binazionale il Tirol? – 438

il nuovo governo austriaco di destra (molto di destra!) ha avuto un’idea brillante, o meglio esprime la volontà di realizzare un vecchio progetto, da sempre molto caro alla maggioranza di lingua tedesca della provincia di Bozen: consentire a chi vuole di loro di acquisire anche la cittadinanza austriaca.

a me non importa molto se il governo austriaco che la propone è di destra: mi pare un’idea che va ad aggiungersi alle molte soluzioni originali, parte di De Gasperi (che era trentino), parte di Moro, che hanno tagliato le gambe all’indipendentismo sudtirolese, diventato particolarmente attivo alla fine degli anni Cinquanta ed era già entrato nella via della guerriglia locale.

è per la gestione dell’autonomia di questa minoranza linguistica, ancorata ad una specie di tutela dell’Austria dagli accordi di pace della seconda guerra mondiale, che l’Alto Adige – Sued Tirol rappresenta un modello nel mondo.

la doppia cittadinanza è un ulteriore arricchimento sulla strada del riconoscimento delle specificità sud-tirolesi.

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. . .

del resto non capisco perché la Germania riconosca il diritto alla doppia cittadinanza, italiana e tedesca, ai suoi 600.000 abitanti di origine italiana che ci vivono almeno da 8 anni continuati, e lo stesso per i turchi, e l’Italia non possa fare altrettanto per i 150.000 tirolesi che vivono dentro i suoi confini da alcune generazioni, lasciando loro assumere anche la cittadinanza austriaca, se la chiedono.

alla fine dei due processi paralleli ciascuno stato avrà dentro i suoi confini dei cittadini propri che sono cittadini anche di uno stato esterno.

dopotutto la concessione di questa cittadinanza mi pare quasi più un problema interno austriaco che nostro, visto che sono loro a concederla e non noi: almeno se non modificherà lo status di questi cittadini in Italia.

. . .

dall’anno prossimo i sudtirolesi potranno far parte della nazionale austriaca di calcio, ha detto l’ultradestra austriaca; sai che portenti calcistici nascono in quelle vallate; e, se si trasferiscono in Austria, perdendo la cittadinanza italiana, potranno perfino fare il servizio militare in quel paese e lontano da casa, anziché nelle ospitali caserme della Vinschgau, Val Venosta, o della Pustertal, Val Pusteria.

l’unica cosa discutibile di questa intenzione del nuovo governo austriaco è il modo un poco provocatorio col quale è stata annunciata, dato che per qualche aspetto dovrà essere concordata con noi.

ma levare gli scudi per respingerla sdegnati, come ha cominciato a fare la destra italiana, mi pare ottuso e puerile allo stesso tempo.

. . .

ecco, infatti, il solito isterismo alla Meloni, ovviamente su Facebook:

L’Austria, in barba alla quietanza liberatoria del 1992 tra Roma e Vienna, offre la cittadinanza a chi, in Alto Adige, la richiederà dichiarandosi tedesco o ladino.

Il tutto nel totale e gravissimo silenzio del governo Pd, che in cambio di due miseri collegi assicurati dai voti della Svp, che, come scritto da diversi giornali sarebbero per la Boschi e Delrio, calpestano la nostra dignità nazionale.

qui mi scappa francamente da sghignazzare: ve li immaginate i crucchi delle vallate tirolesi che votano la Boschi? io no, non ci riesco.

L’Austria stia al suo posto e non si permetta queste invasioni illecite!

Pensare di gestire una porzione d’Italia abitata da una maggioranza di cittadini austriaci è follia.

Ci troveremmo di fronte a una secessione mascherata. Giù le mani dall’Italia.

. . .

piuttosto perché non cominciare a riflettere sulla possibiità di estendere il modello anche altrove?

quante altre questioni locali, al confine incerto fra autonomismo e lotta per l’indipendenza, non potrebbero trovare una soluzione originale guardando a questi modelli?

la crisi delle identità nazionali nel nuovo contesto politico europeo non potrebbe trovare la sua soluzione più lineare appunto nelle cittadinanze multiple?

catalani E spagnoli, ad esempio, anziché catalani O spagnoli…

. . .

e per il resto va visto positivamente anche il compromesso di tipo europeista che, nel programma del governo sottoscritto dall’estrema destra austriaca, prevede la permanenza del paese nell’Unione Europea, almeno per il momento.

così le conseguenze della sua vittoria elettorale non saranno immediatamente così devastanti per il destino dell’Unione come si poteva temere e io stesso ho temuto.

