c’e` un giudice anche a Kiel, per Puidgemont – 131

e` passato in proverbio il giudice di Berlino che diede ragione ad un mugnaio contro il re di Prussia, Federico II, che voleva espropriargli il mulino, perche` gli disturbava il panorama del suo nuovo castello di Sans Souci; uno dopo l’altro i giudici si facevano condizionare o corrompere, ma alla fine il mugnaio ne trovo` uno onesto che gli diede ragione.

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Federico II non fu mai imperatore, a differenza di quanto leggerete in diversi siti internet; e tuttavia occorreva un certo coraggio a quei tempi per dare torto al re, che era fra l’altro anche nipote del re di Inghilterra Giorgio I, per parte di madre.

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per descrivere lo stile dei tempi, bastera` ricordare che Federico II era omosessuale, ovviamente non dichiarato pubblicamente, ma aveva una relazione affettiva e sessuale stabile con un paggio di corte, Hans Hermann von Katte; con lui progetto` di fuggire in Inghilterra, per sottrarsi al potere paterno; i due furono pero` fermati e arrestati.

il tribunale militare condanno` von Katte all’ergastolo e si dichiaro` non competente per il principe ereditario.

ma il padre di Federico, Guglielmo I, voleva condannarli a morte entrambi; fu a stento distolto dall’uccidere il figlio, ma in compenso lo costrinse ad assistere di persona alla decapitazione del suo amato Hans Hermann, che aveva 26 anni.

220px-Katte

e nessun giudice riusci` a fermarlo.

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bene, con qualche patema d’animo di meno di quel giudice di Berlino del Settecento, il tribunale di Kiel ha respinto la richiesta di estradizione del re di Spagna, per conto del suo governo, contro la testa calda Puidgemont, il capo del governo autonomo della Catalunyia, per l’accusa di ribellione, che comportava fino a 25 anni di carcere.

perche` ci sia l’estradizione, l’accusa deve essere compatibile con la legge tedesca e questa prevede pure il reato di ribellione, pur definendolo alto tradimento, ma a condizione che vi sia esercizio attivo di violenza politica, e non un semplice rischio della medesima, come pretendeva la giustizia spagnola, o quella che si auto-definisce tale.

peraltro la procura del Land si era dichiarata favorevole ad accettare l’accusa del tribunale spagnolo.

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per curiosita`, anche il nostro Codice Penale prevede un reato simile:

Art. 241 Attentati contro la integrita’, l’indipendenza o l’unita’ dello Stato

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l’esercizio di funzioni pubbliche.

Articolo così modificato dalla L. 25 gennaio 2006 sui reati di opinione. Il testo originario comminava la pena di morte.

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rimane invece in piedi contro Puidgemont, col mandato di cattura europeo, l’accusa di uso indebito di fondi pubblici, per l’organizzazione del referendum giudicato illegale dalla corte costituzionale spagnola, e il rischio di 8 anni di carcere.

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comunque intanto Puidgemont e` libero su cauzione, in Belgio altri tre ex-ministri della Catalunyia sono stati rimessi in liberta`, qui senza neppure cauzione, rigettando una analoga richiesta della Spagna, e il diritto in Europa ha almeno ristabilito uno standard minimo di ragionevolezza.

che Puidgemont sia processato in Spagna per un reato tutto sommato minore mi sembra complessivamente adeguato alla sua iniziativa politica alquanto sconsiderata: tuttavia c’e` da dubitare seriamente che possa avere un processo equilibrato.

per ora c’e` stato un giudice a Kiel, la capitale del Land dello Schleswig-Holstein dove Puidgemont era stato fermato, durante il suo esilio dalla Catalunyia.

staremo a vedere se per caso potesse esserci qualche giudice anche a Madrid.


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