la razza bianca e` inferiore? – 27

i razzisti affermano che esiste una razza bianca superiore alle altre: su quale parametro si basano?

naturalmente non esistono razze ben distinte nella specie umana e usare un concetto veterinario per definire le culture umane e` una stortura mentale che definisce da sola chi usa questi concetti.

. . .

ma, se qualcuno non volesse credere a chi ha studiato il tema e insistesse a pensare che esiste una razza bianca, allora purtroppo deve ammettere che questa e` inferiore alla razza asiatica.

almeno se usiamo l’intelligenza come metro di misura (ma poi perche` proprio l’intelligenza?)

i cinesi infatti hanno un  QI medio, quoziente di intelligenza, superiore a quello medio degli europei.

QIMONDO

non dipende certo da come sono fatti geneticamente, ma al fatto che la loro cultura e` quella che si e`mantenuta piu` a lungo, senza sostanziali modificazioni, in un quadro di civilizzazione.

la cultura europea, invece, e` regredita nel frattempo ad uno stato di semibarbarie nell’Alto Medioevo, ed e` rinata come civilta` urbana sviluppata solo da poco piu` di un migliaio di anni.

. . .

ma su questi temi riporto una discussione avuta fuori dal blog: prima alcune considerazioni ricevute, e poi la mia risposta.

Caro Mauro,
sono impressionato dalla reazione suscitata dall’ espressione dell’Attilio Fontana candidato della Lega quale presidente della Regione Lombardia alle prossime elezioni: «razza bianca».
Soprattutto perché chi si è stracciato le vesti ha puntato, anziché sul binomio (o molecola) razza bianca, sul monomio (o atomo) razza.
Tale riduzione ha offerto su un piatto d’ argento la difesa al Fontana: che il termine razza c’ è nella Costituzione. Aggiungo io: «serpenti, razza di vipere» come invettiva contro gli ipocriti quattro volte nei Vangeli. E cioè: Giovanni il Battezzatore (secondo che lo chiami tu) in Matteo 3:7 e in Luca 3:7, Gesù (o come altrimenti tu lo chiami) in Matteo 12:34 e Matteo 23:33. Sempre in contesto negativo.
Io ignoro il livello culturale del Fontana (mi pare sia ingegnere, quindi laureato). So per certo che al livello di base, popolare o no, il termine è valorialmente neutro. Infatti si dice (“dice”? “diceva” prima della tentata tabuizzazione politically correct?) anche: razzatore (animale scelto per la riproduzione), razzare, fare razza; che non c’ entra né con rażża (un certo pesce) né con razzìa (arabismo). Come vedi, e forse sai, io ho origini valligiane, in parte contadine, fra piccoli allevatori di montagna, e non vedo perché dovrei censurarmi, vergognarmene (l’ho già dovuto fare per almeno cinque anni al liceo classico).
Nella recente trasmissione televisiva “Di Martedì”, sulla “7”, il conduttore Giovanni Floris, che pur ha fatto fior di studi, tira in ballo la “Treccani” (certamente non quella di Giovanni Gentile, penso qualcosa di più recente o il relativo dizionario) per attestare la esecrabilità del termine.
Ciò mi fa specie per il suo procedimento di legittimazione. La “Treccani” (o altro) come “Costituzione 2” (nell’ Italia multiculturale surrogato del Vangelo), iurare in verba magistri ecc, l’ha detto Aristotele ecc., o, giù giù, l’ha detto la TV. Insomma, a quando un Decreto Legge, o una Legge, o un referendum (come diresti tu) renzino sul vocabolario? Ma non l’aveva già fatto Mussolini per i forestierismi? La lingua italiana di chi è? è del Governo? dello Stato? della Regione (ad es. della c.d. Lombardia ― dei Leghisti, brianzoli o, puta caso, varesini)? E poi sull’ ortografia, sulla ortoepia, su quali libri leggere, su quali giornali leggere ecc.
Ai tempi di Pio XII, durante i quali fummo educati tu ed io, sulla porta della chiesa del mio paese campeggiava l’elenco (“Index librorum prohibitorum” per noi piccoli) della non “Buona Stampa”. Vado a memoria: l’ “Intrepido”, il “Monello”, fors’ anche “Capitan Miki” e “Blak Macigno”, fors’ anche “Topolino” o “Paperino! Tutti vitandi, sostituibili con il “Vittorioso”e “Capitan Walter”, che giù in oratorio c’ erano, e ben rilegati.
Si sta ripetendo la prurigine per cui non si deve dire più “negro” (sostantivo), “negretto”, “Nigrizia” (la rivista che fu di padre Alex Zanotelli), “negritudine” (nella cultura africana postcoloniale degli anni 50 e 60), ma “nero”, che in italiano è aggettivo.
Perché, degli statunitensi, noi, che fummo dalla parte del Vietnam e del Black Power, dobbiamo introiettare anche i sensi di colpa? “Negro” “negroes” no, “nigger” no, “black” sì.
Abbiamo già i nostri. Non escluderei che mio padre in Somalia o in Abissinia (Etiopia???) cantasse, tuttavia con grammaticale ineccepibilità, “Faccetta nera”. Forse anche il tuo.
Ma forse è la mia ingenuità del ginnasiale dell’«omnia munda mundis». Ah, Manzoni!
Che forse ci ha rovinato.
Così, non si deve più dire uxoricidio (lui che ammazza lei o, con bella “par condicio”, viceversa), assassinio, omicidio (su un membro della razza (razza?) umana, homo sapiens), ma “femminicidio” (su una donna? ad opera di una donna?)? Codesto è neoanalfabetismo, tendenzialmente genocidio culturale. Che porta acqua al mulino dei neonazionalisti (pudicamente: sovranisti).
Ma passiamo al binomio «razza bianca». Mi pare sproporzionatamente malizioso qualificare come razzistico (sì, razzistico) il binomio.
Che abbia ragione il destro on. Renato Brunetta quando à rinfacciato al PD di avere ben poco da dire se ricorre a codesti mezzucci? Spero di no, temo di sì.
Mi repelle dire “di colore”, che è purtroppo ho già sentito da persone pur dabbene; o “caucasico” “non caucasico”. Ma qui non è più questione di grammatica, bensì di geografia: se andiamo più in là arriviamo all’India (Arii, Indoariani, Ariani). E il cerchio mitologico, veramente razzistico (la glottologia e Vittore Pisani non c’ entrano), si chiude.
Ciao.
F.