. . .

stia attenta, tuttavia, la destra austriaca, perché restano aperte alcune questioni non di poco rilievo:

i sud tirolesi si sentono più tirolesi che austriaci, e forse più che proporre loro la cittadinanza austriaca sarebbe stato meglio offrirgli quella tirolese, e dare la stessa possibilità di doppia cittadinanza, austriaca e tirolese, anche agli abitanti del Tirol austriaco.

e poi, si rifletta ancora un po’ meglio allo status della minoranza ladina, minoranza nella minoranza, storicamente, anche se distinta: al momento sembra compresa nell’accesso alla doppia cittadinanza austriaca, ma questa potrebbe rivelarsi una discriminazione per loro.

. . .

insomma, ci sono diverse carte da giocare dentro questa iniziativa, ma non per sabotarla: per arricchirla.

come ricordavo pochi post fa, il diritto all’indipendenza dei popoli fu una delle pietre miliari della rivoluzione russa di un secolo fa e dovrebbe appartenere al patrimonio di idee di ogni democratico.

. . .

l’utima postilla è autobiografica, ma alcuni queste cose di me le sanno già:

sono un italiano di famiglia italiana, emigrata temporaneamente in Sued Tirol negli anni Cinquanta (mio padre era ufficiale di un reggimento di artiglieria di montagna a Merano/Meran) e sono cresciuto in quel mondo strano bilingue, anche senza avere mai avuto praticamente rapporti con i miei coetanei tirolesi d’origine, perché le scuole erano separate per i due gruppi linguistici e, anche se la parrocchia di Maia Bassa o Untermais era la stessa, separate erano le funzioni, e persino le prime comunioni e le cresime si tenevano in domeniche differenti.

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la questione della minoranza tirolese in Italia (e maggioranza in Sued Tirol) è passata visivamente davanti ai miei occhi di bambino già critico, che sapeva di fare parte di un esercito di occupazione, pochi anni dopo una guerra mondiale che aveva visto la maggioranza dei sud-tirolesi emigrare addirittura nella Germania nazista per acquisire la cittadinanza tedesca, sulla base di un patto scellerato fra Hitler e Mussolini che ne minava alla radice i diritti civili.

e scusate se sorrido sentendo oggi il nostro ministro degli esteri che dichiara: 

«Sarà una discussione da affrontare con grande delicatezza. Il governo – austriaco, of course – si è appena insediato e ne parleremo nei termini che sono assolutamente più coerenti con la nostra storia e con la tutela di quelle nostre popolazioni e di quei nostri concittadini che hanno sempre avuto una posizione molto chiara in merito».

già: molto chiara sempre la loro aspirazione a sentirsi parte del loro mondo.

. . .

una aspirazione da rispettare;

e la doppia cittadinanza a me pare una soluzione intelligente per evitare che il problema assuma una forma conflittuale e addirittura armata (come successe sessant’anni fa).


2 risposte a "binazionale il Tirol? – 438"

  1. La proprietà…i confini…
    Certo, certo le cose sono più complesse … ma siamo in tema…
    Sostituire Svizzera con Austria…

    760
    CONFINI

    Né riga, né barriera le separa,
    Aldiquà del masso bianco, l’Italia,
    Aldilà, Svizzera.

    Non l’hanno detto
    All’erba che parla lo stesso verde,
    Né al vento che ignaro soffia e sconfina.

    Cielo e terra
    Non alzano confini,
    Solo l’uomo incide linee di usurpazione.

    "Mi piace"

    1. in effetti chi vive sulle montagne trova particolarmente insulsi i confini.

      li attraversi e non li vedi.

      gli unici veri confini sono quelli che abbiamo nella testa e ce la tagliano a pezzettini…

      anzi, anzi:

      chi vive sulle montagne trova
      particolarmente insulsi i confini.
      li attraversi e non li vedi.

      gli unici veri confini li abbiamo nella testa
      e ce la tagliano a pezzettini…

      Piace a 1 persona

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