tempi duri per l’intelligenza – 21

Catherine Deneuve e` stata costretta a scusarsi su Liberation per avere sottoscritto la lettera contro la campagna #metoo.

se consideriamo come conformismo e razzismo sono in feroce e prepotente sviluppo nel mondo, forse arriviamo ad una conclusione molto semplice, anche se sommamente impopolare da dire.

la stupidita` trionfa: gli esseri umani in generale stanno diventando piu` stupidi, e questa e` la spiegazione piu` semplice di questa ondata di neonazismo soft che attossica le menti libere.

e qui, per essere mentalmente liberi, e dunque emarginati e anche umiliati, se si conta qualcosa, oramai basta non mettersi a priori in qualche schieramento definito.

. . .

il principale teorico della stupidita` e` Mario Cipolla, che ha scritto il saggio Le leggi fondamentali della stupidita` umana.

Esistono quattro tipi di persone in dipendenza del loro comportamento in una transazione:
– Disgraziato (Sfortunato): chi con la sua azione tende a causare danno a sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro
– Intelligente: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro
– Bandito:  chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma allo stesso tempo danneggia qualcun altro
– Stupido: chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita

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1. gli stupidi danneggiano l’intera società;
2. gli stupidi al potere fanno più danni degli altri;
3. gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;
4. gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi;
5. i ragionevoli sono vulnerabili dagli stupidi perché generalmente vengono sorpresi dall’attacco e non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l’attacco non ha alcuna struttura razionale.

Una persona stupida è più pericolosa di un bandito.
Gli intelligenti, per quanto possano essere ostili, sono prevedibili mentre gli stupidi non lo sono. 

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. . .

ma perche` stiamo diventando tutti piu` stupidi?

perche` stiamo diventando piu` ricchi, o meglio un po’ meno poveri e – come noto – e` il bisogno che aguzza l’ingegno.

togligli il carburante della poverta` e anche l’intelligenza declina.

perche` l’eta` media della popolazione aumenta e, come noto, invecchiando si perde non solo la memoria, ma anche l’intelligenza diminuisce.

perche` la supidita` e` redditizia nei consumi e l’intelligenza fra i produttori: ma i primi devono necessariamente essere molti di piu` dei secondi.

. . .

riflettete bene a questo: la crisi dell’intelligenza, ridotta nelle ricerve indiane dalla stupidita` trionfante, seppellisce per sempre il modello occidentale della democrazia rappresentativa.

occorre guardare a qualche altro modello di organizzazione politica per evitare che il potere sia esercitato a danno della maggioranza, cioe` degli stupidi stessi che, in quanto tali, alle elezioni votao regoarlmente contro se stessi, abbindolati.

infatti il potere della maggioranza e` necessariamente il potere della stupidita`.

se la cosa poteva restare abbastanza nascosta in tempi in cui la stupidita` era timida e si vergognava ancora, diventa uno tsunami irresistibile nei tempi in cui la stupidita` dilaga come una bestia trionfante.

ma questo e` un discorso troppo serio per farlo qui.

. . .

rileggersi piuttosto Musil, la conferenza poi intitolata Elogio della stupidita`:

http://www.sciacchitano.it/Alle%20soglie%20del%20sito/Sulla%20stupidit%C3%A0.pdf

Chi tenti oggi l’impresa di parlare della stupidità corre il rischio di rimetterci le penne in tanti sensi.

Anni fa io stesso scrissi: “Se la stupidità non assomigliasse tanto al progresso, al talento, alla speranza o al miglioramento, nessuno vorrebbe essere stupido”.

Correva l’anno 1931 e nessuno oserà mettere in dubbio che da allora il mondo non abbia visto progressi e miglioramenti!

(ho pensato di chiudere con una citazione dotta; serve soprattutto a dimostrare che non sono stupido, che ho letto qualche libro).

ma perche` l’ho fatto, poi?

eppure bastava continuare a leggere:

Nel suo delizioso e a tutt’oggi insuperato Elogio della follia Erasmo non ha forse scritto che, se non fosse stato per certe stupidaggini, l’uomo non sarebbe neppure venuto al mondo?

. . .

ma lasciamo parlare Musil:

Difficoltà iniziale: chiunque voglia parlare o utilmente partecipare al discorso sulla stupidità, deve presupporre di non essere egli stesso stupido. Così facendo, fa vedere che si considera intelligente, anche se fare così è in generale considerato segno di stupidità.

Si pensa che sia più prudente non mostrarsi intelligenti.

Può darsi che questa prudenza fosse dettata da situazioni in cui per il più debole era realmente più intelligente non essere considerato intelligente, perché la sua intelligenza poteva minacciare l’esistenza del più forte.

Per contro la stupidità sopiva la diffidenza.

Tracce di questa antica astuzia e furba stupidità si trovano realmente in certe situazioni di dipendenza, dove il rapporto di forza è così asimmetrico che al più debole non resta altro che mostrarsi più stupido di quel che non è.

Ne sono esempi la cosiddetta astuzia contadina, i rapporti dei domestici con padroni dotati di qualche vocabolo in più, del soldato con i superiori, dello scolaro con il maestro e del bambino con i genitori.

Per il potente il debole che non può è meno provocatorio del debole che non vuole. 

In perfetta simmetria l’intelligenza mette il padrone sul “chi vive”.

Nel subordinato la si apprezza solo insieme a incondizionata devozione.

Senza certificato di buona condotta, non si sa se sia a vantaggio del padrone.

Allora sempre meno la si chiama intelligenza, più spesso immodestia, insolenza o malizia.

Nella morale ciò ha portato all’idea che la volontà sia tanto più cattiva quanto migliore è il sapere contro cui si adopera.

Persino la giustizia non è rimasta immune da questo pregiudizio personale e giudica sfavorevolmente l’esecuzione intelligente del crimine in quanto “raffinata” e “brutale”.

In politica ognuno può trovare esempi dove vuole.

Sia per paura di passare per stupidi sia per non offendere il comune senso del pudore molti uomini si ritengono intelligenti ma non lo dicono.

Sarà stupido vantarsi di essere intelligente, ma non è sempre intelligente farsi la fama di stupido.

Ma anche in questo non si può generalizzare o l’unica generalizzazione qui consentita sarebbe che a questo mondo la cosa più intelligente è di farsi notare il meno possibile!


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