dove fosse nessuno sapeva: in una parte forse dello spazio dove è proibito agli astronomi di volgere sguardi di potenza moltiplicata, affermava qualcuno, al limite estremo del cielo, dicevano altri, dove si congiunge con l’essere il nulla che monta in ampie maree ad abbracciarlo; ed altri affermano che indefinito era il suo luogo e senza sede vagava di cielo in cielo, sottoposto alle leggi del caso, abitato da una stirpe irrequieta e orgogliosa.

Essa, uscita da un giorno d’amore in tempesta tra cielo afoso di desiderio estivo e distesa infinita di acque, aperte ad accogliere il seme, per fragile gioco d’eventi, dal piccolo pulsare di quella vita confusa traeva l’origine. Ma ignota la nascita, la meta e le cause, priva di dei che ne guardassero il respiro, la stirpe infelice, bisognosa di guida, se stessa fu costretta a venerare –

Schiarito il brontolio della voce, il canuto riprese:

– Legata ad un soffio gettato contro il tempo e troppo minuscola per poter vedere, non perdette mai la fede in se stessa, anzi, ogni altro cacciando, si appoggiò solo a quella.

Qui tacque, a lungo.

– E poi? –

– Poi quando l’acqua dal pianeta del sole scomparve a poco a poco, e si seppero condannati a morire scannandosi, su quel frammento d’atomo rotante, là senza scampo, circondati da ogni parte…

16 dicembre 1967

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tra poco iniziera` qualche stentata rievocazione del grande sogno giovanile di cinquant’anni fa, il favoloso e mitizzato Sessantotto, che riempi` anche una parte cosi` importante della mia vita e ne segno` il destino, ora sotto gli occhi di tutti.

sara` affidata preferibilmente agli opportunisti che ne occuparono i primi post per poi tradirlo il prima possibile.

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mi sottraggo anticipatamente all’orgia delle parole.

ho ritrovato di recente un blog che avevo persino dimenticato di avere pubblicato e che e` sfuggito (come un paio d’altri) alla ripubblicazione in corso qui https://corpus0blog.wordpress.com/ , nel decennale di ogni post:

si intitolava “il mio Sessantotto”: 14 post in tutto, prima di abbandonare il progetto, che era quello di pubblicare quarant’anni dopo (dieci anni fa) quello che avevo scritto quell’anno soltanto per me, assieme a qualche documento della mia attivita` che improvvisamente divenne anche politica e pubblica.

ho abbandonato presto quel progetto che avevo definito “memorie in forma di blog”.

dal naufragio di quel blog, che fu presto cancellato da me e si salvo` solo molto parzialmente in un file erratico nella memoria del mio computer, salvo soltanto due materiali originali, il secondo nel prossimo post.

due raccontini asciuttissimi che dovevano entrare in una raccolta quasi filiforme: Contributo alla fanta-scienza.

col trattino in mezzo, perche` la fantasia doveva contribuire alla scienza e la scienza si pensava potesse portare la fantasia al potere, in quegli anni.

li pubblico con un senso di sfida quasi incosciente al senso del ridicolo.

e non vorrei sembrarvi un ex-garibaldino pentito se a volte penso a quegli anni proprio trattenendo un sorriso di compatimento per me stesso.

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