. . .

caro f.,
questa volta sono in totale dissenso con l’assunto principale tuo, anche se hai provato a svilupparlo al meglio.

non so se la tua e` la risposta al mio post sul tema, che razza di Costituzione – 24, ma so che mi leggi (giustamente) solo qua e la`.

razza bianca e` proprio una disgustosa forma espressiva indicativa di razzismo.

l’espressione e` razzista perche` e` falsa.

prima di tutto sul piano scientifico: non esistono razze umane, a differenza che per cani, gatti e cavalli: queste specie infatti esistono da decine di milioni di anni e hanno avuto tempo di differenziarsi; inoltre il presupposto della formazione delle razze, che prepara lentamente la formazione di specie diverse, e` il loro isolamento reciproco.

in questo stesso momento l’esistenza di gruppi umani totalmente isolati (e da quanto? da poche migliaia di anni, qualche centinaio di generazioni), e` rarissima, ed annunciata, quando la si scopre, come un fatto straordinario:

https://wordpress.com/read/feeds/18014444/posts/1739960769

ma gli esseri umani della specie che si definisce Homo sapiens sapiens, ma meglio il Diamond propone di definire Pan (scimpanze`) sapiens sapiens, esiste da meno di 200.000 anni; pensare che in questo periodo possano essersi formate delle razze ben definite e` puerile.

aggiungi che la specie Pan sapiens sapiens ha impiegato le poche decine di migliaia di anni della sua esistenza a migrare continuamente e a colonizzare la Terra in ogni angolino possibile.

e infatti le indagini cliniche biologiche confermano che ci sono spesso piu` differenze genetiche tra gli abitanti dell’una o dell’altra regione europea che tra gli abitanti di qualche regione europea e di qualche regione africana.

chi parla di razza bianca o razza nera e` simile a colui che dovesse parlare di razza bionda, razza bruna o razza castana…

dunque le differenti conformazioni fisiche, oltretutto piuttosto marginali se confrontate con quelle di altre specie, non definiscono delle razze alla stessa maniera che in queste: su questo mi pare esista un solido prevalente consenso in ambito scientifico.

– il secondo motivo per cui l’affermazione e` razzista e` perche` significa ricondurre le differenze culturali alla genetica e dunque proporle come immodificabili; questa e` proprio la radice ultima del razzismo come pesudo-teoria filosofica ed e` un’altra sciocchezza.

le culture fondano, piu` o meno solidamente, profonde differenze nella specie umana (che semmai si differenzia appunto nelle culture e non nelle razze), ma nessuna cultura, neppure la piu` chiusa, e` biologicamente immodificabile.

ho letto in questi giorni di uno studio uscito in Germania, di cui parla la stampa locale, sul sorprendente balzo in avanti del QI, quoziente di intelligenza, negli immigrati africani di seconda o terza generazione; non parliamo degli asiatici perche` notoriamente il loro QI medio e` piu` alto di quello degli europei.

questo dimostra che perfino una caratteristica neutra che sembrerebbe almeno in parte condizionata geneticamente come il QI, ha invece una componente culturale prevalente.

fai crescere un bambino africano, nato da genitori con QI tendenzialmente modesto, in Europa e il loro QI si adeguera` rapidamente all’ambiente.

– per tutti questi motivi credo sia non solo legittimo, ma doveroso esprimere una profonda ripugnanza per l’uso dell’espressione “razza bianca”:

razzista e degno del KKK, come scrivevo nel mio post e come confermo.

ciao


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